25 aprile

Da quando Gianpaolo Pansa pubblicò Il sangue dei vinti e il presidente Luciano Violante con la sua fuorviante espressione, vero anacoluto , su “i ragazzi di Salò”, aprì una prospettiva contro natura di riconoscimento istituzionale della buona fede dei miliziani della Repubblica sociale italiana caduti durante la lotta di Liberazione nazionale in quella vicenda storica, dall’ 8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 che lo storico Claudio Pavone definì guerra patriottica ma anche guerra di classe e guerra civile, anno dopo anno si sente ripetere da taluni la parola vacua e fuorviante ” pacificazione” .

Una cosa priva di senso storico. Da una parte i nemici oggettivi di Libertà, Giustizia, Pari dignità, Pace Democrazia. Dall’altra i Liberatori dall’ occupazione nazista del paese, e dal regime fascista restauratori della democrazia, fautori della pace tra i popoli. L’aver combattuto dalla parte del razzismo guerrafondaio del colonialismo, del culto del fuhrer prinzip annientatore dello stato di diritto esclude il concetto stesso di una pacificazione civile. Aut aut senza se e senza ma. Il che non esclude la pietas ad personam per i defunti i cui errori ed orrori restano indelebili. W la Repubblica democratica antifascista, w il 25 aprile, w la Liberazione, w la Costituzione!

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