Tutti gli articoli di Critica Liberale

11 settembre stati uniti e cile

Sono passati pochi giorni dall’11 settembre, venticinquesimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, giustamente commemorato da ogni fonte d’informazione, specialmente, s’intende, negli Stati Uniti.. Fu un accadimento esecrabile di inusitata importanza, vuoi per la novità del fatto (particolarmente sconvolgente per una popolazione che, nonostante la partecipazione a numerose guerre, non aveva mai conosciuto un attacco sul proprio territorio) vuoi per il numero di vittime innocenti.
In sordina è invece passato l’anniversario di un altro 11 settembre, quello cileno. Questo accadimento, infatti, fu meno sconvolgente, anche perché non fu certo una novità che lo zampino dei servizi statunitensi – come autorevolmente si sostiene – favorisse o addirittura provocasse un golpe nei Paesi colpevoli di disturbare il “fratello” americano (anche il nostro Paese non mancò e forse non manca di fratelli maggiori). Del resto, un conto è parlare da vittime di azioni terroristiche e un conto è parlare da complici dei carnefici.
Resta il bilancio delle vittime umane, nel quale conta poco l’aritmetica, di qualche migliaio di civili da una parte e di qualche migliaio dall’altra, ai quali bisogna aggiungere qualche decina di migliaia di desaparecidos e di torturati. Non vogliamo dimenticare né gli uni né gli altri.
valerio pocar – domenica 20 settembre 2026

le affinità elettive

UN ALBERO CADE. UNA FORESTA NO
Un’alleanza tra Canada e Unione europea sarebbe un faro per le altre democrazie, definita da ciò per cui si batte: libertà, solidarietà, prosperità e sostenibilità, dice il premier canadese a Strasburgo

di Mark Carney
Pubblichiamo il discorso che il premier canadese, Mark Carney, ha tenuto ieri al Parlamento europeo.

Presidente Metsola, presidente von der Leyen, onorevoli membri del Parlamento europeo, illustri colleghi, vi ringrazio per l’onore di prendere la parola dinanzi a voi in apertura di una sessione decisiva. Oggi vi parlerò di come la nostra risposta all’attuale frattura geopolitica debba integrare una nuova dimensione. Ma prima vorrei richiamare qualcosa di più antico. Qualcosa che risale a molto prima delle relazioni tra l’Unione europea e il Canada.

Perché la profondità dei nostri legami non si misura negli scambi commerciali, né è scritta nei nostri trattati. I nostri legami affondano le radici nelle nostre terre. Nel cuore della Germania, sopra Weimar, si trova una dorsale boscosa chiamata Ettersberg. Per decenni, Goethe vi passeggiò, pensò e scrisse. Una quercia su quella dorsale giunse a portare il suo nome, monumento vivente ai più alti ideali della cultura europea. Quando il Ventesimo secolo si fece oscuro, quella stessa quercia rimase intrappolata dietro il filo spinato di Buchenwald, muta testimone del più profondo fallimento morale dell’umanità. Goethe comprendeva che gli ideali vanno conquistati con la lotta, che i valori non si difendono da soli. In effetti, alla fine del Faust, l’ultima visione del vecchio è quella di un popolo libero su una terra libera. Nur der verdient sich Freiheit wie das Leben, der täglich sie erobern muß. La libertà e la vita si meritano solo conquistandole ogni giorno. Continua la lettura di le affinità elettive →

Marzabotto: la polemica della FIAP

di antonio caputo – FIAP

Il comunicato, quorum ego, della Presidenza Fiap

𝐈𝐥 𝟐𝟑 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐚̀ 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞.
A Marzabotto, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, le SS della Reichsführer sterminarono settecentosettanta civili. Donne, bambini, anziani, interi nuclei familiari. È il più grande eccidio nazifascista di civili avvenuto in Europa occidentale. Il gonfalone del Comune è decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Come Presidenza della FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane esprimiamo ferma contrarietà. Continua la lettura di Marzabotto: la polemica della FIAP →

Torna la scuola: la formazione della persona e il cantiere della cittadinanza

di angelo perrone

Nei ricordi di chi è già adulto, era il trillo della campanella a scandire obblighi e ritmi: segnale odioso all’inizio della giornata, liberatorio al termine di spiegazioni aride. Oggi si cerca di superare quella rigidità, trasformando il rientro in un momento simbolico. Eppure, la scuola italiana resta appesantita da nodi irrisolti: precarietà, retribuzioni modeste, incertezza strutturale. Una distanza tra istituzione e società che rischia di alimentare un senso di estraneità e smarrimento. Continua la lettura di Torna la scuola: la formazione della persona e il cantiere della cittadinanza →

