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REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: CALENDARIO CONFRONTI E APPELLI TELEVISIVI – 4

“Comitato per il NO mediante il NON”

ASTENETEVI: TUTTE LE RAGIONI PER BOCCIARE I 5 REFERENDUM LEGHISTI E RADICALI

trasmissione:

27/05 RAI 2 ore 18.20 QUESITO 4 – intervento di Riccardo Mastrorillo (Critica Liberale)
RADIO 1 ore 23:05

29/05 IL TEMPO DELLA POLITICA – LA7 –  ore 11.45 intervento di Massimo Alberizzi  (Critica Liberale – Senza Bavaglio)

30/05 RAI 3 ore 15.20 QUESITO 5
RADIO 1 ore 17.05

01/06 RAI 2 ore 18.20 QUESITO 1
RADIO 1 ore 20:10

02/06 RAI 3 ore 15.20 QUESITO 1
RADIO 1 ore 17:05

02/06 RAI 2 ore 18.20 QUESITO 5
RADIO 1 ore 23:05

02/06 RAI 3 ore 23.20 QUESITO 4
RADIO 2 ore 23.20

03/06 RAI 3 ore 15.20 QUESITO 2
RADIO 1 ore 17:05

03/06 RAI 2 ore 18.20 QUESITO 3
RADIO 1 ore 23:05

03/06 RAI 2 ore 23.30 QUESITO 5
RADIO 2 ore 23:30

09/06 RAI 3 ore 23.30 QUESITO 2
RADIO 3 ore 23:30

10/06 RAI 1 ore 14.00 QUESITO 5
RADIO 1 ore 22:30

10/06 RAI 2 ore 23.15 QUESITO 3
RADIO 3 ore 23:15


trasmissioni già andate in onda:

26/05 RAI 2 ore 18.20 QUESITO 2 – intervento di Giuseppe  Bozzi 
RADIO 1 ore 23:05
25/05 RAI 3 ore 15.20 QUESITO 1  – intervento di  Antonio Caputo (Critica Liberale)
RADIO 3 ore 23:20 
25/05 RADIO 1 ore 20:10  
24/05 RAI 3 ore 15.20  QUESITO 4 – intervento di Giuseppe  Bozzi 
RADIO 1 ore 21:05
24/05 RAI 2 ore 18.20  QUESITO 3  – intervento di Riccardo Mastrorillo (Critica Liberale)
RADIO 1 ore 23:05
19/05 RAI 3 ore 15.20RADIO 1 ore 21:05 (QUESITO 2) 
18/05 RAI 2 ore 18.20RADIO 1 ore 23:05  (QUESITO 1)
17/05 RAI 2 ore 18.20    – RADIO 1 ore 23:05  (QUESITO 4)
17/05 RAI 3 ore 15.20   –  RADIO 1 ore 21:05   (QUESITO 3)
15/05 Retequattro ore 07:35
15/05  Italia 1 ore 07:00
14/05 Canale 5 ore 09:15 Super Partes referendum  

[ l’Appello per il NO, i suoi promotori e i suoi firmatari – clicca qui]

MA DAVVERO DOBBIAMO ESULTARE PER L’AIUTINO AI REFERENDUM?

di luciano belli paci

Il Consiglio dei Ministri ha approvato le date per le elezioni amministrative e i referendum, fissando per il 12 giugno sia il primo turno delle elezioni nei comuni sia il voto referendario.

La decisione dell’abbinamento è solo apparentemente razionale, ma a mio avviso è costituzionalmente molto discutibile.

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“COMITATO PER IL NO SUI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA” – APPELLO

“COMITATO PER IL NO SUI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA”

 Alleanza Giellista e Critica liberale, e quant’altri vorranno aggiungersi, costituiscono IL COMITATO NAZIONALE PER IL NO SUI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, che si oppone al Sì e sostiene l’astensione dal voto al fine di non raggiungere il quorum di legge.

