Tutti gli articoli di Critica Liberale

Il 25 aprile, ai tempi d’oggi

di Angelo Perrone

Ogni volta è un momento di riflessione, da qualche tempo è diventato motivo di discussione. Persino di contestazione. Tra il compiacimento di pochi, purtroppo al potere, e lo stupore di tanti. Sono per fortuna la maggioranza: coloro che sanno e non dimenticano. Questo, ed altro, è il 25 aprile.
La Storia e la coscienza assicurano che la data, che segna la caduta del fascismo, rappresenti una svolta decisiva e irreversibile, dagli effetti profondi e non più ritrattabili. E, nello stesso tempo, che proprio l’antifascismo debba porsi alla base di quanto avvenuto dopo, esserne il principio ispiratore. Costituire la guida di ciò che tuttora dà alimento e sostanza alle nostre vite, in atteggiamenti pubblici, sensibilità individuali e norme di comportamento.
Si racconta, soprattutto, che quel momento sia fondativo della Repubblica, una pietra angolare su cui si regge la costruzione dello Stato e la vita collettiva, come prefigurata dalla Costituzione, un compendio di regole esemplare per significati e implicazioni.
Verrebbe da credere a tutto ciò e da confidare in simile missione, conquistati ancora oggi, nonostante tante disillusioni, dalla grandezza del disegno e dalla lungimiranza degli scopi.
Sarebbe anche utile pensare, per la nobiltà degli intenti che lo sovrastano, che il destino, immaginato da quanti presero parte alla Resistenza in nome di un’Italia libera e democratica e che poi ne forgiarono le regole supreme, corrisponda in pieno al futuro, un’anticipazione di ciò che sarà di noi domani. E tutto questo senza scarti, correzioni e distinguo.
Ma il presente è ingombro di troppe nuvole grigie, non appare affatto rassicurante, anzi integra cattivi auspici. Sarebbe improvvido non rilevarlo. Nessuna costruzione, anche la più radicata, può dirsi al riparo dai venti avversi, quando sono insistenti, pervicaci e devastanti. Il rischio è che, di fronte al pericolo, le convinzioni più salde smarriscano l’orizzonte e scadano nella retorica inoperosa.

Il referendum anti-Rosatellum

di Paolo Pagliaro

Felice Besostri, il giurista socialista che per le sue iniziative contro
lo strapotere delle nomenklature si era guadagnato il titolo di “difensore degli elettori”, è morto nel gennaio di quest’anno lasciando in eredità un’ultima battaglia, il referendum contro l’attuale legge elettorale chiamata Rosatellum, dal nome del suo proponente Ettore Rosato.

Questa legge, approvata nel 2017, toglie di fatto agli elettori e assegna ai partiti il potere di nominare i parlamentari. Il nostro sistema politico – osservava Besostri – da tempo non è più fondato sul consenso, sul legame sociale tra elettore ed eletto quanto piuttosto sul rapporto fiduciario tra nominante e nominato. Un rapporto tra pochi che restringe il campo del dialogo sociale, crea di fatto una oligarchia e provoca il fenomeno dell’astensionismo, che è da anni la scelta più popolare, come si è visto in queste ore anche in Basilicata.

La situazione è destinata a peggiorare se andrà in porto la riforma costituzionale proposta da Giorgia Meloni, che prefigura una sorta di dittatura della maggioranza relativa.

Martedi 23 aprile a Montecitorio il Comitato promotore del referendum per l’abrogazione parziale delle attuali leggi elettorali hanno presentato i quesiti a cui hanno lavorato – con Besostri – Paolo Antonio Amadìo, Sergio Bagnasco e l’ex senatore liberale Enzo Palumbo. Contestualmente si darà il via alla raccolta delle firme. Trattandosi di un’iniziativa contro lo strapotere delle piccole consorterie che governano i partiti non c’è da attendersi che da questi ultimi venga un sostegno al referendum, né che se ne parli in campagna elettorale. I promotori puntano sulla residua capacità dell’informazione di dettare almeno in parte l’agenda.

(fonte © 9Colonne)
 

300 anni di Immanuel Kant

di Giovanni Perazzoli

Da ragazzo, ricordo di aver sentito Giovanni Ferrara in televisione rispondere in modo brillante a una domanda molto impegnativa postagli da un giornalista: “Dove si trova il punto di passaggio ideale al mondo moderno?” La sua risposta è stata una di quelle che suscitano pensieri e aprono porte. “Il passaggio al mondo moderno”, disse, “è la Critica della ragion pratica di Kant, perché in quest’opera Immanuel Kant definisce il concetto di autonomia morale.” Continua la lettura di 300 anni di Immanuel Kant

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  Sommario


      res publica
      15. riccardo mastrorillo, perché oggi un referendum sulla legge                     elettorale
       la biscondola
      17. paolo bagnoli, come uscire dal baratro autoritario e populista?
      la vita buona
      18. valerio pocar, fascista? antifascista?
       astrolabio
      20. angelo perrone, giorgia, il volto del potere
      22. ettore maggi, una festa della liberazione, nonostante tutto
       l’osservatore laico
      24. francesco zanardi, come e chi alimenta la pedofilia in italia?
      27. comitato di direzione
      28. hanno collaborato
 

