Archivi categoria: astrolabio

La deriva degli imperi nella faglia di Ceuta

di maurizio delli santi*

È necessaria un’indagine internazionale indipendente e che l’ Europa rifletta sulle ‘esternalizzazioni’ se non vuole offrire altre leve alla minaccia ibrida.

Ormai è noto che stiamo vivendo la stagione dei risvegli imperiali, in cui la geografia viene violentata dai fantasmi del passato. Vladimir Putin giustifica l’aggressione all’Ucraina evocando la Rus’ di Kiev, un falso storico sulla Grande Russia dato che quel baricentro medievale fioriva autonomamente ben prima che Mosca emergesse da villaggio sperduto. E se Pechino ridisegna i confini sul Mar Cinese Meridionale tramite la “linea dei nove tratti”, Donald Trump rispolvera la Dottrina Monroe, ribattezzando il Golfo del Messico in “Golfo d’America” e rivendicando pretese egemoniche su Venezuela, Messico, Panama, Cuba, Canada e persino sulla Groenlandia. Al contempo, il governo israeliano mira al disegno del “Grande Israele” a scapito delle legittime aspirazioni dei palestinesi e delle altre entità arabe oppositrici,  mentre Erdogan guarda al progetto neo-ottomano della Patria Blu e della Grande Turchia con mire già estese su Cipro, Libia e Somalia. Continua la lettura di La deriva degli imperi nella faglia di Ceuta

VAL DI SUSA: L’ASSALTO ORGANIZZATO E LE FALLE DELLA PREVENZIONE

di angelo perrone

 La gravità degli eventi in Val di Susa impone un’analisi che vada oltre l’emotività del momento. L’entità dei danni, il profilo dei manifestanti e i limiti dell’attività di prevenzione, portano ad una lettura critica delle implicazioni di quanto accaduto

 La gravità dei fatti e la pianificazione dell’attacco

A distanza dagli eventi della Val di Susa, la cenere degli scontri lascia il posto a una necessaria riflessione a freddo sui fatti, sulle loro implicazioni e sulle risposte che le istituzioni sono chiamate a dare. Quanto accaduto non può essere archiviato come l’ennesima protesta di piazza finita male, ma richiede un’analisi della mutazione che ha interessato certi fenomeni.

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L’ATTESA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL CASO ALMASRI: È UN OBBLIGO COSTITUZIONALE LA COOPERAZIONE CON LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

di maurizio delli santi*

Occorre riconoscerlo senza esitazioni: la Corte Costituzionale ha sancito un principio storico con la sentenza del 23 luglio n. 143/2026. La pronuncia non solo è destinata a influire profondamente sul dibattito giuridico e politico aperto dal caso Almasri (https://www.micromega.net/caso-almasri-se-litalia-arretra-sulla-giustizia-penale-internazionale), ma ha tracciato definitivamente un principio destinato ad andare oltre la giurisprudenza per incidere anche con un vincolo forte per i leader politici: la cooperazione con la Corte penale internazionale non costituisce una scelta rimessa alla discrezionalità del Governo, ma un obbligo della Repubblica che trova fondamento nello Statuto di Roma e negli articoli 11 e 117 della Costituzione. Continua la lettura di L’ATTESA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL CASO ALMASRI: È UN OBBLIGO COSTITUZIONALE LA COOPERAZIONE CON LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

RAGION FATTASI

di valerio pocar

Che un cittadino finisca in carcere, anche quando appare giusto, provoca sempre una certa tristezza, vuoi perché segnala che qualcosa è andato storto, con danni e vittime, vuoi perché il carcere, in questo Paese – forse più o meno dappertutto – costituisce spesso un trattamento talora disumano (come ammettono anche i “butta la chiave” quando ne fanno esperienza e come confermano i troppo numerosi suicidi), vuoi perché non sempre esplica la funzione risocializzante che dalla Carta gli viene assegnata. Non per nulla da anni sosteniamo che la pena della privazione libertà, lungi dal costituire la pena più consueta, dovrebbe limitarsi ai casi di grave pericolosità sociale.

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È LO STATO DI DIRITTO LIBERALE A PRESERVARE LA SOCIETÀ DALL’ABISSO

di maurizio delli santi*

I principi dello Stato di diritto nella legittima difesa e nell’uso della forza

Solo apparentemente vicende lontane, i casi Roggero e Fakir interrogano lo stesso principio fondamentale: fino a dove può spingersi l’uso della forza senza tradire lo Stato di diritto? Continua la lettura di È LO STATO DI DIRITTO LIBERALE A PRESERVARE LA SOCIETÀ DALL’ABISSO

Democrazia senza educazione

di ermanno vitale

Confesso subito di non riuscire proprio a provare alcuna simpatia per Mario Roggero, pluriomicida secondo quanto stabilito al termine dei tre gradi di giudizio che l’ordinamento italiano prevede. Bobbio affermò una volta di detestare i fanatici con tutta l’anima, io aggiungerei i tracotanti. Roggero è a mio avviso un caso di scuola di tracotanza. Non vittima di un momento isolato di stress e di paura che lo hanno spinto a un gesto inconsulto, peraltro pur sempre omicida, ma un uomo i cui precedenti inducono a pensare che sia nel suo modus operandi usare comportamenti sproporzionati e minacciosi per risolvere liti e conflitti. Continua la lettura di Democrazia senza educazione

