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Marzabotto: la polemica della FIAP

di antonio caputo – FIAP

Il comunicato, quorum ego, della Presidenza Fiap

𝐈𝐥 𝟐𝟑 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐚̀ 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞.
A Marzabotto, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, le SS della Reichsführer sterminarono settecentosettanta civili. Donne, bambini, anziani, interi nuclei familiari. È il più grande eccidio nazifascista di civili avvenuto in Europa occidentale. Il gonfalone del Comune è decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Come Presidenza della FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane esprimiamo ferma contrarietà. Continua la lettura di Marzabotto: la polemica della FIAP

Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”

156° della Breccia di Porta Pia

vi aspettiamo domenica 20 settembre 2026 sul luogo della Breccia

Era l’alba del 20 settembre del 1870, quando l’artiglieria dell’esercito italiano entrava in azione per aprire un varco nella cinta muraria vaticana. Dopo 5 ore di cannoneggiamenti il muro cedeva nel tratto tra Porta Pia e Porta Salaria. Alle 9.45 i bersaglieri della XII e XIV divisione entravano in Roma. Era la fine della teocrazia vaticana. Roma diventava capitale d’Italia. Roma era restituita all’Italia, e l’Italia all’Europa.

Si compiva un processo storico che a Roma aveva visto nascere il Comune di Arnaldo da Brescia, la Repubblica di Cola di Rienzo. Successi insperati, ma che erano stati possibili grazie a quel piccolo fiume carsico di artigiani e lavoratori, di cui le strade di Roma conservano ancora memoria (Via dei Funari, Fornari, Falegnami, Giubbonari ecc.). C’era un’altra Roma che si opponeva allo strapotere della rendita: nobiliare e papalina.

Una Roma resistente, che avrebbe ripreso il filo rosso della storia con la nascita della Repubblica giacobina nel 1798, e ancora nel Risorgimento con quella mazziniana del 1849. Rivoluzioni di emancipazione, represse ogni volta, ma che lasciavano il segno nella storia.

Questa Roma del popolo il 20 settembre del 1870 salutava gioiosamente l’ingresso dei bersaglieri nella città, intonava per le strade la marcia di Garibaldi, sventolava la bandiera italiana da finestre e balconi, indossava la coccarda tricolore… saliva sulla torre del Campidoglio per liberarlo dagli zuavi papalini.

Nel principio laicità, quella Breccia ha segnato l’apertura alla cittadinanza democratica, che chiama ognuno alla responsabilità dell’impegno etico-politico-sociale per un mondo di liberi ed uguali. Un impegno oggi ancora più necessario di fronte a rigurgiti nazifascisti e fanatismi religiosi, mentre nostalgie di patriarcato in gerarchizzazione sessista e sociale continuano a minare l’affermazione della pari dignità.

Quella dignità che la Costituzione della Repubblica italiana pone in corrispondenza dell’uguaglianza, per il concretizzarsi della piena cittadinanza democratica.

Allora questa Breccia continui a essere il nostro faro di liberazione da ogni sopraffazione e sopruso nel motto internazionale dei Liberi Pensatori Né dogmi Né padroni.

USCITO IL N.196 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
 03. A MIRELLA
la biscondola
04. paolo bagnoli, l’eterno ritorno del sempre uguale
lo spaccio delle idee
06. ermanno vitale, l’afa agostana del lazzaretto
astrolabio
07. angelo perrone, primarie: scontro o mediazione? la sfida dell’opposizione oltre il rumore mediatico
10. francesca palazzi arduini, simone weil, nefandezze
della roma imperiale e loro attualità
18. maurizio delli santi, la morte di ratko mladić e il monito di srebrenica: la sfida permanente contro la barbarie
gli stati uniti d’europa
14. piervirgilio dastoli, l’attualità del progetto e del metodo del primo parlamento europeo eletto
21. casapound 8291 giorni di occupazione illegale
editoriale
22. riccardo mastrorillo, il futuro appare sempre più nero
cosmopolis
24. maurizio delli santi, l’81ª assemblea dell’onu nella crisi dell’ordine liberale – fermare le guerre, rilanciare i principi universali dello stato di diritto
29. comitato di direzione
29. hanno collaborato

Torna la scuola: la formazione della persona e il cantiere della cittadinanza

di angelo perrone

Nei ricordi di chi è già adulto, era il trillo della campanella a scandire obblighi e ritmi: segnale odioso all’inizio della giornata, liberatorio al termine di spiegazioni aride. Oggi si cerca di superare quella rigidità, trasformando il rientro in un momento simbolico. Eppure, la scuola italiana resta appesantita da nodi irrisolti: precarietà, retribuzioni modeste, incertezza strutturale. Una distanza tra istituzione e società che rischia di alimentare un senso di estraneità e smarrimento. Continua la lettura di Torna la scuola: la formazione della persona e il cantiere della cittadinanza

INVETTIVA CONTRO IL SEDICENTE ISTITUTO LIBERALE

di riccardo mastrorillo

Qualche ora fa mi hanno segnalato che gira sui social un post indegno, scritto da un gruppo che si definisce “Istituto Liberale”, nel post si afferma, senza alcuna vergogna: «Nonostante si stiano impegnando a dipingerlo come un partito nazista semplicemente perché vorrebbe un maggiore controllo delle frontiere, AFD ha un programma fortemente liberale per quanto riguarda l’economia e la libertà di espressione».
Continua la lettura di INVETTIVA CONTRO IL SEDICENTE ISTITUTO LIBERALE

