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ACHTUNG! ACHTUNG!

Altro che canti e balli… Italiani, specialmente “giovani”, con la vostra incoscienza tipica dell’età, avete contraddetto la saggezza di noi vecchi ubriaconi e adesso dovete chiudervi in casa, se volete evitare i disastri che avete provocato. Giorgia vi aveva avvertito: «Da oggi, conseguenza del voto, noi non avremo un’altra occasione e allora ci ritroveremo correnti ancora più potenti, magistrati ancora più negligenti che fanno carriera, decisioni ancora più surreali sulla pelle dei cittadini, che incideranno sulla vostra vita ogni giorno». E come se non bastasse, «immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà che mettono a repentaglio la vostra sicurezza; antagonisti che devastano le vostre stazioni senza alcuna conseguenza giudiziaria; milioni di euro risarciti per ingiusta detenzione o spesi per processi mediatici e inutili, che vengono pagati con i proventi delle vostre tasse»; e per finire voi, «figli», verrete «strappati alle madri».

Non so come riuscirete a sopravvivere alla catastrofe che avete combinato, ma se per caso ci riuscirete, andatevi a consolare mangiandovi una bella bistecca “alla mafiosa”.

la lepre marzolina – martedì 24 marzo 2026

IL COMPLOTTO

«Non ho problemi a dire che ci sia stato un complotto perché il quorum non potesse essere raggiunto», così disse Calderoli, dopo aver parcheggiato sotto la sede della Lega il maiale che porta al guinzaglio per il “maiale day”). Un po’ sciupato per lo sciopero della fame, però conservando tutta la sua consueta lucidità, ha fatto uno scoop. Accidenti,  abbiamo tentato in ogni modo di tenerlo segreto, ma Calderoli ci ha scoperti. A questo punto lo confessiamo: ebbene sì, abbiamo organizzato un vero complotto per far mancare il quorum ai referendum sulla giustizia. E a questo punto possiamo anche rivelare i nostri complici: sono stati i quattro quinti dei cittadini italiani. Quelli a cui fa schifo la demagogia leghista. 

la Lepre marzolina – lunedì 13 giugno 2022

UNA SVOLTA POLITICA CHE DEVE CONTINUARE

di enzo marzo

La bocciatura dei 5 referendum sulla giustizia da parte del popolo italiano è stata chiara e netta. E con proporzioni così eclatanti che rende questa consultazione di portata storica. Non per il solo scampato pericolo di un maldestro taglia-e-cuci, ma soprattutto per il rilievo politico della sconfitta: hanno fallito – per la prima volta da troppo tempo – la demagogia e il populismo. È stato sconfitto l’avventurismo cialtrone dei Salvini, dei Renzi, dei Calenda e dei potenti più o meno pregiudicati, ovvero di tutto quel blocco sociale e politico che vive di privilegi e di illegalità, e incrementa a dismisura le disuguaglianze tra i cittadini. È stata sconfitta la “sinistra di destra” che, per conservare il potere, ormai da troppo tempo rincorre opportunisticamente elettori e rappresentanti proprio della peggiore politica illiberale.

I cittadini hanno respinto i quesiti chiesti non dai cittadini ma dai consigli regionali, cioè dalla parte più mediocre della nostra classe dirigente. È stata respinta la solita manovra radicale che truffaldinamente voleva trasformare i referendum abrogativi in propositivi. Ma si sa che i radicali, da decenni, pur di stare sul palcoscenico per qualche attimo, spettacolarizzano masochisticamente il suicidio loro e delle politiche che strumentalizzano. I cittadini hanno risposto avvalendosi del loro diritto di respingere la manovra rifiutando di votare. L’entità del risultato dimostra che la loro è stata una decisione assolutamente politica.

Il mancato voto di oggi significa richiesta impellente di un ritorno alla serietà, alla politica vera, alle sedi istituzionali, alla democrazia parlamentare. La questione della crisi della giustizia, che c’è ed è grave, deve essere affrontata nella sede appropriata. Il Parlamento dovrà discutere approfonditamente una riforma complessa (magari non in questa legislatura, che sicuramente è la peggiore nella storia repubblicana): la crisi della giustizia civile e penale colpisce tutti i cittadini e non si può ridurre a un conflitto di potere tra corporazioni o a un revanscismo ormai datato. Speriamo che il segnale dato oggi sia l’inizio di una vera svolta politica.

 
Comitato ilNOmedianteilNON
via delle Carrozze, 19 – 066796011
info: Riccardo Mastrorillo 3293251004

HA VINTO LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE

«Il Comitato il NO mediante il NON esprime la sua soddisfazione per aver contribuito a far respingere, dal maturo popolo italiano l’operazione furbetta e populista dei promotori. Che avevano promosso questi quesiti complessi e pasticciati, pensati per travolgere la democrazia parlamentare, mortificare l’istituto del referendum, imponendo le idee di minoranze autoreferenziali. I pur grandi mali della giustizia non possono risolversi con l’uso dell’accetta demagogica per risolvere questioni intricate su cui i cittadini hanno opinioni assai diversificate. In materia di giustizia, è una procedura ineludibile l’alta mediazione parlamentare, oltretutto perché è la sola che fa intendere quali siano gli intenti dei vari gruppi politici e che permetta agli elettori di giudicare»

Il Comitato, cui hanno aderito numerosi giuristi ed esponenti della cultura liberale e socialista, è stato promosso da Alleanza Giellista e da Critica liberale.

Comitato ilNOmedianteilNON
via delle Carrozze, 19 – 066796011
info: Riccardo Mastrorillo 329 3251004

un flop mai visto

Il clamoroso, nei numeri infimi di chi ha votato, flop referendario impone di difendere l’istituto contro chi, come ora, riempiendo schede di quesiti manipolatori e inconcludenti, delegittima il parlamento rappresentativo e squalifica se stesso prima ancora del referendum . In primo luogo occorre difendere a spada tratta la norma che prevede il quorum deliberativo , in assenza del quale il voto è  privo di efficacia.
Il quorum referendario fondamentale è irrinunciabile.  In difetto avremmo valanghe di referendum sugli argomenti più disparati e anche futili e la democrazia parlamentare verrebbe soppiantata da una  falsa democrazia pseudoplebiscitaria di minoranze anche esigue, con una miscellanea infinita di leggi confuse e contraddittorie . Il quorum serve a bilanciare le maggioranze parlamentari che hanno approvato le leggi che si vorrebbero abrogare . E il non voto di chi si astiene se maggioritario vuol dire che la maggioranza dei cittadini a cui appartiene la sovranità convivono tranquillamente con le norme che si vorrebbero abrogare e non ritiene di andare a votare per abrogarle. 

12 giugno h.19

Giustizia, i pericoli del referendum -PERCHE’ NON ANDARE A VOTARE

di angelo perrone

Il dibattito sui mali della giustizia è inficiato da retorica e slogan. Gli scandali recenti nella magistratura sono strumentalizzati per una ridefinizione dei rapporti tra poteri statali, in nome dell’insofferenza verso la legalità

Il referendum sulla giustizia del prossimo 12 giugno è l’ennesima tappa di quella mitica “riforma della giustizia”, invocata a più riprese dai politici, e tuttavia mai realizzata, per questo ora affidata – per spezzoni – alla “saggezza” popolare, affinché faccia ciò che altri non hanno saputo. Gli elettori dovrebbero rimediare ad incapacità ed errori, ammesso (è difficile) che si raggiunga il quorum necessario per la validità del voto, cioè la maggioranza degli aventi diritto. E sempre che si possa fare chiarezza in tempo.

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