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i cattolici in tv puntano al 101% – presentazione delle ricerche laiche di critica liberale

i cattolici in tv puntano al 101%

presentazione delle ricerche laiche di critica liberale

giovedì 20 maggio 2021 h 18

diretta video sul canale youtube di criticaliberale
https://www.youtube.com/channel/UCh6IWhBg-moTHMmE6tWcB7Q 

IX rapporto sulle confessioni religiose e TV
X rapporto sui telegiornali
XIV rapporto (2020) sulla secolarizzazione

le ricerche sono state realizzate con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese  

Enzo Marzo (Direttore di Critica liberale): Introduzione

Lorenzo Di Pietro (giornalista): La secolarizzazione fa un balzo in avanti. i matrimoni civili sono in maggioranza

DISCUSSIONE

Claudio Paravati, (Direttore della rivista “Confronti”)

Giulio Ercolessi, (Direttore di “Libmov”)

Marco Marzano, (Professore ordinario di Sociologia all’Università di Bergamo, autore, tra l’altro di La casta dei casti).

LA MARCIA FORZATA DEL CLERICALISMO

de La Chiesa Valdese di Milano

La Chiesa Valdese di Milano, avendo appreso che in molte scuole del secondo ciclo l’introduzione dell’insegnamento di educazione civica, in ottemperanza alla legge 92/2019, è stata affidata – in tutto o in parte- agli insegnanti di religione cattolica, attesta la propria contrarietà a questa decisione.
La nostra posizione si richiama alle finalità stesse di questa disciplina, che intende, secondo le linee guida ministeriali, avere “valenza di matrice valoriale trasversale” e come obiettivo di operare affinché i ragazzi e le ragazze, al termine del ciclo di insegnamento possano “partecipare al dibattito culturale, cogliere la complessità dei problemi esistenziali, morali, politici, sociali, economici e scientifici e formulare risposte personali argomentate”. Riteniamo che tale insegnamento non possa essere affidato a docenti di una materia facoltativa e che la ricaduta più grave di tale prassi sia quella di imporre agli studenti che non si avvalgono dell’IRC, l’ascolto di un docente scelto dalla curia per una disciplina obbligatoria che contribuirà a definire le loro scale valoriali.
Pur consapevoli della difficoltà che i dirigenti scolastici, i consigli di classe e tutto il corpo docente stanno ancora attraversando a causa della pandemia, riteniamo che non si debba derogare alle misure che garantiscono la laicità dello stato e, in questo caso specifico, della scuola pubblica.
CHIESA EVANGELICA VALDESE 20122 – Milano – via F. Sforza 12/A

Comunità cristiane di base italiane: IL NOSTRO NO ALL’INTERFERENZA DELLA CEI SUL DDL ZAN

Le Comunità cristiane di base italiane, riunite in modalità online – causa pandemia – per il loro Seminario nazionale, esprimono il loro turbamento e il loro dissenso per la presa di posizione della Presidenza della Conferenza episcopale italiana contro il ddl Zan.

Il comunicato della CEI ci indigna come cittadini, che vedono ancora una volta un’ingerenza dell’Episcopato italiano nell’approvazione di leggi di uno Stato laico, nei lavori del Parlamento, ora chiamato ad esprimersi sul ddl Zan, che prevede misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Ma ancor più il comunicato ci indigna come credenti.

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per un referendum sulla eutanasia legale

LA FONDAZIONE CRITICA LIBERALE HA DERITO AL COMITATO PROMOTORE PER L’EUTANASIA LEGALE

FINE VITA, DEPOSITATO IL REFERENDUM PER L’EUTANASIA LEGALE IN CORTE DI CASSAZIONE

Presenti i leader Ass.Luca Coscioni, insieme ai rappresentanti del Comitato Promotore e ai famigliari di militanti vittime delle proibizioni. La raccolta delle 500.000 firme per convocare il referendum dal 1 luglio fino al 30 settembre. 

Il Referendum per l’Eutanasia Legale è stato ufficialmente depositato questa mattina in Corte di Cassazione, alla presenza dei leader dell’Associazione Luca Coscioni, tra cui Marco Cappato, Filomena Gallo, Mina Welby, Marco Perduca e Rocco Berardo, insieme a rappresentanti del Comitato Promotore e ai famigliari di chi ha vissuto da vicino il dramma delle proibizioni sulle scelte di fine vita, come Valeria Imbrogno, compagna di Fabiano Antoniani, i genitori e la sorella di Luca Coscioni – Anna, Rodolfo e Monica.