Bregman, il male radicale e i cecchini di Sarajevo

di ermanno vitale

A pochi giorni di distanza dall’aggressione della Russia all’Ucraina, su “Volere la luna” compariva un breve articolo di Valentina Pazé dal titolo “La guerra e i soldati che non sparano”.  L’autrice si appoggiava a un libro uscito in italiano nel 2019 – Una nuova storia (non cinica) dell’umanità, di Rutger Bregman – che nel quarto capitolo, intitolato Il colonnello Marshall e i soldati che non sparavano, pretende di dimostrare che gli esseri umani avrebbero una riluttanza innata a uccidere e a infliggere sofferenza. Continua la lettura di Bregman, il male radicale e i cecchini di Sarajevo

SOCIETÀ LIBERALE, SICUREZZA INTEGRATA

di danilo campanella
In Italia l’intervento dell’iniziativa privata all’interno della società non è stata sempre capita. Vi sono stati studiosi determinati a sottolineare l’importanza di una società fondata sul libero mercato e sulla proprietà privata – citandone uno Bruno Leoni (1913-1967) – una società tanto più democratica quanto aumenta l’interesse dei singoli individui che, anziché subire le scelte dall’alto, se ne fanno promotori. Continua la lettura di SOCIETÀ LIBERALE, SICUREZZA INTEGRATA

Ministro Nordio, la Giustizia italiana non è firmata da Mussolini, è scritta nella Costituzione

di angelo perrone

La provocazione del ministro Carlo Nordio, che definisce il codice penale del 1930 “il libro più importante sulla giustizia” evocando la firma di Benito Mussolini, rappresenta un cortocircuito logico e storico. La dichiarazione, fatta a Roma durante l’evento editoriale “Più libri più liberi”, nel mezzo di una polemica politica sull’antifascismo, è una battuta a effetto che svilisce il ruolo delle istituzioni in una Repubblica democratica. Continua la lettura di Ministro Nordio, la Giustizia italiana non è firmata da Mussolini, è scritta nella Costituzione

OLTRE IL 2 GIUGNO: LA REPUBBLICA, MODELLO DI LIBERTÀ E DI DEMOCRAZIA ANCORA DA DIFENDERE

di maurizio delli santi*

Un’eredità in cui occorre rigenerare il liberalismo costituzionale

Archiviate le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della Repubblica, il rischio è che il significato del 2 giugno resti confinato alla dimensione della ricorrenza. In realtà, le trasformazioni che attraversano il nostro tempo – dall’indebolimento dei corpi intermedi alle crescenti disuguaglianze sociali, dalle tensioni geopolitiche alle nuove forme di concentrazione del potere economico e tecnologico – ripropongono una questione che investe direttamente la qualità della nostra democrazia: quanto sono ancora solide le garanzie poste a tutela della libertà e dell’equilibrio costituzionale? Continua la lettura di OLTRE IL 2 GIUGNO: LA REPUBBLICA, MODELLO DI LIBERTÀ E DI DEMOCRAZIA ANCORA DA DIFENDERE

Il paradosso delle migrazioni: l’emergenza come strategia di consenso

di angelo perrone

Il meccanismo paradossale che governa alcune scelte della politica contemporanea trova nella gestione dell’immigrazione la sua espressione più evidente e drammatica. Ci si trova di fronte a un’azione di governo che, concentrandosi sulla propaganda anziché sulla realtà, non solo non risolve i problemi, ma finisce per ampliarli e strutturarli, utilizzandone poi gli effetti deteriori per alimentare la paura e trarne profitto elettorale. Continua la lettura di Il paradosso delle migrazioni: l’emergenza come strategia di consenso

ELOGIO DI MATTEO SALVINI  & C

di enzo marzo

Non siamo soliti parlare di Salvini. Anche perché “Critica” non ha esperti sulle chiacchiere di osterie di paese. Per anni ci bastava ridere sommessamente alle salvinate, non prendendole sul serio, poi ci hanno annoiato perché il personaggio è diventato il prototipo molto imitato, e perfino superato, dell’invasiva stupidità italiana. Ai tempi del Papeete ci fece persino pena, come per un qualunque ragazzino brufoloso che non regge l’alcool e gode nel tagliuzzarsi le braccia. Per la verità, assistemmo al suo masochismo politico con una certa soddisfazione, come a una vincita inaspettata al gratta-e-vinci. Ora, dopo il tragico evento di Modena, quando, chissà, forse un fuori di testa si è lasciato andare a una tentata strage, Salvini con la puntualità di un orologio svizzero non ha potuto non espettorare il suo peggiore razzismo. Da qui la successiva slavina degli umori più acidi della “pancia” della folla italica. Senza aspettare indagini e ricerche. Il responsabile del disastro delle ferrovie italiane ha dato inizio alla polemica sulla revoca della cittadinanza, come se non bastasse il codice penale a fare giustizia. Continua la lettura di ELOGIO DI MATTEO SALVINI  & C