IL CONCLAVE– cum clave

di enzo marzo

È il 1270. A Viterbo i venti cardinali della Chiesa cattolica non riescono a mettersi d’accordo sul nome del futuro Papa. Anche allora c’è una fazione che tifa per un Papa francese (o russo?) e un’altra che non vuole cedere. Trascorrono più di mille giorni inutilmente. I cittadini di Viterbo, con tutte le attività bloccate e col timore di una frattura irreversibile della Chiesa, decidono di farla finita e, forconi alla mano, chiudono a chiave i cardinali, stabiliscono per loro una dieta a pane e acqua e scoperchiano il tetto della sala in cui si riuniscono, confidando così che la pioggia e il freddo diano una mano ad accelerare il voto finale. I venti cardinali capiscono l’antifona, scelgono presto presto sei di loro che siano rappresentativi per prendere una decisione. Così in breve habemus papam. Il prescelto è Clemente X, scelto al di fuori del conclave, un arcidiacono non cardinale che, apprezzando il modo rapido con cui è stato prescelto, decide una volta per tutte che quella sarà la procedura per risolvere i conflitti interni. A parte lo scoperchiamento del tetto.

 Questa è la premessa. Oggi il Campo Largo è in frantumi. A parole tutti dichiarano la loro consapevolezza che se il centrosinistra non si presenterà unito e compatto la vittoria tornerà all’estrema destra. A parole tutti ammettono che nel 2022 Meloni ha traslocato dalla Garbatella a Pazzo Chigi grazie alla imbecillità politica degli pseudo oppositori. Ma è bastata, per i ripetenti, la lezione da prima elementare? Non si direbbe proprio. Sono passati quattro anni. Abbiamo avuto un governo che fin dal primo momento ha mostrato in tutti i provvedimenti sia la sua impronta autoritaria sia ovviamente il protezionismo per le classi sociali e per le categorie che lo avevano votato. Sono fioccati immotivati decreti legge, bonus, condoni, regalie, flat tax, rottamazioni. Il paese, che stava in bilico sul burrone, sotto la spinta degli interessi da proteggere e dalla ignoranza di una classe politica pateticamente incapace e perfino ridicola, ormai sta precipitando in un abisso senza fondo.

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L’ORLO SARTORIALE CHE GIUSTIFICA IL POSSESSO

di alessandro giacomini

Se la politica conservatrice nostrana avesse bisogno di uno stemma per sintetizzare la propria idea di società, probabilmente non sceglierebbe un saggio di economia né una carta dei diritti civili, ma un metro da sarto. 

Le recenti perle sulla convenienza di sposare «una donna con la gonna più lunga, meno appariscente ma più affidabile» travalicano la singola esternazione folkloristica, sono la sintesi perfetta di una visione del mondo in cui il valore, la serietà e la fedeltà femminile si misurano rigorosamente in centimetri di tessuto. Continua la lettura di L’ORLO SARTORIALE CHE GIUSTIFICA IL POSSESSO →

Grande mobilitazione, pollai e “tanatopolitica”

di ermanno vitale

Leggo sempre con attenzione la Lettre du Dimanche che la rivista “Le Grand Continent” mi invia puntualmente ogni settimana. Quasi sempre è interessante, anche se a mio gusto la prosa è più letteraria che analitica e le conclusioni talvolta assomigliano agli ambigui responsi dell’oracolo di Delfi. Ma occorre ammettere che il lettore non prevenuto trova informazioni e spunti di riflessione difficilmente rintracciabili altrove, perlomeno nel dibattito italiano. Continua la lettura di Grande mobilitazione, pollai e “tanatopolitica” →

USCITI IL N.197 DEL “NONMOLLARE” e il Supplemento Speciale dedicato a Mirella Sartori “Laicità XXI Secolo”

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dedicato a Mirella Sartori “Laicità XXI Secolo”  clicca qui

Sommario
la biscondola

03. paolo bagnoli, onore a emma bonino
cronache da palazzo
04. riccardo mastrorillo, l’eterna predisposizione alla sconfitta
astrolabio
05. angelo perrone, riforma elettorale: perché rischia di indebolire la fiducia dei cittadini
08. ermanno vitale, «detesto i fanatici con tutta l’anima»
polemica con d’orsi
cosmopolis
10. maurizio delli santi, fermare la disumanizzazione dell’ia delle guerre
la vita buona
13. valerio pocar, le opere di misericordia
15. casapound 8305 giorni di occupazione illegale
lo spaccio delle idee
16. roberto badulato, un uomo dell’altra italia
18. comitato di direzione
18. hanno collaborato