APPELLO

1 – La nostra Costituzione prevede l’adozione del referendum abrogativo, l’uso corretto di questo strumento è l’abrogazione di leggi che si ritengono sbagliate, non il taglio di parti di leggi per ottenere risultati diversi dal principio della legge stessa. Il referendum deve essere abrogativo e non una forma surrettizia e impropria di legiferare. Le riforme, anche le più necessarie, devono essere concepite organicamente, discusse e approvate dai rappresentanti dei cittadini nel Parlamento. Inoltre, se si tratta di argomenti complessi e molto tecnici, c’è il forte rischio che gli elettori si orientino sulla base delle indicazioni dei partiti e non nel merito dei quesiti specifici. In questo caso l’urgente miglioramento e la velocizzazione della giustizia italiana devono passare dalle aule parlamentari, non dalle forzature referendarie. Inoltre è da deprecare la demagogica utilizzazione di referendum distorti in chiave antiparlamentare che mina alle basi il sistema complesso delle nostre istituzioni. La discussione è antica, ma mai come in questo caso è attuale.

 

  1. Il quadro della politica e dell’etica pubblica in Italia è catastrofico. Il fatto che alcune forze politiche abbiano proposto dei referendum, non per migliorare la giustizia italiana, ma per indebolire la magistratura è molto pericoloso. La giustizia italiana, come tutte le burocrazie di questo paese, funziona male. Le cause sono molteplici e occorre che il parlamento e le forze politiche le affrontino e si impegnino per una rapida e radicale riforma. Ma i referendum proposti non toccano alcun elemento reale per migliorare e velocizzare il sistema giudiziario, il loro obiettivo generale è chiaro: aumentare ulteriormente l’impunità, in particolare per i crimini dei potenti che meglio possono avvalersi di interpretazioni capziose e negatrici del diritto. Particolarmente gravi sono l’abolizione della Severino con l’intento di riportare i corrotti in parlamento e il depotenziamento indiscriminato della custodia cautelare, che aggrava l’insicurezza dei cittadini e non migliora le garanzie di libertà. Il vero problema è quello della eccessiva durata del procedimento (indagini + processo), ma questi referendum non sciolgono (né potrebbero) tale nodo. I referendum su separazione delle funzioni e metodo di votazione del CSM presentano aspetti di grande problematicità. Si tratta di questioni che richiedono soluzioni attente e calibrate votate in Parlamento. La verità è che anche questi quesiti referendari hanno l’obiettivo non solo simbolico di punire la magistratura. In effetti, si vuole dividere il paese in una truffaldina scomposizione tra sedicenti “garantisti” e cosiddetti “giustizialisti”. La Giustizia deve essere davvero efficiente e uguale per tutti, senza privilegi e impunità.

 

  1. L’assurdità di questi referendum, sedicenti garantisti, è dovuta poi al fatto che tra i proponenti c’è la Lega, il partito che in Italia ha più di tutti lucrato vantaggio elettorale strumentalizzando casi di criminalità; ha trasformato il sangue in consenso. La Lega è un partito beceramente “giustizialista” o placidamente “garantista” a seconda di chi sia il presunto colpevole. Se sono immigrati, la condanna è istantanea, non solo senza appello, ma proprio senza processo; se invece i presunti colpevoli sono propri membri o rappresentanti della sua base elettorale ecco diventare improvvisamente e graniticamente garantista. Composta da un ceto dirigente largamente compromesso in reati d’ogni genere, si è fatta complice di vergognose leggi ad personam e ha protetto privilegi e corporazioni. La presenza della Lega tra i promotori indica chiaramente come l’obiettivo non sia una giustizia egualitaria ma una giustizia, nella sostanza, debole nei confronti dei reati economici finanziari e della criminalità politica, e implacabile verso la piccola criminalità.

 

  1. È errato l’utilizzo “legislativo” dello strumento referendario e , in più questi referendum sono profondamente sbagliati sia nel merito sia per l’uso politico che se ne vuole fare. Il Comitato invita associazioni, partiti e singoli cittadini ad adoperarsi per ottenere il fallimento di questa iniziativa referendaria attraverso l’astensione dal voto. La legalità in Italia deve tornare un tema centrale del dibattito politico e la giustizia deve riacquisire autorevolezza ed efficienza, per entrambi questi obiettivi il referendum non deve passare.

Alleanza giellista e Critica liberale

Daniele Bonifati

Giuseppe Bozzi

Antonio Caputo

Maurizio Fumo

Franco Grillini

Raffaello Morelli

Francesco Somaini

Per aderire all’Appello e collaborare a questa iniziativa scrivete alla mail: info@criticaliberale.it