Giù le mani da Valerio Zanone 2

di enzo marzo

SPELLO 29 DICEMBRE 2025

Spettabile avv. Andrea Pruiti Ciarello
Ho ricevuto la sua «diffida, richiesta di rettifica e pubbliche scuse» per l’articolo da me scritto e pubblicato “Giù le mani da Valerio Zanone”, nel quale, secondo il presidente della Fondazione Einaudi di Roma, da lei chiamato Benetto [sic!] vi sono «affermazioni gravemente lesive, con indebita evocazione della Fondazione Luigi Einaudi di Roma». Secondo voi queste offrono un «messaggio univoco: che la Fondazione Luigi Einaudi di Roma sarebbe parte dell’operazione culturale ed organizzativa oggetto dell’invettiva». Purtroppo incorrete in un equivoco: non ho mai scritto che la vostra Fondazione fosse tra gli organizzatori. So ancora leggere le intestazioni sugli inviti. Indicatemi dove ho sostenuto il contrario. Lei sostiene che sull’invito è scritta la ovvia banalità che in quel convegno la responsabilità delle opinioni espresse ricadono sui relatori. Ci mancherebbe altro. La responsabilità degli organizzatori (tra cui evidentemente non c’è la vostra Fondazione) è nella scelta dei temi e dei relatori che partecipano. Quindi considero chiuso il caso perché io mi sono riferito al significato generale del convegno e non mi ha mai interessato accreditare «un ruolo organizzativo» alla vostra Fondazione. So bene che la responsabilità politica cade in testa ai tre enti organizzatori e questo è chiarissimo nel mio testo. Continua la lettura di Giù le mani da Valerio Zanone 2

Giù le mani da Valerio Zanone

di enzo marzo

Il convegno su Valerio Zanone e il liberalismo [vedi allegato] grida vendetta al cielo. Sarà celebrato Zanone dal re del trasformismo italiano: Marcello Pera, passato da Popper al clericalismo più retrivo, dal socialismo democratico al berlusconismo, per infognarsi infine nelle liste dei neofascisti.  Si farà accompagnare in questo convegno anche da liberaloidi infiltrati, spesso berlusconiani per interesse, per conformismo, per oblio dell’abc del liberalismo. Mentre Zanone – sia chiaro – stava sul fronte opposto. Sempre. Senza esitazioni. Anche chi , come noi, non è stato mai zanoniano, non può non sottolineare la slealtà di questa operazione di mistificazione antistorica che corre il rischio di risultare fortemente lesiva della figura di un liberale onesto che non ha mai ceduto alle tentazioni di un regime di destra squallido  e liberal-farlocco agli ordini di un frodatore dello stato. Sarà interessante vedere come sarà raccontato lo scippo ai danni proprio di Zanone della Fondazione Einaudi di Roma. Per poterla asservire ad Arcore. Vergogna. L’unica nostra speranza è che il convegno del Senato non si concluda con il saluto romano.

Sequestrate quella campana

di alessandro giacomini

L’eversione di Sanremo è un attacco del Vaticano alla Repubblica italiana.

​Dal 28 dicembre 2025, ogni sera alle 20:00, la diocesi di Sanremo aggredisce lo Stato italiano, una campana risuonerà in pieno centro cittadino contro l’aborto, secondo quanto riportato dalla diocesi di Sanremo, l’istallazione della campana nasce “dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, custodendo nel cuore della chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell’aborto “

La “campana dei bimbi non nati”, voluta dal vescovo Antonio Suetta, è una sentenza di condanna che risuona nel suolo pubblico contro la Legge 194, ma non illudiamoci, questa non è l’iniziativa isolata di un vescovo di provincia è la punta di diamante di un’offensiva reazionaria che vede nella Chiesa Cattolica Italiana e nelle gerarchie del Vaticano i registi occulti di una strategia volta a demolire la laicità del nostro Paese. Continua la lettura di Sequestrate quella campana

I luoghi di culto non si chiudono. Un appello

La rivista e Centro Studi Confronti promuove l’appello di docenti universitari e ricercatori per una  politica bipartisan a tutela della libertà religiosa

APPELLO:
Pochi giorni fa, dopo un lungo contenzioso politico e giudiziario, anche il terzo e unico centro islamico di Monfalcone ancora  aperto è stato chiuso. Coloro che lo frequentano sono essenzialmente immigrati di seconda generazione, tra di loro alcuni italiani e vari cittadini europei.

