In God We Trust, Paperone riscommette su Dio. Il nuovo organismo governativo vorrebbe gli Usa confessionali

di francesca palazzi arduini

«Stiamo riportando la religione nel nostro Paese, e lo stiamo facendo rapidamente e con forza, affinché l’America sia una grande nazione dobbiamo sempre essere una nazione sotto Dio»

Questa frase campeggia in testa alla pagina web della Religious Liberty Commission istituita dal governo Trump nel maggio dello scorso anno.
Ma esiste già una commissione federale a tutela della libertà religiosa, ed ogni anno pubblica un rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, strettamente legato alle attività diplomatiche, militari, di ingerenza e di intervento umanitario degli Usa, la Commission On International Religious Freedom. Evidentemente non era abbastanza per supportare la manifesta intenzione di questo clownesco governo MAGA di rientrare nelle grazie della divinità. “In God We Trust”, affermano le banconote statunitensi, e lo fanno dalla Guerra fredda, da quando era urgente differenziarsi significativamente dall’Urss. Poco è cambiato: coi “comunisti” ce l’ha anche Trump, lo ha detto tra tuoni e fulmini anche la sera del 4 luglio, senza specificare bene se si trattasse di inimicizia con la Cina o con altro paese del mondo sul quale intende presto usare l’unica forza in esubero che gli resta, quella militare.
Religione di Stato? Il Primo emendamento Usa recita però:” Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.” (1791)
E se tra lampi e saette il Presidente all’Indipendence Day ha dovuto lasciare il microfono, le pagine del rapporto della Commissione governativa parlavano chiaramente: c’è un Dio per gli Usa, in barba al Primo emendamento, anche se non può specificarsi per bene quale (per non inimicarsi alcuni di altre fedi), il suprematismo in questo caso è quello delle religioni ebraica, evangelica, cristiano-cattolica e forse, viste le intemperanze di Prevost, anche lefevbriana.
Il rapporto della nuova commissione si è basato su sette audizioni tenutesi nell’ultimo anno: ben 100 testimoni descritti nel report come persone che hanno subito persecuzioni religiose negli Stati Uniti. Scrive il report: “Testimonianze toccanti mettono in luce le recenti minacce ai credenti religiosi Negli ultimi anni, gli americani di ogni credo religioso hanno subito crescenti persecuzioni a causa delle loro convinzioni “ Ma invece che persecuzioni reali sul posto di lavoro o a scuola, il report resoconta episodi nei quali “operatori sanitari hanno rischiato di perdere il lavoro per obiezioni religiose a determinate procedure”, o “ militari, che hanno perso la pensione e i risparmi di una vita quando sono stati costretti a scegliere tra la propria fede e l’obbligo vaccinale”. Storie di persone, insomma, come medici esercitanti in una struttura pubblica che per impedire una interruzione di gravidanza fanno obiezione, o dipendenti statali che invocano una convinzione religiosa per rifiutare un vaccino.
Si tratta di uso dell’appartenenza religiosa per invocare privilegi dovuti al rispetto per una fede ed evitare le conseguenze di scelte invece prettamente politiche.
In questo momento, tutto l’amore materno, lo spirito di fraternità, e la dolcezza dei MAGA va verso questi perseguitati, persone che credono in un Dio (possibilmente bianco e con la barba) che dà indicazioni precise sul vaccino a mRNA, mentre nelle strade caracollano i militari dell’ICE a spruzzare gas anti-orso in faccia a cittadini senza Dio, diremmo “figli di un dio minore”.
Le raccomandazioni pubblicate di recente da questa Commissione includono:
Incaricare il Dipartimento di Giustizia di emanare linee guida che chiariscano la corretta interpretazione della Clausola di Separazione tra Chiesa e Stato. Il Primo Emendamento verrà cioè “reinterpretato”.

Il Dipartimento di Giustizia, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani e la Commissione per le Pari Opportunità di Impiego dovranno pubblicare manifesti “Conosci i tuoi diritti” per studenti, genitori, insegnanti e dirigenti scolastici delle scuole pubbliche, leader religiosi, istituzioni religiose, operatori sanitari e membri delle forze armate. Qualsiasi funzionario pubblico che affermi che una persona sotto la sua supervisione abbia esercitato impropriamente la propria libertà religiosa deve fornire una spiegazione scritta della presunta violazione alla persona accusata entro 30 giorni da qualsiasi azione e spiegare tale accusa sulla base di una specifica disposizione costituzionale o di legge. Qualsiasi cittadino in ruolo pubblico che si permetterà di denunciare un’ingerenza religiosa o una richiesta di esposizione confessionale contraria al Primo emendamento potrà essere contro-processato.

