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antisemitismo come categoria politica

Alice Weigel sostiene che Hitler fosse comunista. Perché? Seguendo il suo fine ragionamento: la sinistra è antisemita (sic!); Hitler era antisemita; quindi, Hitler era di sinistra, anzi, addirittura comunista. Ma sorpresa: Hitler era antisemita anche perché riteneva che gli ebrei fossero tutti comunisti. Non solo, certo, ma anche per questo.
La nostra Alice ricorderà sicuramente la leggenda propagandistica nazista della “pugnalata alle spalle” (Dolchstoßlegende), secondo cui ebrei e socialisti avrebbero tradito la Germania, costringendola alla resa nella Prima Guerra Mondiale, nonostante fosse “vincente” sul campo di battaglia.
Hitler, da osservatore acutamente scemo, concluse che, poiché molti leader bolscevichi erano di origine ebraica (come Lev Trotsky), doveva esistere una “cospirazione ebraica”. È lo stesso tipo di argomento, a ben vedere, che Alice Weigel utilizza per teorizzare una “sinistra nazista”. L’ironia è che, seguendo la stessa logica, potremmo dire che, poiché Hitler costruiva i suoi ragionamenti collezionando ogni genere di fallacia logica, ed era nazista, allora, dato che Alice fa lo stesso, anche lei è nazista. Oppure ha una faccia tosta colossale.

giovanni perazzoli sabato 18 gennaio 2025

la cura del regime

Il Capo Gruppo alla Camera dei Deputati di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha dichiarato: «Trovo singolare che il carabiniere Luciano Masini oggi sia iscritto nel registro degli indagati. Stiamo riflettendo sull’ipotesi di introdurre la possibilità di svolgere accertamenti preliminari, come esami balistici o perizie di vario tipo, senza necessariamente iscrivere nel registro degli indagati chi ha compiuto un uso legittimo delle armi, come previsto dall’art. 53 del Codice Penale. Per evitare che poi l’iscrizione si traduca in un calvario giudiziario. Le persone perbene, quando si trovano iscritte nel registro degli indagati, la vivono con un’afflizione significativa».

Possibile che un deputato ignori che indagare una persona, senza iscriverlo nel registro degli indagati, oltre che essere illogico, sarebbe una intollerabile lesione dei suoi diritti Costituzionali? L’afflizione intollerabile sarebbe indagare qualcuno senza che sia formalmente indagato! Che Iddio ci scampi dalla cialtroneria e dalla dittatura.

rillo

i lanzichenecchi

Pare che in Italia sia sorta la nostalgia per la Merkel. Incredibile. Abbiamo dimenticato quando le venivano disegnati i baffetti da Hitler e quando la propaganda, a reti unificate, tuonava contro l’austerità, e si interrogava, pensosamente, sulle ragioni di tanta diffidenza – poi abbiamo visto il “bonus casa”. Sarebbe interessante indagare come siano stati realmente spesi i fondi europei, ultima spiaggia di un fallimento grave e forse definitivo. La propaganda sulla necessità di nuovo debito era così martellante che persino la squadra tedesca venne fischiata in uno stadio italiano. Già allora, evidentemente, si cementava l’alleanza rosso-bruna tra gli hooligan degli stadi e gli intellettuali anti-tutto, molto molto fini, incapaci di rendersi conto che stavano, letteralmente, portando acqua a Putin con entrambe le orecchie messe a modo di secchiello. Poi, forse, hanno aperto gli occhi disorientati. Persone ormai fuori dal tempo. Il mondo si avvia a diventare realmente brutale. Oggi abbiamo nostalgia per le Merkel e ci siamo dimenticati di quando la “speranza” era Sahra Wagenknecht, che oggi si fa ammirare insieme ai suoi Landsknechte del populismo rosso-bruno.

