GLI STATI GENERALI DEL LIBERALISMO – Terza edizione 2022

GLI STATI GENERALI DEL LIBERALISMO
Terza edizione 2022

25 GIUGNO 2022
ore 16,00 – 19,00  Roma – Via Piacenza, 4
PRIMA SESSIONE

Enzo Marzo: Introduzione

Gianfranco Viesti

In occasione dell’uscita del volume: William Beveridge, Lo stato sociale,  saggio introduttivo di Giovanni Perazzoli, Biblion editore

NE DISCUTONO: Riccardo Mastrorillo (moderatore), Giorgio Benvenuto, Rosy Bindi, Roberta Carlini, Alessandro Roncaglia, Graham Watson

LIBERALSOCIALISMO E SOCIALISMO LIBERALE
Paolo Bagnoli

 
al termine sarà servito un rinfresco nei giardini della Villa Spalletti – Trivelli

R.S.V.P. info@criticaliberale.it

“PREMIO CRITICA LIBERALE SULLA LIBERTÀ”

Il Premio è assegnato dalla Fondazione a chi si è particolarmente segnalato con scritti o politiche pubbliche o iniziative a favore delle libertà civili e politiche, lo stato di diritto e la giustizia sociale.

*prima edizione 2019: il premio fu assegnato a Pawel Adamowicz
*seconda edizione 2021: il premio fu assegnato a “Ossigeno per l’informazione”

Inoltre, ogni anno, la Fondazione indica anche, con una menzione speciale, chi ugualmente si è distinto, ma per il suo accanimento contro le libertà e i diritti civili.

*prima edizione 2019: il premio fu assegnato a Matteo Salvini
*seconda edizione 2021: il premio fu assegnato a Victor Orban

26 GIUGNO 2022 ore 10,00 – 12,30

Sede di Critica  liberale – Roma – via delle carrozze, 19 – collegamento sulla piattaforma zoom

SECONDA SESSIONE

Enzo Marzo: Introduzione

riforma elettorale & riforma dei partiti
due emergenze da affrontare insieme

Una chiacchierata organizzata con “Piattaforma tematica” insieme a Filippo Gallinella , a partire dalla storica riforma elettorale degli anni ’90, promossa da Mario Segni,  per approfondire l’involuzione dei partiti e dei sistemi elettorali in Italia e per ragionare su cosa sarebbe opportuno fare per cambiare le cose.

Iscriviti in anticipo per questa riunione:

https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZUvfuiopz0uGNxWwohklWKB3ZZMguU4mtNg

Dopo l’iscrizione, riceverai un’email di conferma con le informazioni necessarie per entrare nella riunione

clicca qui per scaricare il programma completo

PER UN EFFETTIVO STATO SOCIALE

Lo stato sociale è un argine al populismo. All’incontro degli Stati Generali del liberalismo (vedi programma sul numero del Nonmollare qui allegato) se ne discuterà con economisti e personalità della politica italiana e non solo italiana in occasione di una nuova pubblicazione del celebre Report di William Beveridge, con un’introduzione di Giovanni Perazzoli. La proposta politica ruota intorno a un punto forte: che cosa ci può dire ancora l’universalismo liberale di William Beveridge? Occorre prendere atto che Beveridge ha effettivamente cambiato la società europea. Nonostante i decenni passati dalla sua pubblicazione esiste ancora la tendenza a credere che lo stato sociale sia semplicemente un modo di tamponare la povertà. Con la sua relazione, l’economista Gianfranco Viesti pone dunque la domanda da cui dobbiamo partire: lo stato sociale è solo una risposta passiva alla povertà, oppure è una risposta attiva che si è dimostrata capace negli anni di potenziare l’ascensore sociale? Sulla questione discuteranno delle personalità che hanno in comune, su questi temi, grande esperienza e grande competenza: Giorgio Benvenuto, Rosy Bindi, Roberta Carlini, Alessandro Roncaglia, Graham Watson. Continua la lettura di PER UN EFFETTIVO STATO SOCIALE

USCITO IL N. 110 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI

per scaricare il pdf di NONMOLLARE clicca qui 
e anche su ILFATTOQUOTIDIANO.IT   Stati generali del liberalismo: la povertà si può combattere in chiave scientifica, senza demagogia

