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Rivolte in scatola Resistenza civile e smart repression – 20 gennaio 2024 ore 18,30

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USCITO IL N.141 DEL “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SU IL FATTOQUOTIDIANO.IT

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e anche su www.ilfattoquotidiano.it – premierato e il nuovo bivacco di manipoli, così il parlamento ha fatto autolesionismo

Sommario
la biscondola

03. paolo bagnoli, identificato come “scandaloso antifascista”
allarmi son fascisti!
04. marco cianca, l’italia antifascista – la ducia
06. francesca palazzi arduini, atreju in albania. ancora sulla fantasia abusata dalla politica
spirito critico
08. parenti d’italia
il terzo escluso 2
09. giovanni perazzoli, lo stato sociale tra i due populismi
gli stati uniti d’europa
10. niccolò rinaldi, i tempi di israele nell’unione europea
la vita buona
12. valerio pocar, la carne coltivata
risorgimento liberale
14. raffaello morelli, la cultura liberale ignorata dalla massa dei giornalisti inconsapevole del reale – con postilla di e. ma.
18. riccardo mastrorillo, il nuovo bivacco di manipoli
20. angelo perrone, premierato, quando il capo fa miracoli
23. enzo palumbo, un decalogo contro il premierato elettorale
17. rete l’abuso il portale italiano
28. comitato di direzione
28. hanno collaborato
in vetrina
32. piero gobetti, destinazione parigi. dal fascismo all’esilio – con prefazione di enzo di brango
09. bêtise d’oro
13. bêtise

Atreju in Albania

Atreju in Albania. Ancora sulla Fantasia abusata dalla politica.

di francesca palazzi arduini*

Vale la pena di analizzare ancora l’uso, fuori luogo, di un personaggio fiabesco come testimonial simbolico della kermesse di Fratelli d’Italia, dopo la ben argomentata denuncia di Roberto Saviano, che ha subito a causa della sua franchezza un attacco scomposto diretto finanche alla sua necessità di vivere sotto protezione. Qui si evidenzia anche una critica “di genere” alla scelta e riappare la denuncia purtroppo molto attuale della ricerca di una nuova egemonia culturale, magari minoritaria o soprattutto improvvisata, da parte di molti politici e grazie all’uso dei nuovi social media.

La politica che ambisce a diventare egemonica necessita di intellettuali organici, di rappresentazioni marmoree e architetture ardite per la sua ambizione, con strade da parata, florilegi per i suoi leader, slogan pubblicitari per le sue guerre. Nell’epoca della strategia di marketing, dei troll e degli influencer, per il politico desideroso di colpire l’immaginario del cittadino oltre che dell’elettore funziona qualsiasi pezzo di cultura, riscritto e imparruccato da fantasmi umani della A.I. .

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PANICO ALLA CASA BIANCA

Meloni in Senato recita il suo discorso scritto: «Non mi ricordo di aver detto che bisognava uscire dall’euro». Giornata memorabile. Forse la più abietta di tutta la sua carriera. Può un Presidente del consiglio andare al Senato della Repubblica e in diretta televisiva, consapevolmente, a freddo, ingannare i senatori e tutti i cittadini italiani con una menzogna sesquipedale su una questione di politica internazionale di massima rilevanza? E tentare di camuffarla con un penoso «non ricordo»?. Da vera statista della Garbatella.

Se non ricordava le posizioni ufficiali del suo partito e il suo stesso pensiero sbandierato per decenni in comizi, in discorsi congressuali, in documenti ufficiali, bastava rivolgersi un attimo prima a qualunque commesso del Senato che senz’altro le avrebbe rammentato la verità.

Ovviamente sulla Rete la reazione è stata immediata e la Giorgia è stata seppellita dai video e da tutte le sue citazioni del passato. Ce n’è una addirittura patetica, spazientita: «Sull’Euro abbiamo detto cento volte che siamo per uscire. Pietà»…. Non mancano le ingiurie: c’è chi la definisce «cazzara nera» solo perché per una volta ha voluto superare in sfacciataggine il suo vicepresidente, il «cazzaro verde», che alternava la maglietta amorosa per Putin con quella NO Euro. Insomma un disastro che potrebbe essere alleviato con delle scuse pubbliche. Ma queste non verranno mai. E la loro mancanza ci lascerà ancora più inquieti e dubbiosi per il futuro. Non è possibile, infatti, che Meloni non sia una sfacciata bugiarda ma davvero non memorizzi i fondamentali della politica italiana? Saremmo in presenza di una drammatica “demenza giovanile” davvero preoccupante per il paese. Figuratevi la scena in cui il Presidente del consiglio, alla Casa Bianca, sta a colloquio con Biden e all’improvviso non ricorda se l’Italia sta nella NATO o no…

la lepre marzolina – venerdì 24 novembre 2023

I NOSTRI TITOLI

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 qui  il  programma completo                            continua la lettura             motivazione a cura di Francesca Canino                                                             video messaggio di Farian Sabahi

