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GARA TRA MENTECATTI

E più forte di lui. È talmente roso dall’ambizione che non riesce a fare a meno di distruggere o comunque di far perdere la coalizione di Centro sinistra. Prima, Conte annichilisce il risultato del referendum sulla giustizia ingaggiando immediatamente una bella competizione sulle Primarie; poi, avanza pubblicamente assurde pretese sulla materia, che diventano un tormentone oggetto di scherno di tutta la destra e anche delle persone pensanti che hanno a cuore le sorti della sinistra (a cui peraltro Conte, pleonasticamente, assicura di non appartenere). Ora inaugura un’altra battaglia che, se continuasse, stenderebbe un bel tappeto rosso per la propaganda meloniana. Ieri, sembra, si sono riuniti i rappresentanti dell’Opposizione e si sono messi d’accordo almeno (sembra) su un argomento del programma elettorale. E in tempo reale il capo del M5s si precipita a intestarsi il passo in avanti: «Sono venuti sulle nostre posizioni».

La storia continuerà così: Schlein dichiarerà: “La terza virgola del punto tre del programma unitario costituisce una grande vittoria del Pd”. A cui risponderà Patuanelli:“Sì, ma il compromesso sul punto 9 è stato raggiunto dopo il cedimento dell’Avs, che è venuto finalmente sulle nostre tesi”. Ma, a quel punto, Renzi ribatterà: “Grande vittoria di Italia viva che è riuscita a imporre un punto esclamativo che era stato dichiarato inaccettabile dal M5s”. E così via.

Conte ha inaugurato una gara tra mentecatti, che divertirà molto l’elettorato nel pregustare il ricovero urgente di una classe dirigente predisposta al suicidio.

La lepre marzolina –   mercoledì 14 ottobre 2026

LA PARODIA DI UN PATTO SCELLERATO

“ULTIM’ORA-Trump: “All’Ucraina serve un nuovo comico”

Questa battuta, roba da schiattare dalle risate, è il devoto ossequio d’oggi che il Фатто Куотидиано offre quotidianamente a Putin, per celebrare la vittoria russa sull’Ucraina, affermata bisettimanalmente da Orsini e Travaglio almeno da quattro anni e mezzo. Senza alcun senso del ridicolo. Questa volta ci mettono più foga, perché sperano nell’ennesima caricatura del Patto Molotov-Ribbentrop tra due guitti assassini, premi Nobel per la Guerra, che si vogliono dividere il mondo, e che per questo raccolgono l’ammirazione di tutti i Rossobruni.

la lepre marzolina – lunedì 12 ottobre 2026

I NOSTRI ARTICOLI


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USCITO IL N.198 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
l’osservatore laico

03. francesco zanardi, lo scandalo di enna – istituzioni genuflesse alla chiesa
la biscondola
05. paolo bagnoli, non dimenticare piero calamandrei
cosmopolis
07. maurizio delli santi, ottant’anni da norimberga — le pietre d’inciampo, la memoria e la responsabilità della giustizia
10. ermanno vitale, grande mobilitazione, pollai e “tanatopolitica”
12. niccolò rinaldi, i talebani e l’apartheid di genere in afghanistan
la vita buona
14. valerio pocar, burqa, scolastico o elettorale?
astrolabio
16. gianni cuperlo, una pessima riforma elettorale
18. angela furlan, diritti senz’anima – l’effettività amministrativa dei diritti fondamentali alla prova del caso miriam
21. barbara fabbroni, aggredire, filmare, condividere: che cosa sta accadendo ai nostri ragazzi?
25. roberto fieschi, energia dalla fusione nucleare
lo spaccio delle idee
23. alessandro cavaliere, gregory bateson e l’ecologia liberale – oltre la pianificazione di sinistra e il finto pragmatismo di destra
in fondo
27. enzo marzo, 1. il conclave – cum clave  2. il pelo e il vizio del lupo
30. comitato di direzione
30. hanno collaborato

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE E L’EQUILIBRIO DELLA COSTITUZIONE

di maurizio delli santi*

In una fase di profonde trasformazioni degli equilibri istituzionali, appare necessario riaffermare la centralità del Parlamento e il valore dei contrappesi che presidiano la democrazia costituzionale.

«Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una profonda e motivata preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati»: così cominciava l’appello, significativamente intitolato “Torniamo alla Costituzione”, sottoscritto da oltre un centinaio di docenti di Diritto costituzionale, a testimonianza dell’ ennesimo allarme per la tenuta dei principi fondamentali della rappresentanza democratica e dell’equilibrio tra gli organi dello Stato. Nonostante ciò, la riforma è stata approvata, dando così avvio a un nuovo fronte di battaglia destinato a sfociare davanti alla Corte costituzionale.  Vale premettere una prospettiva: non ci interessa qui sostenere una linea politica di parte, ma solo richiamare le grandi elaborazioni della moderna democrazia deliberativa e della cultura giuridica europea. Si tratta di rifarsi ai modelli politici ispirati da pensatori come Hans Kelsen e Jürgen Habermas: la legittimazione democratica non può prescindere dal rispetto delle garanzie costituzionali e dal “parlamentarismo puro”, inteso come espressione di piena rappresentatività del pluralismo politico e della volontà popolare. Continua la lettura di LA NUOVA LEGGE ELETTORALE E L’EQUILIBRIO DELLA COSTITUZIONE →

Il livore del popolo sovrano

di danilo campanella 

La psicologia delle folle è una dinamica collettiva, in cui si intrecciano una miriade di condizioni, alcune delle quali sfuggiranno sempre anche al più abile ingegnere sociale. L’ennesima legge elettorale stabilirà nuove regole del gioco per i candidati alla rappresentanza istituzionale. Dietro le strategie e i macchinosi calcoli volti a scegliere tra rappresentanza e stabilità, in molti tra i cittadini sono “distratti” da altro: guadagnarsi da vivere. Continua la lettura di Il livore del popolo sovrano →

Il boia che non riesce: la pena di morte allo specchio

di angelo perrone

Christa Pike è sopravvissuta a due iniezioni letali: lo Stato che voleva ucciderla ora la cura. Dal patibolo alla pena esemplare e alla sicurezza, il caso pone una sola domanda: quale proporzione deve esserci tra il fatto e la pena?

Il 30 settembre, in Tennessee, lo Stato ha tentato di mettere a morte Christa Pike, condannata nel 1996 per l’omicidio di Colleen Slemmer. A trent’anni dalla sentenza, la donna è sopravvissuta alla prima dose di iniezione letale e, come previsto dalla procedura, ne è stata somministrata una seconda. È sopravvissuta anche a quella. Nessuna norma prevedeva che cosa fare in un caso simile, e le autorità l’hanno trasferita in ospedale. Secondo i suoi legali è intubata, attaccata al respiratore, priva di conoscenza; durante l’esecuzione sarebbero stati usati sette aghi. I giornalisti presenti hanno detto che nulla di ciò che era accaduto era normale. Continua la lettura di Il boia che non riesce: la pena di morte allo specchio →

DEONTOLOGIA GIORNALISTICA Memorie di una lepre scribacchina

Oggi sul “Riformista”, quotidiano di centrodestra comunista, Francesco Damato, già notista del “Giornale” di Montanelli e del “Giorno” ha scritto una “confessione” in prima pagina: «Ricordo di avere chiesto a De Mita, parlandogli alla Camera durante la campagna referendaria [sic! manca la virgola n.d.r.] perché non si fosse speso neppure con un comizio, lasciando che parlassero solo i sindacalisti della Cisl. Perché Craxi perderà il referendum [sulla scala mobile] e Palazzo Chigi, disse Ciriaco tradendo più un auspicio che una previsione. Craxi, che informai con una telefonata, rispose improvvisando una conferenza stampa e annunciando, come per raccogliere e rilanciare la sfida, che si sarebbe dimesso “un attimo dopo” l’eventuale sconfitta referendaria. 

Che bei tempi, in cui il giornalista sente il dovere di dividere col Presidente del consiglio le sue informazioni. Prima di scriverle. Insomma, informatori più che giornalisti….

la lepre marzolina – giovedì 8 ottobre 2026

PERCHÉ LA SFIDA DI TRUMP ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE È UN ATTACCO ALLA CIVILTÀ GIURIDICA EUROPEA

di maurizio delli santi

L’iniziativa di Washington contro la Corte penale dell’Aja compromette il futuro della giustizia internazionale

L’attacco di Trump alla Corte penale internazionale riporta al centro il dilemma tra sovranità e responsabilità: la giustizia internazionale, una conquista di civiltà giuridica concepita soprattutto in Europa dopo le catastrofi umanitarie del Novecento, non può essere cancellata se si vuole evitare che i più gravi  crimini contro l’umanità restino impuniti. L’Italia, che ha dato i  natali allo Statuto di Roma istitutivo della Corte, non deve rimanere inerme. Continua la lettura di PERCHÉ LA SFIDA DI TRUMP ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE È UN ATTACCO ALLA CIVILTÀ GIURIDICA EUROPEA →