Tutti gli articoli di Critica Liberale

USCITO IL N.135 DEL “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI

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e anche su www.ilfattoquotidiano.it –i veri riformisti si cerchino un altro nome: questo non significa più nulla

Sommario
editoriale
3. enzo marzo, riforma vo’ cercando, ch’è sì cara…
editoriale – la biscondola
5. paolo bagnoli, allende, socialista, liberale, nonviolento
editoriale
6. riccardo mastrorillo, la vestale della lotta ai monopoli
la vita buona
7. valerio pocar, fisco, corbellerie e iniquità
astrolabio
9. angelo perrone, riapre la scuola, tra eterne delusioni e nuove speranze
xx settembre – l’osservatore laico
12. elio rindone, abbiamo scoperto l’america?
16. attilio tempestini, la parità non significa sempre uguaglianza (e libertà)
18. 1° report dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero italiano, a cura della rete l’abuso – francesco zanardi
24. rete l’abuso
26. comitato di direzione
26. hanno collaborato
in vetrina
29. contro la secessione dei ricchi. autonomie regionali e unità nazionale, gianfranco viesti
4. bêtise d’oro
4. orsinate

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QUARTA SERIE DI “STATI UNITI D’EUROPA”

Stiamo elaborando il progetto per la quarta serie: coloro che intendono proporsi come collaboratori e/o redattori volontari possono scrivere a info.criticaliberale.it

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Il titolo di questa rivista riproduce la testata di un periodico dell’Ottocento democratico, edito in francese e tedesco, e occasionalmente in italiano, inglese e spagnolo. Fondato dalla Lega internazionale della pace e della libertà al Congresso della pace tenutosi a Ginevra nel settembre del 1867, sotto la presidenza di Giuseppe Garibaldi, col patrocinio di Victor Hugo e di John Stuart Mill e alla presenza di Bakunin, “Les États-Unis d’Europe – Die Vereinigten Staaten von Europa” sarebbe sopravvissuto fino al 1939, vigilia della grande catastrofe dell’Europa. I suoi animatori (fra cui il francese Charles Lemonnier e i coniugi tedeschi Amand e Marie Goegg) tentarono di scongiurare tale esito già a Ginevra, rivendicando, accanto all’autonomia della persona umana, al suffragio universale, alle libertà civili, sindacali e di impresa, alla parità di diritti fra i sessi, «la federazione repubblicana dei popoli d’Europa», «la sostituzione delle armate permanenti con le milizie nazionali», «l’abolizione della pena di morte», «un arbitrato, un codice e un tribunale internazionale».

La testata è stata ripresa come supplemento di “Critica liberale” nella primavera del 2003 con la direzione di Giulio Ercolessi, Francesco Gui e Beatrice Rangoni Machiavelli. Dopo una interruzione, è “Criticaliberalepuntoit” che dà inizio nel 2014, ad una seconda serie, con cadenza mensile, sotto la direzione di Claudia Lopedote, Beatrice Rangoni Machiavelli e Tommaso Visone.

Dall’estate 2018 la terza serie è diretta da Giovanni Vetritto. La quarta serie è in corso di elaborazione, avrà una cadenza mensile online e semestrale cartacea. Sarà distribuita gratuitamente e come tutte le iniziative della Fondazione Critica liberale non avrà scopo di lucro. Direttore responsabile delle serie: Enzo Marzo

“Gli Stati Uniti d’Europa” intende riproporre, oggi più che mai, la necessità e l’attualità dell’obiettivo della federazione europea nella storia politico-culturale del continente, operando per la completa trasformazione dell’Unione europea in uno Stato federale. Tale obiettivo viene perseguito sulla scia dell’orizzonte cosmopolitico kantiano e della visione democratica indicata da Ernesto Rossi e Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene.

QUI l’indice dei numeri di “Stati Uniti d’Europa” e una più diffusa illustrazione dei suoi fini

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QUARTA SERIE DI “STATI UNITI D’EUROPA”

Stiamo elaborando il progetto per la quarta serie: coloro che intendono proporsi come collaboratori e/o redattori volontari possono scrivere a info.criticaliberale.it
 

20 settembre festa dell’unità italiana e della laicità!

di maria mantello

La Breccia della laicità compie oggi 153 anni

Nella ricorrenza del 20 settembre, penso sempre al grande sindaco di Roma Ernesto Nathan che ben chiara aveva la svolta progressista impressa alla storia dalla Breccia di Porta Pia. Nel suo discorso di insediamento in Campidoglio il 2 dicembre 1907 affermava «Noi guardiamo all’avvenire. Noi guardiamo attraverso la breccia di Porta Pia», prospettando un programma di radicale rinnovamento (che avrebbe realizzato) per l’emancipazione individuale e sociale all’insegna della libertà e giustizia.

