Tutti gli articoli di Critica Liberale

AVVISATE I DIRETTORI

di enzo marzo

Avvisate Sallusti, il direttore del “Giornale” di Berlusconi, che ieri le mozioni di sfiducia contro il ministro Bonafede sono state bocciate. Lui non se ne è accorto perché ha titolato a nove colonne: “Bonafede dimezzato, grillini azzerati”. La notizia della doppia sconfitta dell’opposizione si è persa nelle nebbie della cattiva coscienza, dell’informazione servile, della consueta presa per i fondelli dei lettori (che però se lo meritano).

Avvisate Belpietro, direttore della “Verità”, che la da lui tanto annunciata e attesa caduta del Governo , ieri, non è avvenuta perché le opposizioni di destra sono state sconfitte. Il caro Salvini ha aggiunto solo un grano al rosario delle sue catastrofiche iniziative. E non pensi , Belpietro, di aver rispettato le regole giornalistiche perché ha dato la notizia su una misera colonnina… Capiamo il “gran dispitto” del Direttore che il giorno prima aveva ordinato al Senato: “Bonafede deve lasciare”. Ma il Senatus si è permesso di non obbedire alla  “Pravda” dell’estrema destra. E’ davvero una “mala bestia”…

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Sommario
editoriale
5. giovanni perazzoli, costruiamo un welfare del lavoro
res publica – politica
7. paolo bagnoli, l’ora della responsabilità
res publica – meridione
8. maurizio fumo, “scendo al sud”: la semantica dell’inferiorità e l’inconsapevolezza del proprio passato
res publica
11. angelo perrone, l’italia alla prova della ripartenza
res publica – città
12. valerio pocar, disurbanizzare?
res publica – cultura
13. pietro polito, gli occhiali della cultura
res publica – beni culturali
17. andrea costa, la cultura ai tempi del coronavirus… con una “modesta proposta”
res publica – moneta
18. riccardo mastrorillo, il cambio della moneta che non venne fatto
res publica – debito
20. gianmarco pondrano altavilla, un nuovo patto sociale per il rientro del debito
res publica – sistema fiscale
21. ugo colombino, dall’emergenza alla prosperità
res publica – orientamenti
24. critica liberale, un richiamo alla semplicità – per soluzioni dirette e universali
lo spaccio delle idee
27. william beveridge, liberalismo con programma radicale
29. luigi einaudi, due proposte: tasse sulle eredità e scuola
in fondo
31. enzo marzo, torniamo a scandalizzarci
32. comitato di direzione
32. hanno collaborato
8-15-16-19-20-23-26-28. bêtise  

Odio online, per contrastarlo la Francia approva la peggiore legge possibile

di guido scorza   (da fatto.it blog)

Tutti – o, almeno, la maggior parte di noi – vorremmo vivere in un mondo più civile, in un mondo nel quale si ha più rispetto gli uni degli altri, in un mondo nel quale gli ultimi sono trattati come i primi, in un mondo nel quale non ci sono “diversi” e nessuno è discriminato per il suo aspetto fisico, per quello in cui crede, per le sue idee, per la sua condizione di salute o per le sue abitudini sessuali, in un mondo nel quale la violenza verbale, tutta, inclusa quella online, è sostituita dall’educazione.

E tutti i governi – o almeno la più parte – hanno, di conseguenza, l’ambizione, il compito, la funzione e la responsabilità di assumere decisioni e dettare regole capaci di dar corpo a questi aneliti.

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Carceri: la salute di Caino sotto il Covid-19

di  angelo perrone

Il coronavirus non poteva risparmiare le carceri, esposte più gravemente alla pandemia. Decessi di detenuti e personale, proteste contro il sovraffollamento e le condizioni sanitarie, scarcerazioni di boss eccellenti per ragioni di salute, lo scossone ai vertici dell’istituzione penitenziaria. Sono indispensabili cambiamenti radicali: serve un nuovo modello di carcere, che assicuri sicurezza, restituisca dignità alla detenzione, e sia attento ai processi di reinserimento sociale

Rivolte e proteste durante i mesi caldi del Covid-19, scarcerazioni eccellenti di mafiosi e narcotrafficanti. Poi l’inevitabile scossone al vertice dell’amministrazione penitenziaria, il ministro Bonafede nomina in gran fretta il nuovo capo del Dap, il magistrato Petralia, insieme al vice Tartaglia, per fronteggiare la situazione. Sono i passaggi più drammatici di questa fase di emergenza negli istituti di pena. Nella quale sono apparse evidenti la sottovalutazione dei problemi e l’impreparazione a fronteggiarli. Il coronavirus non poteva risparmiare proprio le carceri, istituzioni chiuse per eccellenza, sovraffollate all’impossibile, più esposte al virus. Così ne ha fatto saltare i fragili equilibri interni, mettendo allo scoperto i problemi irrisolti.