Questo caso si aggiunge ai precedenti, tutti fondati su  presunte violazioni di norme urbanistiche a fronte delle quali, tuttavia, non è stata proposta alcuna risoluzione pratica e sostenibile. 

Non entriamo nel merito della vicenda ma esprimiamo la viva preoccupazione relativa al punto che provvedimenti di chiusura del luoghi di culto ledono la libertà fondamentale della libera professione della “propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata”, garantita  dall’art. 19 della Costituzione italiana.

In questi anni, con le nostre ricerche e le nostre pubblicazioni abbiamo documentato l’importanza dei luoghi di culto comunitari che, oltre che spazi di raccoglimento e spiritualità, costituiscono, nell’assoluta maggioranza dei casi analizzati,  anche preziosi spazi di aggregazione, formazione e integrazione nel territorio circostante. Continua la lettura di I luoghi di culto non si chiudono. Un appello

SEPARAZIONE FINALE: PERCHÉ DIRE NO AL REFERENDUM

di giuseppe corasaniti*

Dire NO a un referendum sulla giustizia non equivale certo a negare la necessità di riformarla.

Può invece significare esattamente il contrario: prendere sul serio la giustizia come istituzione costituzionale, come sistema equilibrato di verifiche di legittimità, sottraendola a scorciatoie decisionali che rischiano di comprometterne l’equilibrio senza nemmeno poi risolvere alcun aspetto delle dichiarate disfunzioni. Il dibattito pubblico sulla giustizia tende invece ciclicamente a polarizzarsi attorno a un’alternativa tanto rassicurante quanto ingannevole. Riformare o conservare, cambiare o difendere lo status quo. In questa rappresentazione semplificata, chi esprime perplessità su determinate riforme viene facilmente collocato dalla parte dell’inerzia, quando non addirittura della corporazione. È una narrazione fuorviante, soprattutto quando l’oggetto del contendere non è una legge ordinaria, ma l’assetto profondo di uno dei poteri dello Stato. Continua la lettura di SEPARAZIONE FINALE: PERCHÉ DIRE NO AL REFERENDUM

Il 41% di fiducia nella democrazia: se il “capo forte” diventa il regalo di Natale

di angelo perrone

I dati dell’ultimo sondaggio Demos ci consegnano un’istantanea gelida, proprio nei giorni in cui cerchiamo il calore delle feste: solo il 41% degli italiani dichiara di avere fiducia nella democrazia. È il dato più basso degli ultimi dieci anni. Ma c’è un dettaglio ancora più indicativo: cresce il desiderio del “capo forte” e aumenta la percezione di insicurezza, nonostante i reati siano statisticamente in calo.

Cosa ci dicono questi numeri tra un panettone e un regalo? Ci dicono che il “pavimento” della nostra casa comune non è solo storto, come nella mia fiaba del 19 dicembre, ma sta diventando terribilmente scivoloso. Continua la lettura di Il 41% di fiducia nella democrazia: se il “capo forte” diventa il regalo di Natale

Ministro Nordio non si contraddica!

di antonio caputo

Leggo che il Ministro della Giustizia Nordio avrebbe dichiarato che dopo il referendum sull’ordinamento giudiziario sarebbe intenzione del governo e sua quella di ” riformare ” il processo penale. Probabilmente si riferisce al fatto che dopo il 1988 e la riforma del c.d. processo di rito inquisitorio le numerose e scombinate novelle, dimemtiche o poco attente all’art.111 cost . e al potenziamento effettivo delle prerogative della difesa e del ruolo dell’avvocato, hanno prodotto un modello sconclusionato o contradittorio lontano dal rito accusatorio. Rito che giustificherebbe la riforma dell’ordinamento giudiziario sottoposta a referendum oppositivo (richiesto contraddittoriamente secondo uno schema oggettivamente plebiscitario da chi ha approvato in parlamento la riforma quasi ponendola in dubbio). Continua la lettura di Ministro Nordio non si contraddica!