Supplemento Speciale
dedicato a Mirella Sartori “Laicità XXI Secolo” 

Sommario
editoriale
04. enzo marzo, la ferocia umana e l’ipocrisia delle chiese
07. giulio ercolessi, laicità XXI secolo
la laicità oggi
15. francesca palazzi arduini, nuove credulità, nuove sfide
19. alessandro giacomini, l’illusione della laicità e il relitto della bestemmia. la religione di stato c’è ancora
21. sergio lariccia, laicità delle istituzioni e garanzie dei cittadini nella repubblica italiana democratica
35. valerio pocar, cambiare per rimanere
37. attilio tempestini, laicità, partiti, caso italiano
38. federica tourn, «sinite parvulos venire ad me» –
«lasciate che i fanciulli vengano a me»
43. comitato di direzione
43. hanno collaborato

Segregare non è integrare. Il tetto agli stranieri e la scuola che serve a tutti

di angelo perrone

Il governo annuncia un tetto del 30% di alunni stranieri per classe, nella stessa settimana in cui la cronaca racconta di una professoressa accoltellata e del suo perdono immediato. I due fatti non si spiegano a vicenda, ma la misura merita un giudizio proprio: non risolve il problema che dice di affrontare, e rischia di travestire da pedagogia una scelta identitaria.

Cominciamo da quello che il governo stesso ammette. La norma non è nuova: una circolare del 2010 fissava già quella soglia, ed è rimasta sulla carta per via delle deroghe. Oggi si annuncia una legge, ma gli stessi presidi interpellati dai giornali ne prevedono già altre, dove case e affitti concentrano le famiglie straniere in certi quartieri. Una misura che nasce sapendo di doversi piegare alla realtà non è pensata per funzionare: è pensata per essere annunciata. Continua la lettura di Segregare non è integrare. Il tetto agli stranieri e la scuola che serve a tutti →

le affinità elettive

UN ALBERO CADE. UNA FORESTA NO
Un’alleanza tra Canada e Unione europea sarebbe un faro per le altre democrazie, definita da ciò per cui si batte: libertà, solidarietà, prosperità e sostenibilità, dice il premier canadese a Strasburgo

di Mark Carney
Pubblichiamo il discorso che il premier canadese, Mark Carney, ha tenuto ieri al Parlamento europeo.

Presidente Metsola, presidente von der Leyen, onorevoli membri del Parlamento europeo, illustri colleghi, vi ringrazio per l’onore di prendere la parola dinanzi a voi in apertura di una sessione decisiva. Oggi vi parlerò di come la nostra risposta all’attuale frattura geopolitica debba integrare una nuova dimensione. Ma prima vorrei richiamare qualcosa di più antico. Qualcosa che risale a molto prima delle relazioni tra l’Unione europea e il Canada.

Perché la profondità dei nostri legami non si misura negli scambi commerciali, né è scritta nei nostri trattati. I nostri legami affondano le radici nelle nostre terre. Nel cuore della Germania, sopra Weimar, si trova una dorsale boscosa chiamata Ettersberg. Per decenni, Goethe vi passeggiò, pensò e scrisse. Una quercia su quella dorsale giunse a portare il suo nome, monumento vivente ai più alti ideali della cultura europea. Quando il Ventesimo secolo si fece oscuro, quella stessa quercia rimase intrappolata dietro il filo spinato di Buchenwald, muta testimone del più profondo fallimento morale dell’umanità. Goethe comprendeva che gli ideali vanno conquistati con la lotta, che i valori non si difendono da soli. In effetti, alla fine del Faust, l’ultima visione del vecchio è quella di un popolo libero su una terra libera. Nur der verdient sich Freiheit wie das Leben, der täglich sie erobern muß. La libertà e la vita si meritano solo conquistandole ogni giorno. Continua la lettura di le affinità elettive →

