di angelo perrone
Il lessico della discordia
Un termine religioso in un’aula di tribunale: il ministro Nordio definisce “blasfema” l’indipendenza dei magistrati. Dietro lo scivolone lessicale, però, emerge la conferma di un disegno più profondo: il tentativo della politica di limitare il controllo di legalità. Quando il potere cerca di “mettere mano” agli equilibri della giustizia, la difesa dell’autonomia del giudice diventa l’ultimo baluardo della libertà dei cittadini. Ecco perché il richiamo alla Costituzione oggi non è un peccato, ma un dovere civile. Continua la lettura di Nordio, magistrati “blasfemi”. Ma l’indipendenza non è peccato
Lunedì 16 febbraio, ore 11,


