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MEDIALEX OVVERO A CHE SERVE (AL GOVERNO) LA LEGGE PENALE

di maurizio fumo

Secondo il consolidato canovaccio della legislazione di emergenza, dopo la strage-naufragio di Cutro, il governo emanerà un decreto legge per punire i così detti trafficanti di esseri umani. Lo schema normativo è quello del favoreggiamento della immigrazione illegale. Viene infatti preso in considerazione il trasporto o l’ingresso di stranieri in Italia (o in altro paese di cui il “trasportato” non è cittadino) “attuato con modalità tali da esporre le persone a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità o sottoponendole a trattamento inumano o degradante”. Con riferimento a tale condotta, la nuova norma punirà coloro che, promuovono, dirigono, organizzano, finanziano il trasporto, oltre, ovviamente, a chi tale trasporto materialmente effettua (i “famosi” scafisti); si vuol punire, alla stessa stregua anche il tentativo. Le pene sono rigidamente previste “per scaglioni” (come nell’editto di Rotari): morte di più persone, ovvero morte di una persona e lesioni gravi o gravissime ad altre, reclusione da 20 a 30 anni; morte di una sola persona: reclusione da 15 a 24 anni; lesioni gravi o gravissime a una o più persone: reclusione da 10 a 20 anni. Continua la lettura di MEDIALEX OVVERO A CHE SERVE (AL GOVERNO) LA LEGGE PENALE →

LE NORDATE HANNO POCO DI LIBERALE

di maurizio fumo

Nordio non smette di stupirci con le sue esternazioni. Difficile selezionare quelle più (tragicamente) divertenti. Questa volta occupiamoci di intercettazioni e dei delitti di corruzione.

In sintesi il Nostro ha affermato: a) che le intercettazioni non sono prove ma mezzi di ricerca della prova (da ultimo: L’IDENTITA’ del 21 dicembre), b) che esse si concedono e si eseguono (in Italia) sulla base di semplici sospetti, c) che, nelle indagini sui reati di mafia, sono inutili perché i mafiosi non parlano per telefono (IL FATTO QUOTIDIANO 21 dicembre), d) che il loro principale utilizzo consiste nel rovinare la reputazione di persone estranee ai reati per i quali si procede (lo dice in pratica in tutte le interviste che rilascia), e) che è inutile, anzi dannoso, punire il corruttore, al quale bisogna, viceversa, assicurare l’impunità, così lo si invoglia a collaborare e a denunziare il corrotto (tra le tante: LA STAMPA 7 dicembre). Continua la lettura di LE NORDATE HANNO POCO DI LIBERALE →