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Sommario
risorgimento liberale
03. appello, un’italia unita ed eguale in un’europa di pace
05. petizione per fermare l’autonomia differenziata
editoriale
06. enzo marzo, trasformismo ch’è sì caro
08. bêtise d’oro
cronache da palazzo
09. riccardo mastrorillo, trasformismo a 5 stelle
la biscondola
10. paolo bagnoli, senza alcun pudore
viva la libertà!
11. antonio alberto semi, 25 aprile a venezia
cosmopolis
12. angelo perrone, cultura e società sui dilemmi della guerra
la vita buona
15. valerio pocar, gli opposti terrorismi
astrolabio
17. marco cianca, trent’anni dopo
lo spaccio delle idee
19. roberto einaudi, «l’idea nasce dal contrasto»
20. roberto pertici, luigi einaudi e la storia
24. ettore maggi, resistenze di ieri e di oggi (e forse di domani)
31. comitato di direzione
31. hanno collaborato

 

verso l’europee: la risposta di critica alla mozione Pizzarotti

la redazione

È opportuno probabilmente rimettere in ordine alcuni concetti rispetto alla nostra discussione di queste ore.

Dall’esterno stiamo dando l’impressione di una discussione tutta proiettata su una chiave nazionale.

Ma l’appuntamento elettorale che ci aspetta è un appuntamento europeo e pertanto non c’è niente di peggio che dare questa idea, men che meno se lo si fa agitando il feticcio di una lista per gli Stati Uniti d’Europa. Continua la lettura di verso l’europee: la risposta di critica alla mozione Pizzarotti

la mozione pizzarotti all’assemblea di +europa

Pubblichiamo la mozione proposta da Federico Pizzarotti (Presidente di +Europa) all’assemblea nazionale in corso oggi cui segue un commento della redazione.

ASSEMBLEA NAZIONALE DI PIU’ EUROPA

 Roma, 6 Aprile – 7 Aprile 2024

 MOZIONE: RESTART – UN NUOVO PERCORSO VERSO LA LISTA STATI UNITI D’EUROPA

 Premesso che,

La Direzione nazionale di +Europa ha dato mandato al Segretario di attivare tutte le interlocuzioni che ritiene necessarie affinché +Europa sia presente alle Elezioni Europee 2024, per individuare la migliore modalità di promuovere una lista che abbia l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa e che tenga al centro del programma la tutela dei diritti delle persone, le libertà individuali ed economiche, la lotta al cambiamento climatico e l’innovazione scientifica e tecnologica, verificando la possibilità di coinvolgere altri partiti, movimenti e associazioni, e per presentare, congiuntamente al Presidente, una proposta di partecipazione elettorale alla Direzione, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, dello Statuto; Continua la lettura di la mozione pizzarotti all’assemblea di +europa

basta con primarie e piattaforme torniamo alla politica

di Riccardo Mastrorillo

Da anni sosteniamo che le “primarie” così come concepite dal Partito democratico, siano una soluzione sbagliata e pericolosa, soprattutto laddove per ogni consultazione le regole vengono cambiate, ma soprattutto perché si basano su un corpo elettorale incerto e su un elevatissimo rischio che possano essere inquinate: dalla coalizione avversa, dal malaffare, da chiunque abbia interesse a boicottarle. In assenza di una seria normativa, le primarie ci paiono la peggior soluzione per individuare le candidature. Continua la lettura di basta con primarie e piattaforme torniamo alla politica

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e anche su www.ilfattoquotidiano.it – l’uscita di salvini sul voto in russia supera ogni livello. ma non ci si può ridere su

Sommario
risorgimento liberale
03. appello, un’italia unita ed eguale in un’europa di pace
05. petizione per fermare l’autonomia differenziata
editoriale
06. enzo marzo, quando l’indecenza supera la buffoneria
la biscondola
07. paolo bagnoli, il pallone in campo
astrolabio
08. angelo perrone, una certa idea di democrazia
la vita buona
11. valerio pocar, mimose, parole e il mondo al contrario
lettere scarlatte
13. augusto cavadi, su donne cattive e patriarcato: qualche osservazione critica
lo spaccio delle idee
15. roberto fieschi, infuria il caldo e cessa la bufera. clima – una sfida impossibile?
18. niccolò rinaldi, la longue bêtise futurista
20. giovanni fornero, ogni individuo deve poter disporre della sua vita, perché è sua
23. martina vetritto, libertà va cercando…
28. comitato di direzione
28. hanno collaborato
in vetrina
31. giovanni fornero, il diritto di andarsene. filosofia e diritto del fine vita tra presente e futuro.
32. piero ignazi, il populista in doppiopetto
10. bêtise d’oro
12-14. bêtise