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LA VIRTÙ’ DELLO STATISTA

È stato dato un certo rilievo al fatto che Renzi abbia votato assieme alle destre per salvare la prescrizione. Dopo Salvini, mi tocca difendere anche Renzi: ma che notizia è che si sia schierato su un baluardo classico della destra del Berlusconi prescritto 9 volte? È come dare rilievo a un cane che morde il padrone… Invece Renzi in questa occasione ha dimostrato d’essere un vero statista. Soltanto un grande politico pensa intensamente al futuro e dimostra di possedere la virtù della lungimiranza.

Ps: Semmai la notizia è un’altra. Come ricorda “Il Fatto quotidiano”, nel 2014-2015 lo stesso Renzi era scatenato: chiedeva l’aumento delle pene e valutava che «la prescrizione che viene dove si prova un fatto corruttivo è un elemento che nega la dignità allo Stato».  Allora ci teneva alla dignità.

la lepre marzolina – sabato 18 gennaio 2020

DOV’E’?

I soliti criticoni fanno notare che Salvini ha cancellato la presenza della candidata Borgonzoni da quasi tutti i suoi comizi. Dicono, per non fare brutta figura. Ma non è vero. E’,  il suo, un vero gesto di gentilezza: lascia alla candidata della Lega  il tempo di consultare vari atlanti prima del voto per scoprire finalmente dove sia l’Emilia-Romagna. 

la lepre marzolina –  giovedì 16 gennaio 2020

USCITO IL N. 37 DE “GLI STATI UNITI D’EUROPA” SCARICABILE GRATIS QUI

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Indice
editoriale
04 – raffaele torino, per i diritti
astrolabio
06 – sarah lenders-valenti, il mio diritto vale più del tuo
10 – claudia lopedote, diritti umani addio
lo stato dell’unione
17 – michele gerace, il corpo e l’anima di una repubblica a venire
21 – alfredo ferrante, politiche a favore dei disabili
memorie federaliste
25 – maria pia di nonno, donne d’europa: un periodico che fece storia
34 – hanno collaborato
 

“VALORE AGGIUNTO”

Ha ragione Salvini quando chiede l’abolizione dei “senatori a vita”? Non servono a nulla. Soltanto la Costituzione evidentemente li considera un “valore aggiunto” . Vengono nominati “per avere illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Ma secondo il Capo dei Capi della “Lega per Salvini premier” sono solo «la casta della casta della casta». Quella del senatori a vita è una «figura assolutamente superata nella storia della nostra Repubblica» perché «non si può lasciare in mano a dei senatori a vita pro tempore, che vengono quando hanno tempo». Molto meglio la figura dei Capi che non hanno tempo mai (secondo OpenPolis, Salvini dall’11 settembre non ha partecipato ad alcuna votazione del Senato).

E poi questa storia di illustrare la Patria è sempre soggettiva. Facciamo degli esempi. Chi “illustra” meglio i valori della Liguria? Il senatore a vita Renzo Piano (architetto) o l’ex viceministro leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi (condannato a Genova a tre anni e cinque mesi per peculato)? O ancora: chi illustra di più il popolo sovranista? Liliana Segre o il sottosegretario leghista Armando Siri, (che ha patteggiato per bancarotta fraudolenta)? L’estrema destra ha idee chiare su chi può dare un vero “valore aggiunto” al nostro paese: certamente no un  Eugenio Montale qualsiasi. Vuoi mettere invece un Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia passato nel 2017 a Fratelli d’Italia, recentemente arrestato nella retata contro la ‘ndrangheta, che fu giudicato da Meloni  appunto «un valore aggiunto per Fratelli d’Italia»?

PER MOBUTU PREMIER

È stato un vero screanzato Gad Lerner  a scrivere che neppure Péron e de Gaulle osarono dare il proprio nome al loro partito, anche se più personale non potesse essere. Come, invece, ha fatto lo Statista del Papeete, un ex padano secessionista convertitosi opportunisticamente al sovranismo. A Colombey-les-deux-Eglises ci sarà stato un certo subbuglio, le Général – dall’alto della sua storia per certi versi gloriosa – sicuramente non l’avrà presa bene: essere paragonati a Salvini non farebbe piacere a nessuno ma addirittura essere superati in sfacciataggine autoritaria è troppo.

