IL CONTRATTO

Il “contratto” regola rapporti di esclusivo contenuto “patrimoniale” e riguarda interessi propri di ciascun contraente . Sfuggono a tale ambito interessi di terzi estranei (res inter alios).  Il contratto che i 5stelle intenderebbero proporre ad altri partiti ,dunque,riguarderebbe unicamente interessi dei soli partiti contraenti in assenza di mandati di terzi . Tra questi milioni di cittadini estranei e tenuti fuori . E’una riflessione al limite tra il giuridico e il faceto . Ma da’ la dimensione di una storia opaca di ricerca di assetti di potere . Altro che Repubblica dei cittadini . Res inter alios.

“C’est parce que le monde est malheureux dans son essence que

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Per un Archivio sulla legge del divorzio

Caro amico cara amica,

la Fondazione Critica liberale intende promuovere una raccolta di fondi allo scopo di rendere fruibile l’Archivio “Baslini” su “il divorzio”, di cui la Fondazione è in possesso. L’archivio Baslini,sull’approvazione della legge Baslini – Fortuna del 1970 e sul successivo referendum del 1974, rappresenta un unicum di enorme importanza storica, perché ad esclusione del voluminoso archivio in possesso del partito radicale,  non risulta alcun archivio sullo stesso argomento in mano a istituti o forze politiche.

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Le “fake news” di Scalfari su papa Francesco

di  piergiorgio odifreddi

Oggi è la Giornata Mondiale del Fact Checking, e vale la pena soffermarsi su una straordinaria serie di fake news diffuse da Eugenio Scalfari negli anni scorsi a proposito di papa Francesco, l’ultima delle quali risale a pochi giorni fa.

Com’è ormai noto urbi et orbi, Scalfari ha ricevuto nel settembre 2013 una lettera dal nuovo papa. Fino a quel momento, per chi avesse seguito anche solo di lontano la cronaca argentina, Bergoglio era un conservatore medievale, che nel 2010 aveva scandalizzato il proprio paese con le proprie anacronistiche prese di posizione contro la proposta di legge sui matrimoni omosessuali, riuscendo nell’ardua (e meritoria) impresa di coalizzare contro di sé un fronte moderato che fece approvare in Argentina quella legge, ben più avanzata delle timidi disposizioni sulle unioni civili approvate nel 2016 in Italia.

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i danni fatti da renzi e de luca sono stati enormi

di franco pelella

Caro direttore, h__________o deciso di votare il Pd (turandomi il naso) perché avevo paura che i fascisti (e Berlusconi) conquistassero la maggioranza assoluta dei seggi e prendessero il potere. Per fortuna questo non è avvenuto. Ciononostante la debacle della sinistra c’è stata lo stesso perché a destra ha la maggioranza relativa mentre i Cinque Stelle sono diventati il primo partito. E’ evidente che molti elettori di sinistra (soprattutto nel Sud) hanno deciso di votare per i Cinque Stelle perché hanno ritenuto che questo Movimento potesse rappresentare un significativo elemento di rinnovamento della politica; è passata, purtroppo, in secondo piano l’ambiguità politica di Luigi Di Maio e degli altri dirigenti, che oscillano costantemente tra la destra e la sinistra.  

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laicità, ipocrisia, laicismo

di alessandro giacomini
 
Bene o male, buono o cattivo, laicità o laicismo, o meglio, laicità sana, positiva, dinamica, adulta, neutrale, negativa: terminologia che manifesta incertezze tra la Chiesa e la società civile, nello specifico i cosiddetti laicisti.
Ma non è proprio la stessa chiesa Cattolica che rivendica la propria laicità e al contempo, rivendica atti che la smentiscono ?
Un esempio è l’insegnamento dell’ora di religione,
( in alcune regioni sono addirittura due ore, parificate a quelle di scienze ) cattolica nelle scuole pubbliche .
 

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GIORNATE DELLA LAICITA’ 2018 – SAPERE AUDE!! – IN MEMORIA DI STEFANO RODOTA’

Care amiche e cari amici,

in allegato il programma delle imminenti Giornate della Laicità 2018, che si terranno questo finesettimana, 4,5,6 maggio, presso l’Università di Reggio Emilia. Vi aspettiamo numerosi!!