Si tratta di un referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 c.p., sul cosiddetto omicidio del consenziente, l’unica fattispecie che nel nostro ordinamento assume un ruolo centrale nell’ambito delle scelte di fine vita, dal momento che non esiste una disciplina penale che proibisca in maniera espressa l’eutanasia. In assenza della menzione stessa del termine “eutanasia” nelle leggi italiane, la realizzazione di ciò che comunemente si intende per eutanasia attiva (sul modello olandese o belga) è impedito  dal nostro ordinamento.

L’eutanasia attiva è, infatti, vietata sia nella versione diretta, in cui è il medico a somministrare il farmaco eutanasico alla persona che ne faccia richiesta (art. 579 c.p. omicidio del consenziente), sia nella versione indiretta, in cui il soggetto agente prepara il farmaco eutanasico che viene assunto in modo autonomo dalla persona (art. 580 c.p. istigazione e aiuto al suicidio), fatte salve le scriminanti introdotte dalla Consulta con la Sentenza Cappato.

Con il referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 c.p. (omicidio del consenziente), dunque si andrebbe da un lato a distinguere l’aiuto al suicidio, e dall’altro a depenalizzare l’eutanasia, attualmente vietata dalla fattispecie di omicidio del consenziente.

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Via le mani dall’inoptato

Si è costituito il Comitato “Via le mani dall’inoptato”. È formato da  associazioni di ispirazione laica, quali ArciAtea, Campagne Liberali,  Critica Liberale, ItaliaLaica.it. , Laici.it, LaicItalia, MontesarchioLib, MovLib, Non Credo e ha 19 portavoce di  tutto il paese, Mauro Antonetti, Paolo Bancale, Mario Bolli, Antonio Colantuoni , Carla  Corsetti, Edoardo Croci , Giulio  Ercolessi ,  Giacomo  Grippa, Vittorio Lussana, Enzo Marzo,  Riccardo Mastrorillo , Raffaello Morelli, Pietro Paganini, Michael Pintauro , Valerio Pocar, Francesco Primiceri, Mirella Sartori, Carmela Sturmann, Ciro Verrati. Il neo nato Comitato ha il solo scopo  di eliminare l’ultimo  periodo  dell’art. 47 c. 3 della legge 222/1985 che  riguarda la distribuzione  dell’8xmille inoptato della dichiarazione IRPEF.

Cos’è l’inoptato?

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ULTIME NUOVE DAL MEDIOEVO VATICANO

di franco grillini

Mi spiace per gli omosessuali cattolici ai quali questa sparata dell’ex “Sant’Uffizio” provocherà ulteriori sofferenze. Ma per i laici non si può che respingere al mittente questi giudizio sommari e offensivi sulla via reale delle coppie omosessuali. Sotto il profilo civile infatti la presunta illiceità e il presunto peccato così come lo intende l’ex Santa Inquisizione è irrilevante e irricevibile. La *notizia* sparata da tutti i TG, senza alcun contraddittorio o possibilità di replica, non fa che rendere ipocriti i pronunciamenti pietisti sulle singole persone omosessuali ai quali si continua a proporre la follia di una vita in solitudine e senza sessualità. Prima o poi il Vaticano dovrà implorare il perdono per le sofferenze che continua ad infliggere alla collettività lgbt. Nel frattempo lo stato dovrebbe rivedere e tagliare l’enorme flusso di danaro (circa 7 miliardi all’anno) che finiscono nelle opache banche vaticane e che sono soldi della fiscalità generale.

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I genitori di una vittima di un prete pedofilo non scordano e denunciano l’abuso – una lettera del cardinale scola

Speciale per Senza Bavaglio e per Critica Liberale

di emanuela provera

Qualche giorno prima di Natale del 2011 don Mauro Galli, responsabile della pastorale giovanile nelle quattro parrocchie di Rozzano, invita a dormire a casa sua il giovane Alessandro quindicenne, che da tempo si affidava alla sua cura spirituale e riponeva nel sacerdote la massima fiducia; durante la notte il minore – secondo l’accusa – viene abusato sessualmente.

Da quel momento scatta una situazione paradossale in cui la presunta vittima è considerata dal clero milanese una seccatura, mentre il giovane prete è trattato come fosse vittima di una situazione che sarà gestita con l’insabbiamento (mediante cioè l’allontanamento da Rozzano, prima a Legnano, poi a Milano e infine a Roma).

