Tutti gli articoli di Critica Liberale

STAMPA IN ALLARME

In occasione del 50° anniversario della rivista “Critica liberale” pubblichiamo quattro testi di Enzo Marzo (e i contributi di Stefano Rodotà e di Luigi Ferrajoli) con le proposte del liberalismo critico sulla drammatica situazione dell’informazione, in Italia ma non solo.

  1. Sullo stato della libertà dei media
  2. Statuto_lettori con note2.0
  3. Estratto Materiali Convegno del 10 novembre 2009 – Marzo -Rodotà –Ferrajoli
  4. Proposte Società Pannunzio-audizione senato

I lettori che desiderano ricevere questo materiale (ovviamente gratuitamente) possono farne richiesta a info@criticaliberale.it

A PAWEL BOGDAN ADAMOWICZ la prima edizione del PREMIO CRITICA LIBERALE SULLA LIBERTÀ – IL TESTO DELLA MOTIVAZIONE E I LINKS DELLA REGISTRAZIONE VIDEO DELL’INTERO EVENTO

LINKS DELLA REGISTRAZIONE VIDEO DELL’INTERO EVENTO: 

22  marzo 2019

23 marzo 2019

Presso Villa Spalletti Trivelli, in Via Piacenza 4, a Roma, la Fondazione Critica Liberale, in occasione dell’evento organizzato per il 50° Anniversario della nascita della rivista “Critica Liberale” ha assegnato  la prima edizione del PREMIO CRITICA LIBERALE SULLA LIBERTÀ a

PAWEL BOGDAN ADAMOWICZ

sindaco di Danzica ed oppositore del regime sovranista in Polonia,

trucidato il 14 gennaio 2019.

A ritirare il premio è stato Pawel Stepniewski, Presidente dell’Istituto Monteskiusza (Montesquieu) di Varsavia.

In questa occasione la Fondazione Critica liberale ha indicato per la prima volta con una menzione speciale di disonore, anche chi ugualmente si è distinto per il suo accanimento contro le libertà e i diritti civili.

Questa menzione di disonore, con motivazione, quest’anno è stato assegnato a

MATTEO SALVINI

segretario della Lega

MOTIVAZIONE

(letta da Giovanni vetritto, Direttore de “Gli Stati Uniti d’Europa”)

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A MATTEO SALVINI UNA MENZIONE SPECIALE DI DISONORE, PER CHI SI È DISTINTO PER IL SUO ACCANIMENTO CONTRO LE LIBERTÀ E I DIRITTI CIVILI – IL TESTO DELLA MOTIVAZIONE E I LINKS DELLA REGISTRAZIONE VIDEO DELL’INTERO EVENTO

LINKS DELLA REGISTRAZIONE VIDEO DELL’INTERO EVENTO: 

22  marzo 2019

23 marzo 2019

In occasione della prima edizione del “Premio Critica liberale sulla libertà” la Fondazione Critica liberale ha indicato per la prima volta, con una menzione speciale di disonore, chi ugualmente si è distinto per il suo accanimento contro le libertà e i diritti civili.

La menzione di disonore quest’anno è stata assegnata a

Matteo Salvini

Segretario della Lega

Il testo della motivazione (letto da Enzo Marzo, Presidente della Fondazione

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USCITO IL N. 31 DE “GLI STATI UNITI D’EUROPA” SCARICABILE GRATIS QUI

per scaricare il pdf clicca qui.

Indice
editoriale
04 – pier virgilio dastoli, 25 marzo 1957 – 25 marzo 2019
astrolabio
06 – antonio calafati, il coraggio che non sai come usare
lo stato dell’unione
11 – walter vitali, luci e ombre sull’agenda urbana
14 – maria cristina antonucci, sussidiarietà e proporzionalità
d’oltralpe
18 – daniel sarasa funes, la “vecchia nuova politica” – come l’astro podemos è scomparso in soli 5 anni
22 – aurelia ciacci, la lettera di macron
materiali federalisti
24 – consiglio italiano del movimento europeo, dieci priorità
pagine federaliste
28 – umberto serafini, le nozze coi fichi secchi
31 – hanno collaborato  

 

LA SCIMMIA CHE GUIDA LA FERRARI. POSTILLA A MICHELA MURGIA

Una vera giornataccia per Matteo Salvini: da una parte, le indagini sul “suo” sottosegretario Siri, di cui aspettiamo con curiosità gli esiti, nonché il fatto che gli italiani tutti hanno potuto apprendere che “il governo del cambiamento” ha scelto come Sottosegretario alle infrastrutture un leghista che aveva patteggiato una condanna per bancarotta fraudolenta; dall’altra, la vera mazzata (che potete leggere qui affianco) inferta da Michela Murgia  a un politico della Casta com’è il segretario della Lega. Niente da aggiungere? Qualcosa sì. Quel che colpisce nella diatriba è il giudizio scritto da Salvini che ha definito la scrittrice «una intellettuale radical chic e snob». Murgia nella sua risposta descrive la sua gioventù immersa nel bisogno e nella fatica. Altro che radical chic. Sorge una domanda: perché Salvini ma anche altri di questa leva del “cambiamento” tengono tanto a ostentare la loro ignoranza? Perché prendono decisioni e sparano giudizi  senza assumere alcuna informazione? Non viene loro il sospetto che gli italiani, anche i loro elettori, possono terrorizzarsi pensando a quali gravissimi problemi di noi tutti sono nelle mani di questi “politici” che in quasi ogni occasione dimostrano tanta approssimazione, tanta leggerezza,  tanta arroganza? Qualche volta basterebbe consultare Wikipedia o leggere i giornali o consultare un usciere del proprio Ministero per evitare figuracce intollerabili per chi si crede di essere uno “statista”.

la lepre marzolina – giovedì 18 marzo 2019

GLI STATI GENERALI DEL LIBERALISMO – In occasione del 50° anniversario di “Critica liberale” 1969 – 2019

 

Fondazione Critica liberale

Convegno internazionale

GLI STATI GENERALI DEL LIBERALISMO

In occasione del 50° anniversario di “Critica liberale” 1969 – 2019

22 – 23 marzo 2019 – roma

PROGRAMMA

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DIALOGO SURREALE SU UN BANCAROTTIERE FRAUDOLENTO

Conte: «Ascolterò Siri, lo guarderò negli occhi e prenderò le mie decisioni».