USCITO IL N.140 DEL “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
astrolabio

03. angelo perrone, fare rumore – giulia cecchettin, la violenza tra i giovani
spirito critico
05. parenti d’italia
la biscondola
06. paolo bagnoli, le molte americhe
cronache da palazzo
08. riccardo mastrorillo, il conflitto nei partiti è il sale della democrazia
la vita buona
09. valerio pocar, la faccia feroce contro i “nemici”
lo spaccio delle idee
11. piero ignazi, giorgio galli, un intellettuale curioso
16. comitato di direzione
16. hanno collaborato
in vetrina
19. mirella serri, uomini contro – la lunga marcia dell’antifemminismo in italia

USCITO IL N.139 DEL “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SU IL FATTOQUOTIDIANO.IT

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e anche su www.ilfattoquotidiano.it – il problema non è il premierato quanto cosa c’è dietro: una democrazia senza democratici

Sommario
04. stati generali del liberalismo 2023
risorgimento liberale
05. marco cianca, una democrazia senza democratici
05. postilla di e.ma., rifare l’italia
la biscondola
07. paolo bagnoli, l’outing di grillo
heri dicebamus
08. giuseppe mazzini, amate, rispettate la donna
09. bêtise planetaria
09. bêtise
astrolabio
10. angelo perrone, indi, la bambina di tutti
res publica
12. antonio caputo, il pasticcio albanese
la vita buona
13. valerio pocar, al servizio del mercato!
15. comitato di direzione
15. hanno collaborato
in vetrina
18. francesca palazzi arduini, rivolte in scatola

Vogliono archiviare il parlamento

di antonio caputo

Il premierato elettivo implica necessariamente l’archiviazione della forma parlamentare di governo frutto della costituzione del 1948 [art.1 da correlare agli artt.70 e ss. della Costituzione, per cui il popolo, titolare della sovranità la esprime tramite i suoi rappresentanti in Parlamento eletti a suffragio universale e diretto, a cui compete esprimere un governo rappresentativo dopo una elezione fondata sul principio “ad ogni testa un voto”). Ergo, il premierato elettivo proposto peraltro dal premier in corso , modifica radicalmente un principio fondamentale della costituzione come tale immodificabile con lo strumento dell’art.138 Costituzione attendando alla stessa forma repubblicana della democrazia parlamentare, non assoggettabile a procedura di revisione, come previsto dall’art. 139 a costituzione vigente. In astratto potrebbe farlo solo una assemblea costituente eletta dal popolo sovrano

DONNE CATTIVE E PATRIARCATO

di giovanni perazzoli

La vicenda della ragazza uccisa dal suo ex fidanzato ha dato la stura alla solita sarabanda di generalizzazioni e strumentalizzazioni. Per l’intellettuale di destra è l’occasione per recuperare, ancora una volta, il ritornello sulla perdita dei Valori Veri nella società occidentale, decadente e tristemente individualista. Fino al grottesco: “c’è troppa cattiveria nelle donne, al giorno d’oggi”. L’intellettuale di sinistra è meno torvo; per lui è l’occasione per passare a un nuovo linguaggio roboante fatto, adesso, di patriarcato, violenza di genere, maschilità tossica (magari senza capire neanche di che cosa si parla), e cercare così di accreditarsi con un movimento che sembra che tiri. Naturalmente, il privato è politico e non si parli di disagio psicologico: servono la rivoluzione e la vera democrazia.

Bisognerà parlare un giorno della disinvoltura con la quale ci si appropria di un sistema di concetti e parole (e.g., il patriarcato) o di narrative (e.g., la crisi dei valori) che ci danno l’impressione di spiegare di colpo il mondo. Era ieri quando spiegavano tutto l’inconscio, la repressione del super-io, l’alienazione ecc. Il metodo di prendere un fatto di cronaca e inquadrarlo dentro una cornice già pronta non ha niente di scientifico. Da dove verrà? Certo non da Karl Popper. Mi fa pensare a quelle prediche di parrocchia che utilizzano un’ondata di emotività per inverare il catechismo. Il “discorso pubblico” è cinico, lo sapevamo. La generalizzazione, del resto, è la macchina della politica. Ci manca solo che si dibatta su “se i neri hanno la musica nel sangue”. Ma ci arriveremo.

In questo contesto di autoreferenzialità, ad ognuno interessa solo il discorso terra terra che ripete da decenni: la sua critica alla destra, la sua critica alla sinistra. A nessuno dei tanti che, senza alcuna competenza, pontifica sulle vere ragioni del femminicidio, interessa ovviamente un bel niente dei femminicidi. Peraltro, trovo anche insopportabile che si rivolgano alla ragazza assassinata chiamandola per nome, come fosse una persona di famiglia.

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