Un po’ di logica, per non divagare sull’Ucraina

di riccardo mastrorillo

Assistiamo ad un fiorire di ricostruzioni e considerazioni “col senno del poi” sugli errori, che avrebbero commesso gli Stati Uniti e l’Europa dal crollo del muro di Berlino in poi. L’idea più fantasiosa è indubbiamente l’idea che la NATO avrebbe dovuto proporre l’adesione alla Russia.

Tutte le considerazioni semi giustificatrici del comportamento di Putin, che contengono spesso l’ipocrita assicurazione: «Vorrei essere chiaro. Quel che ho appena descritto non giustifica nulla di quel che sta accadendo» (D’Alema), si basano su convinzioni e pregiudizi personali, tra cui, in fondo, un antiamericanismo inconscio, retaggio di antiche ideologie. Anche Paolo Maddalena non si smentisce: «Tutti vorremmo aiutare Kiev, la quale giustamente lamenta di essere stata abbandonata, ma purtroppo essa è la prima vittima di questo balordo sistema economico predatorio neoliberista che spinge gli Stati all’egoismo e non alla collaborazione». Questa affermazione promana da una concezione folle e cioè che possa esserci un sistema economico che obblighi alla collaborazione. Continua la lettura di Un po’ di logica, per non divagare sull’Ucraina

Putin, mediazioni e tangenti

Altro che la Merkel. E’ strano che nessuno ci abbia pensato: il mediatore più adatto a intraprendere trattative con Putin è Gianluca Savoini, il faccendiere di Salvini, preso con le mani nella marmellata mentre trafficava  con i russi su scambi petroliferi. E chissà, questa volta per l’Italia e non solo per la Lega, potrebbe scattare persino una bella tangente…

la lepre marzolina – domenica 27 febbraio 2022

PER IL TG2 LA GUERRA E’ UN VIDEOGIOCO

Il Tg2 ha scambiato la clip di un videogioco per una ‘pioggia di missili’ sull’Ucraina

Un servizio del telegiornale di Rai 2 ha messo in scena “una pioggia di missili” intenti ad abbattersi sull’Ucraina. Peccato che non fosse altro che uno spezzone del videogioco ‘War Thunder’.

A svelare l’arcano è stato il giornalista e fact checker Simone Fontana, direttamente dal suo profilo Twitter.

[da Rolling Stone]

 

“COMITATO PER IL NO SUI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA” – APPELLO

“COMITATO PER IL NO SUI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA”

Alleanza Giellista e Critica liberale, e quant’altri vorranno aggiungersi, costituiscono il comitato “ilNOmedianteilNON”, che si oppone al Sì e sostiene l’astensione dal voto al fine di non raggiungere il quorum di legge.

La Presidenza del Comitato è composta da:

Paolo Bagnoli, Daniele Bonifati, Marco Cianca, Enzo Marzo, Riccardo Mastrorillo, Raffaello Morelli, Patrizia Viviani

APPELLO

1. La nostra Costituzione prevede l’adozione del referendum abrogativo, l’uso corretto di questo strumento è l’abrogazione di leggi che si ritengono sbagliate, non il taglio di parti di leggi per ottenere risultati diversi dal principio della legge stessa. Il referendum deve essere abrogativo e non una forma surrettizia e impropria di legiferare. Le riforme, anche le più necessarie, devono essere concepite organicamente, discusse e approvate dai rappresentanti dei cittadini nel Parlamento. Inoltre, se si tratta di argomenti complessi e molto tecnici, c’è il forte rischio che gli elettori si orientino sulla base delle indicazioni dei partiti e non nel merito dei quesiti specifici. In questo caso l’urgente miglioramento e la velocizzazione della giustizia italiana devono passare dalle aule parlamentari, non dalle forzature referendarie. Inoltre è da deprecare la demagogica utilizzazione di referendum distorti in chiave antiparlamentare che mina alle basi il sistema complesso delle nostre istituzioni. La discussione è antica, ma mai come in questo caso è attuale.

