CON DISCIPLINA E ONORE

di rossella muroni

riportiamo l’intervento dell’Onorevole Muroni oggi alla Camera dei Deputati sulla legge di bilancio

ROSSELLA MURONI (M-MAIE-PSI-FE). Grazie, Presidente. Nei 6 minuti che mi sono generosamente concessi, proverò a dire che, con questa legge finanziaria, noi deputati di Facciamo Eco abbiamo due enormi problemi: uno, di metodo, Presidente, e l’altro di merito. Enormi, credetemi. Signori e signore del Governo, come vi permettete di trattare così le istituzioni? Lo chiedo sinceramente e dolorosamente. Credete davvero sia tollerabile quanto è successo? Io ho fortemente voluto diventare deputata, come tanti colleghi qui dentro. So bene che tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi e che i cittadini, cui sono affidate funzioni pubbliche, hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore: articolo 54 della Costituzione. C’è scritto che dobbiamo essere fedeli alla Repubblica, non al Governo, che dobbiamo esercitare il nostro compito con disciplina e onore, non con obbedienza e sopportazione.

Siamo in mezzo ad una pandemia; ci è stata chiesta responsabilità da parte del Capo dello Stato e, nonostante il percorso politico di molti di noi e, credetemi, anche l’interesse personale elettorale, l’immagine, la furbizia politica, che ci avrebbero suggerito di andare dritti dritti all’opposizione, abbiamo votato la fiducia al Governo Draghi. Ci aspettavamo molto di più; questa legge finanziaria è esclusivamente del Governo; ha fatto finta di passare al Senato, dove le voci del dissenso sono state sedate con un po’ di “mancette” e ha fatto appena capolino alla Camera. Ma vi rendete conto del precedente che avete creato? Io sì, e ne ho paura. Ma chi è qui dentro da svariati lustri pensa davvero sia accettabile anche questo? Mi dispiaccio, poi, per chi sta qui dentro da pochissimo, come me, ed era entrato per cambiare tutto: non mi pare ci si sia riusciti.

I giornalisti politici dicono che noi parlamentari siamo peones, disposti a venderci qualsiasi cosa per una ricandidatura, che non siamo più legittimati a stare qui dentro, che il nostro interesse è raggiungere la pensione piuttosto che eleggere un Presidente della Repubblica che tenga insieme il Paese. Mi sembra che, per come siamo stati trattati, anche il Governo la pensi così. Sta a noi dimostrare che si sbagliano; sta a noi difendere l’onore, non tanto di noi stessi, ma dell’Istituzione che rappresentiamo. Per questo, anche a nome degli altri colleghi di Facciamo Eco, vi dico subito che intendiamo continuare svolgere il nostro compito con disciplina e onore. Quindi, noi usciamo dall’Aula, ben sapendo che i nostri diritti sono stati violati e che ci è stato impedito di compiere il nostro dovere.

Fin qui, il metodo, signore e signori del Governo, ma vengo al merito. Scusate, ma il famoso Ministero della Transizione ecologica l’avevamo poi messo in funzione? Lo chiedo perché sinceramente la grande assente da questa manovra è proprio la transizione ecologica. Cingolani, tra una dichiarazione e l’altra, che ne dice? In Commissione bilancio sono state bocciate, da maggioranza e Governo, tutte le 40 proposte che noi di Facciamo Eco abbiamo avanzato per aiutare la conversione della nostra economia in chiave sostenibile. Le risorse del bilancio nazionale dovrebbero essere usate per dare un indirizzo green alle politiche industriali e agricole, per spostare la fiscalità dal lavoro alle materie prime, per mettere in sicurezza il territorio, innovare il sistema del welfare, sostenere i lavoratori e i territori maggiormente coinvolti dalla transizione, all’insegna della giustizia ambientale e sociale.

Possiamo dire che la legge di bilancio riflette la timidezza e le troppe contraddizioni con cui il Governo italiano sta affrontando la transizione ecologica. Da mesi assistiamo ad un assurdo dibattito sul nucleare. Grazie, Cingolani. Si discute di caro bollette come se la causa fosse la transizione energetica e non la nostra dipendenza dal gas. Grazie, Cingolani. Intanto, si stanno rilasciando autorizzazioni per sostituire le centrali a carbone con centrali a gas, senza che il Piano nazionale integrato energia e clima sia stato adeguato ai nuovi obiettivi europei. Grazie, Ministro Cingolani. In questa manovra – bisogna riconoscerlo – vi sono alcune misure positive per l’ambiente, come l’istituzione del Fondo per il sostegno alla transizione industriale per le imprese che investono in efficienza e uso circolare delle risorse, senza cattura della CO2, però, grazie al passaggio al Senato e con grande dispetto per l’ENI, immagino. Ci sono, poi, il Fondo per la mobilità sostenibile e il Fondo italiano per il clima. Nella manovra, inoltre, si proroga finalmente il superbonus 110, ma – diciamoci la verità, e parlo soprattutto ai colleghi e alle colleghe dei 5 Stelle – questa misura, l’unica realmente ambientale, uscita da questa legislatura, nell’ambito del Governo “Conte 2” e per opera dell’onorevole Fraccaro, l’abbiamo dovuta difendere con le unghie e con i denti dall’azione di un Governo che quasi se ne vergogna, con un Ministero della Transizione ecologica che evidentemente ritiene che la cosa non lo riguardi.

Al di là di quello che c’è e che andrebbe corretto, questa legge di bilancio si caratterizza soprattutto per quello che non c’è. Scusate, ma dov’è il graduale taglio agli oltre 19 miliardi di sussidi che ogni anno – ci dice lo stesso Ministero – diamo alle attività ambientalmente dannose? Lo aspettiamo da tre anni, colleghe e colleghi dei 5 Stelle! Insomma, mi sembra di capire che anche quest’anno la decarbonizzazione possa attendere.

Per fare un esempio del disinteresse del Ministero verso questa manovra, non doveva essere Cingolani a far presente al Governo che abbiamo un sistema di protezione e di rilievo, le ARPA, per difendere i territori assolutamente in ginocchio?

Chi doveva chiedere più finanza e più personale per difendere i territori in un Paese in cui apriremo migliaia di cantieri di PNRR? Cingolani dov’era? Anche qui è il caso di fare chiarezza. Al Ministro Cingolani dico che dovrebbe lasciare il Ministero della Transizione ecologica non perché ha finito di fare i compiti, ma perché non ha mai cominciato. Per questo motivo, noi di Facciamoeco depositeremo una mozione di sfiducia al Ministro (Commenti), che così potrà tornare a svolgere ottimamente il suo vecchio lavoro, che evidentemente molto gli manca. Siamo d’accordo quando dice che la politica non fa per lui.

PRESIDENTE. Collega Muroni, ha finito il tempo.

ROSSELLA MURONI (M-MAIE-PSI-FE). Ora abbiamo anche imparato che la sua idea di transizione ecologica è più simile a quella di ENI che a quella del Green New Deal europeo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-MAIE-PSI-Facciamoeco).

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