Giovanni Perazzoli

CONSIGLIAMO CITROSODINA

Francesco non va all’inaugurazione di Notre-Dame. E fa dire che il Papa ““Preferisce le periferie”. In fotografia.  Dall’alto delle ricchezze sterminate del tesoro di S. Pietro e dalla montagna vertiginosa di ipocrisia ammassata nei secoli dai suoi gesuiti, il Papa abbandona la sua Cattedrale in mano alla République e rivela che non ha digerito ancora l’’89, né il 1905.

La lepre marzolina – domenica 8 dicembre 2024

COERENTEMENTE TRASFORMISTI

Prodi è chiaro: il Contismo non è di sinistra. Interpellato, Conte conferma: “Gli do ragione. E infatti la mia comunità non si definisce di sinistra, ma progressista”.

Progressista non di sinistra?  Ma esiste un progressismo di destra? Oppure di centro, assieme a Lupi e Renzi? Conte porta il suo contributo alla storia del pensiero politico dopo la sbornia del ”Non esiste né la destra né la sinistra” che per tre legislature ha portato nel parlamento italiano e in quello europeo una tale massa di trasformisti che non ha paragoni nella storia politica mondiale. Ora Conte sembra più chiaro, ma quanto è nuova la nova identità, che è aperta al tutto e al suo contrario? Conte potrebbe continuare: io sono un astemio alcolista, vegetariano che mangia carne, tifoso che odia il calcio, un bugiardo che dice sempre la verità, un europeista sovranista, un anticapitalista che adora Wall Street, un comunista appassionato di Hitler, un novax super vaccinato, un laburista non di sinistra (De Masi, aiutaci tu!), e infine un progressista che odia i progressisti. Un coerente fino in fondo con la propria incoerenza.

La lepre marzolina – giovedì 5 dicembre 2024

L’AMMAZZACAFFÈ

Mario Sechi, l’ineffabile “defensor giorgiae” agli ordini del monopolista dei giornali di estrema destra, scrive che “la sinistra è alla frutta”. Proprio il giorno in cui la maggioranza va in mille mezzi, tra insulti e voti a dispetto in parlamento, il Primario degli Angelucci relega la notizia in quarta pagina, da perfetto giornalista di regime. Può essere che la sinistra sia alla frutta, ma l’estrema destra al governo è ormai all’ammazzacaffè. Tuttavia ce ne vorrà prima che si alzino da tavola dopo la grande abbuffata.

La lepre marzolina – venerdì 29 novembre 2024

I BRONZI DI LANGONE

Il Foglio, che evidentemente deve farsi perdonare dal suo pubblico legittimista qualche recente presa di posizione civile a favore dell’occidente e del liberalismo, scatena un attacco un po’ sguaiato contro la Destra storica e i liberali ottocenteschi, con la firma di Camillo Langone, lo scorso 14 novembre.

Una volta i reazionari erano perseguitati dal fantasma del partito d’azione; oggi, nella loro inarrestabile rincorsa all’indietro, non tollerano nemmeno la memoria della Destra storica, evidentemente troppo seria e dotata di senso dello Stato, per la loro attuale deriva tribale; chissà che non sia, a suo modo, un progresso.

Purtroppo, però, il buon Langone nel suo attacco sopra le righe commette più di una imprecisione.

Scomunicando Quintino Sella, un ministro delle finanze passato alla storia perché si portava da casa i pennini per non consumare quelli del ministero pagati dai contribuenti, gli attribuisce l’introduzione della tassa sul macinato. Errore marchiano, dal momento che quella tassa venne introdotta nel 1868 da un governo evidentemente incostituzionale, voluto dalla Corona, che fece in quell’occasione le prove generali della sua vocazione antidemocratica, caldamente sostenuta dai Langone di allora. Fu la Corte a far insediare, contro la prassi di costituzione materiale introdotta da Cavour, una compagine di militari, prefetti e dignitari, con l’eccezione di un banchiere, nominato ministro delle finanze; quel Luigi Guglielmo Cambray Digny che introdusse la famigerata tassa, avendo l’opposizione di quasi tutta la Destra storica. Addirittura, Giovanni Lanza, che era presidente della Camera, mesi dopo si dimise per tornare sui banchi parlamentari a votare contro un’altra stravagante iniziativa dello stesso Cambray Digny, ovvero quella di elargire a speculatori privati il monopolio dei tabacchi.

