di enzo marzo
Non siamo soliti parlare di Salvini. Anche perché “Critica” non ha esperti sulle chiacchiere di osterie di paese. Per anni ci bastava ridere sommessamente alle salvinate, non prendendole sul serio, poi ci hanno annoiato perché il personaggio è diventato il prototipo molto imitato, e perfino superato, dell’invasiva stupidità italiana. Ai tempi del Papeete ci fece persino pena, come per un qualunque ragazzino brufoloso che non regge l’alcool e gode nel tagliuzzarsi le braccia. Per la verità, assistemmo al suo masochismo politico con una certa soddisfazione, come a una vincita inaspettata al gratta-e-vinci. Ora, dopo il tragico evento di Modena, quando, chissà, forse un fuori di testa si è lasciato andare a una tentata strage, Salvini con la puntualità di un orologio svizzero non ha potuto non espettorare il suo peggiore razzismo. Da qui la successiva slavina degli umori più acidi della “pancia” della folla italica. Senza aspettare indagini e ricerche. Il responsabile del disastro delle ferrovie italiane ha dato inizio alla polemica sulla revoca della cittadinanza, come se non bastasse il codice penale a fare giustizia. Continua la lettura di ELOGIO DI MATTEO SALVINI & C