IL PESCE PUZZA DALLA TESTA

Riportiamo fedelmente tra virgolette la comunicazione di un amico a noi molto prossimo. “Tempo fa mi sono infortunato, ma non dell’infortunio voglio parlare, ma del trattamento che ho ricevuto. Passanti caritatevoli mi hanno raccolto e hanno chiamato un’ambulanza, giunta in pochi minuti, che mi portato al più vicino pronto soccorso (distante quasi un’ora di viaggio!).  L’astanteria era strapiena, addetto essendo un unico medico, sicché, preceduto dalle urgenze e da coloro giunti prima di me, previo però un accurato esame del sangue, la medica di turno mi ha visitato, con accuratezza e competenze e un immediato esame ecografico, soltanto dopo diverse ore. Quindi, sono stato sottoposto a una prima tac in attesa della seconda prevista dopo ventiquattro ore dall’infortunio. Nel frattempo, esami radiografici completi e, l’indomani, previa visita ortopedica, svolta con gentilezza e competenza, e previa la seconda tac, la medica di turno, gentile e competente (ma sempre l’unica!) mi dimette, dopo aver fissato per il giorno seguente (domenica!) una visita nel centro specializzato dell’ospedale di una città vicina, dove vengo accuratamente visitato e viene stilato il referto specialistico. In complesso, prognosi di trenta giorni. Trattandosi di pronto soccorso, non pago un centesimo”.

Noi trasecoliamo ascoltando il resoconto dell’ottima assistenza prestata, già che si parla tanto di malasanità. Ma l’amico ribatte: “La malasanità non riguarda né medici né infermieri, ma l’organizzazione e la carenza degli investimenti e quindi, tra l’altro, anche l’organico insufficiente del personale sanitario (un solo medico a un pronto soccorso, con decine di infortunati! E se arrivano due urgenze insieme?) Se la sanità non funziona, il giudizio negativo va riservato, via via risalendo, ai vertici regionali e nazionali, e solo occasionalmente al personale sanitario, competente e abnegato, il quale, nonostante le carenze dell’organico e i turni pesanti, riesce ad essere anche gentile e direi quasi affettuoso. Insomma, ancora una volta si conferma la verità del detto: il pesce puzza dalla testa”. Senza commenti.

valerio pocar -venerdì 28 agosto 2026

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