2. Il quadro della politica e dell’etica pubblica in Italia è catastrofico. Il fatto che alcune forze politiche abbiano proposto dei referendum, non per migliorare la giustizia italiana, ma per indebolire la magistratura è molto pericoloso. La giustizia italiana, come tutte le burocrazie di questo paese, funziona male. Le cause sono molteplici e occorre che il parlamento e le forze politiche le affrontino e si impegnino per una rapida e radicale riforma. Ma i referendum proposti non toccano alcun elemento reale per migliorare e velocizzare il sistema giudiziario, il loro obiettivo generale è chiaro: aumentare ulteriormente l’impunità, in particolare per i crimini dei potenti che meglio possono avvalersi di interpretazioni capziose e negatrici del diritto. Particolarmente gravi sono l’abolizione della Severino con l’intento di riportare i corrotti in parlamento e il depotenziamento indiscriminato della custodia cautelare, che aggrava l’insicurezza dei cittadini e non migliora le garanzie di libertà. Il vero problema è quello della eccessiva durata del procedimento (indagini + processo), ma questi referendum non sciolgono (né potrebbero) tale nodo. I referendum su separazione delle funzioni e metodo di votazione del CSM presentano aspetti di grande problematicità. Si tratta di questioni che richiedono soluzioni attente e calibrate votate in Parlamento. La verità è che anche questi quesiti referendari hanno l’obiettivo non solo simbolico di punire la magistratura. In effetti, si vuole dividere il paese in una truffaldina scomposizione tra sedicenti “garantisti” e cosiddetti “giustizialisti”. La Giustizia deve essere davvero efficiente e uguale per tutti, senza privilegi e impunità.

3. L’assurdità di questi referendum, sedicenti garantisti, è dovuta poi al fatto che tra i proponenti c’è la Lega, il partito che in Italia ha più di tutti lucrato vantaggio elettorale strumentalizzando casi di criminalità; ha trasformato il sangue in consenso. La Lega è un partito beceramente “giustizialista” o placidamente “garantista” a seconda di chi sia il presunto colpevole. Se sono immigrati, la condanna è istantanea, non solo senza appello, ma proprio senza processo; se invece i presunti colpevoli sono propri membri o rappresentanti della sua base elettorale ecco diventare improvvisamente e graniticamente garantista. Composta da un ceto dirigente largamente compromesso in reati d’ogni genere, si è fatta complice di vergognose leggi ad personam e ha protetto privilegi e corporazioni. La presenza della Lega tra i promotori indica chiaramente come l’obiettivo non sia una giustizia egualitaria ma una giustizia, nella sostanza, debole nei confronti dei reati economici finanziari e della criminalità politica, e implacabile verso la piccola criminalità.

4. È errato l’utilizzo “legislativo” dello strumento referendario e , in più questi referendum sono profondamente sbagliati sia nel merito sia per l’uso politico che se ne vuole fare. Il Comitato invita associazioni, partiti e singoli cittadini ad adoperarsi per ottenere il fallimento di questa iniziativa referendaria attraverso l’astensione dal voto. La legalità in Italia deve tornare un tema centrale del dibattito politico e la giustizia deve riacquisire autorevolezza ed efficienza, per entrambi questi obiettivi il referendum non deve passare.

Alleanza giellista e Critica liberale

Giuseppe Bozzi
Antonio Caputo
Maurizio Fumo
Franco Grillini
Francesco Somaini

Luca Addante
Massimo Alberizzi, Senza Bavaglio
Luca Beccaria
Claudio Bellavita
Amelia Beltramini
Alessio Berardi
Danilo Bruno
Augusto Cerri
Stefano Clementel
Sandro Cozzali
Paolo Fai
Gustavo Ghidini
Concetta Guarino
Riccardo Guastini
Loredana Iazzetta
Nicola La Manna
Simone Lisimberti
Carlo Mancinelli
Maria Mantello, Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno
Michele Marchesiello
Giovanni Masala, avvocato e magistrato onorario
Adriano Menin
Angelo Minervini
Alessandra Palmigiano
Gianfranco Pasquino
Roberta Pelachin
Luigi Pepe
Francesco Pisarri
Giuseppe Quaranta, comitato contro la malagiustizia
Elio Rindone
Salvatore Rondello, Presidente del Circolo Giustizia e Libertà di Roma
Ruggero Rondinella
Filomena Rossetti
Silvia Sansonetti
Dario Spadaccini
Luigi Tangredi
Maria Gigliola Toniollo
Giuseppe Truncellito
Elio Veltri

Per aderire all’Appello e collaborare a questa iniziativa scrivete alla mail: info@criticaliberale.it

la guerra in casa

riccardo mastrorillo

Stiamo ai fatti: l’Ucraina, a prescindere dalla sua storia e dalla composizione etnica delle sue genti, è uno stato indipendente ufficialmente riconosciuto (anche dalla Russia) almeno dal 1991. Nella serata di lunedì 21 febbraio il Presidente Russo Putin ha annunciato di riconoscere le due Repubbliche secessioniste russofone di Donetsk e Lungansk in quanto Stati indipendenti e ha inviato truppe Russe nei territori sotto controllo dei secessionisti. Compiendo, di fatto, un atto di guerra, violando con evidenza assoluta il diritto internazionale. Oggi ha aggravato la situazione attaccando direttamente il territorio ucraino, mettendo in pratica le peggiori prospettive ipotizzate dai servizi di informazione degli USA. Continua la lettura di la guerra in casa