Marzabotto: la polemica della FIAP

di antonio caputo – FIAP

Il comunicato, quorum ego, della Presidenza Fiap

𝐈𝐥 𝟐𝟑 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐚̀ 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞.
A Marzabotto, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, le SS della Reichsführer sterminarono settecentosettanta civili. Donne, bambini, anziani, interi nuclei familiari. È il più grande eccidio nazifascista di civili avvenuto in Europa occidentale. Il gonfalone del Comune è decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Come Presidenza della FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane esprimiamo ferma contrarietà. Continua la lettura di Marzabotto: la polemica della FIAP →

Torna la scuola: la formazione della persona e il cantiere della cittadinanza

di angelo perrone

Nei ricordi di chi è già adulto, era il trillo della campanella a scandire obblighi e ritmi: segnale odioso all’inizio della giornata, liberatorio al termine di spiegazioni aride. Oggi si cerca di superare quella rigidità, trasformando il rientro in un momento simbolico. Eppure, la scuola italiana resta appesantita da nodi irrisolti: precarietà, retribuzioni modeste, incertezza strutturale. Una distanza tra istituzione e società che rischia di alimentare un senso di estraneità e smarrimento. Continua la lettura di Torna la scuola: la formazione della persona e il cantiere della cittadinanza →

INVETTIVA CONTRO IL SEDICENTE ISTITUTO LIBERALE

di riccardo mastrorillo

Qualche ora fa mi hanno segnalato che gira sui social un post indegno, scritto da un gruppo che si definisce “Istituto Liberale”, nel post si afferma, senza alcuna vergogna: «Nonostante si stiano impegnando a dipingerlo come un partito nazista semplicemente perché vorrebbe un maggiore controllo delle frontiere, AFD ha un programma fortemente liberale per quanto riguarda l’economia e la libertà di espressione».
Continua la lettura di INVETTIVA CONTRO IL SEDICENTE ISTITUTO LIBERALE →

USCITO IL N.196 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
 03. A MIRELLA
la biscondola
04. paolo bagnoli, l’eterno ritorno del sempre uguale
lo spaccio delle idee
06. ermanno vitale, l’afa agostana del lazzaretto
astrolabio
07. angelo perrone, primarie: scontro o mediazione? la sfida dell’opposizione oltre il rumore mediatico
10. francesca palazzi arduini, simone weil, nefandezze
della roma imperiale e loro attualità
18. maurizio delli santi, la morte di ratko mladić e il monito di srebrenica: la sfida permanente contro la barbarie
gli stati uniti d’europa
14. piervirgilio dastoli, l’attualità del progetto e del metodo del primo parlamento europeo eletto
21. casapound 8291 giorni di occupazione illegale
editoriale
22. riccardo mastrorillo, il futuro appare sempre più nero
cosmopolis
24. maurizio delli santi, l’81ª assemblea dell’onu nella crisi dell’ordine liberale – fermare le guerre, rilanciare i principi universali dello stato di diritto
29. comitato di direzione
29. hanno collaborato

La Dichiarazione di indipendenza dell‘Ucraina e le frontiere della libertà in Europa

di maurizio delli santi*

Il 24 agosto 1991 non è stato una mera conseguenza notarile del collasso sovietico: l’Atto di Dichiarazione d’Indipendenza dell’Ucraina rappresenta l’approdo consapevole di un percorso secolare di emancipazione nazionale, intimamente connesso alle radici liberali dell’Europa continentale. Quando il 19 agosto 1991 la linea dura del regime sovietico – la cosiddetta “Banda degli Otto” guidata dal capo del KGB Vladimir Krjučkov, dal ministro della Difesa Dmitrij Jazov e dal vicepresidente Gennadij Janaev – orchestrò il golpe reazionario a Mosca, la reazione a Kyiv fu immediata: l’Atto non nacque dal caos, ma dalla lungimiranza del dissidente ed ex prigioniero politico Levko Lukjanenko e degli esponenti dell’opposizione democratica. Redatto d’urgenza per proteggere il Paese dal ritorno della dittatura comunista, il testo della Dichiarazione fu approvato dalla Verchovna Rada con una storica maggioranza di 321 voti su 360 parlamentari presenti, per poi ricevere la definitiva e solenne ratifica del popolo nel referendum del 1° dicembre dello stesso anno. Continua la lettura di La Dichiarazione di indipendenza dell‘Ucraina e le frontiere della libertà in Europa →

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