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LA PANCIA FASCIO-RAZZISTA

Forse ce l’hanno tutti i paesi, anzi sicuramente. Ma adesso questa “pancia” così piena di liquame che trova nel web lo strumento moltiplicatore di diffusione e di ostentazione di sé stessa fa particolarmente ribrezzo e disonora il nostro paese. Ogni occasione è buona per vomitare rigurgiti fascio-razzisti. Adesso tocca a Silvia. Sul caso di Romano abbiamo già detto, ma non ci saremmo mai aspettati un tale cumulo di bufale, di ingiurie, di minacce, di foto falsificate in puro stile nazista. Ne pubblichiamo una per dimostrare dove può arrivare l’imbecillità dis-umana. [e.ma.]

LA MANCIA FIAT

Pubblichiamo la lettera inviata da Maurizio Molinari, nuovo direttore di “Repubblica 3.0”, [Repubblica 1.0 era di centrosinistra, Repubblica 2.0 in un giorno è diventata  devotamente renziana, Repubblica 3.0 in un giorno è diventata di destra]. Una volta i giornalisti non erano trattati come camerieri, cui lasciare la mancia per aver portato più piatti al Padrone. [e.ma.]

LIBERO DA OGNI RITEGNO

Mercoledì scorso, il 10 giugno, il quotidiano “Libero” (da ogni ritegno) sparò in prima pagina , a 8 colonne, questo titolo:

ARRESTATI  59  NAPOLETANI

Domani il “Mattino” di Napoli, se fosse un giornale cialtrone e razzista come quello di Vittorio Feltri, dovrebbe aprire, a tutta pagina, la prima: 

ARRESTATO PER STUPRO UN MILANESE

sommario: 

E’ IL BERLUSCONIANO PAOLO MASSARI, GIÀ ASSESSORE DI  DESTRA NELLA GIUNTA MORATTI DEL COMUNE DI MILANO, DIMESSOSI DOPO ACCUSE DI MOLESTIE SESSUALI – DA ANNI GIORNALISTA MEDIASET

la lepre marzolina – lunedì 15 giugno 2020

LA STRANA CONVERSIONE ALL’ISLAM

La liberazione di Silvia Romano, la cooperante italiana sequestrata da terroristi 18 mesi fa, è stata segnata dalla notizia della conversione all’Islam durante la prigionia. E’ mancato, nella gioia per il ritorno a casa, un cenno all’affetto mostrato dagli italiani per la sua sorte e allo stesso sforzo compiuto dallo Stato. E rimane misterioso il corto circuito che può crearsi, in uno stato di angoscia e di smarrimento, tra la vittima e il carceriere, sino a spingere la prima ad abbracciare l’ideologia del carnefice

di angelo perrone *

Solo il tempo farà chiarezza, ci dirà qualcosa in più sulla “conversione” all’islamismo di Silvia Romano, la cooperante italiana liberata dietro il pagamento di un forte riscatto alla banda criminale jihadista di al-Shabaab che l’ha tenuta segregata per 18 mesi dal novembre 2018. E forse nemmeno quello, il tempo, lo renderà possibile a lei stessa prima che a noi, cioè al pubblico. Una conversione reale, oppure indotta? E quale la dinamica, durante l’abbrutimento della prigionia in mani tanto ostili?

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L’ECTOPLASMA DI SGARBI

“Raggi è inesistente … Il M5s stelle oggi versa in una condizione disperata sul piano nazionale e a Roma non perderebbe, bensì sparirebbe completamente. Con il 4% preso alle suppletive non esiste più”. Così disse il compianto Sgarbi, che col suo 2,6 % e i suoi miseri 1600 voti massacrò Forza Italia di cui era capolista nelle ultime elezioni regionali emiliane. Ma come  può un ectoplasma con metà dei voti presunti di Raggi autocandidarsi all’assessorato della Cultura di Roma? Gli ectoplasmi non esistono , ma se esistessero dovrebbero vergognarsi un po’.

la lepre marzolina – mercoledì 3 giugno 2020

pochi punti sul caso Silvia Romano

Allo stato delle conoscenze sicuramente limitate che possediamo in questo momento (h.14,30 dell’11), pochi punti sul caso Romano:

1. Lo Stato ha fatto bene a pagare il riscatto.

2. I giornali dovrebbero evitare pettegolezzi e, soprattutto, bufale.

3. E’ assurdo sostenere che la ragazza si è convertita spontaneamente e in piena libertà, perché il suo corpo e la sua mente OGGETTIVAMENTE non erano affatto liberi. Rimarrebbe assurdo anche se a sostenerlo fosse lei stessa. 