Il cambio di incarico e di parrocchia viene deciso proprio da Mons. Delpini allora Vicario Episcopale di zona quando monsignor Angelo Scola era vescovo di Milano. La decisione viene però avvallata e formalizzata da Mons. Enrico Redaelli allora Vicario Generale. Nessuno di loro decide di approfondire la vicenda e avviare l’indagine preliminare, come previsto dal diritto canonico.

Mons. Delpini nonostante fosse informato dal parroco don Carlo Mantegazza che i fatti accaduti quella notte fossero presumibilmente abusi sessuali, non cercherà mai Alessandro, il quale non riceverà mai una mail, una telefonata o un sostegno, ma si attiverà per prendere contatto con don Galli al quale durante una telefonata (intercettata) confiderà: “…il problema non è quello che hai combinato tu, ma quello che hanno combinato gli altri…dobbiamo stare molto attenti” e gli suggerisce di affidarsi alla consulenza dell’avvocato Mario Zanchetti. Il giovane Alessandro denuncia i fatti alla Procura della Repubblica ed entra in un calvario esistenziale che compromette la sua stabilità emotiva, gli studi e la vita (tenterà di suicidarsi più di una volta).

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PERICOLOSA IDIOZIA

di claudia lopedote

“Forma estrema di secolarismo”.
Così oggi Politico.eu ci spiega le ragioni dei terroristi islamici, esasperati dalla concorrenza sleale della “religione” francese della laicità.

Una forma non estrema di pericolosa idiozia. Non estrema solo se paragonata a quella dei tagliateste che il principio di Politico.eu poi lo applicano.
Anche in Bangladesh e Pakistan, prime al mondo per assassinii per blasfemia, sempre per legittima protesta contro l’eccesso di secolarismo francese?

FANATISMO RELIGIOSO: UNA TESTIMONIANZA AGGHIACCIANTE

di marta loi

Le immagini si sa, sono più potenti del testo , “arrivano prima”.
Ecco…inizio scrivendo che questa non è la mia tomba, ma è quella di mio figlio.
Mesi fa, condividevo con sdegno un post sullo scandalo delle proposte, in giro per l’Italia, in merito a cimiteri di feti e prodotti del concepimento senza il consenso delle donne.
L’ho fatto perché ero all’oscuro di cosa accade nella realtà nel comune di Roma.
Ecco siccome non si deve mai generalizzare racconto cosa è successo a me.
Nel momento in cui firmai tutti i fogli relativi alla mia interruzione terapeutica di gravidanza, mi chiesero:
“Vuole procedere lei con esequie e sepoltura? Se sì, questi sono i moduli da compilare. ”
Risposi che non volevo procedere, per motivi miei, personali che non ero e non sono tenuta a precisare a nessuno.
Avevo la mente confusa, non ho avuto la lucidità sufficiente per chiedere cosa succedesse al feto.
Dopo circa 7 mesi ritirai il referto istologico, e pensando ai vari articoli sulle assurdità su sepolture di prodotti del concepimento, ebbi un dubbio.
Decisi di chiamare la struttura nella quale avevo abortito, e dopo aver ricevuto risposte vaghe, decido di contattare la camera mortuaria.
“Signora quale è il suo nome?”
“Loi Marta”
“Signora il fetino sta qui da noi.”
” Ma come da voi?”
“Signora noi li teniamo perché a volte i genitori ci ripensano. Stia tranquilla anche se lei non ha firmato per sepoltura, il feto verrà comunque seppellito per beneficenza. Non si preoccupi avrà un suo posto con una sua croce e lo troverà con il suo nome”.
“Scusi ma quale nome? Non l’ho registrato. È nato morto.”
“Il suo signora. Stia tranquilla la chiameremo noi quando sarà spostato al cimitero” 
“Ok grazie mille.”
……..
Bene, scopro che sul sito di Ama cimiteri capitolini esiste una sezione dedicata a descrivere lo scenario nel quale si inseriva quel progetto di “giardino degli angeli” del 2012. 
“In assenza di un Regolamento regionale, questo tipo di sepoltura è disciplinata dai commi 2, 3 e 4 dell’art. 7 del D.P.R. 285/90 (Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria) che, in sintesi prevede che:
…………
i “prodotti del concepimento” dalla 20^ alla 28^ settimana oppure i “feti” oltre la 28^ settimana, vengono sepolti su richiesta dei familiari o, comunque, su disposizione della ASL.
………

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PERCHÉ GUALTIERI NON CHIEDE AL VATICANO DI VERSARE I MILIARDI CHE DEVE ALLO STATO ITALIANO? – UNA MANIFESTAZIONE DI CARLO TROILO

Gualtieri sollecitato a chiedere al Vaticano i 4/5 miliardi di ICI arretrata.

