LA SOLUZIONE AL BATTESIMO DEL CANTANTE ACHILLE LAURO PER LA DESTRA POLITICA E IL VATICANO.

di giacomini alessandro 
 
Il cantante Achille Lauro in occasione del recente festival di Sanremo si battezza durante la sua esibizione canora, riconducendo il suo gesto ad un significato familiare, dedicandolo alla madre il giorno della sua nascita,

le madri ci danno la vita ogni giorno, oggi è un nuovo inizio, vi omaggio del mio battesimo“.

Sarà pure simbolico, oppure una semplice provocazione, ma che di fatto ha mosso vari esponenti politici del centrodestra, associazioni affini, movimenti integralisti cattolici, compresa la stessa CEI.

Nella pagine di facebook  i vari esponenti politici di destra commentano l’esibizione del cantante Achille Lauro con toni da crociata.

C’è chi, ad esempio, l’esponente di Fratelli D’Italia Claudio Cia usa toni minacciosi:   “ una vera e propria profanazione pubblica del sacramento battesimale”.
una becera esibizione blasfema” offrendo pure dello “stupido” al cantante stesso.

Mentre Pro Vita, l’associazione di riferimento della destra Italiana quando si tratta di diritti civili, si rivolge alla nazione con una campagna alla disobbedienza del canone rai :“ di mettere un freno a questa deriva oscena e violenta , altrimenti saremo costretti alla disobbedienza civile evadendo il canone rai che viene usato contro la nostra più intima identità religiosa”. I vari esponenti politici di destra, non certo nuovi a codeste affermazioni, soprattutto nell’avvicinarsi di consultazioni elettorali, trovano sostegno anche dalle dichiarazioni del vescovo Antonio Suetta: “Una triste apertura del Festival della Canzone Italiana ha purtroppo confermato la brutta piega che, ormai da tempo, ha preso questo evento canoro e, in generale, il servizio pubblico,” scrive l’alto prelato Antonio Suetta sul sito della diocesi riferendosi all’esibizione di Achille Lauro . “ La penosa esibizione del cantante ancora una volta ha deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante. Il brano presentato, già nel titolo – Domenica – e nel contesto di un coro gospel, alludeva al giorno del Signore, celebrato dai cristiani come giorno della fede e della risurrezione, collocandolo in un ambiente di parole, di atteggiamento e di gesti, non soltanto offensivi per la religione, ma prima ancora per la dignità dell’uomo”.

Continua il vescovo con affermazioni da profeta:

” sono convinto di dover compiere il mio dovere di pastore affinché il popolo cristiano, affidato anche alla mia cura. è opportuno sollecitare le coscienze ad una seria riflessione, al dovere della riparazione nella preghiera, nella buona testimonianza della vita e nella coraggiosa denuncia”, conclude il vescovo Suetta.

Quindi, i vari politici hanno fatto prevalere il loro insito opportunismo, soprattutto nell’annacquare la propria fede cattolica con i calcoli della convenienza elettorale.

Noi da cattivi NON credenti vogliamo però offrire due accorati consigli per eliminare le sofferenze della destra politica e della conferenza episcopale dei vescovi, ovviamente senza nessuna pretesa, ma che di fatto porteranno solo benefici agli interlocutori, si accorgeranno però che la soluzione è peggiore del problema.

Il primo consiglio è che la disobbedienza civile, nel non pagare il canone Rai, è la stessa che permette a Rai Vaticano di sopravvivere con l’obolo di 9 euro al mese che tutti i cittadini Italiani pagano con l’obbligo del canone, credenti e non.

Ovviamente Rai Vaticano non si occupa di religioni ma di una sola , naturalmente quella cattolica, con toni non certo da servizio pubblico ma di una esaltazione della stessa.

Ma è mai possibile che su una televisione pubblica, si trasmetta, a senso unico e senza un minimo di obiettività una religione che fino a prova contraria non è, o meglio, non dovrebbe essere la religione di stato in una nazione dove la costituzione dovrebbe proteggere la laicità?

Quindi senza il canone Rai addio a Rai Vaticano, ne vale la pena cara CEI e cara Giorgia Meloni ?

Il secondo consiglio, ancor più accorato, riguarda il “blasfemo” battesimo dell’artista Achille Lauro.

Converrete con chi scrive che è ben difficile l’auto battesimo, solitamente si viene battezzati ad propria insaputa, in quanto la Chiesa Cattolica ha sempre abusato del pedobattesimo, quindi è più naturale il gesto del cantante consapevole dell’atto, che il classico battesimo ad un neonato.

Se qualcuno ha delle obiezioni a ciò lo invito a leggere l’assurda norma del codice di diritto canonico, al canone 868, dove si stabilisce:

“ il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori”

Forse è proprio questa procedura che è “blasfema”.

Ma arriviamo alla seconda soluzione per i nostri “cari interlocutori”grazie allo strumento dello sbattezzo è possibile cancellare gli effetti del battesimo, con esso non è più possibile essere considerati cattolici.

Noi, non credenti, con un gesto di benigna carità informeremo della procedura il cantante Achille Lauro, egli dovrà semplicemente inviare alla parrocchia di riferimento, in questo caso in quella di Sanremo, proprio allo “scandalizzato” vescovo Suetta, una raccomandata con ricevuto di ritorno dove farà richiesta, con annotazione sul registro dei battezzati, la sua inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata Chiesa cattolica, inoltre chiederà che la cancellazione sia data conferma per lettera debitamente sottoscritta, che sicuramente il buon vescovo evaderà con celerità.

Solo perchè un problema non è stato ancora risolto non è detto che sia impossibile da risolverlo, quindi cara Giorgia Meloni, cari esponenti della destra Italiana e cara Chiesa Cattolica, se vi preoccupa cosi tanto il problema, posso solo immaginare la nostra soluzione.
            
        *Responsabile UAAR Trentino
 Consigliere Comunale e Capogruppo.
Consigliere Comunità delle Giudicarie.

             

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