60 anni senza Luigi Einaudi

di riccardo mastrorillo

con uno scritto di Luigi Einaudi

60 anni fa moriva Luigi Einaudi, non possiamo non ricordarlo come maestro indiscusso di libertà e di uguaglianza. In questo brano che vi riproponiamo è condensato il suo pensiero rivoluzionario e attuale, e si fa chiarezza assoluta su cosa sia liberalismo e cosa sia conservatorismo. In questo brano vi è uno dei pochi accenni che Einaudi fa a Keynes (di cui ad aprile abbiamo commemorato i 75 anni dalla morte), accenno tutt’altro che polemico, ma anzi rivelatore della stima che Einaudi provava per l’economista Inglese. L’accenno allo scopo “redistributivo” della fiscalità generale mette pace sul significato Einaudiano del liberismo: alla faccia dei liberaloidi reazionari che pensano che la flat tax sia una soluzione “liberale”. Grazie Einaudi nostro faro e nostro custode di valori. Ne riparleremo ancora nell’annuario di Critica liberale che uscirà a breve.

Giustizia e libertà

di luigi einaudi

Corriere della Sera», 25 aprile 1948 – Il buongoverno. Saggi di economia e politica (1897-1954), Laterza, Bari, 1954, pp. 117-122 Continua la lettura di 60 anni senza Luigi Einaudi

USCITA LA NEWSLETTER N.12/2021 DI ITALIALAICA

Il sito dei laici italiani vi segnala:

Editoriale
I VACCINI E LA LAICITÀ
Attilio Tempestini 27.10.2021
A proposito di chi contesta i vaccini, sgombriamo subito il campo dall’argomento per cui questi sono il risultato di complotti. Al riguardo, evidentemente, andrebbe addotta qualche prova più solida di affermazioni su Facebook: altrimenti perché non ritenere che anche la contestazione dei…


Editoriale
LA SFIDA DEI DIRITTI
Renato Piccini, Paola Ginesi 24.10.2021
Mai forse si è parlato tanto di diritti… ma di quali diritti si tratta?
È necessario fare chiarezza, porre fine alla retorica e alla banalizzazione che finisce per significare qualsiasi cosa e il suo contrario, ogni valore, di conseguenza, perde consistenza perché «quando un concetto…


Articoli
LAICITÀ, NEUTRALITÀ DELLE ISTITUZIONI, DEMOCRAZIA
Cesare Pianciola 26.10.2021
“Da alcuni anni a questa parte, per ragioni che andrebbero approfondite […] “laicità” ha smesso di essere una parola chiave del dibattito culturale e politico, fatta eccezione per sporadiche e superficiali fiammate di discussione su casi specifici”, scrive Telmo Pievani presentando…


Articoli
NEO-REALISMO ITALIANO E CINEMA E SERIAL SUDCOREANI
Luigi Mazzella 20.10.2021
Il pensiero libero di Luigi Mazzella
Agli inizi del secondo dopo guerra mondiale, la grandezza del cinema neo- realistico italiano, era riconosciuta ed esaltata come unica ed eccezionale in tutto il mondo occidentale.
Essa costituiva una nota positiva in un contesto altrimenti e altamente… Continua la lettura di USCITA LA NEWSLETTER N.12/2021 DI ITALIALAICA

1. L’ILLUSTRATORE DELLA PATRIA. 2. «IL RE DEI GRANDI EVASORI»

  1. L’ILLUSTRATORE DELLA PATRIA. «Se uscisse indenne dalle vicende giudiziarie, sarebbe giusto nominarlo senatore a vita». Clemente Mastella – 25 ottobre 2021 – “La verità”

Mastella, uno degli ultimi rottami della Prima Repubblica, quando faceva finta d’esser della sinistra democristiana, è ora uno dei tanti “caporali di ventura” che bazzicano il cosiddetto Centro prossimo venturo. Con questa dichiarazione si offre ai servigi del pregiudicato di Arcore senza provare alcuna vergogna. Ma non ha del tutto torto. Anzi. Berlusconi se lo merita proprio di tornare come senatore a vita a Palazzo Madama dove fu cacciato nel 2013 il seguito alla sua condanna definitiva per frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita, creazione di fondi neri. Infatti l’art.59 della Costituzione, stabilisce quanto segue: «Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Berlusconi ha altissimi meriti sociali per aver alleviato le condizioni di tante povere giovani traviate, altissimi meriti artistici per aver acculturato gli italiani tutti con “Drive In”, altissimi meriti letterari per aver raccontato per trenta anni favole come “la Rivoluzione liberale” che hanno fatto addormentare gli intellettuali affamati di frottole da accreditare. [e.ma.] Continua la lettura di 1. L’ILLUSTRATORE DELLA PATRIA. 2. «IL RE DEI GRANDI EVASORI»

TEMPI INTERESSANTI

di gian giacomo migone

Proviamo a chiederci le ragioni dei pochi che hanno votato, determinando la vittoria dei candidati  del PD, con relativi alleati, nelle principali città italiane. Potrebbe essere un modo per comprendere quelle dei non votanti il cui numero crescente viene giustamente indicato come sintomo di cattiva salute della nostra democrazia. Potrebbe anche scaturirne qualche indicazione affinché i pur comprensibili festeggiamenti a sinistra non risultino effimeri.

