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LE CICOGNE SON TORNATE!

Una buona notizia. Non più presenti da lunghissimo tempo nella Penisola, preferendo, anche per via di cacciatori sconsiderati, la rotta balcanica e quella iberica per le loro migrazioni, da un paio di decenni le cicogne bianche (ciconia ciconia) sono ricomparse in questo Paese, soprattutto nelle aree lombarde e piemontesi, forse attratte dalle vaste aree umide, le risaie, presenti in queste zone. Ora apprendiamo che, per l’impegno benemerito della Lipu, le cicogne sono tornate a nidificare numerose in Calabria. Negli anni le coppie presenti in questa regione hanno dato alla luce più di mille pulcini, centododici solo quest’anno da trentotto coppie stabilitesi sulle piattaforme da nido appositamente predisposte dalla associazione protettrice dei volatili. Gli ecologisti possono rallegrarsene.

Purtroppo non potranno gioirne coloro che paventano il cosiddetto “inverno demografico”. Infatti, questi magnifici uccelli hanno trascurato la loro funzione istituzionale e non hanno recato alcun bebè, deludendo le generali aspettative, in un momento cruciale, quando, per via dello sciopero dei trasporti, anche i cavoli si erano rarefatti.

Valerio Pocar  venerdì  30 ottobre 2026

TREMA MILANO TREMA

Secondo me non bastano. Sabato, e anche domenica, i 500 parà della Folgore avranno il loro da fare per mettere in sicurezza la città di Milano. Sono mandati a ripristinare l’ordine pubblico in una città terrorizzata, ma solo all’ultimo momento, anche se l’annuncio del raduno non è di oggi. Nemmeno l’ottavo decreto sicurezza del governo già Del Mastro-Santanché, potrà nulla contro i danni che provocherà nella città meneghina il Congresso straordinario della Lega di Salvini. Che guai combineranno in due giorni di “guerra ibrida” i devoti putiniani? Altro che maglioni o cellulari rapinati in negozi di lusso… I genitori di Salvini avranno i quattrini per risarcire i soldi gettati per il giocattolo “Ponte di Messina” o per lo scasso della rete ferroviaria italiana perpetrato dal figliuolo? (A proposito: La Lega quando terminerà il rimborso dei 48.969.617 euro truffati allo Stato e rateizzati fino al 2094?).

La Lepre marzolina – giovedì 22 ottobre 2026

GARA TRA MENTECATTI

E più forte di lui. È talmente roso dall’ambizione che non riesce a fare a meno di distruggere o comunque di far perdere la coalizione di Centro sinistra. Prima, Conte annichilisce il risultato del referendum sulla giustizia ingaggiando immediatamente una bella competizione sulle Primarie; poi, avanza pubblicamente assurde pretese sulla materia, che diventano un tormentone oggetto di scherno di tutta la destra e anche delle persone pensanti che hanno a cuore le sorti della sinistra (a cui peraltro Conte, pleonasticamente, assicura di non appartenere). Ora inaugura un’altra battaglia che, se continuasse, stenderebbe un bel tappeto rosso per la propaganda meloniana. Ieri, sembra, si sono riuniti i rappresentanti dell’Opposizione e si sono messi d’accordo almeno (sembra) su un argomento del programma elettorale. E in tempo reale il capo del M5s si precipita a intestarsi il passo in avanti: «Sono venuti sulle nostre posizioni».

La storia continuerà così: Schlein dichiarerà: “La terza virgola del punto tre del programma unitario costituisce una grande vittoria del Pd”. A cui risponderà Patuanelli:“Sì, ma il compromesso sul punto 9 è stato raggiunto dopo il cedimento dell’Avs, che è venuto finalmente sulle nostre tesi”. Ma, a quel punto, Renzi ribatterà: “Grande vittoria di Italia viva che è riuscita a imporre un punto esclamativo che era stato dichiarato inaccettabile dal M5s”. E così via.

Conte ha inaugurato una gara tra mentecatti, che divertirà molto l’elettorato nel pregustare il ricovero urgente di una classe dirigente predisposta al suicidio.

