L’esorciccia. Giorgia Meloni e l’Artifizio Intelligente.

di Francesca Palazzi Arduini

Che fare, pensa la Presidente del Consiglio, per dare un contentino a Bergoglio? Insomma… sui migranti meglio buttar soldi in Albania che darne ai preti, che poi manco la votano. E poi chissenefrega tanto ormai tutti deportano gente, fan peggio gli inglesi, lo pensa tutto il partito. Sull’interruzione di gravidanza si fa di tutto per accontentarli ma senza scatenare le piazze, le donne. Quindi? Niente, al massimo qualche spiccio del PNRR ma niente più, per mettere uno straccio di camice ai predicatori[1]. Ah sì, anche qualche altro spiccio alle famiglie con figli, ma tanto col costo della vita la toppa dura poco.
E sul Giubileo quanto dovremmo spender ancora, si chiedeva Meloni già nel 2023 in Vaticano, in udienza, da sola, con la figlia e senza marito. Ma che fare per mantenere buoni rapporti, per saldare sacre alleanze?
Sull’uso delle armi non si può fare quel che vuole il “santo padre”, certo, meglio accontentare lui che quei pacifisti che protestano ovunque, calcola Giorgia. In definitiva, se occorre spezzare qualche lancia meglio spezzarla in testa agli studenti del nuovo “no Vietnam” che al papa quando pretende di far diplomazia in giro per il mondo come se avesse ancora uno Stato pontificio. Difficile quindi dare un contentino che si rispetti a Bergoglio.

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Fascista è chi fascista fa

di Carla Bassu

Perché nel 2024 qualcuno in Italia fatica ancora a dichiararsi pacificamente antifascista?

E allora il comunismo? Si sente spesso replicare. Che problema c’è ad ammettere che i regimi comunisti, dall’Unione sovietica in poi, hanno fallito nell’ideale dichiarato, avvilendo le libertà individuali e risultando incompatibili con il modello di democrazia costituzionale.

La democrazia, pur imperfetta e piena di contraddizioni, è la migliore tra i sistemi di governo sperimentati finora e si pone in netto contrasto con i dettami del fascismo e del socialismo reale.

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Il 25 aprile, ai tempi d’oggi

di Angelo Perrone

Ogni volta è un momento di riflessione, da qualche tempo è diventato motivo di discussione. Persino di contestazione. Tra il compiacimento di pochi, purtroppo al potere, e lo stupore di tanti. Sono per fortuna la maggioranza: coloro che sanno e non dimenticano. Questo, ed altro, è il 25 aprile.
La Storia e la coscienza assicurano che la data, che segna la caduta del fascismo, rappresenti una svolta decisiva e irreversibile, dagli effetti profondi e non più ritrattabili. E, nello stesso tempo, che proprio l’antifascismo debba porsi alla base di quanto avvenuto dopo, esserne il principio ispiratore. Costituire la guida di ciò che tuttora dà alimento e sostanza alle nostre vite, in atteggiamenti pubblici, sensibilità individuali e norme di comportamento.
Si racconta, soprattutto, che quel momento sia fondativo della Repubblica, una pietra angolare su cui si regge la costruzione dello Stato e la vita collettiva, come prefigurata dalla Costituzione, un compendio di regole esemplare per significati e implicazioni.
Verrebbe da credere a tutto ciò e da confidare in simile missione, conquistati ancora oggi, nonostante tante disillusioni, dalla grandezza del disegno e dalla lungimiranza degli scopi.
Sarebbe anche utile pensare, per la nobiltà degli intenti che lo sovrastano, che il destino, immaginato da quanti presero parte alla Resistenza in nome di un’Italia libera e democratica e che poi ne forgiarono le regole supreme, corrisponda in pieno al futuro, un’anticipazione di ciò che sarà di noi domani. E tutto questo senza scarti, correzioni e distinguo.
Ma il presente è ingombro di troppe nuvole grigie, non appare affatto rassicurante, anzi integra cattivi auspici. Sarebbe improvvido non rilevarlo. Nessuna costruzione, anche la più radicata, può dirsi al riparo dai venti avversi, quando sono insistenti, pervicaci e devastanti. Il rischio è che, di fronte al pericolo, le convinzioni più salde smarriscano l’orizzonte e scadano nella retorica inoperosa.

