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Masochisti Idioti

Giorgia era inciampata su un sassolino. Il suo attacco scomposto sulla scarcerazione di Youssef Siher era stato smentito da incontrovertibili dati di fatto. Può accadere, se ci si informa solo dai servitori angelucciani. E non era neppure finita. In conferenza stampa, incalzata da un giornalista vero, aveva reagito con una ridicola e davvero imbarazzante “pezza a colori” peggiore del buco. Un grave incidente. Eccessivo. Il M.I., fazione trasversale di tutto il centro-sinistra, entra in agitazione. Come si può rimediare a questo inaspettato regalo meloniano? Così, a un eminente rappresentante della corrente viene immediatamente un’ideona: “candidiamo alle Politiche l’apprendista agitatore”, semmai nella circoscrizione di Milano centro. Così, l’Opposizione, dandosi una micidiale martellata sui santissimi, può pareggiare il conto delle scemenze e assicurarsi di poter vegetare per chissà quanto tempo nella calda cuccia dell’eterna minoranza.

La lepre marzolina – sabato 31 ottobre 2026

LE CICOGNE SON TORNATE!

Una buona notizia. Non più presenti da lunghissimo tempo nella Penisola, preferendo, anche per via di cacciatori sconsiderati, la rotta balcanica e quella iberica per le loro migrazioni, da un paio di decenni le cicogne bianche (ciconia ciconia) sono ricomparse in questo Paese, soprattutto nelle aree lombarde e piemontesi, forse attratte dalle vaste aree umide, le risaie, presenti in queste zone. Ora apprendiamo che, per l’impegno benemerito della Lipu, le cicogne sono tornate a nidificare numerose in Calabria. Negli anni le coppie presenti in questa regione hanno dato alla luce più di mille pulcini, centododici solo quest’anno da trentotto coppie stabilitesi sulle piattaforme da nido appositamente predisposte dalla associazione protettrice dei volatili. Gli ecologisti possono rallegrarsene.

Purtroppo non potranno gioirne coloro che paventano il cosiddetto “inverno demografico”. Infatti, questi magnifici uccelli hanno trascurato la loro funzione istituzionale e non hanno recato alcun bebè, deludendo le generali aspettative, in un momento cruciale, quando, per via dello sciopero dei trasporti, anche i cavoli si erano rarefatti.

Valerio Pocar  venerdì  30 ottobre 2026

Csm, l’attesa dopo il mandato tutela la credibilità: perché non accorciarla

di angelo perrone

Dimezzare con un emendamento l’attesa dei togati del Csm prima di ottenere incarichi direttivi contraddice lo scopo della regola, la credibilità della giustizia, e il metodo: un decreto legge, senza il parere del Csm.

Può sembrare un dettaglio, e rispetto al caro vita, al lavoro che manca, agli studi difficili, al prezzo della benzina e ai conflitti nel mondo lo è. Eppure vale la pena fermarsi su un emendamento presentato in questi giorni alla Camera, perché dice qualcosa sul modo in cui si scrivono le regole. Continua la lettura di Csm, l’attesa dopo il mandato tutela la credibilità: perché non accorciarla →

USCITO IL N.199 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
rete per un voto libero e uguale

03. DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE
04. angelo perrone, chi scrive le regole non dovrebbe giocarci
la biscondola
05. paolo bagnoli, la democrazia dell’assenza
la vita buona
07. valerio pocar, viva la squola!
astrolabio
09. pasquale giannino, la scuola sotto attacco: docenti alla gogna
cronache da palazzo
11. riccardo mastrorillo, imparare a usare l’uncinetto – critica semiseria ai centrini
12-14 bêtise
cosmopolis
13. professione reporter, “zelensky cocainomane, macron pedofilo”. newsguard: 906 notizie false dalla russia
15. angelo perrone, il ritorno al buio: la condizione femminile in afghanistan e il silenzio dell’occidente
lo spaccio delle idee
17. roberto badulato, politica, postpolitica, iperpolitica
19. antonio pileggi, grazia deledda, piero gobetti, giovanni amendola e dario fo
24. comitato di direzione
24. hanno collaborato

