Il guerriero fascio-putiniano

Il “guerriero” Orsini ha comunicato ai telespettatori tutti: «Mio nonno durante il fascismo ha avuto un’infanzia felice». Beato lui: mio nonno invece aveva un terribile mal di denti, il nonno di un mio amico fu ucciso mentre stava “spezzando le reni” alla Grecia e un altro nonno si fece dieci anni di carcere e di confino. Ma nessuno di loro ha sofferto l’infelicità di avere un nipote cazzaro. E per di più rosso-nero. Appassionato di tutti i totalitarismi, e più cruenti sono meglio è, il guerriero fascio-putiniano coccolato dalla Tv pubblica e privata svolge un compito davvero esemplare: è il testimonial del livello di fatuità e di imbecillità dell’informazione televisiva e cartacea, nonché di come si sia ridotta la Luiss e più in generale l’accademia italiana. Non potrà non avere onori e successo.

la lepre marzolina – 21 aprile 2022

6 commenti su “Il guerriero fascio-putiniano”

  1. Eccezionale! Mio zio, consigliere comunale liberale, nel 1922 sfuggì al linciaggio ordinato dal capo della colonna fascista che occupò il nostro Comune ed emigrò negli Stati Uniti nel 1923, per le minacce di morte ricorrenti! Altro che periodo di prosperità!
    Come si fa a diventare field researcher in una Università privata come la LUISS? Potenza del nome!
    Antonio Colantuoni

  2. Non c’è nulla da aggiungere alle tue parole, caro Enzo, che condivido toto corde.
    Sullo stato deplorevole dell’accademia italiana occorrerebbe squarciare il velo. Dall’interno è ancora peggio di quel che sembra da fuori…

  3. Condivido il post e l’amara ironia che lo permea. Resta la curiosità di capire come l’Accademia italiana possa avere imboccato questa rovinosa discesa verso l’incompetenza supponente di tanti narcisisti da strapazzo, che si compiacciono guardandosi ogni momento allo specchio loro offerto dalle TV, che così riempiono con bassi costi i loro palinsesti. Se imparassimo tutti, almeno quasi tutti, a cambiare canale, l’Auditel registrerebbe il calo di ascolti e forse i media comincerebbero a rinsavire.

  4. Attaccare con dileggio la persona invece di controbattere agli argomenti è una pratica pessima. Una tecnica retorica nota fin dall’antichità, tipica di chi non ha evidenze da sostenere. Disapprovabile anche la nota “orsinate” del numero 111. Orsini è uno studioso serio. Aggiustate il tiro delle polemiche su altri bersagli.

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