4. Ora il problema è esclusivamente suo e spero che adesso che è DAVVERO libera potrà fare i conti con le sue idee religiose. Ma sono fatti suoi. Anche poco interessanti.

5. Anche io, in stato i cattività, mi sarei convertito immediatamente all’islamismo e all’occorrenza anche al cattolicesimo, al buddhismo e persino al veganismo. Però sulle scalette dell’aereo di ritorno sarei apparso vestito con giacca e cravatta e avrei fatto ai terroristi e ai rapitori di tutto il mondo il gesto dell’ombrello.

6. Sono convinto che il Governo Conte2 abbia affrontato le emergenze di questo periodo come nessuno sarebbe stato capace di fare, essendo la politica dell’opposizione dominata da un’incosciente demagogia e da un’ignoranza assoluta. Però anche in questa occasione, e forse più che in tutte le altre occasioni, il presidente del Consiglio è stato demolito dalla Comunicazione di Palazzo Chigi, che come non mai si è dimostrata disastrosa e di un dilettantismo sconcertante. Avendo lavorato a tempo pieno a favore della destra italiana e del terrorismo islamico.

7. Per recuperare un po’ di favore dell’opinione pubblica, il Governo dovrebbe varare un provvedimento immediato (in modo da collegarlo logicamente al caso Romano) che stabilisse delle regole rigide di sicurezza per coloro che intendono recarsi in zone considerate pericolosissime dal Ministero degli Esteri. (Regole che furono varate anni fa per i casi di rapimento in Italia e che probabilmente limitarono il fenomeno).

SILVIA E’ TORNATA, LASCIAMOLA IN PACE MA LE AUTORITÀ CHIARISCANO I LATI OSCURI DEL RAPIMENTO

[nella foto: Silvia Romano e la sua amica Alice]

Speciale per Africa ExPress e per Il Fatto Quotidiano
di massimo alberizzi
11 maggio 2020

Silvia Romano è tornata a casa tra la felicità di tutta Italia e un po’ di commozione generale.

Quando tutti ci dicevano che era stupido continuare a sperare, noi abbiamo caparbiamente e puntigliosamente continuato a cercare. Ora Silvia va lasciata in pace.

Silvia è tornata ma alcuni dettagli di questa vicenda appaiono abbastanza strani e forse meritano un chiarimento. L’enfatizzazione del ruolo degli 007 italiani appare eccessivo. Certo forse è un dovere istituzionale ma lascia un po’ sorpresi. Il presidente Giuseppe Conte ha annunciato la liberazione della ragazza con due twitt praticamente identici tranne che per la parola “esterna” aggiunta accanto a intelligence. Nel primo messaggio si ringrazia infatti semplicemente l’intelligence, nel secondo l’intelligence esterna cioè l’AISE. Una puntualizzazione necessaria? Forse sì, ma non certo diretta al grande pubblico.

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“BASTA SOLDI SPORCHI” 2: PERO’ NON SI PUÒ LIMITARE IL DIRITTO DEI CITTADINI

L’ARGOMENTO E’ COMPLESSO E PROVOCA DISCUSSIONE.

SIA NEI COMMENTI SIA DIRETTAMENTE QUI, PUBBLICHEREMO OGNI OPINIONE ARGOMENTATA. CERCHEREMO DI DARE INFORMAZIONI ANCHE SULLE ESPERIENZE EUROPEE. GRAZIE

 

di antonio alberto semi

Molti anni fa, quando ancora avevo dei bambini all’asilo nido, scoprii di essere uno dei cittadini più ricchi del mio quartiere: la retta era differenziata in base al reddito e avevo l’abitudine di pagare le tasse. Ad una riunione dei genitori, scoprii che albergatori, ristoratori, padroni di catene di negozi nonché altri professionisti… praticamente non pagavano nulla. Alle mie rimostranze risatine e imbarazzati silenzi.
Lo scrivo per dire che ritengo ovviamente doveroso pagare le tasse e che l’evasione fiscale è un grave reato. Tutto ciò come premessa per affermare che sono molto dispiaciuto che “Critica liberale” abbia aderito alla petizione “Basta soldi sporchi”, petizione che si colloca a mio avviso nella prospettiva moralistica e illiberale che tende a limitare sempre più la libertà del singolo cittadino sulla base, diciamo così, della prevalenza del codice penale su quello civile. Della presunzione di colpevolezza anziché di innocenza.

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