Sommario
gli stati generali del liberalismo
03. programma terza edizione 2022
la biscondola
5. paolo bagnoli, la politica, oggetto misterioso
6. finanziati dallo stato…
la questione della giustizia
7. riccardo mastrorillo, il rifiuto di un’indegna pagliacciata
9. enzo marzo, una svolta politica che deve continuare
10. raffaello morelli, l’astensione come diritto e scelta politica
12. angelo perrone, tra referendum falliti e riforme inadeguate
16. michele marchesiello, riformare il csm, oppure abolirlo? una provocazione
20. enzo marzo, il disastro della giustizia italiana
11. orsinate
res publica
22. tebaldo di navarra, tesoro! mi si sono ristrette le parole
referendum sulla giustizia
23. comitato il NO mediante il NON
lo spaccio delle idee
25. antonio caputo, 85 anni dopo l’assassinio fascista dei rosselli. socialismo del futuro?
lettera
29. lettera a draghi e franco
in vetrina
30. maria mantello, sesso chiesa streghe
32. comitato di direzione
32. hanno collaborato
5. bêtise d’oro
8-9. bêtise

5xmille – Fondazione Critica liberale

Cara amica, caro amico,
da oltre 50 anni Critica liberale, quasi ininterrottamente, è la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni ’60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 quella di una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell’impegno per i diritti civili e per l’integrazione federale dell’Europa democratica. Continua la lettura di 5xmille – Fondazione Critica liberale

SALVEMINI E L’EMANCIPAZIONISMO FEMMINILE

Mercoledì 22 Giugno 2022, ore 17-19
Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini” (Sala Capitolare)
Piazza della Minerva 38, Roma

SALUTI ISTITUZIONALI
Gianni Marilotti (Presidente della Commissione per la Biblioteca e Archivio Storico del Senato)

INTRODUZIONE
Rossella Pace (Fondazione Giacomo Matteotti ETS)
Federico Trocini (Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino)

RELATORI
Andrea Ricciardi (Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini)
Salvemini e l’identità femminile: Ernesta Bittanti, Anna Kuliscioff e Liliana Gadaleta Minervini

Alice Gussoni (Università di Oxford)
La rete femminile londinese negli anni dell’esilio

Giovanni Grasso (Istituto Luigi Sturzo)
Gaetano Salvemini e Ruth Draper

DISCUSSANTS
Sergio Bucchi Università di Roma La Sapienza
Francesco Torchiani Università di Pavia
Simone Misiani Università di Teramo

PER SEGUIRE L’INIZIATIVA ONLINE
https://webtv.senato.it/webtv_live

 
 
 


Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini

via Cavour 35 Firenze
www.fondazionerossisalvemini.eu/

il richiamo democratico alla serietà

di riccardo mastrorillo

Hanno votato ai referendum il 20,9% degli elettori. É l’affluenza più bassa nella storia dei referendum abrogativi in Italia. Era l’obiettivo dichiarato che come comitato “ilNOmedianteilNON” ci eravamo prefissati. Questi referendum sono stati favoriti in ogni modo: l’accorpamento con le elezioni amministrative (mai ottenuto in nessuno dei precedenti), una mobilitazione straordinaria delle televisioni, in particolare il servizio pubblico che ha messo in campo 75 confronti nelle tribune referendarie, in ogni telegiornale della Rai o di Mediaset è stato dato ampio rilievo ai referendum e sono stati spiegati, in modo impeccabile, tutti i quesiti. Risultano patetiche le proteste,in particolare dei leghisti, che scimmiottando vergognosamente le proteste di Marco Pannella, nel periodo storico dei veri referendum abrogativi, si sono abbandonati a deplorevoli pagliacciate. Continua la lettura di il richiamo democratico alla serietà

UNA SVOLTA POLITICA CHE DEVE CONTINUARE

di enzo marzo

La bocciatura dei 5 referendum sulla giustizia da parte del popolo italiano è stata chiara e netta. E con proporzioni così eclatanti che rende questa consultazione di portata storica. Non per il solo scampato pericolo di un maldestro taglia-e-cuci, ma soprattutto per il rilievo politico della sconfitta: hanno fallito – per la prima volta da troppo tempo – la demagogia e il populismo. È stato sconfitto l’avventurismo cialtrone dei Salvini, dei Renzi, dei Calenda e dei potenti più o meno pregiudicati, ovvero di tutto quel blocco sociale e politico che vive di privilegi e di illegalità, e incrementa a dismisura le disuguaglianze tra i cittadini. È stata sconfitta la “sinistra di destra” che, per conservare il potere, ormai da troppo tempo rincorre opportunisticamente elettori e rappresentanti proprio della peggiore politica illiberale.

I cittadini hanno respinto i quesiti chiesti non dai cittadini ma dai consigli regionali, cioè dalla parte più mediocre della nostra classe dirigente. È stata respinta la solita manovra radicale che truffaldinamente voleva trasformare i referendum abrogativi in propositivi. Ma si sa che i radicali, da decenni, pur di stare sul palcoscenico per qualche attimo, spettacolarizzano masochisticamente il suicidio loro e delle politiche che strumentalizzano. I cittadini hanno risposto avvalendosi del loro diritto di respingere la manovra rifiutando di votare. L’entità del risultato dimostra che la loro è stata una decisione assolutamente politica.