A quel nuovo patto di cittadinanza democratica apriva la Breccia della laicità. Con la caduta del papa re, si affermava la libertà dell’Italia, dell’Europa, del mondo dall’universalismo cattolico. Non era solo Roma a essere liberata. E Nathan non mancava di ricordarlo in occasione delle celebrazioni istituzionali del 20 settembre: «Per la breccia di Porta Pia entrò il pensiero civile e umano, la libertà di coscienza, abbattendo per sempre la muraglia di una Bastiglia morale: il potere temporale dei papi. Nel suo alto significato filosofico e universale questa è la festa del popolo per i popoli».

Quale rappresentante delle istituzioni pronuncerebbe analoghe parole oggi?

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I trattati di Lisbona e la costituzione europea

di pier virgilio dastoli

Dopo oltre un anno di complicate trattative condotte al riparo dai riflettori e della società civile con
la sola collaborazione degli assistenti dei gruppi politici, i relatori della Commissione Affari
Costituzionali del Parlamento europeo hanno infine presentato prima alla stampa il 13 settembre e
poi hanno depositato in Commissione un corposo rapporto sulla revisione del Trattato di Lisbona (o
meglio: dei trattati di Lisbona essendo stati suddivisi dai governi nel Trattato sull’Unione europea e
nel Trattato sul suo funzionamento) entrato in vigore nel dicembre 2009 insieme alla Carta dei
diritti fondamentali.

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confusione 5 stelle

in Europa votano per aumentare i parlamentari, dopo che in Italia li hanno ridotti

di riccardo mastrorillo

Il 12 settembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione per aumentare il numero dei Parlamentari, che passeranno, in vista delle elezioni europee del 2024 da 705 a 716, in applicazione dell’articolo 14, paragrafo 2, TUE, sono stati considerati i seguenti principi: il numero totale dei seggi al Parlamento europeo non può essere superiore a 750, più il presidente; Continua la lettura di confusione 5 stelle

il dress code

il 2 agosto la Camera dibatte sul bilancio interno, in particolare su un ordine del giorno che vorrebbe ristabilire regole più stringenti sull’abbigliamento dei deputati e delle deputate…… interviene la Deputata di Azione-Italia Viva NAIKE GRUPPIONI: «Volevo solo sottoscrivere l’ordine del giorno»…. in pantaloncini cortissimi…… abitino giallo camicietta e short…..

Rillo

USCITO IL N.134 DEL “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SU ILFATTOQUOTIDIANO.IT

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e anche su www.ilfattoquotidiano.it – proposta al governo: una tassa sulle panzane dei politici. si prevede un autunno caldo

Sommario
la perla
3. piero gobetti, il militare
la biscondola
5. paolo bagnoli, un autunno freddo e grigio
cronache da palazzo
7. riccardo mastrorillo, la tassazione sulle “extraballe”
res publica
9. angelo perrone, vannacci, la libertà d’espressione e lo stato
11. antonio caputo, il razzismo del generale
l’osservatore laico
12. raffaello morelli, trappole per il cittadino nell’8xmille
14. attilio tempestini, le croci sulle vette
gli stati uniti d’europa
15. raffaello morelli – pietro paganini, per un programma liberale alle elezioni ue 2024
cosmopolis
18. roberto fieschi, la lunga storia di un conflitto insanabile
lo spaccio delle idee
21. antonio pileggi, lavoro, lavoro povero e costituzione
26. comitato di direzione
26. hanno collaborato
8. bêtise d’oro
8. orsinate: totalitarismi di tutto il mondo unitevi!
11-13-17. bêtise

INAUGURAZIONE OPERA “ORA E SEMPRE” – LICEO MICHELANGIOLO FIRENZE

 L’INIZIATIVA È RINVIATA A DATA DA DEFINIRSI

Programma
Introduce:
Giordano Bozzanca,
presidente Associazione InOltre

Saluti Istituzionali
Ministero dell’Istruzione, Presidente Regione Toscana Eugenio Giani, Assessore Sara Funaro Comune di Firenze, Consigliera Cristina Giachi in rappresentanza del Consiglio Regionale, Presidente del Consiglio Comunale Luca Milani, Laura Sparavigna Presidente Commissione Istruzione

Intervengono:
Sergio Paparo,
Presidente Ordine Avvocati Firenze (o suo delegato)

Ferruccio Parri,
Vicepresidente FIAP

Interventi dei rappresentanti delle fondazioni aderenti 

USCITO IL N.133 DEL “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SU ILFATTOQUOTIDIANO.IT

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e anche su www.ilfattoquotidiano.it – il problema più pressante della politica è il disinteresse per la crisi climatica

