Tutti gli articoli di Critica Liberale

L’emozione di Torino. La sicurezza è un diritto, non un manifesto politico

di angelo perrone 

L’aggressione violenta a un agente della Polizia di Stato a Torino rappresenta un evento di notevole gravità. Di fronte a simili manifestazioni di brutalità, è fondamentale andare oltre la semplice indignazione, promuovendo un’analisi attenta. È importante che i fatti non diventino occasione per immaginare soluzioni che, oltre ad essere discutibili sul piano costituzionale, risultino anche inefficaci nel concreto, soddisfacendo solo l’illusione emotiva del momento.

Ecco tre punti per una discussione che metta al centro la realtà. Continua la lettura di L’emozione di Torino. La sicurezza è un diritto, non un manifesto politico

S. LORENZO IN “TRUCETTA”…

Dove apprendiamo che in barba ad ogni vincolo delle competenti soprintendenze alle Belle Arti (unificate e accentrate in un unico personaggio), un singolo “volontario” fervorino dell’oratorio e della parrocchia nonché artista della domenica può tranquillamente mettere mano a discrezione a decorazioni e arredi storici di una celebre chiesa di Roma.
Abbiamo forse trovato l’ignoto “Maestro del cielo nuvolato” che imperversò ai tempi del “Reo Silvio” (Berlusconi) su nicchioni, conchiglie di statue antiche nelle chiese della Capitale? Chissà. E noi, che eravamo rimasti ai peni posticci “più belli e più grandi che Priapo…” reintegrati alle statue romane su ordine del brianzolo, dobbiamo oggi prendere atto del mutato stile “medio asessuato”, come si conface al clerico-conservatorismo neodemocristiano anni ‘50 del Governo Meloni e al mistero profondo della sua leader più carismatica.

Andrea  Costa 1 febbraio 2026

il SÌ senza vergogna

Carlo Nordio, Ministro della Giustizia, Deputato di Fratelli d’Italia: io sono pienamente d’accordo che questa riforma non c’entra niente con l’efficienza della giustizia

Giulia Bongiorno, Presidente della 2° Commissione Permanente (Giustizia), Senatrice del Gruppo Lega Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione: scusate ma chi è che ha detto che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia? Un ignorante può pensare una cosa del genere

Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente di Fratelli d’Italia: penso che la riforma della giustizia rappresenti un’occasione storica di avere una giustizia più efficiente e più giusta

Separazione delle carriere: una riforma che mette a rischio l’imparzialità della giustizia

di angelo perrone

La cosiddetta “separazione delle carriere” non è affatto la riforma di buon senso che viene presentata. Dietro questa etichetta si nasconde un progetto ben più pericoloso: lo smantellamento di una delle garanzie fondamentali del nostro sistema giudiziario, l’imparzialità dei magistrati. Non si tratta di una questione tecnica o di mera organizzazione, ma di un cambiamento che, indipendentemente da chi governa oggi o domani, rischia di consegnare il potere politico a un controllo sempre più debole da parte della legalità. E, come spesso accade, a pagarne le conseguenze saranno i cittadini più deboli. Continua la lettura di Separazione delle carriere: una riforma che mette a rischio l’imparzialità della giustizia

RAPPORTO SULLO STATO DEI DIRITTI

di A BUON DIRITTO 

presenta 

  • 63.868 persone detenute a fronte di 51.275 posti, con un sovraffollamento del 138,5% e 79 suicidi in carcere nel 2025
  • Italia al 49° posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa
  • Il 70% dei trattenimenti nei CPR di Gjader in Albania non convalidato dall’autorità giudiziaria
  • Quasi una persona su dieci rinuncia alle cure, principalmente per le liste d’attesa. 
  • 99 femminicidi nel 2025, con il 73% delle donne che contattano il 1522 senza sporgere denuncia
    Roma, 28 gennaio 2026 – È stato presentato oggi, mercoledì 28 gennaio, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, il Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, realizzato da A Buon Diritto grazie al sostegno dell’Otto per mille Valdese

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Europa Federale come antidoto ai nazionalismi

Mercoledì 4 febbraio 2026 ore 18,00

presso la sede di Critica liberale

Roma-  via delle Carrozze, 19

 

Mercoledì della Critica

“Europa Federale come antidoto ai nazionalismi”

 

Hanno assicurato la loro presenza: Federico Ammirabile  (Presidente Gioventù federalista europea), Luca Boccoli (portavoce giovani europeisti verdi), Francesco Maiolo (Professore Associato in filosofia politica), Amanda Ribichini (Segretaria Generale Gioventù federalista europea), Salvatore Rondello (Presidente del Circolo “Giustizia e Libertà” di Roma), Giovanni Vetritto (direttore di Stati Uniti d’Europa)

 

Il paradosso di Tajani: quando “liberare” la Polizia significa disarmare la Costituzione

di angelo perrone

La proposta del ministro Antonio Tajani di “liberare” la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l’insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L’articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico.

Le parole di Tajani: se la “liberazione” diventa sottomissione Continua la lettura di Il paradosso di Tajani: quando “liberare” la Polizia significa disarmare la Costituzione

Caso Repubblica, la nuova governance passa dall’alleanza fra redazione e lettori

di enzo marzo

Credo che il Cdr de la Repubblica nel suo ultimo comunicato abbia imboccato la strada giusta. Ma facciamo un passo indietro. Sono convinto che questo passaggio probabile tra la Gedi e il Gruppo greco Antenna sia epocale perché porta, deve portare, a una presa di coscienza di quanto sia arretrata nel nostro paese la discussione sull’informazione. Da decenni è uscita dall’agenda politica e dal dibattito culturale la questione della comunicazione televisiva e della “carta stampata”. Come avviene per i destini dell’Unione europea, così nell’informazione occorre darsi “una mossa” perché i nemici si sono moltiplicati e si sono fatti sfacciati. Come per l’Europa, è sempre più pressante il motto “se non ora, quando?”. Nemmeno la svolta tecnologica ha svegliato editori e giornalisti. In Europa pochi sono i giornali che hanno immaginato e realizzato una nuova forma di “governance”. E già sono trascorsi molti decenni. Non è un caso che proprio quei giornali stanno resistendo meglio di tutti gli altri alla crisi delle vendite. Oggi vige quasi dovunque la rassegnazione. Così i giornali si lasciano morire lentamente e inesorabilmente, senza che nessuno se ne preoccupi davvero.  Continua la lettura di Caso Repubblica, la nuova governance passa dall’alleanza fra redazione e lettori