Archivi categoria: cittadini per il no

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE E EQUILIBRIO DEI POTERI: I NODI IRRISOLTI DELLA RIFORMA

di maurizio delli santi *

Tra garanzie e potere: i dubbi sulla riforma della giustizia”

Perché la riforma della giustizia, tra distorsioni del dibattito e squilibri istituzionali, rischia di indebolire le garanzie costituzionali e l’indipendenza della magistratura

Il dibattito sulla “riforma della giustizia” è stato segnato da gravi distorsioni comunicative e da una narrazione politica fuorviante. La separazione delle carriere, lungi dall’essere una riforma tecnica neutrale, si inserisce in un contesto più ampio di progressivo squilibrio tra i poteri dello Stato, con il rischio di indebolire l’indipendenza del pubblico ministero e di favorire derive illiberali. Prima di andare alle urne è bene che i cittadini si interroghino se sia giusto alterare la Costituzione come è stata definita, non casualmente, nei suoi equilibri e nel solco dei valori espressi dai padri costituenti come Alcide De Gasperi, Piero Calamandrei e Sandro Pertini. Continua la lettura di SEPARAZIONE DELLE CARRIERE E EQUILIBRIO DEI POTERI: I NODI IRRISOLTI DELLA RIFORMA

Presenze di Critica alle tribune referendarie per sostenere il NO

LINK REGISTRAZIONE TRIBUNA REFERENDARIA – 18 MARZO 2026  Riccardo Mastrorillo

LINK REGISTRAZIONE CONFRONTO SERALE – 13 MARZO 2026  Maurizio Fumo (video da 17.43)

LINK REGISTRAZIONE TRIBUNA REFERENDARIA – 11 MARZO 2026  Maurizio Fumo

LINK REGISTRAZIONE CONFRONTO SERALE – 10 MARZO 2026  Riccardo Mastrorillo

LINK REGISTRAZIONE TRIBUNA REFERENDARIA – 27 FEBBRAIO 2026 Giuseppe Bozzi 

SCRIPTA MANENT? NON PER I PALADINI DEL SI

di maurizio fumo

Ci hanno ripetuto fino alla noia: 1) che nel sistema accusatorio (introdotto da quello che impropriamente viene chiamato codice Vassalli) PM e giudice devono necessariamente appartenere a ordini distinti e separati), 2) che la modifica dell’art. 111 Cost. (avvenuta nel 1999) impone, appunto per vincolo costituzionale, la separazione delle carriere. Continua la lettura di SCRIPTA MANENT? NON PER I PALADINI DEL SI

La puntura di Vespa

la manomissione delle parole

di riccardo mastrorillo

Nella puntata di Porta a Porta del 12 febbraio scorso Bruno Vespa ha compiuto una scorrettezza non da poco. Come qualche mese fa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha letto alla Camera dei pezzi estrapolati dal Manifesto di Ventotene, per denigrarlo, Vespa ha, con grande risalto, incentrato il confronto tra Nordio e Bachelet su una frase, virgolettata e attribuita a Piero Calamandrei: «Con un corpo di magistrati completamente indipendente  che deciderebbe delle nomine e auto eserciterebbe la disciplina, si potrebbero verificare conflitti con il potere legislativo o con quello esecutivo, in quanto la magistratura potrebbe, por esempio, rifiutarsi all’applicazione  di  una  legge o attribuirsi il potere di stabilire criteri generali d’interpretazione delle leggi». Continua la lettura di La puntura di Vespa

Ormai anche in un referendum si può solo scegliere il male minore. O quel che fa meno paura

preso da https://www.giulioercolessi.eu/Referendum_costituzionale_2026.html

di giulio ercolessi

A voler stare strettamente al testo delle sue disposizioni, la riforma costituzionale in discussione, e ancor più i suoi principi generali, non mi parrebbero in sé meritevoli di essere elevati al livello di una questione di vita o di morte della democrazia liberale in Italia, o di quel che ne resta dopo un terzo di secolo di continuo degrado e imbarbarimento che ha ormai infettato l’intero Occidente partendo proprio da qui, e per la seconda volta in un secolo. In sé e per sé, sulla carta, e comunque la si veda, credo che questa riforma sia molto meno pericolosa, in ogni caso, dei due tentativi precedentemente e fortunatamente sconfitti nei referendum costituzionali del 2006 (Calderoli) e del 2016 (Renzi). Continua la lettura di Ormai anche in un referendum si può solo scegliere il male minore. O quel che fa meno paura

L’inganno della riforma “liberale”: quando la legge diventa un accessorio del potere

di angelo perrone

La riforma costituzionale punta a scardinare l’unità della giurisdizione. Recidere la cultura comune tra Pubblico Ministero e Giudice significa spezzare quel vincolo di osservanza della Legge che li rende entrambi servitori della verità e non del risultato. Quando il controllo di legalità perde la sua compattezza istituzionale, la magistratura smette di essere un contrappeso unitario all’arbitrio e il cittadino resta solo di fronte al potere. È in questo tradimento del principio di separazione dei poteri che risiede la natura profondamente illiberale della riforma.

L’etichetta “liberale” è oggi spesa con eccessiva disinvoltura per nobilitare riforme che, nei fatti, sembrano ignorare i fondamentali dello Stato di diritto. Si parla di “svolta epocale”, ma si rischia di confondere il garantismo (la tutela dell’imputato) con il libertarismo (l’intolleranza verso ogni limite legale). Un’autentica riforma liberale non può prescindere da un dato: il cuore del liberalismo è la separazione dei poteri. Se la riforma indebolisce l’autonomia di chi deve controllare chi comanda, non è un’evoluzione democratica, ma un’operazione che sposta l’asse della giustizia a favore di chi governa. Continua la lettura di L’inganno della riforma “liberale”: quando la legge diventa un accessorio del potere