SALVINI E IL TRIBUNALE DEI MINISTRI, COME FINIRA’?

Salvini e il Tribunale dei ministri, come finirà ?  Il terzo comma dell’articolo 9 della legge costituzionale numero 1 del 16 gennaio 1989 (Tribunale dei ministri ):  “la Camera competente può negare  l’autorizzazione a procedere ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo”.

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SALVINI, ARRIVEDERCI TRA 25 ANNI

di enzo palumbo

Art. 289-ter cod. pen.: Sequestro di persona a scopo di coazione (1)

Chiunque, fuori dei casi indicati negli art. li 289 e 630 sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia questi uno Stato, una organizzazione internazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica o una collettività di persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione od omissione, è punito con la reclusione da venticinque a trenta anni”.

(1) Articolo inserito dall’art. 2, comma 1, lett. a), D. Lgs. 1° marzo 2018, n. 21, a decorrere dal 6 aprile 2018.

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UN PAPA IPOCRITA E BUGIARDO (con una postilla di e.m.)

di francesco zanardi

Lettera di Papa Francesco al Popolo di Dio; parole di un bugiardo o più semplicemente di un leader religioso con grossi problemi di dissociazione dalla realtà?

Un salto al ribasso della qualità quello di Bergoglio che da populista di “alto livello”, se così si può dire, si trasforma in leader dell’inciviltà più meschina, barbara e ripugnante.

Nella sua lettera al Popolo di Dio,

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EVIDENZE…

di massimo la torre

Dire qualcosa di sensato su ciò che sta succedendo in Europa e soprattutto in Italia in questi mesi non è impresa facile. Ma neppure difficile. Innanzitutto è bene farsi trascinare dall’evidenza morale. E questa ci dice che c’è del veleno nell’aria, e che questo veleno è ora sparso a piene mani dal governo cosiddetto giallo-verde, questa apparentemente strana e contro-natura coalizione di Lega, destra xenofoba, e Cinquestelle, sinistra-destra anti-establishment. Ma nei Cinquestelle la componente di sinistra è ora impallidita, e prevale la pancia e la volontà maligna della destra qualunquista. Si potrebbe anche dire che la differenza tra gli uni e gli altri e che il Leghista sa quello che fa, e il Pentastellato invece no.

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NAZIONALIZZARE I BENI DEL DEMANIO?

di felice besostri

Le tragiche vicende di Genova invece di essere, dopo il compianto delle vittime e la solidarietà ai sopravvissuti e al loro familiari e a tutte le persone danneggiate, di riflessione sullo stato della pubblica amministrazione e della sua funzione di indirizzo e controllo a tutela dell’interesse pubblico, sulla gestione dei beni pubblici affidati ai privati e sulle politiche di sviluppo e di mobilità, sta diventando il solito teatrino mediatico. Le affermazioni di carattere generale del tipo “aspettiamo la magistratura”, “non alimentiamo la ricerca di capri espiatori e il desiderio di vendetta”, “ non sfruttiamo a fini politici le tragedie”servono solo a nascondere banali interessi di parte, evitare che si accertino le responsabilità e soprattutto non far nulla che si ripetano.

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UN APPELLO PER MILENA GABANELLI PRESIDENTE DELLA RAI

La Società Pannunzio per la Libertà di Informazione, Senza bavaglio e la Fondazione Critica liberale  hanno deciso di lanciare questo appello al Consiglio di Amministrazione della RAI
e alla Commissione di Vigilanza
perché sia nominata Presidente della TV pubblica Milena Gabanelli.

Per la RAI siamo arrivati a una svolta. O si cambia radicalmente – come ci saremmo aspettati da un governo che si autodefinisce “del cambiamento” – oppure si resta ancorati ai vecchi sistemi: spartizione e lottizzazione.