Quanto poi a Silvio Spaventa, accusato, udite udite, di avere voluto la nazionalizzazione di un monopolio naturale, come quello delle ferrovie, forse sarebbe il caso di ricordare che l’uomo fu il primo leader della Destra storica portatore di un liberalismo non più di matrice anglosassone, come quello che animava i suoi compagni di partito, ma di un hegelismo statalista, che lo portò a rivalutare il ruolo dell’intervento pubblico e delle istituzioni statuali, anche a beneficio delle classi subalterne. Piuttosto, proprio a proposito di ferrovie, il buon Langone manca di ricordare i tanti parroci che per decenni combatterono l’estensione delle strade ferrate, considerate strumento del demonio.

Ma tant’è, la vera colpa di quei leader, agli occhi di Langone, evidentemente è proprio quella di essere stati liberali; e lui li scomunica tutti insieme, senza tenere conto di individualità e storie, come è coerente con la sua matrice culturale, che con l’individualismo metodologico che ha forgiato la modernità non ha mai fatto pace; e demonizza i gruppi senza vedere gli uomini, scomunica tutti assieme i “libberali”, con due B, come in una brutta imitazione dei papalini dei film di Gigi Magni.

Posizione legittima, per carità, che qualifica chi la assume; ma suvvia, almeno le nozioni, le individualità, le storie. Almeno il sussidiario di quinta elementare.

Langone, in chiusura del pezzo, “si sconforta” alla vista delle statue bronzee di Silvio Spaventa e Quintino Sella; certo, preferirebbe sostituirle con quelle del cardinale Bellarmino e di Torquemada. Noi ci teniamo stretta la memoria di un liberalismo che pare démodé, ma che ancora una volta, come altre nel ‘900, avrà la meglio alla lunga su quelli come lui.

Vetriolo – sabato 16 novembre 2024

la tragedia del giorno: abbattuto il geopolitico fanatico

La guerra è la peggiore invenzione dell’umanità ed è quella che rivela di più della natura della nostra specie micidiale. La guerra non risparmia nessuno: distrugge territori, persone d’ogni genere ed età, lascia solo macerie fisiche e morali. È quasi impossibile cercare col lanternino se ci siano aspetti positivi nelle guerre. E quindi con soddisfazione ne segnaliamo una, di nota positiva: tra i tanti disastri c’è però anche l’annientamento di tanti esperti geopolitici, sociologi dall’ego smisurato, professori provetti nel nulla, profeti nella proiezione del loro fanatismo incartato da ignoranza e presunzione. Oggi dopo l’incursione aerea israeliana in Iran che alcuni giornali già definiscono “il raid più massiccio di tutta la storia dell’aviazione”, piangiamo una vittima illustre, il prof. Alessandro Orsini che in una famosa trasmissione televisiva di chiacchiere a piese libero aveva pontificato pochi giorni fa: “Oggi Israele non è in grado di bombardare il territorio dell’Iran: i rapporti di forza in medio-oriente sono cambiati”. E con l’aria di chi sa tutto aveva rivelato che “il Bavar-373, un sistema anti-aereo iraniano è in grado di abbattere qualsiasi cosa voli a 400 km di distanza, il Bavar-373 non perdona missili, aerei, droni, nulla di nulla”. Quindi Iraniani, state tranquilli, il Bavar-373 vi garantisce. Non sappiamo se gli Iraniani (avvertiti dalla loro ambasciata della profezia di colui che, secondo lo stesso Orsini, è il più grande scienziato geopolitico dell’universo, ma che è invece è solo uno che prende per realtà i propri desideri) si siano davvero terrorizzati e si siano messi a pregare Allah, l’unico che potesse salvare la loro flotta aerea.

La lepre marzolina – sabato 26 ottobre 2024