Sommario
editoriale
7. angelo perrone, le mani sulla giustizia
cronache da palazzo
11. riccardo mastrorillo, la destra di governo e il caos
la vita buona
13. valerio pocar, greta, ti voglio bene
l’osservatore laico
15. raffaello morelli, regalie al vaticano: cancellare una riga
spirito critico
16. ettorefieramosca, i panini dell’editore
gli stati uniti d’europa
17. pier virgilio dastoli, personaggi europei in cerca d’autore
lo spaccio delle idee
20. norberto bobbio, resistenza incompiuta
24. raffaello morelli, walzer delude la sua promessa
30. comitato di direzione
30. hanno collaborato
10. bêtise d’oro
10-12-14. bêtise

FRA PARLAMENTARISMO E INTERGOVERNAMENTALISMO

MOVIMENTO EUROPEO
 
«Politico» ci ha informato – su ispirazione di due anonimi deputati europei – che i maggiori gruppi politici del Parlamento europeo (PPE, S&D, Renew Europe, Verdi e Sinistra) avrebbero trovato un accordo su una ambiziosa riforma del Trattato di Lisbona e sull’avvio di una convenzione che sarebbe battezzata “costituente”.

Ego te baptizo piscem se l’idea fosse quella di convincere i diciassette governi ostili alla revisione del Trattato di Lisbona a convocare la convenzione ex art. 48 TUE prima delle elezioni europee.

L’idea non sarebbe un ossimoro se, di fronte all’immobilismo atavico dei governi, il Parlamento europeo uscente decidesse di lasciare in eredità al Parlamento europeo entrante l’avvio di un vero processo costituente fondato sul parlamentarismo e non
sull’ “intergovernamentalismo” e su un dialogo strutturato con la società civile.

L’articolo di “Politico” ci ha informato che l’obiettivo dei maggiori gruppi politici nel Parlamento europeo sarebbe quello di portare di fronte alla commissione affari costituzionali una risoluzione politica che accompagnerebbe le proposte di modifica del Trattato di Lisbona e che – se adottata – arriverebbe in aula nel prossimo autunno.

Un accordo sarebbe stato dunque raggiunto fra popolari, socialisti, liberali, verdi e sinistre escludendo i conservatori e riformisti oltre a Identità e Democrazia in cui siedono la Lega, il Rassemblement National e l’AFD.

Se così fosse, sarebbe sconfitta l’ipotesi avanzata da Manfred Weber e da Giorgia Meloni di una alleanza fra PPE e ECR che avrebbe escluso i socialisti, i Verdi e le Sinistre cercando di “imbarcare” invece i liberali.

Si tratterebbe di un accordo politicamente rilevante in vista delle elezioni europee del giugno 2024.

L’annuncio dell’accordo avverrebbe il 7 settembre in una conferenza stampa dei gruppi firmatari della risoluzione.

Vedremo se le vacanze estive porteranno un consiglio federalista al PPE e ai gruppi politici per abbandonare la via tortuosa dell’”intergovernamentalismo” e prendere la via democratica del parlamentarismo costituente.

Vedremo anche se il Parlamento europeo accetterà la proposta dei Movimenti europei, delle reti della società civile e degli « ambasciatori » nella Conferenza sul futuro dell’Europa di convocare una “agora” prima del voto in aula delle proposte di revisione del Trattato di Lisbona e la richiesta di avviare una fase costituente.

Roma 23 luglio 2023

LO CHEF GIUDIZIARIO PROPORRÀ UN MENÙ SCRITTO DA ALTRI

di maurizio fumo

Bisogna riconosce a Nordio Carlo (ministro) almeno un pregio: dice quel che pensa (anche se, non sempre, pensa alle conseguenze di quel che dice). La concezione del PM quale “monopolista” dell’azione penale, non è un lapsus; è, viceversa, una significativa indicazione di come il Nostro vorrebbe ricostruire i meccanismi processuali, partendo – ovviamente – dalla separazione delle carriere. Di tale separazione, in realtà, non vi è alcuna necessità, posto che, attualmente, chi vuole fare “il salto” dalla Requirente alla Giudicante (più raro è il caso contrario) deve cambiare distretto di Corte d’appello. E, se nella regione nella quale ha esercitato la precedente funzione, vi sono più distretti (es. Lombardia, Campania, Sicilia), deve comunque andare in un distretto di una regione diversa. Non basta: può fare ciò solo quattro volte nel corso della sua carriera (quattro regioni!), dopo essere stato almeno cinque anni in ciascuna funzione (5 x 4 = 20); inoltre deve essere selezionato in base a una “procedura concorsuale, previa partecipazione ad un corso di qualificazione professionale, e subordinatamente, ad un giudizio di idoneità allo svolgimento delle diverse funzioni, espresso dal Consiglio superiore della magistratura, previo parere del Consiglio Giudiziario” Così prescrive l’art. 13, comma 3, del Decreto legislativo 160/2006 (Nuova disciplina dell’accesso in magistratura, nonché’ in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n. 150).

Tanto per la precisione!

Non stupisce quindi che tali “passaggi” siano – ormai da anni – statisticamente insignificanti.

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