Archivi categoria: astrolabio

RAGION FATTASI

di valerio pocar

Che un cittadino finisca in carcere, anche quando appare giusto, provoca sempre una certa tristezza, vuoi perché segnala che qualcosa è andato storto, con danni e vittime, vuoi perché il carcere, in questo Paese – forse più o meno dappertutto – costituisce spesso un trattamento talora disumano (come ammettono anche i “butta la chiave” quando ne fanno esperienza e come confermano i troppo numerosi suicidi), vuoi perché non sempre esplica la funzione risocializzante che dalla Carta gli viene assegnata. Non per nulla da anni sosteniamo che la pena della privazione libertà, lungi dal costituire la pena più consueta, dovrebbe limitarsi ai casi di grave pericolosità sociale.

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È LO STATO DI DIRITTO LIBERALE A PRESERVARE LA SOCIETÀ DALL’ABISSO

di maurizio delli santi*

I principi dello Stato di diritto nella legittima difesa e nell’uso della forza

Solo apparentemente vicende lontane, i casi Roggero e Fakir interrogano lo stesso principio fondamentale: fino a dove può spingersi l’uso della forza senza tradire lo Stato di diritto? Continua la lettura di È LO STATO DI DIRITTO LIBERALE A PRESERVARE LA SOCIETÀ DALL’ABISSO

Democrazia senza educazione

di ermanno vitale

Confesso subito di non riuscire proprio a provare alcuna simpatia per Mario Roggero, pluriomicida secondo quanto stabilito al termine dei tre gradi di giudizio che l’ordinamento italiano prevede. Bobbio affermò una volta di detestare i fanatici con tutta l’anima, io aggiungerei i tracotanti. Roggero è a mio avviso un caso di scuola di tracotanza. Non vittima di un momento isolato di stress e di paura che lo hanno spinto a un gesto inconsulto, peraltro pur sempre omicida, ma un uomo i cui precedenti inducono a pensare che sia nel suo modus operandi usare comportamenti sproporzionati e minacciosi per risolvere liti e conflitti. Continua la lettura di Democrazia senza educazione

Bregman, il male radicale e i cecchini di Sarajevo

di ermanno vitale

A pochi giorni di distanza dall’aggressione della Russia all’Ucraina, su “Volere la luna” compariva un breve articolo di Valentina Pazé dal titolo “La guerra e i soldati che non sparano”.  L’autrice si appoggiava a un libro uscito in italiano nel 2019 – Una nuova storia (non cinica) dell’umanità, di Rutger Bregman – che nel quarto capitolo, intitolato Il colonnello Marshall e i soldati che non sparavano, pretende di dimostrare che gli esseri umani avrebbero una riluttanza innata a uccidere e a infliggere sofferenza. Continua la lettura di Bregman, il male radicale e i cecchini di Sarajevo

SOCIETÀ LIBERALE, SICUREZZA INTEGRATA

di danilo campanella
In Italia l’intervento dell’iniziativa privata all’interno della società non è stata sempre capita. Vi sono stati studiosi determinati a sottolineare l’importanza di una società fondata sul libero mercato e sulla proprietà privata – citandone uno Bruno Leoni (1913-1967) – una società tanto più democratica quanto aumenta l’interesse dei singoli individui che, anziché subire le scelte dall’alto, se ne fanno promotori. Continua la lettura di SOCIETÀ LIBERALE, SICUREZZA INTEGRATA

Ministro Nordio, la Giustizia italiana non è firmata da Mussolini, è scritta nella Costituzione

di angelo perrone

La provocazione del ministro Carlo Nordio, che definisce il codice penale del 1930 “il libro più importante sulla giustizia” evocando la firma di Benito Mussolini, rappresenta un cortocircuito logico e storico. La dichiarazione, fatta a Roma durante l’evento editoriale “Più libri più liberi”, nel mezzo di una polemica politica sull’antifascismo, è una battuta a effetto che svilisce il ruolo delle istituzioni in una Repubblica democratica. Continua la lettura di Ministro Nordio, la Giustizia italiana non è firmata da Mussolini, è scritta nella Costituzione

OLTRE IL 2 GIUGNO: LA REPUBBLICA, MODELLO DI LIBERTÀ E DI DEMOCRAZIA ANCORA DA DIFENDERE

di maurizio delli santi*

Un’eredità in cui occorre rigenerare il liberalismo costituzionale

Archiviate le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della Repubblica, il rischio è che il significato del 2 giugno resti confinato alla dimensione della ricorrenza. In realtà, le trasformazioni che attraversano il nostro tempo – dall’indebolimento dei corpi intermedi alle crescenti disuguaglianze sociali, dalle tensioni geopolitiche alle nuove forme di concentrazione del potere economico e tecnologico – ripropongono una questione che investe direttamente la qualità della nostra democrazia: quanto sono ancora solide le garanzie poste a tutela della libertà e dell’equilibrio costituzionale? Continua la lettura di OLTRE IL 2 GIUGNO: LA REPUBBLICA, MODELLO DI LIBERTÀ E DI DEMOCRAZIA ANCORA DA DIFENDERE

