Archivi categoria: astrolabio

La rappresentanza: se la legge elettorale diventa il cavallo di troia del Premierato

di angelo perrone

Nella gerarchia delle urgenze nazionali, il Paese sembra procedere a due velocità: da un lato la paralisi materiale, dall’altro l’iperattivismo sulle regole del potere. Mentre la crisi energetica morde il tessuto produttivo e le infrastrutture civili mostrano segni di un declino anacronistico — si pensi al paradosso della giustizia milanese, eccellenza europea costretta a regredire alla carta per il blocco del sistema digitale — l’agenda politica è monopolizzata dalla riscrittura della legge elettorale. Ma questa non è una mera riforma tecnica: è una sfida al cuore del patto costituzionale. Continua la lettura di La rappresentanza: se la legge elettorale diventa il cavallo di troia del Premierato

Direttiva UE anticorruzione: l’Italia al bivio tra pugno di ferro e immunità di Palazzo

di angelo perrone

Mentre l’eco del referendum è ancora forte, una nuova tegola cade sulle riforme della Giustizia di questi ultimi anni. La nuova direttiva anticorruzione del Parlamento Europeo è una smentita politica clamorosa: Bruxelles chiede più rigore proprio dove l’Italia ha scelto di depenalizzare. Emerge così il disegno di una politica criminale “a doppia velocità”: pugno di ferro con il dissenso di strada e guanti di velluto con i colletti bianchi. Un’analisi sulle reali intenzioni di chi vuole liberare la “firma” ma finisce per incatenare la legalità. Continua la lettura di Direttiva UE anticorruzione: l’Italia al bivio tra pugno di ferro e immunità di Palazzo

IL CASO DEL VICEMINISTRO ALLA GIUSTIZIA DELMASTRO: QUANDO LA POLITICA SMARRISCE IL LIMITE

di ernesto mancini

Quando si desidera impreziosire un discorso o sostenere con decisione un’affermazione che non ammette alternative, si ricorre spesso ad antichi brocardi od ai princìpi di logica del tipo: “tertium non datur”. È ciò che può accadere a proposito del Viceministro alla Giustizia Delmastro.

Mi spiego: Delmastro ha fatto parte di una società di ristorazione il cui amministratore unico era la figlia appena diciottenne di una persona prima accusata e poi definitivamente condannata per riciclaggio di capitali di origine mafiosa. Continua la lettura di IL CASO DEL VICEMINISTRO ALLA GIUSTIZIA DELMASTRO: QUANDO LA POLITICA SMARRISCE IL LIMITE

RAPPORTO SULLO STATO DEI DIRITTI

di A BUON DIRITTO 

presenta 

  • 63.868 persone detenute a fronte di 51.275 posti, con un sovraffollamento del 138,5% e 79 suicidi in carcere nel 2025
  • Italia al 49° posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa
  • Il 70% dei trattenimenti nei CPR di Gjader in Albania non convalidato dall’autorità giudiziaria
  • Quasi una persona su dieci rinuncia alle cure, principalmente per le liste d’attesa. 
  • 99 femminicidi nel 2025, con il 73% delle donne che contattano il 1522 senza sporgere denuncia
    Roma, 28 gennaio 2026 – È stato presentato oggi, mercoledì 28 gennaio, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, il Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, realizzato da A Buon Diritto grazie al sostegno dell’Otto per mille Valdese

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Edilizia, un motore inceppato produce tragedie

di valentina piscitelli

Non ce l’ha fatta Octay Stroici, l’operaio romeno di 66 anni e 7 mesi, prossimo alla pensione, rimasto sepolto nel crollo della Torre dei Conti avvenuto il 3 novembre scorso a Roma. E’ stato estratto ancora vivo e vigile, dopo undici ore di infaticabile lavoro di rimozione delle macerie che ha visto coinvolti oltre cento vigili del fuoco, ma è deceduto nelle ore successive. Continua la lettura di Edilizia, un motore inceppato produce tragedie

esondazioni ed erosioni, scivolando sulle metafore

di angelo perrone

Il terremoto dei dazi trumpiani non distrae il governo, sempre vigile su tutto. Il grido d’allarme era stato lanciato, a tempo debito, dal ministro della giustizia Carlo Nordio, che aveva messo in guardia sulle “esondazioni” (erano le decisioni giudiziarie sui rimpatri in Albania, sgradite al governo). Ora il tema è ripreso dal sottosegretario Alfredo Mantovano, un fedelissimo di Giorgia Meloni, al Consiglio nazionale forense.

