Tutti gli articoli di Critica Liberale

La deriva degli imperi nella faglia di Ceuta

di maurizio delli santi*

È necessaria un’indagine internazionale indipendente e che l’ Europa rifletta sulle ‘esternalizzazioni’ se non vuole offrire altre leve alla minaccia ibrida.

Ormai è noto che stiamo vivendo la stagione dei risvegli imperiali, in cui la geografia viene violentata dai fantasmi del passato. Vladimir Putin giustifica l’aggressione all’Ucraina evocando la Rus’ di Kiev, un falso storico sulla Grande Russia dato che quel baricentro medievale fioriva autonomamente ben prima che Mosca emergesse da villaggio sperduto. E se Pechino ridisegna i confini sul Mar Cinese Meridionale tramite la “linea dei nove tratti”, Donald Trump rispolvera la Dottrina Monroe, ribattezzando il Golfo del Messico in “Golfo d’America” e rivendicando pretese egemoniche su Venezuela, Messico, Panama, Cuba, Canada e persino sulla Groenlandia. Al contempo, il governo israeliano mira al disegno del “Grande Israele” a scapito delle legittime aspirazioni dei palestinesi e delle altre entità arabe oppositrici,  mentre Erdogan guarda al progetto neo-ottomano della Patria Blu e della Grande Turchia con mire già estese su Cipro, Libia e Somalia. Continua la lettura di La deriva degli imperi nella faglia di Ceuta

Coccodrilli domestici

Il noto progressista israeliano Ben-Gvir ha lanciato – così racconta la stampa – la proposta, al tempo stesso ingegnosa e medievale, di costruire fossati intorno alle carceri di massima sicurezza nelle quali sono detenuti i pericolosi palestinesi e guarnire quei  fossati di coccodrilli.

L’idea, per il vero, non nasce dalla testa del ministro ed è mutuata da altro noto progressista, certo Trump, che aveva già pensato di istituire un alligator alcatraz, prevedendo grandi rettili nei fossati. Tuttavia, mentre da quelle parti gli alligatori sono di casa, la proposta dell’israeliano ha suscitato qualche reazione negativa, non già da parte del suo capo Netanyahu, bensì da parte degli animalisti, non già perché l’idea loro apparisse bizzarra e disumana, ma perché i coccodrilli sarebbero dovuto essere importati – nonostante una certa abbondanza di grandi rettili autoctoni – sicché le bestiole avrebbero potuto soffrire in un ambiente diverso dal loro naturale. Giusta la preoccupazione degli animalisti, che condividiamo, senza però che, da umani, fossero sfiorati da un sospetto in merito alla disumanità della proposta e, da animalisti, in merito all’offesa alla dignità degli animali. Noi, da animalisti di lungo corso, non possiamo non rallegrarci e prendere atto che in quel Paese gli animalisti contano assai più dei filo-palestinesi e fors’anche in qualche caso dei sostenitori dei diritti umani.

Come aggirare l’ostacolo? La ministra dell’ambiente ha dimostrato di sapere quanto contino le parole e ha definito i coccodrilli “animali addomesticabili”, alla stregua di cani, gatti o caprette, i quali, per via de3lla loro addomesticabilità, possono anche non essere nativi dei luoghi di soggiorno. Finalmente, come avete sempre desiderato, potrete tenere nella vostra vasca da bagno, meglio ancora nella piscina – senza tema di nuocere alla bestiola e soprattutto d’incorrere negli strali degli animalisti – un domestico coccodrillo nilotico. Basterà ricordarsi, ci raccomandiamo, di carezzarlo/a ogni tanto e di lisciargli/le le scaglie della corazza.

valerio pocar – 31 luglio 2026

La lezione Ceuta: se la “logica del nemico” cancella la realtà

di maurizio delli santi*

Sono in tanti a voler rappresentare a tutti i costi la linea di confine che separa l’Unione Europea dall’Africa, ora drammaticamente centrata sul focus di Ceuta, nel quadrante più sensibile e inquietante delle relazioni internazionali contemporanee. Serve senz’altro a diversi interessi elettorali costruire un’area critica: c’è sempre una stagione della “logica del nemico”, e oggi quel frame ideologico è utile come ‘tecnica di distrazione di massa’ applicandolo ai migranti per come è costantemente declinato dai movimenti sovranisti nel dogma della “remigrazione”. Quale migliore rappresentazione plastica, per i teorici della ‘difesa dei confini’, di una calca oceanica che preme sulle barriere della ‘ fortezza europea’ ? Continua la lettura di La lezione Ceuta: se la “logica del nemico” cancella la realtà

VAL DI SUSA: L’ASSALTO ORGANIZZATO E LE FALLE DELLA PREVENZIONE

di angelo perrone

 La gravità degli eventi in Val di Susa impone un’analisi che vada oltre l’emotività del momento. L’entità dei danni, il profilo dei manifestanti e i limiti dell’attività di prevenzione, portano ad una lettura critica delle implicazioni di quanto accaduto

 La gravità dei fatti e la pianificazione dell’attacco

A distanza dagli eventi della Val di Susa, la cenere degli scontri lascia il posto a una necessaria riflessione a freddo sui fatti, sulle loro implicazioni e sulle risposte che le istituzioni sono chiamate a dare. Quanto accaduto non può essere archiviato come l’ennesima protesta di piazza finita male, ma richiede un’analisi della mutazione che ha interessato certi fenomeni.