Il referendum anti-Rosatellum

di Paolo Pagliaro

Felice Besostri, il giurista socialista che per le sue iniziative contro
lo strapotere delle nomenklature si era guadagnato il titolo di “difensore degli elettori”, è morto nel gennaio di quest’anno lasciando in eredità un’ultima battaglia, il referendum contro l’attuale legge elettorale chiamata Rosatellum, dal nome del suo proponente Ettore Rosato.

Questa legge, approvata nel 2017, toglie di fatto agli elettori e assegna ai partiti il potere di nominare i parlamentari. Il nostro sistema politico – osservava Besostri – da tempo non è più fondato sul consenso, sul legame sociale tra elettore ed eletto quanto piuttosto sul rapporto fiduciario tra nominante e nominato. Un rapporto tra pochi che restringe il campo del dialogo sociale, crea di fatto una oligarchia e provoca il fenomeno dell’astensionismo, che è da anni la scelta più popolare, come si è visto in queste ore anche in Basilicata.

La situazione è destinata a peggiorare se andrà in porto la riforma costituzionale proposta da Giorgia Meloni, che prefigura una sorta di dittatura della maggioranza relativa.

Martedi 23 aprile a Montecitorio il Comitato promotore del referendum per l’abrogazione parziale delle attuali leggi elettorali hanno presentato i quesiti a cui hanno lavorato – con Besostri – Paolo Antonio Amadìo, Sergio Bagnasco e l’ex senatore liberale Enzo Palumbo. Contestualmente si darà il via alla raccolta delle firme. Trattandosi di un’iniziativa contro lo strapotere delle piccole consorterie che governano i partiti non c’è da attendersi che da questi ultimi venga un sostegno al referendum, né che se ne parli in campagna elettorale. I promotori puntano sulla residua capacità dell’informazione di dettare almeno in parte l’agenda.

(fonte © 9Colonne)
 

300 anni di Immanuel Kant

di Giovanni Perazzoli

Da ragazzo, ricordo di aver sentito Giovanni Ferrara in televisione rispondere in modo brillante a una domanda molto impegnativa postagli da un giornalista: “Dove si trova il punto di passaggio ideale al mondo moderno?” La sua risposta è stata una di quelle che suscitano pensieri e aprono porte. “Il passaggio al mondo moderno”, disse, “è la Critica della ragion pratica di Kant, perché in quest’opera Immanuel Kant definisce il concetto di autonomia morale.” Continua la lettura di 300 anni di Immanuel Kant

USCITO IL N.147 DEL “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SU IL FATTOQUOTIDIANO.IT

per scaricare il pdf del “NONMOLLARE” clicca qui 
e anche su www.ilfattoquotidiano.it – ecco chi vince la menzione di disonore di critica liberale: il suo trasformismo non ha eguali

Sommario
risorgimento liberale
03. appello, un’italia unita ed eguale in un’europa di pace
05. petizione per fermare l’autonomia differenziata
editoriale
06. enzo marzo, trasformismo ch’è sì caro
08. bêtise d’oro
cronache da palazzo
09. riccardo mastrorillo, trasformismo a 5 stelle
la biscondola
10. paolo bagnoli, senza alcun pudore
viva la libertà!
11. antonio alberto semi, 25 aprile a venezia
cosmopolis
12. angelo perrone, cultura e società sui dilemmi della guerra
la vita buona
15. valerio pocar, gli opposti terrorismi
astrolabio
17. marco cianca, trent’anni dopo
lo spaccio delle idee
19. roberto einaudi, «l’idea nasce dal contrasto»
20. roberto pertici, luigi einaudi e la storia
24. ettore maggi, resistenze di ieri e di oggi (e forse di domani)
31. comitato di direzione
31. hanno collaborato

 

verso l’europee: la risposta di critica alla mozione Pizzarotti

la redazione

È opportuno probabilmente rimettere in ordine alcuni concetti rispetto alla nostra discussione di queste ore.

