Eutanasia, mio fratello si è ucciso per esigenza di dignità.

di carlo troilo

Eutanasia, mio fratello si è ucciso per esigenza di dignità. Perciò dico: serve legiferare sul fine vita

Nell’aprile del 2004 mio fratello Michele – 72 anni, scapolo, malato terminale di leucemia – decise di farla finita gettandosi dal quarto piano della sua casa a Roma.

Michele sopportava con coraggio le fasi estreme della malattia, anche perché assistito quotidianamente da medici volontari dell’ospedale che lo aveva avuto in cura. Purtroppo una sera – dopo che l’avevo salutato per tornare a casa – Michele ebbe per la prima volta una crisi di incontinenza. La signora che lo assisteva per la notte lo spogliò, lo portò in bagno per lavarlo e lo rimise a letto con un pigiama pulito, non ritenendo necessario avvertirmi di quanto avvenuto.

Michele si addormentò – o finse di dormire – e all’alba aprì le finestre del terrazzo e si gettò dal quarto piano, schiantandosi sul tetto del garage. Dunque, si uccise non per sfuggire a sofferenze fisiche, ma per una esigenza di dignità.

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“Repubblica perde identità”. Quattro redazioni contro la pubblicità mascherata

 

 
“Il 14 febbraio si è purtroppo ripetuto un fatto che consideriamo allarmante e che riguarda la commistione tra giornalismo e pubblicità”.

Comincia così una missiva al Comitato di redazione dei servizi di Cronaca nazionale, Cronaca di Roma, Economia e Interni de la Repubblica. 

Una forma di protesta contro l’invasione della pubblicità nei contenuti redazionali, che nel quotidiano diretto da Maurizio Molinari sta diventando un’onda alta. Viene chiamata in causa la reputazione e l’identità del giornale fondato da Eugenio Scalfari nel 1976 e viene chiesto un intervento chiaro del direttore.

Il Cdr ha scritto di condividere le preoccupazioni dei colleghi e ha chiesto al direttore di fissare al più presto un confronto sul tema.

L’episodio del 14 febbraio è questo: l’account Twitter di una delle cronache locali di Repubblica ha cominciato a pubblicare “articoli” promozionali senza alcun avviso per il lettore che si trattasse di materiale commerciale. “In generale -dicono le 4 redazioni- stiamo assistendo ad un aumento preoccupante di ‘articoli’ ad opera di Manzoni (la concessionaria di pubblicità) che vengono pubblicati sul nostro sito e partendo direttamente dal nostro sistema editoriale, i quali per un occhio distratto sono indistinguibili da quelli di cronaca, avendo gli stessi caratteri e la stessa formattazione”.

Le quattro redazioni ribadiscono che con queste scelte senza alcuna motivazione giornalistica, ma esclusivamente pubblicitaria, “si sta snaturando profondamente l’anima e la missione di Repubblica e il lavoro dei suoi giornalisti. E che in questo modo si sta nuocendo alla reputazione e all’identità di Repubblica, un bene che ha un valore etico ma che è anche a garanzia del suo sviluppo economico”. Secondo la lettera, l’utilizzo dei social network e dei sistemi editoriali devono essere esclusivamente gestiti dalla redazione di Repubblica e dai suoi giornalisti. La richiesta è che il direttore dica parole e dia direttive  chiare e nette sulla questione.

Una settimana fa la redazione Interni del giornale aveva protestato col Cdr per altri due episodi di commistione -sul sito e sui social- fra giornalismo e pubblicità.