Il paradosso delle migrazioni: l’emergenza come strategia di consenso

di angelo perrone

Il meccanismo paradossale che governa alcune scelte della politica contemporanea trova nella gestione dell’immigrazione la sua espressione più evidente e drammatica. Ci si trova di fronte a un’azione di governo che, concentrandosi sulla propaganda anziché sulla realtà, non solo non risolve i problemi, ma finisce per ampliarli e strutturarli, utilizzandone poi gli effetti deteriori per alimentare la paura e trarne profitto elettorale. Continua la lettura di Il paradosso delle migrazioni: l’emergenza come strategia di consenso

ELOGIO DI MATTEO SALVINI  & C

di enzo marzo

Non siamo soliti parlare di Salvini. Anche perché “Critica” non ha esperti sulle chiacchiere di osterie di paese. Per anni ci bastava ridere sommessamente alle salvinate, non prendendole sul serio, poi ci hanno annoiato perché il personaggio è diventato il prototipo molto imitato, e perfino superato, dell’invasiva stupidità italiana. Ai tempi del Papeete ci fece persino pena, come per un qualunque ragazzino brufoloso che non regge l’alcool e gode nel tagliuzzarsi le braccia. Per la verità, assistemmo al suo masochismo politico con una certa soddisfazione, come a una vincita inaspettata al gratta-e-vinci. Ora, dopo il tragico evento di Modena, quando, chissà, forse un fuori di testa si è lasciato andare a una tentata strage, Salvini con la puntualità di un orologio svizzero non ha potuto non espettorare il suo peggiore razzismo. Da qui la successiva slavina degli umori più acidi della “pancia” della folla italica. Senza aspettare indagini e ricerche. Il responsabile del disastro delle ferrovie italiane ha dato inizio alla polemica sulla revoca della cittadinanza, come se non bastasse il codice penale a fare giustizia. Continua la lettura di ELOGIO DI MATTEO SALVINI  & C

“TORNIAMO ALLA COSTITUZIONE”: L’APPELLO DEI COSTITUZIONALISTI CONTRO LA NUOVA LEGGE ELETTORALE- UNA RIFORMA CHE IMPONE LA “DITTATURA DELLA MAGGIORANZA”

Di fronte a un nuovo disegno di concentrazione dei poteri, occorre riaffermare con forza la necessità dei contrappesi della democrazia liberale.

di maurizio delli santi*

«Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una profonda e motivata preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati». Il segnale proveniente dal mondo accademico è di straordinaria rilevanza e non dovrebbe passare inosservato all’opinione pubblica, specie nel momento in cui ci avviciniamo all’80° anniversario della nascita della Repubblica, scelta non a caso dai suoi Padri costituenti come “repubblica parlamentare”. Continua la lettura di “TORNIAMO ALLA COSTITUZIONE”: L’APPELLO DEI COSTITUZIONALISTI CONTRO LA NUOVA LEGGE ELETTORALE- UNA RIFORMA CHE IMPONE LA “DITTATURA DELLA MAGGIORANZA”

Il bavaglio di carta: come le querele temerarie soffocano le verità scomode

di  angelo perrone

In Italia, il diritto di cronaca non si scontra più solo con il segreto o il diniego, ma con un’arma più sottile: l’uso strumentale della giustizia. L’efficacia del sistema giudiziario è connessa alla sopravvivenza del giornalismo d’inchiesta, strumento di democrazia nel nostro Paese. Quando la “lentezza” dei tribunali e l’inazione del legislatore smettono di essere disfunzioni, diventano strategie di potere: la libertà di stampa finisce paralizzata. Continua la lettura di Il bavaglio di carta: come le querele temerarie soffocano le verità scomode

Quinto pacchetto sicurezza. Dai fermi preventivi ai nuovi reati, una giustizia che punisce i deboli e ignora la rieducazione

di angelo perrone

L’approvazione dell’ennesimo pacchetto sicurezza impone una riflessione sulla direzione che la giustizia sta imboccando nel nostro Paese. Non si tratta solo di nuove norme, ma di una visione che sembra privilegiare la repressione della marginalità a discapito della tutela dei diritti fondamentali e della funzione rieducativa della pena.

Il nuovo testo approvato dal governo Meloni — il quinto in soli tre anni — delinea una politica criminale che rischia di accentuare profondamente le disuguaglianze sociali e minare i principi costituzionali. Continua la lettura di Quinto pacchetto sicurezza. Dai fermi preventivi ai nuovi reati, una giustizia che punisce i deboli e ignora la rieducazione