Istruire il Dipartimento di Giustizia, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani e la Commissione per le Pari Opportunità di Impiego a creare linee telefoniche/portali online per la segnalazione di violazioni della libertà religiosa, affinché studenti, genitori, insegnanti, operatori sanitari e altri possano ottenere supporto in caso di violazioni della libertà religiosa e promuovere la consapevolezza pubblica dei canali di segnalazione esistenti. Ampliare una macchina di propaganda tale per la quale chiunque vorrà ingerire con espressioni e scelte legate alla sua fede in ambienti pubblici sarà motivato a farlo con maggiore convinzione.

Nominare e confermare giudici federali con il coraggio di decidere i casi di libertà religiosa nel merito, laddove giustificato, anziché impegnarsi in un’indebita elusione giudiziaria. Si intende modificare politicamente la composizione delle Corti di giustizia in modo che possano agevolare la “rilettura” del Primo emendamento.

Chiedere al Dipartimento di Giustizia di Istituire una task force per la libertà religiosa con il compito di monitorare e dare priorità alle azioni legali a tutela della libertà religiosa. Investire quindi altri fondi per la difesa della laicità ma per difendere specificatamente gli attivisti religiosi.

Combattere l’antisemitismo attraverso l’applicazione delle leggi sui diritti civili, l’azione legale contro le accuse credibili di discriminazione e violenza antisemita e l’educazione civica. Non poteva mancare una raccomandazione specifica per sedare le proteste contro le guerre israeliane sotto l’accusa “credibile” di antisemitismo.

Proteggere i cittadini americani religiosi dalle azioni legali promosse dal governo e mirate alla loro libertà religiosa. Raccomandazione che mette al primo posto la protezione delle credenze religiose rispetto ai diritti/doveri civili.

Abrogare l’emendamento Johnson. Consentire cioè alle ricche chiese e lobby religiose di poter finanziare i candidati politici tramite le loro fondazioni e enti no profit.

Ordinare al Dipartimento della Guerra di semplificare e migliorare la procedura di concessione di accomodamenti religiosi. I soldati Usa in patria e in guerra debbono aver al loro fianco molti cappellani. La guerra è da sempre fatta in nome di Dio, sempre quello delle banconote-

Continuare gli sforzi per ripristinare il diritto alla pensione o al re-arruolamento per i militari che hanno perso il lavoro, l’assicurazione sanitaria, la pensione e altri benefici a causa delle loro convinzioni religiose sul vaccino contro il COVID-19. La fede in Dio, anche se nei testi sacri non si parla di vaccini, concede sempre l’onniscienza.

Onorare il coraggio degli eroi della libertà religiosa istituendo una Medaglia presidenziale per la libertà religiosa e i Premi “Primo Eroe della Libertà” per riconoscere gli americani che difendono la libertà religiosa e svolgono un ruolo indispensabile nella tutela dei diritti costituzionali dei cittadini. Impiegare parecchi sacri dollari per altre parate e cerimonie utili alla propaganda.