USCITA LA NEWSLETTER N. 02/2022 DI ITALIALAICA

Il sito dei laici italiani vi segnala:

Editoriale
PENA DI MORTE E PENA DI VITA
Attilio Tempestini 24.02.2022

Il papa ha detto, pochi giorni prima che la Corte Costituzionale si pronunciasse sul referendum in tema di eutanasia: “La vita è un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata. E questo principio etico riguarda tutti, non solo i cristiani o i credenti”. Il discorso lo ha poi…


Articoli
MISURARE GLI APPLAUSI
Livio Ghersi 09.02.2022

Alcuni giorni fa non ho potuto resistere e, in qualità di lettore abituale del Corriere della Sera, ho inviato una lettera al mio Quotidiano di riferimento. Assai breve, come si conviene in questi casi. Il destinatario, l’ottimo giornalista Aldo Cazzullo, si era, tuttavia, già pronunciato…


Articoli
IMMOBILISMO DELLA CEI SUL PROBLEMA DEGLI ABUSI

NOI SIAMO CHIESA 09.02.2022

I vescovi cominciano a capire che qualcosa devono fare, ma confermano il NO alla Commissione indipendente sugli abusi del clero pedofilo e il SI ad alcuni vecchi pregiudizi. Interviste di Bassetti e Castellucci

Le recenti Commissioni indipendenti sugli abusi sessuali dei preti pedofili in… Continua la lettura di USCITA LA NEWSLETTER N. 02/2022 DI ITALIALAICA

USCITO IL N.102 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI –

per scaricare il pdf di NONMOLLARE clicca qui  e anche su www.ilfattoquotidiano.it referendum giustizia nasce il comitato per il no col fine di non arrivare al quorum – l’appello

Sommario
appello
3. per un “comitato per il no sui referendum sulla giustizia”
referendum giustizia
5. norberto bobbio, «il vero abuso è l’eccesso di referendum» – 1997
appendice quaderno referendum
6. daniele bonifati, un pesante fardello
7. maurizio fumo, falsità e autodifesa
9. antonio caputo, le riforme si fanno in parlamento
la biscondola
10. paolo bagnoli, la bellezza della lotta
la vita buona
11. valerio pocar, ancora sul “politicamente corretto”
res publica
13. angelo perrone, il rischio delle riforme poco imparziali
13. bêtise, porte girevoli [e.m.]
lo spaccio delle idee
16. benedetto croce, la filosofia e i gatti
16. paolo fai, pasolini, la borghesia, il capitalismo e la chiesa
17. giorgio telmon, la verità su pasolini delatore
in fondo
23. enzo marzo, “campo largo”? no. camposanto
24. comitato di direzione
24. hanno collaborato
in vetrina
26. franco corleone, e il logo ritrovato – due righe su “piero gobetti e il logo ritrovato” di riccardo mastrorillo
27. francesca palazzi arduini, quando i papi avevano la coda
 

 

“COMITATO PER IL NO SUI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA” – APPELLO

“COMITATO PER IL NO SUI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA”

 Alleanza Giellista e Critica liberale, e quant’altri vorranno aggiungersi, costituiscono IL COMITATO NAZIONALE PER IL NO SUI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, che si oppone al Sì e sostiene l’astensione dal voto al fine di non raggiungere il quorum di legge.

APPELLO

1 – La nostra Costituzione prevede l’adozione del referendum abrogativo, l’uso corretto di questo strumento è l’abrogazione di leggi che si ritengono sbagliate, non il taglio di parti di leggi per ottenere risultati diversi dal principio della legge stessa. Il referendum deve essere abrogativo e non una forma surrettizia e impropria di legiferare. Le riforme, anche le più necessarie, devono essere concepite organicamente, discusse e approvate dai rappresentanti dei cittadini nel Parlamento. Inoltre, se si tratta di argomenti complessi e molto tecnici, c’è il forte rischio che gli elettori si orientino sulla base delle indicazioni dei partiti e non nel merito dei quesiti specifici. In questo caso l’urgente miglioramento e la velocizzazione della giustizia italiana devono passare dalle aule parlamentari, non dalle forzature referendarie. Inoltre è da deprecare la demagogica utilizzazione di referendum distorti in chiave antiparlamentare che mina alle basi il sistema complesso delle nostre istituzioni. La discussione è antica, ma mai come in questo caso è attuale.

