Della caccia e degli animali. Spes ultima dea

Altro che mondo al contrario! La maggioranza di governo approva una legge che estende le possibilità di cacciare a specie sinora protette, in periodi sinora protetti, in luoghi sinora protetti, spacciando la “spiritosa invenzione” che i cacciatori sarebbero i veri tutori della natura, insomma guardie ecologiche volontarie! Si suppone che siffatta scelta sia volta a compiacere un’industria che potrebbe anche accontentarsi della lucrosa prospettiva di un vertiginoso aumento di commesse per via dei progettati investimenti per la difesa o, se preferite, per la guerra, e volta a compiacere una categoria che, per legge questa sì naturale, va riducendosi  rapidamente di numero, giacché sembra che ai giovani la caccia non piaccia e ai giovanissimi meno ancora. In questo campo nel futuro, dunque, si può sperare, purché non sia troppo tardi.

A questo proposito, una notizia graziosa ci viene da un’iniziativa recente promossa dal Laboratorio di progettazione urbanistica del Politecnico e dal Piccolo Teatro, nonché dal Comune meneghino. Nell’aula consiliare, presente l’assessora all’ambiente Elena Grandi, una cinquantina di studenti si sono esibiti ciascuno interpretando una specie animale, dando vita a quello che la stampa ha definito un “parlamento degli animali selvatici”. In realtà, si è trattato soprattutto del “parlamento” degli animali cosiddetti liminali, quelli cioè non domesticati che tuttavia vivono in ambienti umani, come cornacchie, piccioni, gatti di colonia, nutrie e così via. Sono le specie animali che più interferiscono con gli umani e possono anche creare disagi e persino avversione. In città – dove, nonostante i buoni proponimenti della maggioranza di governo, ancora non si può sparare, almeno non agli animali non umani  – si pone un problema particolare di convivenza tra le specie, che forse i più piccoli tra gli umani sapranno risolvere. Spes ultima dea.

valerio pocar – martedì 30 giugno 2026

SOCIETÀ LIBERALE, SICUREZZA INTEGRATA

di danilo campanella
In Italia l’intervento dell’iniziativa privata all’interno della società non è stata sempre capita. Vi sono stati studiosi determinati a sottolineare l’importanza di una società fondata sul libero mercato e sulla proprietà privata – citandone uno Bruno Leoni (1913-1967) – una società tanto più democratica quanto aumenta l’interesse dei singoli individui che, anziché subire le scelte dall’alto, se ne fanno promotori. Continua la lettura di SOCIETÀ LIBERALE, SICUREZZA INTEGRATA

USCITO IL N.193 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

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Sommario
la biscondola

03. paolo bagnoli, immersi nel caos farsi filosofi
la cerimonia degli addii
05. natalino irti, il giornalismo tra opinione e dogma
08. casapound 8207 giorni di occupazione illegale
la crisi della civiltà
09. angelo perrone, la strage di amendolara e il sistema del caporalato – contro le agromafie, una legalità del fare
l’osservatore laico
11. francesca palazzi arduini, pope ai, il braccio di ferro di prevost con la nuova divinità – seconda puntata
in rima
12. maurizio fumo, la Corte dei Ponti
cronache da palazzo
13. riccardo mastrorillo, nuovi soggetti politici nascono
14. bêtise
astrolabio
15. angelo perrone, vannacci vs gruber: se la politica abdica al ring del talk show
16. danilo campanella, autorità prescrittiva e diritto alla sanità universale
la vita buona
18. valerio pocar, coccinelle e lupetti
la cerimonia degli addii
20. niccolò rinaldi, il teatro del cuore e l’amore come politica di plinio perilli – (roma 7 giugno 1955 – roma 30 maggio 2026)
cosmopolis
22. ermanno vitale, quattro anni dopo, l’ucraina è ancora orgogliosamente in piedi
gli stati uniti d’europa
24. maurizio delli santi, la sfida per l’europa: ricostruire l’ ordine internazionale liberale
27. comitato di direzione
27. hanno collaborato

Ministro Nordio, la Giustizia italiana non è firmata da Mussolini, è scritta nella Costituzione

di angelo perrone

La provocazione del ministro Carlo Nordio, che definisce il codice penale del 1930 “il libro più importante sulla giustizia” evocando la firma di Benito Mussolini, rappresenta un cortocircuito logico e storico. La dichiarazione, fatta a Roma durante l’evento editoriale “Più libri più liberi”, nel mezzo di una polemica politica sull’antifascismo, è una battuta a effetto che svilisce il ruolo delle istituzioni in una Repubblica democratica. Continua la lettura di Ministro Nordio, la Giustizia italiana non è firmata da Mussolini, è scritta nella Costituzione

PUTIN, FERMA LA TUA GUERRA

Spetta a noi determinare il futuro delle prossime generazioni di russi e ucraini, incontriamoci. La lettera di Zelensky

di Volodymyr Zelensky

Pubblichiamo la lettera del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky indirizzata al presidente russo Vladimir Putin.

Quando sei salito al potere in Russia più di 26 anni fa, molte persone in Ucraina ti vedevano positivamente. Era così. Ma questo appartiene ormai al passato. Oggi la stragrande maggioranza degli ucraini guarda con favore al fatto che i nostri droni a lungo raggio abbiano fatto visita all’inaugurazione del tuo forum a San Pietroburgo, coprendo una distanza di oltre 1000 km. Come sai bene quella distanza non è il limite delle nostre capacità.
In 26 anni al potere, hai stravolto completamente l’agenda delle relazioni tra Ucraina e Russia. Da discussioni su commercio e questioni civili, i nostri paesi sono passati a parlare quasi esclusivamente di attacchi e perdite. Hai trascorso quasi metà dei tuoi 26 anni di potere in Russia a fare guerra all’Ucraina. Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera ragione. Così la ricorderà la storia. Quegli anni avrebbero potuto essere molto diversi. Continua la lettura di PUTIN, FERMA LA TUA GUERRA