INVETTIVA CONTRO IL SEDICENTE ISTITUTO LIBERALE

di riccardo mastrorillo

Qualche ora fa mi hanno segnalato che gira sui social un post indegno, scritto da un gruppo che si definisce “Istituto Liberale”, nel post si afferma, senza alcuna vergogna: «Nonostante si stiano impegnando a dipingerlo come un partito nazista semplicemente perché vorrebbe un maggiore controllo delle frontiere, AFD ha un programma fortemente liberale per quanto riguarda l’economia e la libertà di espressione».
Continua la lettura di INVETTIVA CONTRO IL SEDICENTE ISTITUTO LIBERALE →

USCITO IL N.196 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

per scaricare il pdf del “NONMOLLARE”  clicca qui

Sommario
 03. A MIRELLA
la biscondola
04. paolo bagnoli, l’eterno ritorno del sempre uguale
lo spaccio delle idee
06. ermanno vitale, l’afa agostana del lazzaretto
astrolabio
07. angelo perrone, primarie: scontro o mediazione? la sfida dell’opposizione oltre il rumore mediatico
10. francesca palazzi arduini, simone weil, nefandezze
della roma imperiale e loro attualità
18. maurizio delli santi, la morte di ratko mladić e il monito di srebrenica: la sfida permanente contro la barbarie
gli stati uniti d’europa
14. piervirgilio dastoli, l’attualità del progetto e del metodo del primo parlamento europeo eletto
21. casapound 8291 giorni di occupazione illegale
editoriale
22. riccardo mastrorillo, il futuro appare sempre più nero
cosmopolis
24. maurizio delli santi, l’81ª assemblea dell’onu nella crisi dell’ordine liberale – fermare le guerre, rilanciare i principi universali dello stato di diritto
29. comitato di direzione
29. hanno collaborato

La Dichiarazione di indipendenza dell‘Ucraina e le frontiere della libertà in Europa

di maurizio delli santi*

Il 24 agosto 1991 non è stato una mera conseguenza notarile del collasso sovietico: l’Atto di Dichiarazione d’Indipendenza dell’Ucraina rappresenta l’approdo consapevole di un percorso secolare di emancipazione nazionale, intimamente connesso alle radici liberali dell’Europa continentale. Quando il 19 agosto 1991 la linea dura del regime sovietico – la cosiddetta “Banda degli Otto” guidata dal capo del KGB Vladimir Krjučkov, dal ministro della Difesa Dmitrij Jazov e dal vicepresidente Gennadij Janaev – orchestrò il golpe reazionario a Mosca, la reazione a Kyiv fu immediata: l’Atto non nacque dal caos, ma dalla lungimiranza del dissidente ed ex prigioniero politico Levko Lukjanenko e degli esponenti dell’opposizione democratica. Redatto d’urgenza per proteggere il Paese dal ritorno della dittatura comunista, il testo della Dichiarazione fu approvato dalla Verchovna Rada con una storica maggioranza di 321 voti su 360 parlamentari presenti, per poi ricevere la definitiva e solenne ratifica del popolo nel referendum del 1° dicembre dello stesso anno. Continua la lettura di La Dichiarazione di indipendenza dell‘Ucraina e le frontiere della libertà in Europa →

Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”

156° della Breccia di Porta Pia

vi aspettiamo domenica 20 settembre 2026 sul luogo della Breccia

Era l’alba del 20 settembre del 1870, quando l’artiglieria dell’esercito italiano entrava in azione per aprire un varco nella cinta muraria vaticana. Dopo 5 ore di cannoneggiamenti il muro cedeva nel tratto tra Porta Pia e Porta Salaria. Alle 9.45 i bersaglieri della XII e XIV divisione entravano in Roma. Era la fine della teocrazia vaticana. Roma diventava capitale d’Italia. Roma era restituita all’Italia, e l’Italia all’Europa.

Si compiva un processo storico che a Roma aveva visto nascere il Comune di Arnaldo da Brescia, la Repubblica di Cola di Rienzo. Successi insperati, ma che erano stati possibili grazie a quel piccolo fiume carsico di artigiani e lavoratori, di cui le strade di Roma conservano ancora memoria (Via dei Funari, Fornari, Falegnami, Giubbonari ecc.). C’era un’altra Roma che si opponeva allo strapotere della rendita: nobiliare e papalina.

Una Roma resistente, che avrebbe ripreso il filo rosso della storia con la nascita della Repubblica giacobina nel 1798, e ancora nel Risorgimento con quella mazziniana del 1849. Rivoluzioni di emancipazione, represse ogni volta, ma che lasciavano il segno nella storia.

Questa Roma del popolo il 20 settembre del 1870 salutava gioiosamente l’ingresso dei bersaglieri nella città, intonava per le strade la marcia di Garibaldi, sventolava la bandiera italiana da finestre e balconi, indossava la coccarda tricolore… saliva sulla torre del Campidoglio per liberarlo dagli zuavi papalini.