[da Professione Reporter]

B S L M è una rubrica di “critica liberale, che segnala le brutture che sempre più spesso invadono l’informazione italiana, sia sulla “carta stampata” sia sulla Rete. B S L M vive delle segnalazioni dei lettori. Indicate le B S L M e documentatele a info@criticaliberale.it

i no vax – no senno

Un centinaio di no-vax paralizzano il centro di Roma occupando piazza San Marco, qualcuno guarda nostalgico al più noto balcone di Piazza Venezia, contenuti – a distanza – dalle forze dell’ordine: gli studenti sono stati manganellati, mentre costoro che platealmente, esortati dal loro leader Pappalardo, annunciano di voler arrestare Draghi e Speranza, sono impunemente liberi di bloccare la capitale……

il gRillo parlante

LA DIGNITA’ TRA “IL PELO NELL’UOVO” E “ALL’ACQUA DI ROSE”

I politici si accapigliano sulle “porte girevoli” dei magistrati che passano dall’amministrazione della giustizia alla politica per poi tornare alla giustizia pur avendo perduto ogni credito di terziarietà. Nel frattempo, senza alcuna dignità il neo presidente della Corte costituzionale, Giuliano Amato, mostra chiaramente di voler usare il suo ruolo per rifarsi una “posizione” politica per quando fra otto mesi scadrà il suo compito a Palazzo della Consulta. Già era stato criticato l’intervento sguaiato dello stesso giorno della sua elezione (ricordiamolo: per anzianità, e per una prassi discutibile), dove – senza che alcuno glielo chiedesse -aveva voluto regalare agli italiani il suo pensiero a favore del semipresidenzialismo. Amato ha superato le opportunità delle “porte girevoli”, intende stare sulla porta e contemporaneamente “fare politica” e giudicare la legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge ecc..

In questo paese senza dignità non ha fatto tanto scandalo che colui che dovrebbe essere il garante e massimo custode della Costituzione avesse colto la prima occasione per esprimere il suo “pensiero politico” su come stravolgere le istituzioni. Facendo finta di dimenticare che la revisione della Carta costituzionale e dell’assetto istituzionale è compito della politica e non della più alta magistratura, la quale deve solo accertare che le leggi siano osservanti o no della Costituzione. Ovviamente aveva torto chi pensò che fosse un incidente e che dietro non ci fosse una strategia, in un paese senza dignità dove sono davvero troppi coloro che senza dignità approfittano della posizione raggiunta per accrescere il potere personale senza minimamente preoccuparsi di come questo comportamento mini alla radice le istituzioni. D’altronde non saremmo arrivati a questo punto se da anni in troppi non si dedicassero impunemente alla distruzione del paese. Alla vigilia della decisione sulla costituzionalità di quesiti referendari, l’ineffabile Amato – prima ai suoi tecnici poi addirittura mettendolo per iscritto sul sito dalla Consulta – ha di nuovo esternato e anticipato la decisione: “I referendum sono una cosa molto seria e perciò bisogna evitare di cercare ad ogni costo il pelo nell’uovo per buttarli nel cestino”. E noi, ingenui, che pensavamo che i giudizi della Corte costituzionale fossero sempre frutto di un serio studio giuridico e non “all’acqua di rose” secondo gl’interessi politici (presenti e soprattutto futuri) dei propri Presidenti. Eravamo anche convinti che i giudizi passati mai fossero stati deviati dalla volontà di “buttare nel cestino” ciò che era legittimo, come invece adombra Amato…. Picconando la Corte.

Alcuni giornali hanno trovato l’ultima “uscita” politica di Amato “irrituale o “a gamba tesa”, quindi qualche minima reazione c’è stata; invece è davvero preoccupante che gli altri 14 giudici che compongono la Corte non siano andati dal loro Presidente per leggergli l’art. 134 e seguenti della Costituzione che indica con precisione i compiti e i limiti del loro organismo, non a caso inserito nel Titolo VI – “Garanzie costituzionali”. Per poi avvertirlo che, se egli intende continuare a pervertire il ruolo della Corte con dichiarazioni o ammiccamenti politici, sono davvero ben lieti di accogliere le sue dimissioni. Perché essi hanno una dignità da difendere. E, con la loro, la dignità (quella evocata recentemente da qualcuno) dell’Istituzione a cui sono stati chiamati.

 

Patti Lateranensi, a scuola sarebbe il momento di abolire l’ora di religione

di carlo troilo

Nell’anniversario dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) varrebbe la pena di “fare il punto” sulla situazione dei rapporti fra Chiesa e Stato e di riprendere con forza l’idea di abolire definitivamente “l’ora di religione” così come la conosciamo da sempre.

