
- L’ILLUSTRATORE DELLA PATRIA. «Se uscisse indenne dalle vicende giudiziarie, sarebbe giusto nominarlo senatore a vita». Clemente Mastella – 25 ottobre 2021 – “La verità”
Mastella, uno degli ultimi rottami della Prima Repubblica, quando faceva finta d’esser della sinistra democristiana, è ora uno dei tanti “caporali di ventura” che bazzicano il cosiddetto Centro prossimo venturo. Con questa dichiarazione si offre ai servigi del pregiudicato di Arcore senza provare alcuna vergogna. Ma non ha del tutto torto. Anzi. Berlusconi se lo merita proprio di tornare come senatore a vita a Palazzo Madama dove fu cacciato nel 2013 il seguito alla sua condanna definitiva per frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita, creazione di fondi neri. Infatti l’art.59 della Costituzione, stabilisce quanto segue: «Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Berlusconi ha altissimi meriti sociali per aver alleviato le condizioni di tante povere giovani traviate, altissimi meriti artistici per aver acculturato gli italiani tutti con “Drive In”, altissimi meriti letterari per aver raccontato per trenta anni favole come “la Rivoluzione liberale” che hanno fatto addormentare gli intellettuali affamati di frottole da accreditare. [e.ma.] Continua la lettura di 1. L’ILLUSTRATORE DELLA PATRIA. 2. «IL RE DEI GRANDI EVASORI»

Karl Kraus nel 1907 aveva capito tutto: «I nemici delle vaccinazioni – anche questa è una professione – hanno detto che a Vienna non è scoppiato il vaiolo, ma un’epidemia da vaccino… La loro prudenza è un po’ esagerata: si prendono il vaiolo per proteggersi dal vaccino».


I capi di Forza Nuova, i neo-nazisti che hanno devastato la sede della CGIL e che hanno preso a vangate i giornalisti, davanti al Gip di Roma non hanno arretrato di una virgola e avvolti nelle bandiere con la svastica hanno fieramente rivendicato i loro ideali rivoluzionari: «Veramente io stavo passeggiando con la fidanzata a villa Borghese», «io invece c’ero, ma per fare foto», «Forza Nuova fa comunicati di guerra ma solo per non perder l’abitudine, è chiusa da venti mesi», «io c’ero, ma dormivo», «io sono il capo di “Io apro” e volevo solo che anche la CGIL aprisse la sede», «io avevo un piede dentro e un piede fuori», «ma io sono socialdemocratico», «slogan antisemiti io? Ma se ho sempre amato i negri…», «sì, avevo la maglietta con la svastica, ma sono liberale come la Meloni», «”riprenderci Roma”? ma che avete capito? noi intendevamo “la” Roma, la squadra di calcio», «per favore, lasciatemi uscire, altrimenti chi glielo dice a mamma?».
di riccardo mastrorillo
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