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Germania 2021 Socialdemocratici, Verdi e Liberali verso una coalizione di governo

di Ninni Radicini

Con l’approvazione degli organi preposti, tra il 15 e il 18 ottobre, SPD, Verdi ed FDP hanno ratificato l’accordo raggiunto in sede di colloqui esplorativi e il conseguente avvio di un negoziato per formazione di una coalizione di governo dopo le elezioni Federali del 26 settembre.

 

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USCITO IL N.94 DI “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

per scaricare il pdf di NONMOLLARE clicca qui o su  ilfattoquotidiano.it

Sommario
la biscondola
3. paolo bagnoli, il tarlo fascista
cronache da palazzo
5. riccardo mastrorillo, faccette nere
res publica
6. angelo perrone, astensionismo, dilemma della democrazia
8. antonio caputo, sciogliere forza nuova
12. raffaello morelli, una sentenza anticonformista
la vita buona
14. valerio pocar, una spintarella
astrolabio
15. filippo senatore, green pass: una parolaccia
cosmopolis
16. niccolò rinaldi, afghani democratici, ancora oggi
17. niccolò rinaldi, la bussola che si rifiuta di mostrare il nord
lo spaccio delle idee
21. filosofi sul vaccino anticovid e su green pass, no ad agamben (e colleghi)
24. vittorio emiliani, appunti su una crisi giunta al capolinea
26. appello per la libertà d’informazione
27. comitato di direzione
27. hanno collaborato
4-11-13-15-23. bêtise d’oro – bêtise

CENTO, MA NO, DUECENTO, FORSE CINQUECENTO O CINQUANTA

Sempre più velocemente la stampa italiana sta sprofondando nella servitude e nell’ignoranza. I giornali sono sempre più fantasiosi e sciatti. A parte le eccezioni. Vi sono certamente giornalisti che ancora osservano la deontologia e i rudimenti del mestiere. Ma sono sempre di meno. Ormai i Direttori sono talmente ansiosi di rimpinzare i loro fogli di pubblicità redazionale, di soffietti per il loro editore e di linee politiche conformiste che non riescono a badare ad altro. La Tv segue a ruota. L’altro giorno su “La7” un esempio di ottimo giornalismo come quello di Formigli in “Piazza pulita” è stato sporcato dalla presentazione in contemporanea di due libri pubblicati dalla casa editrice del Padrone. Ancora due giorni dopo, sempre su “La 7”, “In onda” fa a gara con Formigli  e propaganda un altro libro sempre di casa Solferino. Non riesco a capire perché gli editori  non avvertano che, per avere una piccolo vantaggio di giornata, si mangiano il capitale, ovvero demoliscono l’autorevolezza delle testate e la fiducia dei lettori. Evidentemente sono imprenditori mediocri. I segnali dell’autodistruzione sono sempre più evidenti. Ovviamente i giornalisti, soprattutto i Direttori, si fanno complici masochisti di questa deriva. Se poi aggiungiamo l’indebolimento delle redazioni che, anche al livello più alto, vedi Direttori e capiredattori, si dimostrano di una pochezza e di una impreparazione impressionante, allora sì che il disastro è davvero prossimo venturo. L’esempio di giornata è clamoroso: stesso editore, stesso Direttore editoriale, stessa linea politica, stessa ex autorevolezza, eppure i due quotidiani guida della Concentrazione Gedi, “Repubblica” e “la Stampa”, escono nello stesso giorno in prima pagina con due contraddittori titoli-bufale, che messi a confronto sono impressionanti.