Due mi sembrano le possibili soluzioni:

1) sostituire l’ora di religione (cattolica) con una “ora delle religioni” (anche per tener conto della moltitudine di residenti in Italia che provengono da paesi con religioni diverse dalla nostra);

2) inserire ampi riferimenti alle religioni – con il debito spazio per quella cattolica, di gran lunga la più praticata in Italia – nelle ore di storia e filosofia o in quelle di educazione civica (un altro ruolo di insegnamento in cui la scuola italiana non sembra in grado di trovare sufficiente applicazione).

Per una dozzina di anni il giornalista (e presidente della fondazione Critica Liberale) Enzo Marzo ha realizzato un rapporto annuale sulla secolarizzazione della società italiana di cui gli eravamo grati, perché era la sola fonte di notizie attendibili su come cambiasse l’Italia nel rapporto fra credenti e non credenti.

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NOTIZIA FALSA IN PRIMA PAGINA

   

Corriere della sera. sabato 5 febbraio 2022 – prima pagina.
Pd primo partito – ma avanza FdI

La tabella pubblicata appena sotto al titolo riporta che FdI è invece passata dal 19,5% a 19,03 (-0,2). Quindi non avanza, ma arretra. Notizia falsa in prima pagina.
“critica liberale” inaugura una rubrica intitolata B S L M, in cui segnaliamo le brutture che sempre più spesso invadono l’informazione italiana, sia sulla “carta stampata” sia sulla Rete. B S L M vive delle segnalazioni dei lettori. Indicate le B S L M e documentatele a info@criticaliberale.it
 

LO SHOW DEL NULLA

di carla corsetti
(Segretario nazionale di Democrazia Atea)

La comparsata di Bergoglio su Rai Tre si presta a molte letture ed interpretazioni, non tutte negative.
Innanzitutto è stato evidente come il Capo della Monarchia extracomunitaria confinante abbia tentato l’ultima carta del salvataggio della sua anacronistica setta rispetto alla secolarizzazione della società.
Soprattutto le nuove generazioni, in effetti, hanno raggiunto percentuali ottime di emancipazione dalla religione, sono sempre meno subordinate alle ridicole ritualità che la lobby vaticana offre per mantenere il proprio privilegio, e se Bergoglio ha tentato la carta dell’audience per cercare di recuperarle, vuol dire che le lucide prospettive mangerecce della sua casta clericale non sono messe proprio bene, e questo è un altro buon segnale.
Sotto il profilo dei non-contenuti sciorinati in quella conversazione televisiva, occorre dire che entrambi i protagonisti, intervistato e intervistatore, hanno mantenuto un profilo di tale mediocrità che a confronto le conversazioni di don Camillo e Peppone nel romanzo di Guareschi sembravano avere lo spessore dei simposi filosofici.

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USCITO IL N.101 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI –

per scaricare il pdf di NONMOLLARE clicca qui 
e anche su www.ilfattoquotidiano.it – 2022/02/11  più passa il tempo e più sono nostalgico soprattutto delle distinzioni

Sommario
in prima
3. enzo marzo, la nostalgia mi porta via
la biscondola
6. paolo bagnoli, una macchina di notte a fari spenti
6. bêtise
cronache da palazzo
7. riccardo mastrorillo, la vittoria della repubblica
parlamentare
res publica
9. raffaello morelli, non si vuole cambiare
11. angelo perrone, la crisi radicale della politica
la vita buona
12. valerio pocar, tecnici o politici?
vocatio in ius/vacatio iuris
14. maurizio fumo, il nuovo esordio di carlo nordio
lo spaccio delle idee
16. arturo carlo jemolo, le due anime dei liberali
18. comitato di direzione
18. hanno collaborato
in vetrina
22. antonio pileggi, il filo delle libertà
 

GIORDANO BRUNO – 17 FEBBRAIO 2022

Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”

www.periodicoliberopensiero.it

NEL NOME DI GIORDANO BRUNO
Laicità Dignità Democrazia
Roma Campo de’ Fiori
Giovedì 17 febbraio 2022 ore 17.00