Nel principio laicità, quella Breccia ha segnato l’apertura alla cittadinanza democratica, che chiama ognuno alla responsabilità dell’impegno etico-politico-sociale per un mondo di liberi ed uguali. Un impegno oggi ancora più necessario di fronte a rigurgiti nazifascisti e fanatismi religiosi, mentre nostalgie di patriarcato in gerarchizzazione sessista e sociale continuano a minare l’affermazione della pari dignità.

Quella dignità che la Costituzione della Repubblica italiana pone in corrispondenza dell’uguaglianza, per il concretizzarsi della piena cittadinanza democratica.

Allora questa Breccia continui a essere il nostro faro di liberazione da ogni sopraffazione e sopruso nel motto internazionale dei Liberi Pensatori Né dogmi Né padroni.

EN ATTENDANT LA MAGISTRATURA

Nel caso Ranucci, la Rai è riuscita in quello in cui Lavitola, il bombarolo, aveva fallito: fare di un giornalista amico di un maestro di malaffare un giornalista che può realisticamente sognare Palazzo Chigi, o dintorni. La Rai meloniana, invece di aspettare una versione attendibile della Magistratura, usa il suo manganello con largo anticipo. E costruisce un Eroe prima ancora che siano sciolte tutte le di lui ambiguità, vanità, contraddizioni. E così i contiani possono legittimamente strillare in nome della libertà d’informazione, proprio loro che nominarono il più scandaloso presidente Rai, frutto dell’accordo tra Salvini e Berlusconi. 

La lepre marzolina – venerdì 28 agosto 2026

LA LEZIONE DEL CASO RANUCCI-LAVITOLA

di angelo perrone

Il caso Ranucci-Lavitola intreccia dinamiche giudiziarie e umane. C’è l’indagine sull’attentato dinamitardo ed emerge il piano psicologico, fatto di fragilità, lusinghe e seduzioni sottili con gesti apparentemente innocui. Sullo sfondo, la riflessione sul giornalismo d’inchiesta e sulla credibilità di chi informa, un bene prezioso. Questa storia parla di cronaca, di vulnerabilità umana e del delicato equilibrio tra fiducia pubblica e ambizione personale.

Continua la lettura di LA LEZIONE DEL CASO RANUCCI-LAVITOLA →

IL PESCE PUZZA DALLA TESTA

Riportiamo fedelmente tra virgolette la comunicazione di un amico a noi molto prossimo. “Tempo fa mi sono infortunato, ma non dell’infortunio voglio parlare, ma del trattamento che ho ricevuto. Passanti caritatevoli mi hanno raccolto e hanno chiamato un’ambulanza, giunta in pochi minuti, che mi ha portato al più vicino pronto soccorso (distante quasi un’ora di viaggio!).  L’astanteria era strapiena, addetto essendo un unico medico, sicché, preceduto dalle urgenze e da coloro giunti prima di me, previo però un accurato esame del sangue, la medica di turno mi ha visitato, con accuratezza e competenze e un immediato esame ecografico, soltanto dopo diverse ore. Quindi, sono stato sottoposto a una prima tac in attesa della seconda prevista dopo ventiquattro ore dall’infortunio. Nel frattempo, esami radiografici completi e, l’indomani, previa visita ortopedica, svolta con gentilezza e competenza, e previa la seconda tac, la medica di turno, gentile e competente (ma sempre l’unica!) mi dimette, dopo aver fissato per il giorno seguente (domenica!) una visita nel centro specializzato dell’ospedale di una città vicina, dove vengo accuratamente visitato e viene stilato il referto specialistico. In complesso, prognosi di trenta giorni. Trattandosi di pronto soccorso, non pago un centesimo”.

Noi trasecoliamo ascoltando il resoconto dell’ottima assistenza prestata, già che si parla tanto di malasanità. Ma l’amico ribatte: “La malasanità non riguarda né medici né infermieri, ma l’organizzazione e la carenza degli investimenti e quindi, tra l’altro, anche l’organico insufficiente del personale sanitario (un solo medico a un pronto soccorso, con decine di infortunati! E se arrivano due urgenze insieme?) Se la sanità non funziona, il giudizio negativo va riservato, via via risalendo, ai vertici regionali e nazionali, e solo occasionalmente al personale sanitario, competente e abnegato, il quale, nonostante le carenze dell’organico e i turni pesanti, riesce ad essere anche gentile e direi quasi affettuoso. Insomma, ancora una volta si conferma la verità del detto: il pesce puzza dalla testa”. Senza commenti.

valerio pocar -venerdì 28 agosto 2026