Protesta e violenza: la distinzione che la politica non vuole fare

di angelo perrone

Le violenze di Milano vanno condannate senza attenuanti, ma non esauriscono le ragioni di una protesta giovanile diffusa. Né chi guarda solo all’ordine pubblico né chi legge la violenza come una forma di protesta aiuta a capirla. Serve una politica che risponda.

Un cappuccio nero, una vetrina in frantumi, un telefono alzato per filmare. Le immagini di Milano di sabato 17 ottobre, con il saccheggio del Decathlon in Foro Buonaparte e l’assalto a un supermercato di via Torino, sono quelle che resteranno. Ma dietro quelle immagini c’è dell’altro, e confonderlo con esse sarebbe un doppio errore: verso la verità dei fatti e verso i ragazzi che con i saccheggi non c’entrano nulla. Continua la lettura di Protesta e violenza: la distinzione che la politica non vuole fare →

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Sommario
rete per un voto libero e uguale

03. DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE
04. angelo perrone, chi scrive le regole non dovrebbe giocarci
la biscondola
05. paolo bagnoli, la democrazia dell’assenza
la vita buona
07. valerio pocar, viva la squola!
astrolabio
09. pasquale giannino, la scuola sotto attacco: docenti alla gogna
cronache da palazzo
11. riccardo mastrorillo, imparare a usare l’uncinetto – critica semiseria ai centrini
12-14 bêtise
cosmopolis
13. professione reporter, “zelensky cocainomane, macron pedofilo”. newsguard: 906 notizie false dalla russia
15. angelo perrone, il ritorno al buio: la condizione femminile in afghanistan e il silenzio dell’occidente
lo spaccio delle idee
17. roberto badulato, politica, postpolitica, iperpolitica
19. antonio pileggi, grazia deledda, piero gobetti, giovanni amendola e dario fo
24. comitato di direzione
24. hanno collaborato

I NOSTRI ARTICOLI


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Sommario
l’osservatore laico

03. francesco zanardi, lo scandalo di enna – istituzioni genuflesse alla chiesa
la biscondola
05. paolo bagnoli, non dimenticare piero calamandrei
cosmopolis
07. maurizio delli santi, ottant’anni da norimberga — le pietre d’inciampo, la memoria e la responsabilità della giustizia
10. ermanno vitale, grande mobilitazione, pollai e “tanatopolitica”
12. niccolò rinaldi, i talebani e l’apartheid di genere in afghanistan
la vita buona
14. valerio pocar, burqa, scolastico o elettorale?
astrolabio
16. gianni cuperlo, una pessima riforma elettorale
18. angela furlan, diritti senz’anima – l’effettività amministrativa dei diritti fondamentali alla prova del caso miriam
21. barbara fabbroni, aggredire, filmare, condividere: che cosa sta accadendo ai nostri ragazzi?
25. roberto fieschi, energia dalla fusione nucleare
lo spaccio delle idee
23. alessandro cavaliere, gregory bateson e l’ecologia liberale – oltre la pianificazione di sinistra e il finto pragmatismo di destra
in fondo
27. enzo marzo, 1. il conclave – cum clave  2. il pelo e il vizio del lupo
30. comitato di direzione
30. hanno collaborato

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE E L’EQUILIBRIO DELLA COSTITUZIONE

di maurizio delli santi*

In una fase di profonde trasformazioni degli equilibri istituzionali, appare necessario riaffermare la centralità del Parlamento e il valore dei contrappesi che presidiano la democrazia costituzionale.

«Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una profonda e motivata preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati»: così cominciava l’appello, significativamente intitolato “Torniamo alla Costituzione”, sottoscritto da oltre un centinaio di docenti di Diritto costituzionale, a testimonianza dell’ ennesimo allarme per la tenuta dei principi fondamentali della rappresentanza democratica e dell’equilibrio tra gli organi dello Stato. Nonostante ciò, la riforma è stata approvata, dando così avvio a un nuovo fronte di battaglia destinato a sfociare davanti alla Corte costituzionale.  Vale premettere una prospettiva: non ci interessa qui sostenere una linea politica di parte, ma solo richiamare le grandi elaborazioni della moderna democrazia deliberativa e della cultura giuridica europea. Si tratta di rifarsi ai modelli politici ispirati da pensatori come Hans Kelsen e Jürgen Habermas: la legittimazione democratica non può prescindere dal rispetto delle garanzie costituzionali e dal “parlamentarismo puro”, inteso come espressione di piena rappresentatività del pluralismo politico e della volontà popolare. Continua la lettura di LA NUOVA LEGGE ELETTORALE E L’EQUILIBRIO DELLA COSTITUZIONE →

Il livore del popolo sovrano

di danilo campanella 

La psicologia delle folle è una dinamica collettiva, in cui si intrecciano una miriade di condizioni, alcune delle quali sfuggiranno sempre anche al più abile ingegnere sociale. L’ennesima legge elettorale stabilirà nuove regole del gioco per i candidati alla rappresentanza istituzionale. Dietro le strategie e i macchinosi calcoli volti a scegliere tra rappresentanza e stabilità, in molti tra i cittadini sono “distratti” da altro: guadagnarsi da vivere. Continua la lettura di Il livore del popolo sovrano →

Il boia che non riesce: la pena di morte allo specchio

di angelo perrone

Christa Pike è sopravvissuta a due iniezioni letali: lo Stato che voleva ucciderla ora la cura. Dal patibolo alla pena esemplare e alla sicurezza, il caso pone una sola domanda: quale proporzione deve esserci tra il fatto e la pena?

Il 30 settembre, in Tennessee, lo Stato ha tentato di mettere a morte Christa Pike, condannata nel 1996 per l’omicidio di Colleen Slemmer. A trent’anni dalla sentenza, la donna è sopravvissuta alla prima dose di iniezione letale e, come previsto dalla procedura, ne è stata somministrata una seconda. È sopravvissuta anche a quella. Nessuna norma prevedeva che cosa fare in un caso simile, e le autorità l’hanno trasferita in ospedale. Secondo i suoi legali è intubata, attaccata al respiratore, priva di conoscenza; durante l’esecuzione sarebbero stati usati sette aghi. I giornalisti presenti hanno detto che nulla di ciò che era accaduto era normale. Continua la lettura di Il boia che non riesce: la pena di morte allo specchio →

PERCHÉ LA SFIDA DI TRUMP ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE È UN ATTACCO ALLA CIVILTÀ GIURIDICA EUROPEA

di maurizio delli santi

L’iniziativa di Washington contro la Corte penale dell’Aja compromette il futuro della giustizia internazionale

L’attacco di Trump alla Corte penale internazionale riporta al centro il dilemma tra sovranità e responsabilità: la giustizia internazionale, una conquista di civiltà giuridica concepita soprattutto in Europa dopo le catastrofi umanitarie del Novecento, non può essere cancellata se si vuole evitare che i più gravi  crimini contro l’umanità restino impuniti. L’Italia, che ha dato i  natali allo Statuto di Roma istitutivo della Corte, non deve rimanere inerme. Continua la lettura di PERCHÉ LA SFIDA DI TRUMP ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE È UN ATTACCO ALLA CIVILTÀ GIURIDICA EUROPEA →

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