Carlo Troilo –  giornalista, già capo ufficio stampa dell’IRI e di due ministri economici e direttore delle Relazioni Esterne della RAI, da 15 anni impegnato  con l’Associazione Luca Coscioni, di cui è consigliere generale – manifesterà, venerdì 18 settembre, dalle 11 alle 13, di fronte al Ministero dell’Economia in via Venti Settembre –  per chiedere che il ministro Gualtieri dia   seguito alla sentenza della Corte Europea di Giustizia, che ha ingiunto al governo italiano di richiedere al Vaticano i 4/5 miliardi di ICI arretrato.  Non ottemperando a quanto stabilito nella sentenza, l’Italia rischia  fra l’altro una procedura di infrazione.

Già lo scorso anno Troilo si era fatto promotore di un appello per la laicità dello Stato e la riduzione dei privilegi economici della Chiesa Cattolica, subito fatta propria dalle maggiori organizzazioni laiche italiane, firmata da centinaia di esponenti del mondo della cultura e recepita in due mozioni della Camera e del Senato (primi firmatari, rispettivamente, Riccardo Magi e Riccardo Nencini).

Anche questo – dice Troilo – è un modo per celebrare i 150 anni di Roma Capitale e della caduta ( molto teorica) del potere temporale della Chiesa: una ricorrenza di eccezionale importanza, che si è cercato di “oscurare” fissando proprio per domenica 20 settembre le elezioni  regionali e il referendum sul “taglio” dei Parlamentari, che avrebbero potuti  tenersi in una delle altre tre domeniche del mese.

Come “ultim’ora” Troilo aggiunge: ho sentito che un  miliardo del recovery fund verrebbe  impiegato  dallo Stato per spese antisimiche per edifici di culto.  Se fosse vero – tenendo conto delle immani risorse finanziarie del Vaticano e della drammatica situazione di tanti cittadini italiani – sarebbe una vergogna nazionale.

Il Vaticano indaga Comunione e Liberazione mentre Formigoni non è ancora stato espulso

Speciale per Senza Bavaglio e Critica Liberale
di Noël Marpeau
Buenos Aires, 26 agosto 2020

La Chiesa scossa dalle vicende giudiziarie legate agli abusi nei confronti di minori. La Fraternità, Memores Domini ed Esserci per Essere. Gli intrecci tra fede e affari

A partire dall’anno 2000 la Chiesa cattolica è stata tristemente obbligata ad una sempre maggiore esposizione a causa delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto preti o laici impegnati in ambito ecclesiale e accusati di abuso nei confronti di minori o adulti vulnerabili. Se la risposta iniziale, avallata da provvedimenti normativi insufficienti o inapplicati, è stata quella dell’insabbiamento o della gestione interna e discreta delle notizie di reato, con il tempo è diventata impellente una risposta più efficace di contenimento dei crimini attraverso una riflessione sulle cause che li generano.

GLI STATUTI E UNA LETTERA RISERVATA DI CARRON

Negli anni si è riscontrata una incidenza sistematica dei comportamenti abusanti che oltre ad aver travolto il pontificato di un papa, ha addirittura provocato l’espulsione di porporati dal Collegio dei cardinali. L’enfasi sul potere è la caratteristica principale degli ambienti abusanti, di quelle guide che, mancando di autentica autorità spirituale, si avvalgono di forme autoritarie e/o “carismatiche” di governo. Questa presa di coscienza ha finalmente costretto la Chiesa a mettersi in discussione, considerando non solo i singoli soggetti, ma i sistemi e gli ambienti a rischio di abuso, in un’ottica di prevenzione. Si tratta cioè di scandagliare i contesti pre-abuso quelli in cui si instaurano rapporti interpersonali che creano vittime.