Dall’esterno stiamo dando l’impressione di una discussione tutta proiettata su una chiave nazionale.

Ma l’appuntamento elettorale che ci aspetta è un appuntamento europeo e pertanto non c’è niente di peggio che dare questa idea, men che meno se lo si fa agitando il feticcio di una lista per gli Stati Uniti d’Europa. Continua la lettura di verso l’europee: la risposta di critica alla mozione Pizzarotti

la mozione pizzarotti all’assemblea di +europa

Pubblichiamo la mozione proposta da Federico Pizzarotti (Presidente di +Europa) all’assemblea nazionale in corso oggi cui segue un commento della redazione.

ASSEMBLEA NAZIONALE DI PIU’ EUROPA

 Roma, 6 Aprile – 7 Aprile 2024

 MOZIONE: RESTART – UN NUOVO PERCORSO VERSO LA LISTA STATI UNITI D’EUROPA

 Premesso che,

La Direzione nazionale di +Europa ha dato mandato al Segretario di attivare tutte le interlocuzioni che ritiene necessarie affinché +Europa sia presente alle Elezioni Europee 2024, per individuare la migliore modalità di promuovere una lista che abbia l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa e che tenga al centro del programma la tutela dei diritti delle persone, le libertà individuali ed economiche, la lotta al cambiamento climatico e l’innovazione scientifica e tecnologica, verificando la possibilità di coinvolgere altri partiti, movimenti e associazioni, e per presentare, congiuntamente al Presidente, una proposta di partecipazione elettorale alla Direzione, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, dello Statuto; Continua la lettura di la mozione pizzarotti all’assemblea di +europa

basta con primarie e piattaforme torniamo alla politica

di Riccardo Mastrorillo

Da anni sosteniamo che le “primarie” così come concepite dal Partito democratico, siano una soluzione sbagliata e pericolosa, soprattutto laddove per ogni consultazione le regole vengono cambiate, ma soprattutto perché si basano su un corpo elettorale incerto e su un elevatissimo rischio che possano essere inquinate: dalla coalizione avversa, dal malaffare, da chiunque abbia interesse a boicottarle. In assenza di una seria normativa, le primarie ci paiono la peggior soluzione per individuare le candidature. Continua la lettura di basta con primarie e piattaforme torniamo alla politica

DIRITTO DI RESISTENZA E NONVIOLENZA – NORBERTO BOBBIO  e GIULIANO PONTARA

La Fondazione Critica liberale edita una  collana di pubblicazioni,
“Le frecce”, piccoli volumi di cultura politica e di attualità, che sono offerti gratuitamente in PDF ai lettori, e anche stampati. Costituiscono un’ideale prosecuzione dei “Quaderni di Critica”, rintracciabili su questo sito.  
                                         USCITO IL SESTO NUMERO
DIRITTO DI RESISTENZA E NONVIOLENZA
Norberto Bobbio e Giuliano Pontara
appendice
2 articoli sull’anarchia  di 
Umberto Morra e Camillo Berneri
scarica qui gratuitamente le frecce di critica liberale
FCL    ISSN 2975-1489
– 6. Diritto di resistenza e nonviolenza
– 5. dalla Costituente alle bicamerali Sulla forma di governo
– 4. Alla radice della guerra
– 3. Salvemini e le libertà di religione
– 2. Dugin, un nemico del liberalismo
– 1. Quaderno Gobettiano 1

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