Sono passati pochi giorni dall’11 settembre, venticinquesimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, giustamente commemorato da ogni fonte d’informazione, specialmente, s’intende, negli Stati Uniti.. Fu un accadimento esecrabile di inusitata importanza, vuoi per la novità del fatto (particolarmente sconvolgente per una popolazione che, nonostante la partecipazione a numerose guerre, non aveva mai conosciuto un attacco sul proprio territorio) vuoi per il numero di vittime innocenti.
In sordina è invece passato l’anniversario di un altro 11 settembre, quello cileno. Questo accadimento, infatti, fu meno sconvolgente, anche perché non fu certo una novità che lo zampino dei servizi statunitensi – come autorevolmente si sostiene – favorisse o addirittura provocasse un golpe nei Paesi colpevoli di disturbare il “fratello” americano (anche il nostro Paese non mancò e forse non manca di fratelli maggiori). Del resto, un conto è parlare da vittime di azioni terroristiche e un conto è parlare da complici dei carnefici.
Resta il bilancio delle vittime umane, nel quale conta poco l’aritmetica, di qualche migliaio di civili da una parte e di qualche migliaio dall’altra, ai quali bisogna aggiungere qualche decina di migliaia di desaparecidos e di torturati. Non vogliamo dimenticare né gli uni né gli altri.
valerio pocar – domenica 20 settembre 2026