Archivi categoria: appuntamenti

giovedì 12 aprile 2018 ore 17,00 ROMA

Riunione degli “Amici di Critica liberale” per discutere del referendum consultivo mobilitiamo roma, che propone la sostanziale privatizzazione del servizio di trasporto pubblico. Presso la sede di Critica liberale in via delle Carrozze, 19

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Torino, 08 ottobre 2026 ore 17.00 – inaugurazione mostra

Piero Gobetti e l’Università di Torino:
tracce della formazione di un “eroe silenzioso”

Mostra organizzata dal Dipartimento di Studi storici, dalla Biblioteca “Norberto Bobbio”, dalla Biblioteca storica di Ateneo “Arturo Graf”, dall’Archivio storico dell’Università di Torino insieme al Centro studi Piero Gobetti di Torino.

La mostra, allestita nel 100° della sua morte, illustra le numerose relazioni che Piero Gobetti instaurò con i professori della facoltà Giuridica torinese, dove conseguì la laurea il 14 luglio 1922 discutendo – con Gioele Solari – una tesi sulla filosofia politica di Vittorio Alfieri. Sono inoltre approfonditi i legami coi professori di Lettere e Filosofia, che precedettero e affiancarono la sua iscrizione al corso di laurea in Filosofia, avvenuta nel novembre dello stesso 1922: carriera che si interruppe dopo circa un anno lasciando agli atti il superamento di tre esami. Parallelamente, la mostra intende ricordare la figura di Gobetti attraverso il filo dei legami con alcuni suoi coetanei che anch’essi compirono il percorso di studi all’Università di Torino nel frangente fra le due guerre: e che, idealmente guidati dal suo esempio, si impegnarono attivamente nella lotta di liberazione, spesso raggiungendo ruoli di primo piano nell’organizzazione della resistenza piemontese. Fino alla fondazione del Centro studi Piero Gobetti nel 1961: che contò sull’adesione dello stesso Ateneo torinese e che elesse a primo presidente Norberto Bobbio, tra i firmatari dell’atto costitutivo insieme a molti altri laureati di Solari, tra i quali Alessandro Passerin d’Entrèves, Renato Treves, Giorgio Agosti e Franco Antonicelli.

Curatrice della mostra: Cristina Cavallaro

Inaugurazione:
Giovedì 8 ottobre 2026, ore 17.00

Partecipano:
Paolo Cozzo (Direttore del Dipartimento di Studi storici)
Leonardo Mineo (Delegato del Prorettore per lo sviluppo e il coordinamento del Sistema Archivistico e del
Sistema Bibliotecario di Ateneo)
Luciano Olivero (Presidente della Biblioteca “Norberto Bobbio”)

Interventi:
Maria Cassella (Responsabile dell’Area servizi bibliotecari del Campus Luigi Einaudi)
Pietro Polito (Direttore Centro studi Piero Gobetti)
Cristina Cavallaro (Docente di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia e curatrice della mostra)

Sedi e orari:
Biblioteca Bobbio: lun-ven 8.30-19.15; sab 8.30-13.15
Archivio storico: lun-ven 9.30-12.30 e 14.30-17.00

Mercoledì 7 ottobre alle ore 17:00
presso l’Urban Center metropolitano di Roma
in Viale Manzoni, 34
presentazione del libro:

“Per l’agorà. Scritti sulla questione urbana e territoriale 2008-2024”
di Giovanni Vetritto

con Prefazione di Giuliano Amato editore Rubbettino. Interverranno: Giovanni Cannata, Rossella Muroni, Stefano Rolando, Paola Rossi. Modera Valentina Piscitelli

