«Che ho a che fare io con gli schiavi?».
Piero Gobetti, editore ideale
Nel 100° della morte di Piero Gobetti (Torino, 1901- Parigi, 1926), l’Archivio Prezzolini e il Centro studi Piero Gobetti hanno voluto dedicare una mostra bibliografica e documentaria all’intellettuale antifascista torinese, il quale, nel breve tempo che ebbe a disposizione, cercò di realizzare compiutamente, a costo dell’esilio, il progetto di editore ideale che il regime gli aveva impedito di portare avanti in patria. L’esposizione si concentra proprio sull’attività editoriale di Gobetti, quindi sugli anni 1922-1926, periodo in cui fu attiva a Torino la sua casa editrice, dalla quale uscirono 114 titoli. Di questi, ne vengono esposti 55, provenienti dalle Biblioteche cantonali di Lugano, Bellinzona, Mendrisio, dalla Biblioteca Salita dei Frati e dal Centro studi Piero Gobetti di Torino. Tra i volumi, distribuiti in tre sezioni (opere di e su Piero Gobetti, Politica e storia, Arte e letteratura), alcuni sono accompagnati da documenti archivistici che ne tracciano la genesi, la realizzazione, la fortuna, mettendo in evidenza i rapporti tra autori e editore, segnatamente tra Gobetti e Prezzolini. Curatori della mostra: Mattia Bettoni (Archivio Prezzolini), Simone Bionda (Archivio Prezzolini), Francesco Campobello (Università degli Studi di Torino).
Inaugurazione:
Martedì 6 ottobre, ore 18.00,
Biblioteca Cantonale Lugano, Svizzera
Partecipano:
Mattia Bettoni (Archivio Prezzolini)
Simone Bionda (Archivio Prezzolini)
Francesco Campobello (Università degli Studi di Torino)
Pietro Polito (Direttore del Centro studi Piero Gobetti di Torino)
Stefano Vassere (Direttore delle Biblioteche cantonali)