Il mancato voto di oggi significa richiesta impellente di un ritorno alla serietà, alla politica vera, alle sedi istituzionali, alla democrazia parlamentare. La questione della crisi della giustizia, che c’è ed è grave, deve essere affrontata nella sede appropriata. Il Parlamento dovrà discutere approfonditamente una riforma complessa (magari non in questa legislatura, che sicuramente è la peggiore nella storia repubblicana): la crisi della giustizia civile e penale colpisce tutti i cittadini e non si può ridurre a un conflitto di potere tra corporazioni o a un revanscismo ormai datato. Speriamo che il segnale dato oggi sia l’inizio di una vera svolta politica.

 
Comitato ilNOmedianteilNON
via delle Carrozze, 19 – 066796011
info: Riccardo Mastrorillo 3293251004

HA VINTO LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE

«Il Comitato il NO mediante il NON esprime la sua soddisfazione per aver contribuito a far respingere, dal maturo popolo italiano l’operazione furbetta e populista dei promotori. Che avevano promosso questi quesiti complessi e pasticciati, pensati per travolgere la democrazia parlamentare, mortificare l’istituto del referendum, imponendo le idee di minoranze autoreferenziali. I pur grandi mali della giustizia non possono risolversi con l’uso dell’accetta demagogica per risolvere questioni intricate su cui i cittadini hanno opinioni assai diversificate. In materia di giustizia, è una procedura ineludibile l’alta mediazione parlamentare, oltretutto perché è la sola che fa intendere quali siano gli intenti dei vari gruppi politici e che permetta agli elettori di giudicare»

Il Comitato, cui hanno aderito numerosi giuristi ed esponenti della cultura liberale e socialista, è stato promosso da Alleanza Giellista e da Critica liberale.

Comitato ilNOmedianteilNON
via delle Carrozze, 19 – 066796011
info: Riccardo Mastrorillo 329 3251004

un flop mai visto

Il clamoroso, nei numeri infimi di chi ha votato, flop referendario impone di difendere l’istituto contro chi, come ora, riempiendo schede di quesiti manipolatori e inconcludenti, delegittima il parlamento rappresentativo e squalifica se stesso prima ancora del referendum . In primo luogo occorre difendere a spada tratta la norma che prevede il quorum deliberativo , in assenza del quale il voto è  privo di efficacia.
Il quorum referendario fondamentale è irrinunciabile.  In difetto avremmo valanghe di referendum sugli argomenti più disparati e anche futili e la democrazia parlamentare verrebbe soppiantata da una  falsa democrazia pseudoplebiscitaria di minoranze anche esigue, con una miscellanea infinita di leggi confuse e contraddittorie . Il quorum serve a bilanciare le maggioranze parlamentari che hanno approvato le leggi che si vorrebbero abrogare . E il non voto di chi si astiene se maggioritario vuol dire che la maggioranza dei cittadini a cui appartiene la sovranità convivono tranquillamente con le norme che si vorrebbero abrogare e non ritiene di andare a votare per abrogarle. 

12 giugno h.19

Giustizia, i pericoli del referendum -PERCHE’ NON ANDARE A VOTARE

di angelo perrone

Il dibattito sui mali della giustizia è inficiato da retorica e slogan. Gli scandali recenti nella magistratura sono strumentalizzati per una ridefinizione dei rapporti tra poteri statali, in nome dell’insofferenza verso la legalità

Il referendum sulla giustizia del prossimo 12 giugno è l’ennesima tappa di quella mitica “riforma della giustizia”, invocata a più riprese dai politici, e tuttavia mai realizzata, per questo ora affidata – per spezzoni – alla “saggezza” popolare, affinché faccia ciò che altri non hanno saputo. Gli elettori dovrebbero rimediare ad incapacità ed errori, ammesso (è difficile) che si raggiunga il quorum necessario per la validità del voto, cioè la maggioranza degli aventi diritto. E sempre che si possa fare chiarezza in tempo.

Continua la lettura di Giustizia, i pericoli del referendum -PERCHE’ NON ANDARE A VOTARE

referendum giustizia dibattito in TV – I VIDEO DELLE TRASMISSIONI e degli appelli

a questi link potrete vedere i confronti  andati in onda in diretta il 9 e il 10 giugno con la partecipazione del nostro rappresentante: 

09/06 RAI 3 ore 23.30  QUESITO 2 – intervento di Riccardo Mastrorillo (Critica Liberale)
RADIO 3 ore 23:30

10/06 RAI 1 ore 14.00 – QUESITO 5 intervento di Riccardo Mastrorillo (Critica Liberale)
RADIO 1 ore 22:30

10/06 RAI 2 ore 23.15 QUESITO 3 – intervento di Riccardo Mastrorillo (Critica Liberale)
RADIO 3 ore 23:15

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