Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”

156° della Breccia di Porta Pia

vi aspettiamo domenica 20 settembre 2026 sul luogo della Breccia

Era l’alba del 20 settembre del 1870, quando l’artiglieria dell’esercito italiano entrava in azione per aprire un varco nella cinta muraria vaticana. Dopo 5 ore di cannoneggiamenti il muro cedeva nel tratto tra Porta Pia e Porta Salaria. Alle 9.45 i bersaglieri della XII e XIV divisione entravano in Roma. Era la fine della teocrazia vaticana. Roma diventava capitale d’Italia. Roma era restituita all’Italia, e l’Italia all’Europa.

Si compiva un processo storico che a Roma aveva visto nascere il Comune di Arnaldo da Brescia, la Repubblica di Cola di Rienzo. Successi insperati, ma che erano stati possibili grazie a quel piccolo fiume carsico di artigiani e lavoratori, di cui le strade di Roma conservano ancora memoria (Via dei Funari, Fornari, Falegnami, Giubbonari ecc.). C’era un’altra Roma che si opponeva allo strapotere della rendita: nobiliare e papalina.

Una Roma resistente, che avrebbe ripreso il filo rosso della storia con la nascita della Repubblica giacobina nel 1798, e ancora nel Risorgimento con quella mazziniana del 1849. Rivoluzioni di emancipazione, represse ogni volta, ma che lasciavano il segno nella storia.

Questa Roma del popolo il 20 settembre del 1870 salutava gioiosamente l’ingresso dei bersaglieri nella città, intonava per le strade la marcia di Garibaldi, sventolava la bandiera italiana da finestre e balconi, indossava la coccarda tricolore… saliva sulla torre del Campidoglio per liberarlo dagli zuavi papalini.

Nel principio laicità, quella Breccia ha segnato l’apertura alla cittadinanza democratica, che chiama ognuno alla responsabilità dell’impegno etico-politico-sociale per un mondo di liberi ed uguali. Un impegno oggi ancora più necessario di fronte a rigurgiti nazifascisti e fanatismi religiosi, mentre nostalgie di patriarcato in gerarchizzazione sessista e sociale continuano a minare l’affermazione della pari dignità.

Quella dignità che la Costituzione della Repubblica italiana pone in corrispondenza dell’uguaglianza, per il concretizzarsi della piena cittadinanza democratica.

Allora questa Breccia continui a essere il nostro faro di liberazione da ogni sopraffazione e sopruso nel motto internazionale dei Liberi Pensatori Né dogmi Né padroni.

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