Gli inetti presuntuosi

di riccardo mastrorillo

Par di capire che i leader politici che in queste ore si agitano affannosamente in tattiche e contro tattiche abbiano una caratteristica comune: la presunzione.

Sono tutti convinti di essere più bravi e furbi di De Gasperi, Fanfani, Moro, Rumor, Forlani, Nenni, e Togliatti.

Il 10 maggio del 1948, De Gasperi, che voleva Sforza alla Presidenza della Repubblica lo fece votare dal primo scrutinio, e poiché prese solo 353 voti (il quorum era 600. che si sarebbe ridotto alla quarta votazione a 451) dopo la seconda votazione, dove Sforza arrivò a 405 voti, scelse di convergere su Luigi Einaudi, che già alla terza votazione prese 462 voti, risultando poi eletto alla quarta con 518 voti. Quelle prime votazioni servirono ai leader dell’epoca per perfezionare la proposta ed arrivare ad una rapida e soddisfacente elezione.

Nel 1955 Fanfani propose Merzagora, come Presidente, ma questi prese alla prima votazione 228 voti (il quorum era 562. che si sarebbe ridotto alla quarta votazione a 422), poiché già dalla seconda votazione una parte dei Socialisti seguiti dai comunisti cominciò a votare per Gronchi, il quale saliva fino a superare, alla terza votazione Merzagora, optò per convergere alla quarta votazione proprio per Gronchi, che risultò eletto con 658 voti, che sarebbero stati sufficienti ad una elezione anche alle prime tre votazioni, Gronchi fu votato sia dai Comunisti che dai Missini.

Nel 1962 Moro riuscì a imporre l’elezione del suo candidato Antonio Segni al nono scrutinio, fu l’unica volta che venne eletto il candidato proposto dal segretario del Partito di maggioranza, benché la presidenza Segni fu funestata da grossi problemi, che portarono alle sue dimissioni, ufficialmente per motivi di salute.

Nel 1964 il candidato della DC era Leone, ma fu eletto Saragat alla ventunesima votazione.

Nel 1971 Il Candidato ufficiale era Fanfani, ma fu eletto Leone alla ventitreesima votazione.

Anche nel 1978 l’elezione di Pertini fu faticosa, ma alla sedicesima votazione fu eletto con una maggioranza larghissima, la più ampia nella storia d’Italia.

Cossiga fu eletto al primo scrutinio, sulla base di un accordo preliminare fatto da De Mita (segretario della DC) e Natta (segretario del PCI), a cui si accodarono anche gli altri partiti, ma ottenne comunque un gradimento inferiore rispetto a Pertini.

Anche la riuscita del settennato di Cossiga non fu tra le migliori.

La statistica, oltre al buon senso, avrebbero dovuto suggerire che solo votando la situazione può evolversi verso la scelta migliore e che non sempre i grandi elettori gradiscono i candidati proposti dai leader. Ma Salvini, Conte e Letta, fino ad ora si sono mossi credendo di riuscire con le tattiche e le contro tattiche, dove fallirono personaggi inarrivabili. Forse Salvini, dopo la svegla, oggi lo ha capito… forse…. ma almeno si è cominciato a votare……

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