È quindi legittimo pensare che i recenti provvedimenti della Santa Sede nei confronti di movimenti ecclesiali e realtà monastiche siano dettati dalla preoccupazione di valutare quei contesti proprio alla luce dell’esercizio del potere e dell’autorità, in ultima analisi del controllo sulle coscienze [1]: è probabile che in questo alveo si collochi l’avvio del processo di revisione degli Statuti e del direttorio all’interno del movimento di Comunione e Liberazione.

In una nota riservata del gennaio 2020 (una copia è nelle mani di Sanza Bavaglio) rivolta ai membri della Fraternità di Comunione e Liberazione, Julián Carrón (successore di don Luigi Giussani nella guida del Movimento di Comunione e Liberazione, presidente della Fraternità di CL) commenta l’appello di papa Francesco ad adottare “azioni concrete ed efficaci che coinvolgano tutti nella chiesa” [2] per fornire una risposta risolutiva al problema degli abusi clericali; in questo contesto il leader del Movimento propone ai ciellini tre rimedi:

  • la composizione di una Commissione interna preposta genericamente alla valutazione delle richieste di aiuto
  • la verginità, cioè un maggiore impegno alla castità sia per i membri celibi e nubili sia per gli sposati (avete letto bene, sono previste regole anche per l’esercizio della sessualità tra sposati!)
  • l’unione a Gesù Cristo

 

Nonostante la presidente dei Memores Domini, Antonella Frongillo, sia stata sollecitata dal Dicastero vaticano dei laici, sin dal 2018, a procedere alla modifica di alcune norme contenute nel direttorio e a una riforma dello statuto, Carrón nella nota citata non avanza alcuna ipotesi di revisione normativa nè messa in discussione della fisionomia spirituale del movimento. Come dire che il Decreto di nomina del delegato pontificio si è reso necessario in seguito ad una disobbedienza.

COMUNIONE E LIBERAZIONE  E IL DECRETO DI NOMINA DEL DELEGATO PONTIFICIO

La fisionomia di Comunione e Liberazione si articola in due organismi che ne costituiscono la struttura: la Fraternità e i Memores Domini [3], questi ultimi sono uomini e donne non sposati, provenienti dalla Fraternità, che vivono la condizione di dedizione totale a Dio.

L’organizzazione fondata da don Luigi Giussani è nota ai più anche per le vicende giudiziarie che coinvolgono l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, membro Memores Domini che da poco più di un anno, sconta gli arresti domiciliari nella casa dell’amico Walter Maffenini [5].

Il processo di revisione dello Statuto dei Memores Domini è stato avviato lo scorso mese di giugno in seguito all’emissione di un Decreto [4] che ha nominato padre Gianfranco Ghirlanda delegato pontificio e una Commissione composta da quattro Memores Domini “esperti”: Ilaria Delponte, Andrea Perrone, Raffaele Ronchi e Michele Rosboch. Lo scopo del processo revisionale è quello di valutare il ruolo di don Julián Carrón, come consigliere ecclesiastico dell’Associazione, con particolare riguardo alla tutela della libertà individuale e del diritto alla riservatezza.

Padre Ghirlanda, ex professore della facoltà di diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, commentando il provvedimento del papa che abolisce il “segreto pontificio” in tema di abusi sessuali aveva precisato che restava comunque in vigore il principio sacramentale della Confessione, cioà il suo carattere segreto. Quindi il sacerdote informato dei crimini,  durate una confessione è obbligato a mantenere il “segreto”.

Julián Carrón

In termini canonici la questione attiene alla distinzione tra foro interno (coscienza individuale) e foro esterno (governo dell’organizzazione): il diritto canonico della Chiesa vieta cioè a chi svolge ruoli di governo di prendersi cura anche della vita spirituale dei fedeli; la separazione delle funzioni serve a tutelare il diritto alla libertà di autodeterminazione.

Il decreto di nomina del delegato pontificio stabilisce che revisionato sia anche il “direttorio”, organo direttivo così definito dagli Statuti dei Memores: “L’associazione nominerà un direttorio che nel rispetto del presente statuto aiuterà i membri a risolvere i problemi che potranno porsi nella loro vita spirituale e nel loro impegno a testimoniare”.

Abbiamo chiesto al movimento di Comunione e Liberazione copia integrale degli Statuti dei Memores Domini senza ricevere ad oggi alcun riscontro. Resta comunque interessante consultare gli Statuti della Fraternità che pubblichiamo qui interamente; la norma contenuta nell’articolo 42 prevede infatti che sia proprio l’Ente canonico Memores Domini il destinatario del patrimonio di cui la Fraternità, in futuro, potrebbe non poter mantenere la titolarità.