Sinéad O’Connor, crocifissa per aver detto la verità

di  alessandro giacomini

La Chiesa Cattolica non ha mai chiesto scusa a Sinéad O’Connor, non lo ha fatto nel 1992, quando la distrusse mediaticamente, non lo ha fatto nel 2002, quando la cronaca le diede ragione, e non lo ha fatto nel 2023, quando lei se n’è andata.

Questo silenzio non fu una dimenticanza, ma una precisa scelta politica, ammettere il torto fatto a Sinéad significherebbe ammettere che un’intera gerarchia ha preferito la tutela dei pedofili alla salvezza dei bambini.

L’8 ottobre 1992 la nota cantante Sinéad O’Connor non compì un gesto blasfemo, smise semplicemente di fingere, sul palco del Saturday Night Live cantò War di Bob Marley, cambiò il testo per parlare di abusi sui minori e strappò la foto di Papa Giovanni Paolo II (dicasi Wojtyla). Continua la lettura di Sinéad O’Connor, crocifissa per aver detto la verità

Arredare il disastro: la Giustizia nel paese del pavimento storto

di angelo perrone

C’era una volta…  Nel clima di fiabe natalizie, un cittadino – perditempo – si interroga sulla natura della riforma della magistratura. Ne nasce un dialogo immaginario: un invito a guardare oltre la propaganda per scoprire cosa si nasconda dietro la “separazione delle carriere”. C’era una volta un popolo che viveva in case dai pavimenti inclinati e i tetti che facevano acqua: la Cittadella della Giustizia. Sotto Natale, il gran cerimoniere Nordio ha annunciato una riforma estetica: “La Grande Separazione”.

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Convegno: Europa e Ucraina, quale futuro?

LINK ALLA REGISTRAZIONE INTEGRALE DEL CONVEGNO

Interventi:

  • Oles Horodetskyy – Presidente dell’Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia
  • Maurizio Turco – Segretario del Partito Radicale
  • Riccardo Mastrorillo – Direttore editoriale della Fondazione Critica Liberale
  • Natale Antonio Rossi – Presidenza della FUIS

Modera e presiede:
Salvatore Rondello – Presidente del Circolo Giustizia e Libertà

USCITO IL N.182 DEL “NONMOLLARE” SCARICABILE GRATIS QUI

per scaricare il pdf del “NONMOLLARE”  clicca qui

Sommario
03. casapound 8025 giorni di occupazione illegale
 04. l’archivio del partito liberale – raccolta fondi
cittadini per il no, per la democrazia e la separazione dei poteri
05. l’appello dei cittadini in difesa della democrazia e della separazione dei poteri
08. angelo perrone, la capacità di “decidere bene”: il grande assente nella riforma della magistratura
la biscondola
10. paolo bagnoli, sull’orlo del baratro
l’osservatore laico
12. alessandro giacomini, l’operazione copia – incolla della chiesa cattolica
gli stati uniti d’europa
14. pier virgilio dastoli, cambio di regime
16. pier virgilio dastoli, #obiettivo 40 costituzione europea
18. noi europei, l’europa non cade dal cielo: costruiamola
cosmopolis
20. marco marsili, mi interessa il colore del gatto o del perché la pace senza diritto è solo una tregua armata
astrolabio
22. valerio pocar, ideologie e pseudoideologie
cronache da palazzo
24. riccardo mastrorillo, in difesa della libertà di espressione
25. i mercoledì della critica
27. comitato di direzione
27. hanno collaborato

Cui prodest?

di pier virgilio dastoli

Non crediamo che il richiamo di Prevost alle radici « giudaico cristiane » parlando davanti al Gruppo europeo dei conservatori e riformisti possa essere un utile contributo al rafforzamento dell’identità europea.

Si tratta di una sorprendente fuga all’indietro verso il tempo delle rivendicazioni di Papa Giovanni Paolo II in un periodo ben diverso della storia europea. Continua la lettura di Cui prodest?