di pier virgilio dastoli
Il principio della democrazia rappresentativa, che si fonda principalmente sul ruolo dei parlamenti o più generalmente delle assemblee legislative elettive, permea o meglio dovrebbe permeare i sistemi in vigore nei paesi membri dell’Unione europea anche se prevale progressivamente quello che Juergen Habermas ha chiamato il “federalismo degli esecutivi” che mette in pericolo il processo di integrazione europea perché in quel federalismo agisce la logica della unanimità e interviene la paralisi istituzionale che impedisce l’adozione di decisioni nell’interesse dei cittadini che sono i depositari della sovranità popolare.
Dopo aver scritto che “il fondamento dell’Unione europea si fonda nella democrazia rappresentativa”, i governi si sono affrettati a precisare che la democrazia europea riposa sulla doppia legittimità delle cittadine e dei cittadini rappresentati dal Parlamento europeo e degli Stati rappresentati dai governi nel Consiglio e nel Consiglio europeo sapendo che il Parlamento europeo ha una sovranità limitata e che invece le istituzioni intergovernative o confederali hanno una sovranità piena che arriva fino al punto di considerare che i governi sono i “padroni dei trattati” (art. 48.4 TUE) e che possono anche decidere di demolire l’Unione europea (art. 48.2 TUE) restituendo competenze agli Stati o rifiutandosi di aprire una procedura di revisione dei trattati (art. 48.3 TUE). Continua la lettura di “Il funzionamento dell’Unione europea si fonda sulla democrazia rappresentativa” (art. 10 TUE)

