
di enzo marzo
«Gli artisti e i curatori di questo padiglione sono stati nominati dal presidente Putin in persona col compito di propagandare una immagine della Russia come di un paese democratico e di negare i crimini del regime contro gli ucraini ma anche contro i suoi stessi cittadini. Questa non può essere definita arte. L’arte è libertà»
Una Pussy Riot, a Venezia, mercoledì 6 maggio 2026
C’è un gran discutere nella laguna veneziana su un fatto che avrebbe dovuto essere liquidato in poche battute. Il grande pasticcio cucinato dalla “Emerita Pasticceria Meloni”, che di “pasticcini” ne sforna ogni giorno uno, è consumato tutto all’interno di Palazzo Chigi da due meloniani di ferro, l’un contro l’altro. Tutti gli altri stanno a godersi la scena, mentre si celebra la tumulazione della cultura liberale perpetrata da un islamfascista che sproloquia sulla “civiltà del diritto” senza sapere cosa sia. Applausi da Vannacci, Salvini e M5S, uniti là dove li porta il loro cuore putiniano. Continua la lettura di de propaganda fide



