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LO SCISMA CONTINUA?

La signora Sarah Mullally ha preso le sue funzioni di arcivescovo/a di Canterbury. L’avvenimento si celebra in un Paese in cui il capo dello stato è allo stesso tempo capo della chiesa e capo del governo. Si tratta però di una monarchia costituzionale, dove il re ha ceduto sia il potere politico al parlamento sia quello religioso, appunto all’arcivescovo di Canterbury. Esiste, poi, un altro paese, pur piccolo, l’unico forse retto ancora da una monarchia assoluta, nel quale il capo dello stato è soprattutto capo religioso, che non delega alcuna delle sue due funzioni. Lo scisma promosso da Enrico VIII ha ancora, evidentemente, qualche ragione. Dopo lo scisma, entrambe le chiese sono rimaste gerarchiche, ma nell’una le donne possono scalare la gerarchia, nell’altra non possono, anche perché alla gerarchia non sono neppure ammesse. Non entriamo in un discorso che non ci appartiene, per valutare le buone o cattive ragioni di questa discriminazione di genere, ma ricordiamo solamente che al re scismatico seguì il regno della grande Elisabetta.   

valerio pocar – lunedì 6 aprile 2026 

DONNE CATTIVE E PATRIARCATO

di giovanni perazzoli

La vicenda della ragazza uccisa dal suo ex fidanzato ha dato la stura alla solita sarabanda di generalizzazioni e strumentalizzazioni. Per l’intellettuale di destra è l’occasione per recuperare, ancora una volta, il ritornello sulla perdita dei Valori Veri nella società occidentale, decadente e tristemente individualista. Fino al grottesco: “c’è troppa cattiveria nelle donne, al giorno d’oggi”. L’intellettuale di sinistra è meno torvo; per lui è l’occasione per passare a un nuovo linguaggio roboante fatto, adesso, di patriarcato, violenza di genere, maschilità tossica (magari senza capire neanche di che cosa si parla), e cercare così di accreditarsi con un movimento che sembra che tiri. Naturalmente, il privato è politico e non si parli di disagio psicologico: servono la rivoluzione e la vera democrazia.

Bisognerà parlare un giorno della disinvoltura con la quale ci si appropria di un sistema di concetti e parole (e.g., il patriarcato) o di narrative (e.g., la crisi dei valori) che ci danno l’impressione di spiegare di colpo il mondo. Era ieri quando spiegavano tutto l’inconscio, la repressione del super-io, l’alienazione ecc. Il metodo di prendere un fatto di cronaca e inquadrarlo dentro una cornice già pronta non ha niente di scientifico. Da dove verrà? Certo non da Karl Popper. Mi fa pensare a quelle prediche di parrocchia che utilizzano un’ondata di emotività per inverare il catechismo. Il “discorso pubblico” è cinico, lo sapevamo. La generalizzazione, del resto, è la macchina della politica. Ci manca solo che si dibatta su “se i neri hanno la musica nel sangue”. Ma ci arriveremo.

In questo contesto di autoreferenzialità, ad ognuno interessa solo il discorso terra terra che ripete da decenni: la sua critica alla destra, la sua critica alla sinistra. A nessuno dei tanti che, senza alcuna competenza, pontifica sulle vere ragioni del femminicidio, interessa ovviamente un bel niente dei femminicidi. Peraltro, trovo anche insopportabile che si rivolgano alla ragazza assassinata chiamandola per nome, come fosse una persona di famiglia.

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