 

  1. Il quadro della politica e dell’etica pubblica in Italia è catastrofico. Il fatto che alcune forze politiche abbiano proposto dei referendum, non per migliorare la giustizia italiana, ma per indebolire la magistratura è molto pericoloso. La giustizia italiana, come tutte le burocrazie di questo paese, funziona male. Le cause sono molteplici e occorre che il parlamento e le forze politiche le affrontino e si impegnino per una rapida e radicale riforma. Ma i referendum proposti non toccano alcun elemento reale per migliorare e velocizzare il sistema giudiziario, il loro obiettivo generale è chiaro: aumentare ulteriormente l’impunità, in particolare per i crimini dei potenti che meglio possono avvalersi di interpretazioni capziose e negatrici del diritto. Particolarmente gravi sono l’abolizione della Severino con l’intento di riportare i corrotti in parlamento e il depotenziamento indiscriminato della custodia cautelare, che aggrava l’insicurezza dei cittadini e non migliora le garanzie di libertà. Il vero problema è quello della eccessiva durata del procedimento (indagini + processo), ma questi referendum non sciolgono (né potrebbero) tale nodo. I referendum su separazione delle funzioni e metodo di votazione del CSM presentano aspetti di grande problematicità. Si tratta di questioni che richiedono soluzioni attente e calibrate votate in Parlamento. La verità è che anche questi quesiti referendari hanno l’obiettivo non solo simbolico di punire la magistratura. In effetti, si vuole dividere il paese in una truffaldina scomposizione tra sedicenti “garantisti” e cosiddetti “giustizialisti”. La Giustizia deve essere davvero efficiente e uguale per tutti, senza privilegi e impunità.

 

  1. L’assurdità di questi referendum, sedicenti garantisti, è dovuta poi al fatto che tra i proponenti c’è la Lega, il partito che in Italia ha più di tutti lucrato vantaggio elettorale strumentalizzando casi di criminalità; ha trasformato il sangue in consenso. La Lega è un partito beceramente “giustizialista” o placidamente “garantista” a seconda di chi sia il presunto colpevole. Se sono immigrati, la condanna è istantanea, non solo senza appello, ma proprio senza processo; se invece i presunti colpevoli sono propri membri o rappresentanti della sua base elettorale ecco diventare improvvisamente e graniticamente garantista. Composta da un ceto dirigente largamente compromesso in reati d’ogni genere, si è fatta complice di vergognose leggi ad personam e ha protetto privilegi e corporazioni. La presenza della Lega tra i promotori indica chiaramente come l’obiettivo non sia una giustizia egualitaria ma una giustizia, nella sostanza, debole nei confronti dei reati economici finanziari e della criminalità politica, e implacabile verso la piccola criminalità.

 

  1. È errato l’utilizzo “legislativo” dello strumento referendario e , in più questi referendum sono profondamente sbagliati sia nel merito sia per l’uso politico che se ne vuole fare. Il Comitato invita associazioni, partiti e singoli cittadini ad adoperarsi per ottenere il fallimento di questa iniziativa referendaria attraverso l’astensione dal voto. La legalità in Italia deve tornare un tema centrale del dibattito politico e la giustizia deve riacquisire autorevolezza ed efficienza, per entrambi questi obiettivi il referendum non deve passare.

Alleanza giellista e Critica liberale

Daniele Bonifati

Giuseppe Bozzi

Antonio Caputo

Maurizio Fumo

Franco Grillini

Raffaello Morelli

Francesco Somaini

Per aderire all’Appello e collaborare a questa iniziativa scrivete alla mail: info@criticaliberale.it

 

 

“CAMPO LARGO”? NO. CAMPOSANTO

Altro salto nel baratro di Goffredo Bettini, l’ideologo del Pd. L’inventore del “Campo Largo”, la linea strategica di Enrico Letta, ogni tot mesi fa una pensata, e il suo partito lo segue come i topi il Pifferaio magico di Hameln. Avendo nel Dna il Compromesso storico e i “Fratelli in camicia nera”, il Pd nella sua storia non fa altro che riprodurre la creatura berlingueriana in una caricatura sempre più ridicola, sempre più indecente. Così non riesce ad immaginare altro che inciuci e consociativismi vari e, dato che non ha alcuna linea politica, fa come il pugile suonato a cui non resta che aggrapparsi al suo avversario. Così almanacca su sempre più veloci e progressivi spostamenti a destra. Non sempre gli riescono, ma nel frattempo perde per strada valori, elettorato e politiche di riferimento. Invece di motivare di nuovo gli elettori astenuti per disgusto, insegue i ceti politici di destra. Facendo aumentare il disgusto. Che assommandosi alla crescente miseria sociale darà frutti prevedibili.  Geniale.

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