La Dichiarazione di indipendenza dell‘Ucraina e le frontiere della libertà in Europa

di maurizio delli santi*

Il 24 agosto 1991 non è stato una mera conseguenza notarile del collasso sovietico: l’Atto di Dichiarazione d’Indipendenza dell’Ucraina rappresenta l’approdo consapevole di un percorso secolare di emancipazione nazionale, intimamente connesso alle radici liberali dell’Europa continentale. Quando il 19 agosto 1991 la linea dura del regime sovietico – la cosiddetta “Banda degli Otto” guidata dal capo del KGB Vladimir Krjučkov, dal ministro della Difesa Dmitrij Jazov e dal vicepresidente Gennadij Janaev – orchestrò il golpe reazionario a Mosca, la reazione a Kyiv fu immediata: l’Atto non nacque dal caos, ma dalla lungimiranza del dissidente ed ex prigioniero politico Levko Lukjanenko e degli esponenti dell’opposizione democratica. Redatto d’urgenza per proteggere il Paese dal ritorno della dittatura comunista, il testo della Dichiarazione fu approvato dalla Verchovna Rada con una storica maggioranza di 321 voti su 360 parlamentari presenti, per poi ricevere la definitiva e solenne ratifica del popolo nel referendum del 1° dicembre dello stesso anno. Continua la lettura di La Dichiarazione di indipendenza dell‘Ucraina e le frontiere della libertà in Europa

EN ATTENDANT LA MAGISTRATURA

Nel caso Ranucci, la Rai è riuscita in quello in cui Lavitola, il bombarolo, aveva fallito: fare di un giornalista amico di un maestro di malaffare un giornalista che può realisticamente sognare Palazzo Chigi, o dintorni. La Rai meloniana, invece di aspettare una versione attendibile della Magistratura, usa il suo manganello con largo anticipo. E costruisce un Eroe prima ancora che siano sciolte tutte le di lui ambiguità, vanità, contraddizioni. E così i contiani possono legittimamente strillare in nome della libertà d’informazione, proprio loro che nominarono il più scandaloso presidente Rai, frutto dell’accordo tra Salvini e Berlusconi. 

La lepre marzolina – venerdì 28 agosto 2026

LA LEZIONE DEL CASO RANUCCI-LAVITOLA

di angelo perrone

Il caso Ranucci-Lavitola intreccia dinamiche giudiziarie e umane. C’è l’indagine sull’attentato dinamitardo ed emerge il piano psicologico, fatto di fragilità, lusinghe e seduzioni sottili con gesti apparentemente innocui. Sullo sfondo, la riflessione sul giornalismo d’inchiesta e sulla credibilità di chi informa, un bene prezioso. Questa storia parla di cronaca, di vulnerabilità umana e del delicato equilibrio tra fiducia pubblica e ambizione personale.

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IL PESCE PUZZA DALLA TESTA

Riportiamo fedelmente tra virgolette la comunicazione di un amico a noi molto prossimo. “Tempo fa mi sono infortunato, ma non dell’infortunio voglio parlare, ma del trattamento che ho ricevuto. Passanti caritatevoli mi hanno raccolto e hanno chiamato un’ambulanza, giunta in pochi minuti, che mi ha portato al più vicino pronto soccorso (distante quasi un’ora di viaggio!).  L’astanteria era strapiena, addetto essendo un unico medico, sicché, preceduto dalle urgenze e da coloro giunti prima di me, previo però un accurato esame del sangue, la medica di turno mi ha visitato, con accuratezza e competenze e un immediato esame ecografico, soltanto dopo diverse ore. Quindi, sono stato sottoposto a una prima tac in attesa della seconda prevista dopo ventiquattro ore dall’infortunio. Nel frattempo, esami radiografici completi e, l’indomani, previa visita ortopedica, svolta con gentilezza e competenza, e previa la seconda tac, la medica di turno, gentile e competente (ma sempre l’unica!) mi dimette, dopo aver fissato per il giorno seguente (domenica!) una visita nel centro specializzato dell’ospedale di una città vicina, dove vengo accuratamente visitato e viene stilato il referto specialistico. In complesso, prognosi di trenta giorni. Trattandosi di pronto soccorso, non pago un centesimo”.

Noi trasecoliamo ascoltando il resoconto dell’ottima assistenza prestata, già che si parla tanto di malasanità. Ma l’amico ribatte: “La malasanità non riguarda né medici né infermieri, ma l’organizzazione e la carenza degli investimenti e quindi, tra l’altro, anche l’organico insufficiente del personale sanitario (un solo medico a un pronto soccorso, con decine di infortunati! E se arrivano due urgenze insieme?) Se la sanità non funziona, il giudizio negativo va riservato, via via risalendo, ai vertici regionali e nazionali, e solo occasionalmente al personale sanitario, competente e abnegato, il quale, nonostante le carenze dell’organico e i turni pesanti, riesce ad essere anche gentile e direi quasi affettuoso. Insomma, ancora una volta si conferma la verità del detto: il pesce puzza dalla testa”. Senza commenti.

valerio pocar -venerdì 28 agosto 2026

DALLA CHIESA E LA FORZA DELLO STATO LIBERALE

di maurizio delli santi

 A quarant’anni dalla strage di via Carini, la lezione di Dalla Chiesa interroga su quale idea dello Stato, della sicurezza, della legalità e della democrazia si vuole attuare di fronte alle mafie che cambiano volto, alle nuove forme della criminalità,  ma anche alle tentazioni di una politica che vuol fare della  sicurezza solo propaganda, o, peggio, una condizione separata dalla Costituzione.

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