Allora ci siamo messi a fare una rapida ricerca sui precedenti della rivoluzione “democratica” di Salvini. Purtroppo non abbiamo trovato alcuno che possa competergli. Non azzardarono tanto neppure Mussolini e Hitler, che proprio umili non erano. Invece il nostro aspirante ai «pieni poteri», ancora prima di conquistarli, sbruffoneggia impudicamente col presepe in mano. Figuriamoci, dio non voglia , che la dabbenaggine consolidata dei suoi avversari e dei politici di ventura che si aggirano in Parlamento non gli regali davvero il paese.

Il personaggio storico che, per modestia, in qualche modo si avvicina di più a Salvini è quel Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga (letteralmente : “Mobutu, il guerriero che va di vittoria in vittoria senza che nessuno possa fermarlo”) che fu per qualche anno dittatore dello Zaire e che i malevoli accusarono non solo di uccidere i suoi avversari, ma di mangiarseli. Ma no, neppure Mobutu  si adatta perfettamente, perché evidentemente persino lui trovò troppo ridicolo mutare il nome del suo “Movimento Popolare della Rivoluzione” in “Lega per Mobutu premier”.

LA MAFIA NON ESISTE

[nella foto, Giancarlo Pittelli, già deputato e senatore con Forza Italia e Pdl, passato poi al partito di Meloni]

Sono 334 i capi, gregari, affiliati e uomini a disposizione del clan Mancuso che sono stati arrestati in una gigantesca operazione delle forze dell’Ordine in Calabria. Ovviamente tra questi il più importate è un ex parlamentare di Forza Italia poi traslocato in Fratelli d’Italia.  “Un valore aggiunto per la Calabria e tutta l’Italia”. Così Giorgia Meloni nel 2017 aveva annunciato il passaggio di casacca di Giancarlo Pittelli.  Non poteva che essere così, ma non manca la presenza di Alleanza nazionale e del Pd. Invece latitante è un socialista (ma anche questo si adatta perfettamente al copione). Forse va riconosciuto qualche merito alla Ministra dell’Interno, se non altro perché la mattina va al suo posto di lavoro invece di trafficare con Putin.

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USCITO IL N. 54 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI o anche sul fattoquotidiano.it

per scaricare il pdf clicca qui oppure qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/18/caro-matteo-essere-liberali-vuol-dire-promuovere-trasparenza-non-fare-i-propri-comodi/5624420/

Sommario
res publica
3. giovanni perazzoli, le sardine in sintonia con il presente
cronache da palazzo
5. riccardo mastrorillo, matteo renzi, “il furbetto del partitino”
la vita buona
6. valerio pocar, un servizio civile per l’ambiente
nota quacchera
8. gianmarco pondrano altavilla, 50 anni fa la penna sparava
la biscondola
8. paolo bagnoli, ferruccio parri, indipendente
lo spaccio delle idee
10. vittorio de caprariis, la nuova rivoluzione liberale
14. comitato di direzione
14. hanno collaborato
4-6-11. bêtise

 

GUARDARSI ALLO SPECCHIO

[nella foto: Fausto Bertinotti mentre sta dando un pugno in faccia alla Sinistra]

Quando c’è da dare una mano alla Destra, meglio se estrema, Fausto Bertinotti, ex capo della sinistra comunista chic, non si tira mai indietro… Soprattutto se viene sbattuto in prima pagina. Anche adesso sul giornale ultrasalviniano “La Verità” si affanna a chiedere elezioni anticipate. Così pretende il Capitano. C’è fretta. La Lega nei sondaggi lentamente scende e c’ è il rischio che alla fine legislatura non riesca più ad assicurarsi la maggioranza. Figuriamoci se poi nel frattempo escono carte sui 49 milioni truffati dalla Lega Ladrona o sugli affari sporchi con Putin. Bisogna fare presto. Occorrono e  accorrono tutti a darle una mano. Si smuovono persino i cadaveri.

