USCITO IL N.195 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
appello
03. contro le primarie
la biscondola
04. paolo bagnoli, l’abisso vuoto della “seconda repubblica”
cronache da palazzo
06. riccardo mastrorillo, in lode del voto segreto
trapassato remoto
07. angelo perrone, il miraggio della vendetta e il corto circuito delle istituzioni
09. la lepre marzolina, la stampa che legittima l’assassinio fai-da-te
10. “non a nome dei piemontesi” – petizione contro cirio sulla grazia a roggero a cura di antonio caputo
12.casapound 8242 giorni di occupazione illegale
l’osservatore laico
13. alessandro giacomini, non più “abbonati”, ma “obbligati” rai: il grande inganno del servizio pubblico (in salsa clericale)
gli stati uniti d’europa
15. niccolò rinaldi, talebani a bruxelles
la vita buona
18. valerio pocar, note geopolitiche di un impolitico
cosmopolis
20. maurizio delli santi, un anniversario per la cultura liberale e democratica – l’italia non tradisca lo “statuto di roma”
lo spaccio delle idee
27. ombretta grasso, addio allo studioso paolo fai. il ricordo di canfora: «un umanista»
29. giordano bozzanca, il maestro della libertà. ricordo di paolo fai
33. ermanno vitale, pessimismo radicale e dispotismo orientale – una risposta a cesare pianciola
ex libris
35. ermanno, vitale, l’occidente disperso – la mela avvelenata del dispotismo orientale
36. comitato di direzione
36. hanno collaborato

Democrazia senza educazione

di ermanno vitale

Confesso subito di non riuscire proprio a provare alcuna simpatia per Mario Roggero, pluriomicida secondo quanto stabilito al termine dei tre gradi di giudizio che l’ordinamento italiano prevede. Bobbio affermò una volta di detestare i fanatici con tutta l’anima, io aggiungerei i tracotanti. Roggero è a mio avviso un caso di scuola di tracotanza. Non vittima di un momento isolato di stress e di paura che lo hanno spinto a un gesto inconsulto, peraltro pur sempre omicida, ma un uomo i cui precedenti inducono a pensare che sia nel suo modus operandi usare comportamenti sproporzionati e minacciosi per risolvere liti e conflitti. Continua la lettura di Democrazia senza educazione

Bregman, il male radicale e i cecchini di Sarajevo

di ermanno vitale

A pochi giorni di distanza dall’aggressione della Russia all’Ucraina, su “Volere la luna” compariva un breve articolo di Valentina Pazé dal titolo “La guerra e i soldati che non sparano”.  L’autrice si appoggiava a un libro uscito in italiano nel 2019 – Una nuova storia (non cinica) dell’umanità, di Rutger Bregman – che nel quarto capitolo, intitolato Il colonnello Marshall e i soldati che non sparavano, pretende di dimostrare che gli esseri umani avrebbero una riluttanza innata a uccidere e a infliggere sofferenza. Continua la lettura di Bregman, il male radicale e i cecchini di Sarajevo

USCITO IL N.194 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
appello
03. contro le primarie
la biscondola
04. paolo bagnoli, la fine di un leader ridicolo
la vita buona
05. valerio pocar, cavalcare la tigre
cronache da palazzo
06. riccardo mastrorillo, ancora sulla legge elettorale
07. casapound 8228 giorni di occupazione illegale
astrolabio
08. angelo perrone, se il grande manager contesta la giustizia – il caso della strage di viareggio e il manifesto dei 400
l’osservatore laico
11. francesca palazzi arduini, in god we trust, paperone riscommette su dio – il nuovo organismo governativo vorrebbe gli Usa confessionali
14. raffaello morelli, un’informazione tendenziosa
16. francesco zanardi, l’unione europea contro gli abusi sessuali del clero – il vaticano e il governo cercano di difendersi dalla nuova normativa
lo spaccio delle idee
19. maurizio delli santi, il 250° anniversario dell’indipendenza americana e l’era trump – la crisi dell’occidente nel caos globale
24. comitato di direzione
24. hanno collaborato

In God We Trust, Paperone riscommette su Dio. Il nuovo organismo governativo vorrebbe gli Usa confessionali

di francesca palazzi arduini

«Stiamo riportando la religione nel nostro Paese, e lo stiamo facendo rapidamente e con forza, affinché l’America sia una grande nazione dobbiamo sempre essere una nazione sotto Dio»

Questa frase campeggia in testa alla pagina web della Religious Liberty Commission istituita dal governo Trump nel maggio dello scorso anno.
Ma esiste già una commissione federale a tutela della libertà religiosa, ed ogni anno pubblica un rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, strettamente legato alle attività diplomatiche, militari, di ingerenza e di intervento umanitario degli Usa, la Commission On International Religious Freedom. Evidentemente non era abbastanza per supportare la manifesta intenzione di questo clownesco governo MAGA di rientrare nelle grazie della divinità. “In God We Trust”, affermano le banconote statunitensi, e lo fanno dalla Guerra fredda, da quando era urgente differenziarsi significativamente dall’Urss. Poco è cambiato: coi “comunisti” ce l’ha anche Trump, lo ha detto tra tuoni e fulmini anche la sera del 4 luglio, senza specificare bene se si trattasse di inimicizia con la Cina o con altro paese del mondo sul quale intende presto usare l’unica forza in esubero che gli resta, quella militare. Continua la lettura di In God We Trust, Paperone riscommette su Dio. Il nuovo organismo governativo vorrebbe gli Usa confessionali

LA SVOLTA DELLA CORTE DELL’AJA SUL CASO PUTIN: PERCHÉ LA GIUSTIZIA NON BLOCCA LA PACE

di maurizio delli santi*

La Corte penale internazionale indica un percorso giuridico per una conferenza di pace sotto egida ONU sospendendo il mandato di arresto per Putin: si riapre lo spazio diplomatico europeo. “Non c’è Pace senza Giustizia”: sotto questa  formula  a Roma, il 17 luglio 1998,  partì  dal Colosseo una grande fiaccolata promossa dai movimenti per la giustizia internazionale che convinse le delegazioni esitanti a lasciare gli alberghi per raggiungere la sede della FAO e ad approvare definitivamente il trattato che avrebbe dato vita alla Corte penale internazionale, lo Statuto di Roma. Fu uno dei momenti più alti della costruzione di un ordine internazionale fondato sul diritto dopo le tragedie del Novecento e l’eredità dei processi di Norimberga. È una memoria che i leader politici in Italia e in Europa hanno il dovere di preservare con orgoglio, per dare ora la  parola alla diplomazia. Continua la lettura di LA SVOLTA DELLA CORTE DELL’AJA SUL CASO PUTIN: PERCHÉ LA GIUSTIZIA NON BLOCCA LA PACE

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