La lepre marzolina –   mercoledì 14 ottobre 2026

LA PARODIA DI UN PATTO SCELLERATO

“ULTIM’ORA-Trump: “All’Ucraina serve un nuovo comico”

Questa battuta, roba da schiattare dalle risate, è il devoto ossequio d’oggi che il Фатто Куотидиано offre quotidianamente a Putin, per celebrare la vittoria russa sull’Ucraina, affermata bisettimanalmente da Orsini e Travaglio almeno da quattro anni e mezzo. Senza alcun senso del ridicolo. Questa volta ci mettono più foga, perché sperano nell’ennesima caricatura del Patto Molotov-Ribbentrop tra due guitti assassini, premi Nobel per la Guerra, che si vogliono dividere il mondo, e che per questo raccolgono l’ammirazione di tutti i Rossobruni.

la lepre marzolina – lunedì 12 ottobre 2026

DEONTOLOGIA GIORNALISTICA Memorie di una lepre scribacchina

Oggi sul “Riformista”, quotidiano di centrodestra comunista, Francesco Damato, già notista del “Giornale” di Montanelli e del “Giorno” ha scritto una “confessione” in prima pagina: «Ricordo di avere chiesto a De Mita, parlandogli alla Camera durante la campagna referendaria [sic! manca la virgola n.d.r.] perché non si fosse speso neppure con un comizio, lasciando che parlassero solo i sindacalisti della Cisl. Perché Craxi perderà il referendum [sulla scala mobile] e Palazzo Chigi, disse Ciriaco tradendo più un auspicio che una previsione. Craxi, che informai con una telefonata, rispose improvvisando una conferenza stampa e annunciando, come per raccogliere e rilanciare la sfida, che si sarebbe dimesso “un attimo dopo” l’eventuale sconfitta referendaria. 

Che bei tempi, in cui il giornalista sente il dovere di dividere col Presidente del consiglio le sue informazioni. Prima di scriverle. Insomma, informatori più che giornalisti….

la lepre marzolina – giovedì 8 ottobre 2026

11 settembre stati uniti e cile

Sono passati pochi giorni dall’11 settembre, venticinquesimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, giustamente commemorato da ogni fonte d’informazione, specialmente, s’intende, negli Stati Uniti.. Fu un accadimento esecrabile di inusitata importanza, vuoi per la novità del fatto (particolarmente sconvolgente per una popolazione che, nonostante la partecipazione a numerose guerre, non aveva mai conosciuto un attacco sul proprio territorio) vuoi per il numero di vittime innocenti.
In sordina è invece passato l’anniversario di un altro 11 settembre, quello cileno. Questo accadimento, infatti, fu meno sconvolgente, anche perché non fu certo una novità che lo zampino dei servizi statunitensi – come autorevolmente si sostiene – favorisse o addirittura provocasse un golpe nei Paesi colpevoli di disturbare il “fratello” americano (anche il nostro Paese non mancò e forse non manca di fratelli maggiori). Del resto, un conto è parlare da vittime di azioni terroristiche e un conto è parlare da complici dei carnefici.
Resta il bilancio delle vittime umane, nel quale conta poco l’aritmetica, di qualche migliaio di civili da una parte e di qualche migliaio dall’altra, ai quali bisogna aggiungere qualche decina di migliaia di desaparecidos e di torturati. Non vogliamo dimenticare né gli uni né gli altri.
valerio pocar – domenica 20 settembre 2026

EN ATTENDANT LA MAGISTRATURA

Nel caso Ranucci, la Rai è riuscita in quello in cui Lavitola, il bombarolo, aveva fallito: fare di un giornalista amico di un maestro di malaffare un giornalista che può realisticamente sognare Palazzo Chigi, o dintorni. La Rai meloniana, invece di aspettare una versione attendibile della Magistratura, usa il suo manganello con largo anticipo. E costruisce un Eroe prima ancora che siano sciolte tutte le di lui ambiguità, vanità, contraddizioni. E così i contiani possono legittimamente strillare in nome della libertà d’informazione, proprio loro che nominarono il più scandaloso presidente Rai, frutto dell’accordo tra Salvini e Berlusconi. 

La lepre marzolina – venerdì 28 agosto 2026

IL PESCE PUZZA DALLA TESTA

Riportiamo fedelmente tra virgolette la comunicazione di un amico a noi molto prossimo. “Tempo fa mi sono infortunato, ma non dell’infortunio voglio parlare, ma del trattamento che ho ricevuto. Passanti caritatevoli mi hanno raccolto e hanno chiamato un’ambulanza, giunta in pochi minuti, che mi ha portato al più vicino pronto soccorso (distante quasi un’ora di viaggio!).  L’astanteria era strapiena, addetto essendo un unico medico, sicché, preceduto dalle urgenze e da coloro giunti prima di me, previo però un accurato esame del sangue, la medica di turno mi ha visitato, con accuratezza e competenze e un immediato esame ecografico, soltanto dopo diverse ore. Quindi, sono stato sottoposto a una prima tac in attesa della seconda prevista dopo ventiquattro ore dall’infortunio. Nel frattempo, esami radiografici completi e, l’indomani, previa visita ortopedica, svolta con gentilezza e competenza, e previa la seconda tac, la medica di turno, gentile e competente (ma sempre l’unica!) mi dimette, dopo aver fissato per il giorno seguente (domenica!) una visita nel centro specializzato dell’ospedale di una città vicina, dove vengo accuratamente visitato e viene stilato il referto specialistico. In complesso, prognosi di trenta giorni. Trattandosi di pronto soccorso, non pago un centesimo”.