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IL TRIONFO DELLE MARCHETTE – ARRIVANO GLI AMBASSADOR, LA PUBBLICITÀ OCCULTA

di andrea garibaldi

Un personaggio di tipo nuovo si aggira sui giornali italiani. L’ambassador. Costui mescola le carte, quelle già confuse fra giornalismo, pubblicità e marketing. L’invenzione è degli strateghi della pubblicità e del marketing, il giornalismo è la vittima, del tutto consapevole.

Mercoledì 27 novembre i più prestigiosi giornali italiani hanno offerto in dono ai lettori voluminosi inserti. Repubblica due “Album”, Beauty e Orologi, 48 e 56 pagine. Il Corriere delle Sera, Orologi, 72 pagine. Prodotti giornalistici, si deve desumere. Nessun avvertimento tipo “inserzione pubblicitaria”. A pagina 3 di ciascun inserto stanno stampati i nomi della redazione più la gerenza al completo del quotidiano, direttori e vicedirettori.

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LE PRIME FIRME- IL PRIMO APPUNTAMENTO–APPELLO PER LA COSTITUZIONE DI UN COMITATO PER LA REPUBBLICA PARLAMENTARE (POST 2)

CARISSIM@, IN RIFERIMENTO ALL’APPELLO CHE HAI SOTTOSCRITTO AD OTTOBRE VORREMMO INVITARTI AD UN PRIMO INCONTRO PER DEFINIRE IL PERCORSO DI COSTITUZIONE DEL “COMITATO PER LA REPUBBLICA PARLAMENTARE” ED ANCHE PER PROMUOVERE E ORGANIZZARE QUALCHE INIZIATIVA PUBBLICA.

CI INCONTREREMO LUNEDÌ 16 DICEMBRE PROSSIMO DALLE ORE 17,00 ALLE ORE 19,00 PRESSO LA SEDE DI CRITICA LIBERALE, IN VIA DELLE CARROZZE, 19 ROMA.

TI SAREMMO GRATI SE POTESSI CONFERMARE LA TUA PRESENZA MANDANDO UNA MAIL A info@criticaliberale.it PER QUALSIASI INFORMAZIONE/RICHIESTA PUOI CHIAMARE RICCARDO MASTRORILLO 3293251004

APPELLO

Esprimiamo profonda preoccupazione per le modalità e soprattutto per le finalità, più o meno dichiarate, con cui il parlamento sta procedendo a riforme, Costituzionali e non, che riguardano la rappresentanza.

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TRE NOTIZIOLE

Giornate da segnare sul calendario. Tre notizie.

La prima è la sentenza della Corte costituzionale che smantella la legge regionale della Lombardia del 2015 a guida leghista in materia di localizzazione dei luoghi di culto, perché il provvedimento limitava irragionevolmente la libertà religiosa, che «garantita dall’articolo 19 della Costituzione comprende anche la libertà di culto e, con essa, il diritto di disporre di spazi adeguati per poterla concretamente esercitare». «Le norme censurate finivano così per determinare – sottolinea la Corte – una forte compressione della libertà religiosa senza che a ciò corrispondesse alcun reale interesse di buon governo del territorio». Al grave passo indietro nel campo della libertà religiosa compiuto dall’amministrazione leghista la Corte costituzionale ha risposto con la conferma che il nostro stato non è talebano e clericale. E ovviamente non è mancata immediatamente la replica del capo dei talebani nostrani, Salvini, che ha colto l’occasione per confermare tutto il suo pensiero autoritario e per dare un’ulteriore prova che quando parla non sa neppure di cosa si tratti. Salvini: «Reciprocità [Ma tra quali soggetti? E su che materia?] e rispetto delle nostre leggi e regole [in verità la Consulta non ha chiesto che questo, appunto, il rispetto delle nostre norme violate dai suoi lombardi] per aprire moschee e altri luoghi di culto, chiediamo troppo?» [E infine l’infamia di un attacco diretto alla Corte costituzionale…] «Non si sente certo il bisogno di un’altra Consulta islamica…». Noi avremmo bisogno di meno clericalismo becero. Vogliamo tornare a prima del 1870?

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