Queste raccomandazioni della Commissione sarebbero avvalorate dalle 100 testimonianze. Persone di varia provenienza e religione, tutte con convinzioni religiose che sembrano più “dedotte” da interpretazioni non unanimi dei testi sacri, e che riguardano tematiche scottanti. Si va dallo studente Shea Encinas che “è stato vittima di bullismo per aver difeso la sua fede cristiana quando è stato costretto a leggere a un suo compagno un libro che affermava che poteva scegliere il proprio genere: la scuola si è rifiutata di aiutarlo e ha rincarato la dose nell’imporre l’ideologia di genere agli studenti”, un caso particolare perché di solito le centinaia di adolescenti bullizzati sono proprio quelli/e che non si conformano ad uno stereotipo di genere. Si continua con altre audizioni che riguardano in particolare il rifiuto (anche legittimo su altre basi) di sottoporsi a vaccinazione: “Il Navy Seal Blake Martin ha perso la pensione a soli tre anni dal pensionamento perché si era opposto al vaccino contro il COVID-19”.
Si tratta senza dubbio di una costruzione strutturata con la scelta di alcuni temi, anche per distrarre da ben altre lesioni delle libertà personali in atto in questo momento, sia dentro i confini Usa sia, per volontà statunitense, al di fuori dei suoi confini.
È infatti proprio l’altra Commissione, quella federale, che denuncia come il governo Usa in questo ultimo anno abbia invece inferto duri colpi proprio al sistema di protezione dei perseguitati per motivi religiosi: “Nel corso dell’anno, l’amministrazione del Presidente Trump ha attuato diversi cambiamenti politici che hanno coinvolto agenzie e programmi che hanno spesso svolto un ruolo fondamentale nel promuovere la libertà religiosa internazionale. Ad esempio, a luglio l’amministrazione ha inglobato l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) nel Dipartimento di Stato, con ripercussioni sull’assistenza estera chiave ai programmi umanitari basati sulla fede e ad altri programmi correlati, in Birmania, Iraq, Nigeria, Sudan e altri contesti in cui la persecuzione religiosa ha devastato milioni di vite.
E continua, senza sconti: “Il Dipartimento di Stato ha interrotto o posto fine a circa 25 programmi specifici per la libertà religiosa internazionale, lasciandone attivi solo alcuni. Inoltre, l’Ufficio per la libertà religiosa internazionale non ha finanziato alcun nuovo programma specifico per la libertà religiosa internazionale nell’anno fiscale 2025. L’amministrazione ha anche ridotto significativamente le ammissioni di rifugiati e richiedenti asilo, anche per le persone in fuga dalla persecuzione religiosa. Ha inoltre posto fine allo status di protezione temporanea (TPS) per i richiedenti asilo provenienti da paesi con significative problematiche in materia di libertà religiosa, tra cui Afghanistan, Birmania, Siria e Somalia, mentre diverse altre designazioni TPS sono destinate a scadere nel 2026. Il capitolo di questo rapporto sull’attuazione dell’International Religious Freedom Act del 1998 (IRFA) fornisce un’analisi più completa di questi cambiamenti politici, le cui implicazioni hanno continuato a emergere alla fine dell’anno.”
Possiamo affermare allora che la ‘fede’ che MAGA cerca è esplicitamente quella elettorale, che corteggia gruppi e organizzazioni integraliste che vanno ben al di là del confronto politico (e civile) su alcuni temi caldi, come negli esempi già citati.
La religione di Stato, divisiva per definizione, la ricordiamo anche in Italia come foriera di indicazioni sul costume, la morale, la libera espressione dei cittadini. Nel nostro paese post mussoliniano, per esempio, era reato parlare di contraccezione sino al 1971!
La religione di Stato è utile quando si cerca un consenso che fa leva sui conflitti. Lo è stato anche in Italia per la Lega dei primi decenni, ricorderete il dossier di Paolo Bertezzolo, “Padroni a chiesa nostra. Vent’anni di politica religiosa della Lega Nord” (2011) nel quale si sottolineava come la Lega dava manforte per la difesa del crocefisso nei luoghi pubblici…anche se poi contestava, ovviamente, le politiche di accoglienza dei rifugiati e dei migranti di alcuni parroci.
La base emotiva e popolare delle religioni è stata sempre oggetto di interesse per i partiti, ma anche la struttura di controllo sociale e di propaganda delle Chiese per i nuovi Stati. Scrive Gianni Cimbalo, già ordinario di Diritto ecclesiastico, esperto di questioni riguardanti il pluralismo confessionale: è fenomeno diffuso, viste le guerre in corso, una “postura confessionale dei governi”, come strategia di rafforzamento delle identità nazionali. Non è solo il caso della Chiesa ortodossa Russa e di quella autocefala Ucraina, strettamente legate ai rispettivi governi. È stato anche il caso della chiesa Macedone e del Patriarcato di Belgrado. Il peso della teocrazia nello Stato di Israele è evidente. Così l’uso a fini di propaganda delle iniziative di preghiera collettiva per la nazione in occasione dei 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza Usa, la “Rededicate 250”, ha visto unirsi sul palco evangelici, cattolici ed ebrei, molti dei quali teorici dell’Armageddon, quella non sopita voglia di apocalisse.

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