MELONI E SALVINI INVENTANO IL DIRITTO CIVILE, CHE GIÀ ESISTEVA A LORO INSAPUTA

di angelo iannaccone*

Annunciata la rivoluzione del «chi rompe paga»: nei tribunali si continuano a condannare i responsabili dei danni al risarcimento, come accade già da qualche secolo; ma da oggi il merito è del governo.
Presentando il decreto sicurezza approvato il 20 ottobre, Giorgia Meloni ha dichiarato: «Con questo provvedimento applichiamo un principio semplice: chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori»; una frase che, pronunciata nell’annunciare le misure del governo, presenta come conquista del governo un obbligo che esisteva già ed era regolarmente applicato. Continua la lettura di MELONI E SALVINI INVENTANO IL DIRITTO CIVILE, CHE GIÀ ESISTEVA A LORO INSAPUTA →

TREMA MILANO TREMA

Secondo me non bastano. Sabato, e anche domenica, i 500 parà della Folgore avranno il loro da fare per mettere in sicurezza la città di Milano. Sono mandati a ripristinare l’ordine pubblico in una città terrorizzata, ma solo all’ultimo momento, anche se l’annuncio del raduno non è di oggi. Nemmeno l’ottavo decreto sicurezza del governo già Del Mastro-Santanché, potrà nulla contro i danni che provocherà nella città meneghina il Congresso straordinario della Lega di Salvini. Che guai combineranno in due giorni di “guerra ibrida” i devoti putiniani? Altro che maglioni o cellulari rapinati in negozi di lusso… I genitori di Salvini avranno i quattrini per risarcire i soldi gettati per il giocattolo “Ponte di Messina” o per lo scasso della rete ferroviaria italiana perpetrato dal figliuolo? (A proposito: La Lega quando terminerà il rimborso dei 48.969.617 euro truffati allo Stato e rateizzati fino al 2094?).

La Lepre marzolina – giovedì 22 ottobre 2026

Protesta e violenza: la distinzione che la politica non vuole fare

di angelo perrone

Le violenze di Milano vanno condannate senza attenuanti, ma non esauriscono le ragioni di una protesta giovanile diffusa. Né chi guarda solo all’ordine pubblico né chi legge la violenza come una forma di protesta aiuta a capirla. Serve una politica che risponda.

Un cappuccio nero, una vetrina in frantumi, un telefono alzato per filmare. Le immagini di Milano di sabato 17 ottobre, con il saccheggio del Decathlon in Foro Buonaparte e l’assalto a un supermercato di via Torino, sono quelle che resteranno. Ma dietro quelle immagini c’è dell’altro, e confonderlo con esse sarebbe un doppio errore: verso la verità dei fatti e verso i ragazzi che con i saccheggi non c’entrano nulla. Continua la lettura di Protesta e violenza: la distinzione che la politica non vuole fare →

GARA TRA MENTECATTI

E più forte di lui. È talmente roso dall’ambizione che non riesce a fare a meno di distruggere o comunque di far perdere la coalizione di Centro sinistra. Prima, Conte annichilisce il risultato del referendum sulla giustizia ingaggiando immediatamente una bella competizione sulle Primarie; poi, avanza pubblicamente assurde pretese sulla materia, che diventano un tormentone oggetto di scherno di tutta la destra e anche delle persone pensanti che hanno a cuore le sorti della sinistra (a cui peraltro Conte, pleonasticamente, assicura di non appartenere). Ora inaugura un’altra battaglia che, se continuasse, stenderebbe un bel tappeto rosso per la propaganda meloniana. Ieri, sembra, si sono riuniti i rappresentanti dell’Opposizione e si sono messi d’accordo almeno (sembra) su un argomento del programma elettorale. E in tempo reale il capo del M5s si precipita a intestarsi il passo in avanti: «Sono venuti sulle nostre posizioni».

La storia continuerà così: Schlein dichiarerà: “La terza virgola del punto tre del programma unitario costituisce una grande vittoria del Pd”. A cui risponderà Patuanelli:“Sì, ma il compromesso sul punto 9 è stato raggiunto dopo il cedimento dell’Avs, che è venuto finalmente sulle nostre tesi”. Ma, a quel punto, Renzi ribatterà: “Grande vittoria di Italia viva che è riuscita a imporre un punto esclamativo che era stato dichiarato inaccettabile dal M5s”. E così via.

Conte ha inaugurato una gara tra mentecatti, che divertirà molto l’elettorato nel pregustare il ricovero urgente di una classe dirigente predisposta al suicidio.

La lepre marzolina –   mercoledì 14 ottobre 2026