di riccardo mastrorillo
Ho atteso che i tanti, i troppi coccodrilli opportunisti finissero di pubblicare foto con Guccini o ad affrettarsi a dire che amavano Guccini e le sue indimenticabili canzoni, financo la Presidente del Consiglio…
L’immaginario delle canzoni di Guccini si esprime in un costante, e talvolta irriverente, attacco al potere, il cantautore che per anni è stato il vessillo di una certa sinistra “rosso antico”, ha incarnato pienamente la sintesi poetica dello spirito critico. Guccini ha rappresentato il vero spirito contestatore della fine degli anni ’60, spirito offuscato dall’equivoco, tutt’oggi in voga, che il ’68 fosse l’inizio della lotta di classe di interpretazione marxista, mentre fu in realtà la presa di coscienza di una società che si evolveva proprio in contestazione delle “chiese” dei dogmi e delle ideologie morali.
La sua canzone “il sociale e lanti-sociale”, che tanto piaceva ai giovani dell’epoca, avrebbe dovuto dare un indizio…… «Ma non trascuro la scienza umanista e si può dire che sono impegnato, anzi alle volte sono comunista, ma non mi sono sempre interessato…» Era ed è un manifesto alla Laicità. Ci sono tanti episodi della vita e della carriera di Guccini che sono emblematici, uno fra tutti il fatto che la sua canzone “Dio è Morto”, censurata dalla RAI in quanto blasfema (dove?!) verrà invece trasmessa dalla Radio Vaticana e, ufficialmente apprezzata da Papa Paolo VI. Anche “Dio è morto” è un altro inno contro le ideologie di ogni tipo, soprattutto un attacco al concetto stesso di «sogno che conduce alla pazzia».
La canzone più bella, secondo me, di Guccini è proprio “La primavera di Praga”, un inno al sacrificio di Jan Palach.
Nel 2019, in un’intervista al Corriere della sera Guccini disse: «Comunista? Macché. Ero pure antisovietico. Cinque anni fa feci un endorsement per un consigliere di Leu, Igor Taruffi (attuale responsabile Enti locali del Pd ndr). Una persona che stimo molto. È di Porretta. Lui sì, viene dal Pci. Una sera gli ho detto che non sono mai stato comunista. Ha fatto una faccia…» e poi più avanti: «Forse libertario… Io sono sempre stato un azionista. I miei riferimenti erano Giustizia e libertà, i fratelli Rosselli».
Anche io sono cresciuto ascoltando Guccini, vi ho sempre letto altro rispetto alla stragrande maggioranza dei miei coetanei e, sicuramente di Giorgia Meloni. Era un artista: non andava ne va arruolato in politica, ma per me è sempre stato: “uno di noi”.