di Antonio Caputo
Premetto che voterò No con convinzione. Per il contesto e per il testo. Da giurista quale fui e sono sottolineo alcune discrasie:
- Quanto al contesto (connesso al testo), lo sfibramento oggettivo di una struttura ora unitaria (il CSM ) sostituita da 3 (con relative disarmonie e conflittualità) CSM per operatori che lavorano allo stesso fine (l’accertamento della verità processuale, sottolineo processuale) e una ibrida Alta Corte, non si sa se di natura amministrativa o giurisdizionale, di fatto Tribunale speciale che la costituzione vieterebbe;
- Quanto al merito, il salto in un buio ignoto, col rinvio in bianco al futuro legislatore (prodotto di leggi premiali che dal 2005 mortificano il principio di sovranità e rappresentanza di un corpo elettorale non a caso sempre più assente alle urne) di normative che non sono affatto di dettaglio (composizione dei 2 CSM e dell’alta corte, specificazione di codice disciplinare) ;
- La completa omissione di un fatto: l’inesistenza nel processo reale, del rito accusatorio che sarebbe il presupposto della riforma, ben potendosi e dovendosi modificare il codice di procedura penale senza necessità alcuna di separare le carriere, separando ovviamente le funzioni. Ma non rinunciando a una Magistratura, insieme con l’avvocatura, dotata di comune formazione, in primo luogo del diritto (con la D) e di una comune cultura della giurisdizione da incrementare.