«Che ho a che fare io con gli schiavi?».
Piero Gobetti, editore ideale

Nel 100° della morte di Piero Gobetti (Torino, 1901- Parigi, 1926), l’Archivio Prezzolini e il Centro studi Piero Gobetti hanno voluto dedicare una mostra bibliografica e documentaria all’intellettuale antifascista torinese, il quale, nel breve tempo che ebbe a disposizione, cercò di realizzare compiutamente, a costo dell’esilio, il progetto di editore ideale che il regime gli aveva impedito di portare avanti in patria. L’esposizione si concentra proprio sull’attività editoriale di Gobetti, quindi sugli anni 1922-1926, periodo in cui fu attiva a Torino la sua casa editrice, dalla quale uscirono 114 titoli. Di questi, ne vengono esposti 55, provenienti dalle Biblioteche cantonali di Lugano, Bellinzona, Mendrisio, dalla Biblioteca Salita dei Frati e dal Centro studi Piero Gobetti di Torino. Tra i volumi, distribuiti in tre sezioni (opere di e su Piero Gobetti, Politica e storia, Arte e letteratura), alcuni sono accompagnati da documenti archivistici che ne tracciano la genesi, la realizzazione, la fortuna, mettendo in evidenza i rapporti tra autori e editore, segnatamente tra Gobetti e Prezzolini. Curatori della mostra: Mattia Bettoni (Archivio Prezzolini), Simone Bionda (Archivio Prezzolini), Francesco Campobello (Università degli Studi di Torino).

Inaugurazione:

Martedì 6 ottobre, ore 18.00,
Biblioteca Cantonale Lugano, Svizzera

Partecipano:
Mattia Bettoni (Archivio Prezzolini)
Simone Bionda (Archivio Prezzolini)
Francesco Campobello (Università degli Studi di Torino)
Pietro Polito (Direttore del Centro studi Piero Gobetti di Torino)
Stefano Vassere (Direttore delle Biblioteche cantonali) 

Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”

156° della Breccia di Porta Pia

vi aspettiamo domenica 20 settembre 2026 sul luogo della Breccia

Era l’alba del 20 settembre del 1870, quando l’artiglieria dell’esercito italiano entrava in azione per aprire un varco nella cinta muraria vaticana. Dopo 5 ore di cannoneggiamenti il muro cedeva nel tratto tra Porta Pia e Porta Salaria. Alle 9.45 i bersaglieri della XII e XIV divisione entravano in Roma. Era la fine della teocrazia vaticana. Roma diventava capitale d’Italia. Roma era restituita all’Italia, e l’Italia all’Europa.

Si compiva un processo storico che a Roma aveva visto nascere il Comune di Arnaldo da Brescia, la Repubblica di Cola di Rienzo. Successi insperati, ma che erano stati possibili grazie a quel piccolo fiume carsico di artigiani e lavoratori, di cui le strade di Roma conservano ancora memoria (Via dei Funari, Fornari, Falegnami, Giubbonari ecc.). C’era un’altra Roma che si opponeva allo strapotere della rendita: nobiliare e papalina.

Una Roma resistente, che avrebbe ripreso il filo rosso della storia con la nascita della Repubblica giacobina nel 1798, e ancora nel Risorgimento con quella mazziniana del 1849. Rivoluzioni di emancipazione, represse ogni volta, ma che lasciavano il segno nella storia.

Questa Roma del popolo il 20 settembre del 1870 salutava gioiosamente l’ingresso dei bersaglieri nella città, intonava per le strade la marcia di Garibaldi, sventolava la bandiera italiana da finestre e balconi, indossava la coccarda tricolore… saliva sulla torre del Campidoglio per liberarlo dagli zuavi papalini.

Nel principio laicità, quella Breccia ha segnato l’apertura alla cittadinanza democratica, che chiama ognuno alla responsabilità dell’impegno etico-politico-sociale per un mondo di liberi ed uguali. Un impegno oggi ancora più necessario di fronte a rigurgiti nazifascisti e fanatismi religiosi, mentre nostalgie di patriarcato in gerarchizzazione sessista e sociale continuano a minare l’affermazione della pari dignità.

Quella dignità che la Costituzione della Repubblica italiana pone in corrispondenza dell’uguaglianza, per il concretizzarsi della piena cittadinanza democratica.

Allora questa Breccia continui a essere il nostro faro di liberazione da ogni sopraffazione e sopruso nel motto internazionale dei Liberi Pensatori Né dogmi Né padroni.