Noi trasecoliamo ascoltando il resoconto dell’ottima assistenza prestata, già che si parla tanto di malasanità. Ma l’amico ribatte: “La malasanità non riguarda né medici né infermieri, ma l’organizzazione e la carenza degli investimenti e quindi, tra l’altro, anche l’organico insufficiente del personale sanitario (un solo medico a un pronto soccorso, con decine di infortunati! E se arrivano due urgenze insieme?) Se la sanità non funziona, il giudizio negativo va riservato, via via risalendo, ai vertici regionali e nazionali, e solo occasionalmente al personale sanitario, competente e abnegato, il quale, nonostante le carenze dell’organico e i turni pesanti, riesce ad essere anche gentile e direi quasi affettuoso. Insomma, ancora una volta si conferma la verità del detto: il pesce puzza dalla testa”. Senza commenti.

valerio pocar -venerdì 28 agosto 2026

Coccodrilli domestici

Il noto progressista israeliano Ben-Gvir ha lanciato – così racconta la stampa – la proposta, al tempo stesso ingegnosa e medievale, di costruire fossati intorno alle carceri di massima sicurezza nelle quali sono detenuti i pericolosi palestinesi e guarnire quei  fossati di coccodrilli.

L’idea, per il vero, non nasce dalla testa del ministro ed è mutuata da altro noto progressista, certo Trump, che aveva già pensato di istituire un alligator alcatraz, prevedendo grandi rettili nei fossati. Tuttavia, mentre da quelle parti gli alligatori sono di casa, la proposta dell’israeliano ha suscitato qualche reazione negativa, non già da parte del suo capo Netanyahu, bensì da parte degli animalisti, non già perché l’idea loro apparisse bizzarra e disumana, ma perché i coccodrilli sarebbero dovuto essere importati – nonostante una certa abbondanza di grandi rettili autoctoni – sicché le bestiole avrebbero potuto soffrire in un ambiente diverso dal loro naturale. Giusta la preoccupazione degli animalisti, che condividiamo, senza però che, da umani, fossero sfiorati da un sospetto in merito alla disumanità della proposta e, da animalisti, in merito all’offesa alla dignità degli animali. Noi, da animalisti di lungo corso, non possiamo non rallegrarci e prendere atto che in quel Paese gli animalisti contano assai più dei filo-palestinesi e fors’anche in qualche caso dei sostenitori dei diritti umani.

Come aggirare l’ostacolo? La ministra dell’ambiente ha dimostrato di sapere quanto contino le parole e ha definito i coccodrilli “animali addomesticabili”, alla stregua di cani, gatti o caprette, i quali, per via de3lla loro addomesticabilità, possono anche non essere nativi dei luoghi di soggiorno. Finalmente, come avete sempre desiderato, potrete tenere nella vostra vasca da bagno, meglio ancora nella piscina – senza tema di nuocere alla bestiola e soprattutto d’incorrere negli strali degli animalisti – un domestico coccodrillo nilotico. Basterà ricordarsi, ci raccomandiamo, di carezzarlo/a ogni tanto e di lisciargli/le le scaglie della corazza.

valerio pocar – 31 luglio 2026

ONAGROCRAZIA

L’allarme del procuratore di Palermo de Lucia fa venire il latte alle ginocchia. Prima, denuncia che l’attività mafiosa viene gestita in larga parte dall’interno delle carceri; poi, calca la mano con una notizia agghiacciante: “Sappiamo che la mafia cerca droni lanciamine”. Benedetto Croce definì il governo mussoliniano, magistrale esempio per quello attuale, una “onagrocrazia”, ossia il governo degli asini selvaggi… Gli eredi, “selvaggi” non sappiamo, ma asini sono certamente. Invece di dedicarsi alle fiaschetterie e alle bisteccherie avrebbero potuto risolvere qualche minimo problema delle carceri bloccando i cellulari all’interno degli edifici carcerari… sarebbe bastato rivolgersi a un qualunque minore di 16 anni e farsi dare una mano. Ma sanno soltanto ragliare.

La lepre marzolina – martedì 28 luglio 2026