Le esternazioni spaziano dal naturalistico all’infrastrutturale, quest’ultimo di competenza di Matteo Salvini che però al momento è indaffarato (il suo di trasferimento, agli Interni). In tempi di immanente recessione economica per via delle follie a stelle e strisce, la denuncia è chiara, e c’è poco da stare allegri. Si «erode la sovranità popolare», si «deraglia dai confini» e si «decide le politiche». E stavolta il soggetto non è circoscritto, le toghe rosse, che pure ci mettono il loro, aizzando o fomentando. Non riduciamo infatti – puntualizza saggiamente Mantovano – la cosa ad una macchietta.

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Le colpe dell’architettura

di marco cianca

Urla. Gemiti. Colpi sulle bare, macabri tamburi per evocare i defunti e ammonire i vivi. Dolore e rabbia si fondono sempre quando le istituzioni, in tutte le sfaccettature, vengono ritenute responsabili di tragedie annunciate. Accade durante ogni funerale, è avvenuto a Scampia per le vittime delle Vele. Tre morti e 14 feriti, tra cui 7 bambini, a causa del cedimento di un ballatoio, lo scorso 22 luglio. Degrado, omissioni, errori, ritardi, mancati restauri, menefreghismo. La procura ipotizza il reato di omicidio colposo. Ma l’Avvenire va oltre le polemiche contingenti. Scrive Elena Granata, in un editoriale del quotidiano cattolico: “Il peccato è originale, e sta tutto in quella convinzione paternalista che pensava di intervenire sul bisogno di casa e sulle povertà, concentrando i propri sforzi intorno alla quantità e non alla qualità delle risposte. È quell’utopia urbanistica che ha realizzato, per conto dello Stato, tra gli altri, lo Zen a Palermo, il Satellite a Pioltello, il Pilastro a Bologna, per citare solo alcuni esempi. Utopia che viene ancora celebrata come un tempo glorioso in cui la meglio gioventù di architetti intellettuali era affascinata da quel monumento intoccabile all’architettura socialista che è l’Unités d’habitation di Le Corbusier”. Continua la lettura di Le colpe dell’architettura

Il problema Conte

di angelo perrone

Giuseppe Conte, ex Presidente del Consiglio e attuale leader del Movimento 5 Stelle, cerca di posizionarsi, in una congiuntura difficile, come leader politico capace di attrarre voti, consensi ed elettori. L’obiettivo è tornare al potere, chissà come, in una fase saldamente nelle mani della destra. Di sicuro, ad ogni costo, anche con chiunque, come in passato.
Fronteggia all’interno il suo ex mentore e quasi omonimo Giuseppe Grillo in una contesa impari (a suo favore: il richiamo del potere contro il fallimento del passato), gestisce le anime in pena del mondo grillino combattute tra la necessità di sopravvivere e i richiami movimentisti di un tempo.
Mantiene un atteggiamento ambivalente con il Partito democratico per consolidare il suo controllo sul M5S e aumentare l’influenza politica. Tesse una tela complicata con gli interlocutori, fatta di avvicinamenti e critiche, concordia e improvvise virate. E guarda anche oltre. Ci sono strette di mano, bicchierate di birra davanti ai fotografi. Poi sdegnate prese di distanza, altezzose interviste per rimarcare diversità e contrapposizioni ideali, che è bizzarro rivendicare. Continua la lettura di Il problema Conte

Ecologismo e materialismo due alleati nella diversità

di riccardo mastrorillo

Il successo della lista Alleanza Verdi e Sinistra alle ultime elezioni europee si basa su vari fattori. Dobbiamo sgombrare il campo intanto dall’equivoco in cui molti cadono, cioè considerare i voti di preferenza dati ai “personaggi” candidati come voto estraneo, se non addirittura capziosamente conquistato. Se è pur vero che molti, anche elettori di formazioni politiche minori di estrema sinistra, hanno votato AVS per sostenere Lucano e Salis, come numerosi elettori del Pd hanno votato AVS per sostenere Marino e Orlando, in tutti e quattro i casi le organizzazioni di partito, sia Europa Verde che Sinistra italiana, hanno lavorato, in quelle circoscrizioni, dando indicazioni decise per votare quei nomi. Al massimo potremmo considerare in circa 300.000 i voti, non ripetibili, dati ad AVS, solo per sostenere uno dei 4 personaggi. Il confronto con i numeri dei candidati strettamente di partito ci può suggerire un valido aiuto, per il confronto. Continua la lettura di Ecologismo e materialismo due alleati nella diversità