Salvini: «Siamo in un Paese civile dove non si è colpevoli o innocenti in base a un’occhiata».

Ha ragione Salvini, non basta un’occhiata.

Per cacciare dal governo a calci nel sedere il sottosegretario Siri basta sapere che è stato messo dal Segretario della Lega Ladrona prima in parlamento e poi  come sottosegretario alle Infrastrutture (nel formaggio degli appalti) pur avendo patteggiato una condanna di bancarotta fraudolenta.

La lepre marzolina – mercoledì 24 aprile 2019

Le congiunzioni astrali

riccardo mastrorillo

Non vogliamo e non possiamo parlare delle pesantissime accuse per le quali il Presidente dell’assemblea di Roma Capitale è stato condotto in carcere, con una misura cautelare che comunque e sempre abbiamo considerato e consideriamo eccessiva. Attenderemo fiduciosi l’esito dell’inchiesta e la conclusione dei processi prima di fare considerazioni o commenti sulle eventuali responsabilità penali a cui potrebbe essere chiamato Marcello De Vito. Siamo e restiamo garantisti ed infatti vogliamo parlare d’altro.

Luigi Di Maio questa mattina ha annunciato l’espulsione dell’indagato dal movimento “Marcello De Vito è fuori dal Movimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del Movimento, è inaccettabile” Continua la lettura di Le congiunzioni astrali

LA FUGA DEI 5STELLE DALLA COERENZA

Occasionata o programmata che sia, la vicenda della nave Jonio pone i senatori che votano sull’autorizzazione a processare Salvini per il sequestro di 177 persone sulla nave italiana Diciotti  davanti alla scelta ineludibile se usare e negare la dignità umana o rispettarla sempre e comunque . Qui si vede il vero valore dei senatori o il loro squallore. Non c’è piattaforma Rousseau o fuga pilatesca dalla domanda in stile Conte, falso  democristiano, che tenga.

“DIVERSAMENTE RENZIANO”

“L’Italia non funziona anche per colpa dei No al referendum” : così Zingaretti , mostrando  tutta la sua approssimazione, coglie almeno  3 risultati:

1. Intestare a se stesso neosegretario del Pd la pesante sconfitta del referendum del 4 dicembre 2016 che segnò la fine politica di Renzi;

2. Offendere, non rispettandolo e mostrando di non aver compreso la lezione, i milioni di donne e uomini, moltissimi di centro sinistra, che a stragrande maggioranza hanno irreversibilmente bocciato con il No la strampalata e poco democratica riforma Renzi/Boschi;

3 .Allontanare dal suo partito che sbandiera il verbo “includere” e la parola “plurale” moltissime persone anche ben disposte, molte delle quali lo hanno votato alle recenti primarie. Complimenti !

LA DEMOCRAZIA DEI GRUPPUSCOLI E DEI NOMINATI

Il vecchio e indefesso costume della  partitocrazia grande e minuscola di presentare liste di pseudocandidati ben poco candidi dopo oscurate riunioni in segrete stanze accessibili dai soliti noti in realtà ignoti agli elettori facendo trovare nelle urne un lenzuolino prefabbricato continua . Allontanando dalla politica quasi tutti se non la clientela di turno mentre i media si fanno strumenti di queste manipolazioni in cui merito passione competenza abnegazione rappresentatività empatia non contano nulla .

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ASSALTO AL PALAZZO DEI NORMANNI

Dovrà intervenire urgentemente Salvini, ministro degli Interni travestito questa volta da pupo siciliano. In Sicilia siamo alla vigilia di una vera rivolta. Il vicerè di Berlusconi, Micciché, presidente dell’assemblea regionale, ha assunto temerariamente una posizione radicalmente contraria alla maggioranza di centro destra. Ha osato dire: «Non sono disponibile a tagliare i vitalizi dei deputati regionali come ha fatto Fico alla Camera». E si fosse fermato qui… Presupponendo una resistenza a oltranza dei consiglieri regionali (pardon, deputati regionali) ha continuato con una vera e propria sfida: «Se l’Ars [Assemblea Regionale Siciliana] ritiene di fare così mi sfiduci». Un gesto così ardito non si vedeva dallo sbarco di Garibaldi. Le conseguenze saranno disastrose. Ovviamente la sfiducia a Miccichè è più che sicura. Fonti ben informate dicono che anzi è imminente un assalto armato a Palazzo dei Normanni: i deputati sono intenzionati ad usare persino la forza pur di abbattere i loro privilegi. La parola d’ordine è una sola: “VOGLIAMO ASSOLUTAMENTE TAGLIARCI I VITALIZI”. “ANZI, CI VOGLIAMO DIMINUIRE IL NOSTRO SCANDALOSO STIPENDIO”. Refrattari da sempre alle loro prerogative, i deputati regionali sono davvero infuriati contro il presidente dell’Assemblea. Ma che gli è venuto in mente a Micciché di gettare dalla finestra la sua straordinaria carriera politica. Eppure lo capiamo. Al primo posto deve restare sempre il nobile principio della difesa dei vitalizi. Anche a costo di mettersi contro coloro che sono costretti ad incassarli.