L’intreccio patrimoniale non ha solo implicazioni di tipo economico, essendo le due associazioni legate in primo luogo dallo stesso spirito. Sarebbe quindi opportuno revisionare il primo testo normativo alla luce del secondo. Le due realtà associative, Memores Domini e Fraternità, convivono e si alimentano vicendevolmente all’interno dello stesso Movimento: il leader, Julian Carrón, è presidente della Fraternità e Consigliere ecclesiastico dei Memores Domini.

IL CASO INQUIETANTE DI ROBERTO FORMIGONI

Lo stesso Statuto della Fraternità disciplina l’espulsione dall’Associazione “In caso di evidente comprovata indegnità per colpe gravi” (Art.35). Spetta al Presidente ammonire e correggere non appena viene a conoscenza di “eventuali scorrettezze nella condotta dei membri dell’Associazione” (Art. 36) e anche in questa circostanza è prevista l’espulsione in caso di “pertinace comportamento e di incorreggibilità”. La condanna che ha stabilito la carcerazione di Roberto Formigoni è tra l’altro legata ad un ambito che dovrebbe scuotere oltremodo le coscienze dei cattolici, visto che è stata pronunciata per “corruzione” a danno di persone malate; è stato il pubblico ministero di Milano, Laura Pedio, a dichiarare “70 milioni di euro erano stati tolti ai malati per i suoi sollazzi”.

Roberto Formigoni e Silvio Berlusconi © Marco Merlini / LaPresse

Molti si chiedono se la Diaconia Centrale del Movimento (organo direttivo preposto all’applicazione della normativa de quo) abbia optato per la prima ipotesi (espulsione) o per la seconda (ammonizione o correzione): quindi l’ex governatore,  che fa ancora parte del Movimento, è stato forse corretto e ammonito?

CURARE LE ANIME SECONDO DON GIUSSANI

La “cura di anime” è la missione fondamentale e fondativa che determina, nel 1982 [6], il riconoscimento giuridico dell’esperienza iniziata da don Luigi Giussani negli anni ’50 e che predilige nella sua gestazione embrionale l’apostolato di animazione tra gli studenti. Il porsi come guida spirituale di qualcuno è sentimento e situazione che gli apparati direzionali dei Memores Domini hanno imparato dal loro stesso fondatore, il “carismatico” don Gius; queste sono alcune sue parole che risuonano quasi come una pretesa e un ordine: “Dio mi ha scelto come responsabile della tua vocazione” e poi come seguito  “L’obbedienza a Dio è data dall’obbedienza a colui che Egli ha posto come responsabile della tua vita”.

La prassi talvolta invasiva della “cura di anime” è sempre stata rinfocolata nei confronti di adolescenti, la cui giovane età offre un terreno facile: personalità più influenzabili e talvolta più inclini a riconoscersi nel gruppo, cioè in un contesto collettivo come lo è quello di ogni movimento ecclesiale.

Don Giussani al liceo Berchet in via della Commenda a Milano, dove insegnava religione, fotografato tra i suoi allievi. Tra gli altri il direttore di Africa ExPress e di Senza Bavaglio

L’origine della fisionomia ascetica di Comunione e Liberazione è quindi conseguente con lo stile di don Luigi Giussani, di cui è in corso il processo di canonizzazione. Una filosofia che il fondatore ha deciso per il suo Movimento.

La Chiesa ha preso atto di questa violenza, purtroppo molto dopo che le vittime ne hanno subìto e denunciato le conseguenze.

“ESSERCI PER ESSERE”

Michele Rosboch, nominato Memores “esperto” della commissione che ha il compito di revisionare gli Statuti, è anche il socio fondatore e consigliere di un’associazione culturale costituitasi nel 2016 con sede ad Arezzo e denominata “Esserci per Essere”; uno dei soci ha riferito che alcuni membri di Comunione e Liberazione sentono la necessità di recuperare lo spirito originario del Movimento: “Don Giussani dettava la linea comune per tutti, e tutti la seguivamo. Con Carrón tutto questo è scomparso. L’azione del Movimento era più incisiva nel tessuto sociale, lavorativo…io ho scelto il Movimento perché era incisivo nella politica, adesso assomigliamo ai neocatecumenali” (altro gruppo fondamentalista cristiano che propugna uno stile di vita ascetico, severo, casto e privo di gioie terrene, ndr).