C e r i m o n i a – Deposizione corone di alloro e Saluti istituzionali
Esibizione della Banda Musicale del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Roma
C o n v e g n o – Interventi di Maria Mantello, Sofia Belardinelli, Tiziana Bartolini
Recitativi a cura di Annachiara Mantovani

COMUNICATO STAMPA

    Sono trascorsi 422 anni da quel 17 febbraio del 1600, quando il filosofo Giordano Bruno fu arso vivo in Campo de’ Fiori a Roma per ordine del tribunale della Santa Inquisizione, presieduto dal pontefice romano. «Eretico, pertinace, impenitente …» recitava la sentenza nella sua tracotanza dogmatica di potere. E voleva essere espressione di massimo spregio per chi come Bruno rivendicava il diritto umano di pensare e scegliere autonomamente, facendo della propria vita l’impegno etico-politico-sociale per uscire dalla caverna della soggezione mentale e morale.
    In un contesto storico come quello attuale, dove il senso della ragionevolezza sembrerebbe smarrito nella rincorsa di fideismi e confessionalismi, noi bruniani vogliamo rimettere al centro più che mai il valore della Laicità, supremo principio della nostra Carta costituzionale repubblicana, perché la democrazia si concretizzi nell’affermazione della dignità umana, individuale e sociale.
    Senza laicità non c’è democrazia, non c’è libertà, né giustizia, né uguaglianza nelle pari opportunità. Ma solo sopruso. Ben lo sapeva Giordano Bruno, che ha avuto il coraggio di alzare la testa per proclamare il diritto-dovere di ciascuno a emanciparsi da dogmi e padroni con la sua rivoluzionaria filosofia, che apre prospettive formidabili in ogni ambito.
    Di tutto questo parleremo a Campo de’ Fiori il 17 febbraio 2022, a partire dalle ore 17.00.
«Nel nome di Giordano Bruno. Laicità Dignità Democrazia», è il titolo che l’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” ha voluto dare all’evento di quest’anno.
Dopo la cerimonia di deposizione delle corone di alloro con l’accompagnamento della Banda musicale del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Romae i saluti istituzionali, la manifestazione proseguirà con le relazioni di: Maria Mantello – Giordano Bruno – dignità laicità democrazia; Sofia Belardinelli – Oltre i confini: l’attualità dello sguardo bruniano sulla natura; Tiziana Bartolini – Dignità nonostante sessismo e patriarcato. Recitativi a cura di Annachiara Mantovani.

                Info: liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it –                              Tel: 3297481111

LOCANDINA

Renzi sempre più servo di tre padroni

di gian giacomo migone

Nei giorni scorsi il senatore Matteo Renzi – dichiaratamente membro di organismi promozionali di Arabia Saudita ed Emirati Arabi che lo retribuiscono generosamente (cfr. le recenti segnalazioni della Banca d’Italia) – ha superato se stesso. Infatti, in un momento delicato dell’elezione presidenziale, ha avuto il becco di opporsi pubblicamente all’elezione dell’ambasciatrice Elisabetta Belloni, invocando obiezioni, peraltro assurde, di ordine istituzionale. Proprio lui che continua a rifiutarsi di scegliere quale stato servire, come gli impone la Costituzione

Auguriamoci che il Senato, a cominciare dalla sua Presidente Casellati, lo obblighi a fare questa scelta, salvaguardando la propria dignità. Per usare una parola cara al Presidente Mattarella! Da parte nostra cerchiamo di rompere il muro di silenzio, con poche crepe, che circonda questo attacco implicito alla nostra democrazia. 

“Ritornerò in ginocchio da te”

Papa Francesco va in tv a fare il suo lavoro di propagandista. Abbiamo evitato per un pelo una sua comparsata a San Remo (ma è riuscito a farsi vedere anche lì, negli spot pubblicitari, tra una Ferilli e le mutandine Tena). A “Che tempo che fa” trova l’ospite ideale. È già da anni che Fazio fa interviste “in ginocchio”.

La lepre marzolina – domenica 6 febbraio 2022

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