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GENOVA: TUTTE LE RESPONSABILITÀ

di enzo palumbo

Mentre scorrevano sugli schermi televisivi o sulla rete le immagini della tragedia che si era appena consumata sull’autostrada A10 di Genova, i primi sentimenti sono stati quelli dello sgomento per un evento che nessuno immaginava possibile e dell’indicibile dolore per le vittime degli errori umani che ne avevano causato la morte e della tragica fatalità che le aveva coinvolte proprio quando la loro mente andava alla meta che si apprestavano a raggiungere, alla vacanza che stava per iniziare, ai familiari e agli amici con cui dovevano riunirsi, agli impegni cui dovevano attendere.

Ed è naturale che, subito dopo, il sentimento dello spettatore si sia volto all’individuazione istantanea dei responsabili dell’immane tragedia, perché il sommo livello dell’ingiustizia sofferta dalle vittime porta a offuscare la capacità di riflettere e distinguere, specie se c’è chi prova a soffiare sul fuoco dell’indignazione per raccogliere i frutti umorali del consenso popolare propiziato da eventi di questa straordinaria portata.

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DEMOCRAZIA E SORTEGGIO. A PROPOSITO DI UN ARTICOLO DI NADIA URBINATI

di paolo fai

La democrazia nell’antica Atene era regolata da elezioni per alzata di mano e per sorteggio. Le più diffuse erano quelle per sorteggio. La fonte antica più autorevole, che più e meglio di tutte quelle in nostro possesso illustra le procedure elettorali in Atene, è la Costituzione degli Ateniesi di Aristotele, testo fondamentale per conoscere la storia, politica e costituzionale, di Atene, composto dal filosofo forse pochi anni prima della sua morte, avvenuta nel 322/21 a.C.
Diviso in due parti, dall’inizio al cap. 41, il trattato offre una panoramica degli avvenimenti storici dalla figura del mitico Teseo fino alla restaurazione della democrazia nel 401 a.C.; a partire dal cap. 42 fino alla fine (cap. 69), invece, lo sguardo di Aristotele si appunta sulla “macchina” costituzionale, sulle cariche pubbliche e sull’organizzazione dei tribunali in Atene.

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LIBIA. LA RIVOLTA DEI MIGRANTI NEL LAGER: TEMONO DI ESSERE VENDUTI AI TRAFFICANTI

di paolo lambruschi 

All’improvviso a decine spariscono. Finiscono nelle mani di persone che chiedono un riscatto alla famiglia o li vendono come schiavi. Onu e diplomatici faticano ad avere accesso ai campi di detenzione. 

La tensione accumulata da mesi è esplosa domenica nel sovraffollato centro di detenzione libica di Sharie (o Tarek) al Matar, nei sobborghi di Tripoli, con scontri con le guardie e tre feriti. Le drammatiche testimonianze di alcuni detenuti raccolte da noi in diretta telefonica, le foto dei feriti, gli audio e il video su Facebook postato da Abrham, (ora anche sul nostro canale Youtube, linkato a questo articolo) giovane rifugiato eritreo di Bologna, domenica pomeriggio documentano l’esasperazione e la protesta dei prigionieri per le condizioni da tutti gli osservatori considerate inumane di prigionia e contro trasferimenti in altri centri per paura di essere venduti ai trafficanti di esseri umani. 

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PRETI PEDOFILI: UNA REPLICA AL PAPA

di ending clergy abuse (ECA)

I sopravvissuti e gli attivisti del mondo rispondono alla dichiarazione di Papa Francesco. La cultura dell’abuso è un “meccanismo” che vive nelle strutture e nelle leggi della Chiesa, dice il gruppo mondiale. Le leggi e le strutture della Chiesa devono cambiare, quindi la cultura dell’abuso finirà.

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IL SALVIMAIO NON PUÒ DURARE PERCHÉ É NATO MALE

di andrea ciandri

Il governo Carneade è nato dall’esito di una strana e inedita inversione della procedura costituzionale di formazione del governo, che presuppone prima un incarico, o un preincarico, all’esponente politico, o al “tecnico”, che il Presidente della Repubblica ritiene idoneo ad assumere l’incarico di Presidente del Consiglio; poi le consultazioni di quest’ultimo con i gruppi parlamentari e l’elaborazione di un programma di governo sul quale chiedere la fiducia alle Camere; quindi l’accettazione dell’incarico e la proposizione dei ministri al Capo dello Stato.

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