INVETTIVA CONTRO IL SEDICENTE ISTITUTO LIBERALE

di riccardo mastrorillo

Qualche ora fa mi hanno segnalato che gira sui social un post indegno, scritto da un gruppo che si definisce “Istituto Liberale”, nel post si afferma, senza alcuna vergogna: «Nonostante si stiano impegnando a dipingerlo come un partito nazista semplicemente perché vorrebbe un maggiore controllo delle frontiere, AFD ha un programma fortemente liberale per quanto riguarda l’economia e la libertà di espressione».

Il più grande errore che si può compiere è valutare la politica col metro dell’economia. Se la libertà di impresa e il libero mercato fossero le uniche cartine tornasole di uno stato liberale, potremmo definire la Cina come il più liberale degli stati. E mentre i giovani confusi dell’Istituto liberale si eccitano di fronte alla proposta di AFD di abolire la tassa di successione, dimenticano che essa era per Luigi Einaudi uno degli strumenti fondamentali dei principi Liberali.

 

Si entusiasmano i sedicenti Liberali delle proposte di AFD contro ogni restrizione sulla libertà di pensiero, senza sapere che cosa AFD intenda: poter inneggiare al Nazismo, cosa che in Germania è (ancora) vietato, senza rischiare di essere processati!

Mi fanno pena questi ingenui ragazzotti quando affermano che il programma di AFD sia liberale, perché contrario al controllo della vita privata dei cittadini, forse potrebbero domandare ai libertari neonazisti se due persone possano baciarsi anche se sono dello stesso sesso, prima di pubblicare idiozie sul web!

 

Fino a ieri ero convinto che questo Istituto Liberale fosse veramente espressione di un gruppo di giovani, un po’ confusi, nonostante la sorpresa di vedere un sito e delle attività particolarmente “costose”, mi faceva sorridere che nelle loro immagini mancassero del tutto foto di esponenti della cultura liberale, a cui, loro dicono, si ispirerebbero. Mentre proliferano foto di esponenti conservatori e reazionari (i quali se fossero in vita li querelerebbero, per averli definiti liberali). Insomma Istituto Liberale non è un ente promosso da ragazzi confusi, ci sembra più vicino ad una società costruita ad arte per diffondere inesattezze macroscopiche. Sono sempre stato restio a dare patenti di Liberalismo, ma questa volta è il caso di dire che siamo di fronte ad un vero e proprio raggiro.

Sarebbe utile sapere la fonte di finanziamento di questo sedicente “Istituto Liberale”.

Definire “liberale” un partito universalmente bollato come neonazista è davvero troppo!

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