NON CI SONO PIÙ I RIVOLUZIONARI DI UNA VOLTA…

I capi di Forza Nuova, i neo-nazisti che hanno devastato la sede della CGIL e che hanno preso a vangate i giornalisti, davanti al Gip di Roma non hanno arretrato di una virgola e avvolti nelle bandiere con la svastica hanno fieramente rivendicato i loro ideali rivoluzionari: «Veramente io stavo passeggiando con la fidanzata a villa Borghese», «io invece c’ero, ma per fare foto», «Forza Nuova fa comunicati di guerra ma solo per non perder l’abitudine, è chiusa da venti mesi», «io c’ero, ma dormivo», «io sono il capo di “Io apro” e volevo solo che anche la CGIL aprisse la sede», «io avevo un piede dentro e un piede fuori», «ma io sono socialdemocratico», «slogan antisemiti io? Ma se ho sempre amato i negri…», «sì, avevo la maglietta con la svastica, ma sono liberale come la Meloni», «”riprenderci Roma”? ma che avete capito? noi intendevamo “la” Roma, la squadra di calcio», «per favore, lasciatemi uscire, altrimenti chi glielo dice a mamma?».

MELONI FINALMENTE STUDIA

(nella foto, Meloni con il suo candidato Michetti)

Domenica scorsa, la Presidente di Fratelli di Italia, dopo l’assalto di Forza Nuova alla sede della Cgil, ha fatto questa asserzione: «Non so quale fosse la matrice di questa manifestazione ieri, sarà fascista, non sarà fascista… non è questo il punto». In seguito Meloni ha trascorso il weekend a studiare:  ha raccolto i bignami di scuola media, ha tentato di rifletterci su, ha consultato gli intellettuali di estrema destra, si sarà incontrata con Veneziani,  Storace e il Comitato scientifico della Fondazione Tatarella, e finalmente è pervenuta al «punto». E così dopo tre giorni di affaticamento della mente è riuscita a dichiarare: «L’attacco a Roma era di Forza Nuova, quindi di matrice fascista». Come non apprezzare quel «quindi»? Vuol dire che tre giorni prima aveva dei dubbi che i rivoltosi fossero di Forza Nuova? 

Lo sforzo di apprendimento compiuto da Meloni deve essere stato molto intenso, tale da avere conseguenze gravi sulla sua mente. Infatti la Presidente, rispondendo alla Camera all’intervento (in verità assai indecente) della ministra Lamorgese, è inciampata in una gaffe terribile: ha accusato il governo di perseguire una “strategia delle tensione”. Rimprovero assai grave che riporta la memoria a un tempo di attentati e di morti. Adesso le toccherà passare il prossimo weekend a studiare che cosa fu la “strategia delle tensione”. E così scoprirà improvvisamente che quella maturò nell’ambiente di estrema destra, la quale –assieme a torbidi settori dello stato – fornì al terrorismo nero manovalanza, complicità, armi. Proprio il terrorismo allevato dal partito di quella Fiamma Tricolore che campeggia ancora nel simbolo dei suoi Fratelli di Italia. Scoprirà che Pino Rauti fu anche segretario del MSI. E tante altre cose. Aspettiamo la prossima settimana per una correzione della cantonata presa.  

PS.: E Meloni la smetta di dichiararsi “liberale”, altrimenti le toccano alcuni decenni di studi. E solo allora capirà finalmente la differenza tra Benedetto Croce e Ignazio La Russa

UN EMBARGO MEDIATICO AI MESTATORI

driccardo mastrorillo

Chi identifica il liberalismo con la tolleranza e con la tecnica problemistica non capisce niente di liberalismo. La tolleranza liberale é un problema di educazione che ha un senso tra nazioni civili. In un paese incivile, di costumi africani come l’Italia, si può difendere la tolleranza solo con l’intolleranza più inesorabile.

Piero Gobetti (Rivoluzione Liberale 4/3/1924, p. 40)

Ci siamo francamente stancati del fiume di parole che quotidianamente vengono spese per distogliere lo sguardo dai fatti: un gruppo di fascisti ha attaccato e occupato la sede di un sindacato!

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IL FASCISMO RIALZA LA TESTA

di patrizia viviani, Presidente di Alleanza Giellista

Alleanza Giellista condanna con fermezza l’attacco squadristico di cui è stata vittima la Confederazione Generale Italiana del Lavoro cui esprime la piena solidarietà. Da troppo tempo il fascismo organizzato ha rialzato la testa e la Repubblica nata dalla Resistenza e sancita dalla Costituzione deve rispondere con fermezza e senza esitazione. La salvaguardia della libertà repubblicana costituisce un motivo fondante della nostra democrazia resa più fragile dalla mancanza di partiti politici veramente tali, i quali della democrazia costituiscono gli strumenti imprescindibili. Occorre che tutti i democratici italiani di qualunque segno e tendenza essi siano si uniscano non solo per rispondere seriamente alle provocazioni organizzate dal nuovo fascismo maturando la convinzione di come occorre una profonda riflessione sui motivi della crisi italiana e sui processi necessari al rafforzamento degli organi dello Stato democratico. Tale impegno deve riguardare tutti basandosi sui valori dell’antifascismo sui quali è nata la nostra libertà e la nostra democrazia.

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