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LA TERZA VIA DELL’EUROPA -RILANCIARE UN NUOVO MULTILATERALISMO

di maurizio delli santi 

Questo agosto di guerre dovrebbe indurci a riflettere  su un momento in cui la storia ha  ormai smesso di scorrere lungo i binari consueti per interrogarci sul futuro. I recenti, drammatici sviluppi geopolitici dei conflitti – emblematico è l’attacco ucraino nel Mar Caspio contro una nave iraniana probabilmente carica di droni e missili per la Russia – mostrano  la inquietante concatenazione dei conflitti regionali che  stanno scivolando verso una pericolosa fusione globale. Di fronte a questa frammentazione planetaria, l’Europa si trova oggi prigioniera di due polarità ugualmente letali per i popoli  del vecchio continente.

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L’IPOCRISIA DEL VATICANO

di alessandro giacomini

 La farsa umanitaria di Leone XIV, la non accoglienza è un grave peccato per gli altri, ma l’espulsione, il carcere è la legge del suo stato.

​C’è qualcosa di profondamente osceno, nel senso etimologico del termine, nel teatrino politico religioso che si consuma ultimamente a scadenze mensili nello stato del Vaticano. 

Da una parte del confine, un monarca assoluto si sporge dal balcone per impartire lezioni di morale universale all’Occidente, marchiando come “peccato mortale” e “disumanità sistematica” la difesa dei confini nazionali e il respingimento dei flussi migratori, dall’altra parte di quella stessa invisibile linea di demarcazione, gli apparati repressivi del medesimo sovrano, lo stato del Vaticano, applicano un codice penale spietato che punisce l’immigrazione clandestina con una durezza da stato di polizia “Trumpiana”.

Questa spettacolare scissione tra un universalismo etico esibito a favore di telecamera e una prassi statuale ferocemente escludente costituisce uno dei monumenti all’ipocrisia politica più imponenti dell’era moderna, la retorica umanitaria di Papa Leone XIV si infrange con precisione chirurgica contro il granito delle mura Vaticane. 

Se i governi europei provassero a tradurre in legge anche solo una frazione del brutale rigore burocratico, con cui il Vaticano difende la propria integrità demografica, l’intera macchina propagandistica della Santa Sede griderebbe al risorgere del fascismo stile “Vannacciano”. 

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L’ATTESA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL CASO ALMASRI: È UN OBBLIGO COSTITUZIONALE LA COOPERAZIONE CON LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

di maurizio delli santi*

Occorre riconoscerlo senza esitazioni: la Corte Costituzionale ha sancito un principio storico con la sentenza del 23 luglio n. 143/2026. La pronuncia non solo è destinata a influire profondamente sul dibattito giuridico e politico aperto dal caso Almasri (https://www.micromega.net/caso-almasri-se-litalia-arretra-sulla-giustizia-penale-internazionale), ma ha tracciato definitivamente un principio destinato ad andare oltre la giurisprudenza per incidere anche con un vincolo forte per i leader politici: la cooperazione con la Corte penale internazionale non costituisce una scelta rimessa alla discrezionalità del Governo, ma un obbligo della Repubblica che trova fondamento nello Statuto di Roma e negli articoli 11 e 117 della Costituzione. Continua la lettura di L’ATTESA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL CASO ALMASRI: È UN OBBLIGO COSTITUZIONALE LA COOPERAZIONE CON LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

ONAGROCRAZIA

L’allarme del procuratore di Palermo de Lucia fa venire il latte alle ginocchia. Prima, denuncia che l’attività mafiosa viene gestita in larga parte dall’interno delle carceri; poi, calca la mano con una notizia agghiacciante: “Sappiamo che la mafia cerca droni lanciamine”. Benedetto Croce definì il governo mussoliniano, magistrale esempio per quello attuale, una “onagrocrazia”, ossia il governo degli asini selvaggi… Gli eredi, “selvaggi” non sappiamo, ma asini sono certamente. Invece di dedicarsi alle fiaschetterie e alle bisteccherie avrebbero potuto risolvere qualche minimo problema delle carceri bloccando i cellulari all’interno degli edifici carcerari… sarebbe bastato rivolgersi a un qualunque minore di 16 anni e farsi dare una mano. Ma sanno soltanto ragliare.

La lepre marzolina – martedì 28 luglio 2026

RAGION FATTASI

di valerio pocar

Che un cittadino finisca in carcere, anche quando appare giusto, provoca sempre una certa tristezza, vuoi perché segnala che qualcosa è andato storto, con danni e vittime, vuoi perché il carcere, in questo Paese – forse più o meno dappertutto – costituisce spesso un trattamento talora disumano (come ammettono anche i “butta la chiave” quando ne fanno esperienza e come confermano i troppo numerosi suicidi), vuoi perché non sempre esplica la funzione risocializzante che dalla Carta gli viene assegnata. Non per nulla da anni sosteniamo che la pena della privazione libertà, lungi dal costituire la pena più consueta, dovrebbe limitarsi ai casi di grave pericolosità sociale.

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È LO STATO DI DIRITTO LIBERALE A PRESERVARE LA SOCIETÀ DALL’ABISSO

di maurizio delli santi*

I principi dello Stato di diritto nella legittima difesa e nell’uso della forza

Solo apparentemente vicende lontane, i casi Roggero e Fakir interrogano lo stesso principio fondamentale: fino a dove può spingersi l’uso della forza senza tradire lo Stato di diritto? Continua la lettura di È LO STATO DI DIRITTO LIBERALE A PRESERVARE LA SOCIETÀ DALL’ABISSO

DELINQUENZA A CINQUE STELLE

Paginate su due affaires affratellati da un elemento in comune: l’irruzione inedita nelle cronache politiche del grottesco. Lavitola/Ranucci e Delmastro/Camorra. Fritto misto o bistecche? Ma permane anche un altro inquietante dubbio: alla fine chi si sarà meritato il piatto d’argento della più assoluta imbecillità e inverosimiglianza servite agli spettatori allibiti?

La lepre marzolina – martedì 14 luglio 2026