Cortese e disponibile al dialogo è stata anche la socia di Esserci per Essere, E.F., che durante una chiacchierata informale ha riferito di non volersi porre in modo antagonistico nei confronti del Movimento ufficiale, di chi cioè non avverte questa esigenza di “rimettere al centro argomenti e questioni che erano spariti dall’ordine del giorno”.

Pubblichiamo la versione integrale dell’Atto Costitutivo e dello Statuto di “Esserci per Essere i cui scopi dichiarati appaiono coerenti con quanto è stato riferito dai soci contattati. Anche il presidente dell’Associazione, Egisto Mercati, è stato interpellato, ma ha preferito riferire per interposta persona “che è in vacanza e non ha nulla da dichiarare”.

Ci chiediamo se l’appartenenza di Rosboch ad una associazione che nasce dalla nostalgia per lo spirito originario di una esperienza ecclesiale sia idonea a porre questa persona in modo riformistico rispetto al corpo normativo di cui è parte attiva e del quale si sta impegnando, su un altro fronte, a recuperarne invece l’origine.

LE RACCOMANDAZIONI DI PAPA FRANCESCO

In occasione dei 60 anni della nascita di Comunione e Liberazione una folla di 100 mila persone, il 7 marzo 2015, ha incontrato Francesco in piazza San Pietro che, senza far mancare parole di affetto e condivisione, ha raccomandato ai figli di don Luigi Giussani di non trasformarsi “in guide da museo o in adoratori di ceneri” [7]. Una persona presente all’evento ci ha riferito che “al ritorno, in treno, c’erano polemiche di ogni tipo contro Francesco, compresi insulti al Papa…qualcuno sputava per disprezzo”. È l’anima nera del Movimento?

Noël Marpeau
noelmarpeau@gmail.com
https://www.facebook.com/noel.marpeau.5

NOTE

[1] Recentemente papa Francesco sembra aver  messo in discussione l’esercizio del “potere” in almeno altre due organizzazioni religiose: il Monastero di Bose https://www.monasterodibose.it/comunita/notizie/vita-comunitaria/13892-speranza-nella-prova  e il Movimento dei focolari: il Pontificio Consiglio per i Laici ha chiesto ai vertici focolarini di smettere una pratica in uso da decenni dentro il movimento: la compilazione degli “schemetti” quotidiani. Ne riferisce il giornale Adista che è venuta a conoscenza di una lettera del prefetto del dicastero vaticano, card. Kevin Farrell, indirizzata a Maria Voce, presidente dell’Opera di Maria succeduta alla fondatrice Chiara Lubich, datata 3 giugno 2020 che impone uno stop a questa pratica https://www.adista.it/articolo/63841

[2] Francesco, Vos estis lux mundi, Lettera apostolica in forma di ‘Motu proprio’ del 07/05/2019

[3] Memores Domini è dal 1988 un’associazione laicale e internazionale di fedeli di diritto pontificio composta da persone della Fraternità di Comunione e Liberazione che seguono una vocazione di dedizione totale a Dio

[4] docente di statistica all’Università degli studi di Milano Bicocca nel dipartimento presso cui è professore ordinario Giorgio Vittadini, noto Memores Domini ciellino

[5] https://www.aldomariavalli.it/2020/07/01/esclusivo-ecco-il-decreto-per-la-nomina-di-un-delegato-pontificio-per-i-memores-domini/

[6] L’esperienza di Comunione e Liberazione ha trovato una propria configurazione giuridica nel 1982 con l’approvazione della “Fraternità di Comunione e Liberazione” come Associazione di diritto pontificio; gli Statuti prevedevano che il presidente fosse don Luigi Giussani, vita natural durante

[7] http://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/march/documents/papa-francesco_20150307_comunione-liberazione.html

 

 

Esserci-Atto-costitutivo-e-Statuto

Fraternità Statuto 2017

CONFERENZA EPISCOPALE E OMOFOBIA

di franco grillini

La conferenza episcopale non vuole la legge contro l’omofobia dicendo che ci sono già norme che coprono a sufficienza questo campo e dicendo che bisogna puntare sull’educazione. Bene: perché non ci fanno l’elenco delle norme che dovrebbero già adesso tutelare contro i comportamenti e i reati commessi colpire orientamento sessuale e identità di genere? Ce lo date o no questo elenco? Non ce lo potete dare perché questo norme semplicemente non esistono.

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