Scarica qui l’intero PROGRAMMA 2018

Tra gli appuntamenti vi segnialiamo:
VENERDÌ 4   MAGGIO:
·    ORE 9.30 – UNIVERSITÀ, AULA D1.4   –                                      LAICITÀ E PENSIERO CRITICO CONTRO LE FAKE NEWS E PER UNA CITTADINANZA CONSAPEVOLE

Con Enzo Marzo, Chiara Saraceno, Cinzia Sciuto

 Seminario per giornalisti aperto a tutti

·     ORE 15.30 – UNIVERSITÀ, AULA D2.2   –                                     IL PIACERE NON È NEL PROGRAMMA DI SCIENZE

Incontro con Nicoletta Landi, Roberta Mineo

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 SABATO 5 MAGGIO
·       ORE 15.30 – UNIVERSITA’ – AULA MAGNA MANODORI   – LA CULTURA LAICA E LE INNOVAZIONI DEL PONTIFICATO DI FRANCESCO

Incontro con Gian Enrico Rusconi ed Enzo Marzo

·     ORE 17.00 – UNIVERSITA’ – AULA MAGNA MANODORI –  LA CULTURA SCIENTIFICA IN ITALIA NELL’ERA DELLE FAKE NEWS
Incontro con Telmo Pievani

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 DOMENICA 6 MAGGIO
·       ORE 10.00 – UNIVERSITA’ – AULA MAGNA MANODORI
COME LA SCIENZA PUÒ AIUTARE A CAMBIARE GLI ITALIANI E L’ITALIA

Incontro con Armando Massarenti e Carlo Flamigni

UOMINI O CAPORALI?

di antonio caputo

Sinceramente la scenetta del  neo presidente in tram di per sé normale può risultare poco  edificante e disdicevole in quanto e se  artefatta. Segnale di prepotenza più che di umiltà . Ferruccio Parri  primo presidente del consiglio dell’Italia libera, a tarda notte, dopo una giornata di lavoro, andava a dormire a casa in incognito come Sandro Pertini, la cui consorte mai volle andare a vivere a Palazzo Chigi . Non mancano esempi nell’antichità repubblicana . Qui sembra  fare il paio con Fico il Di Maio che va dall’ambasciatore americano a riverirlo,  non senza servilismo secondo taluni , esattamente come Salvini dopo aver criticato le sanzioni a Putin . C’è poca  traccia di spirito pubblico . Tutto sembra  farsi per un utile personale se non anche inconfessato . Cos’altro è la presunzione di essere nominati premier in un sistema parlamentare e non presidenziale chiamando tutti gli altri (che siano Berlusconi o Renzi poco importa ) a sostenere il “premier”?  Perché’ e per che cosa dovrebbero passa in secondo piano . Quel che conta è la passerella . Anche su un autobus  semivuoto nell’ora di punta come mai accade di norma e  con fotografo. Ma con i quatto uomini di scorta previsti dalla legge . D’altronde, direbbe il principe De Curtis,  “siamo uomini o caporali ?”

IL DINOSAURO DIXIT

I politologi si stanno rompendo la testa per trovare le più raffinate motivazioni della catastrofe politica del Pd. Di cui si sono accorti solo la domenica del 4 marzo. Eppure ce le hanno avute  sempre davanti agli occhi: il Pd renziano non è stato che idiozia allo stato puro ricoperta da impudica sfacciataggine. Come se il cervello dei cittadini avesse un’intelligenza inferiore a quella del dirigente medio o alto del “Giglio magico”. Cosa quasi impossibile. Al punto che, dopo la legnata storica, la mente del renziano-tipo, già molto intontita, ancora non riesce a dare segni di vita.

La vicenda della nomina dei presidenti delle due Camere ne è un altro segnale inquietante. Issare sull’Aventino la bandiera bianca è stato un grave errore, ma in politica , soprattutto nel Nazareno, di errori se ne fanno tanti, e dato il livello della sua classe dirigente è persino ovvio. Ma in questo caso ci troviamo di fronte a qualcosa di più di un semplice errore:  presentare come candidata, appunto di bandiera, il nome della “più peggiore” ministra della pubblica istruzione è pervicace autolesionismo. E proprio nel giorno in cui la Cgil dava i dati sulla scuola italiana: 4 punti di spesa pubblica in meno sulla media Ocse e collocazione al 19 (diciannovesimo) posto in Europa per le risorse dedicate.

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UNA LEZIONE DI STILE

di riccardo mastrorillo

Sabato 24 marzo il Movimento 5 stelle e il centro destra hanno dato una nitida lezione di stile ad un Partito Democratico sempre più arroccato su posizioni incomprensibili. Nonostante le accuse di “inciucio” e altre amenità simili, ultimi strascichi di una pericolosa malattia che infesta il Pd da anni, cioè il non conoscere la storia del paese e lo scimmiottare il populismo dei 5 stelle, quello che è accaduto sabato ha un risvolto positivo per la politica italiana, che solo la miopia permalosa di una parte consistente dei democratici non riesce a cogliere.

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OPINIONS LEADER DA BRIVIDO (ECCO PERCHE’ IL PAESE E’ MARCIO)

di franco pelella

Il politologo Mauro Calise ha dedicato un articolo alla situazione politica che si è determinata dopo le elezioni  proponendo un’alleanza tra Pd e Forza Italia. Ecco quello che ha scritto: “…L’unico modo per ribaltare la situazione di inferiorità in cui si trovano, consisterebbe nell’allearsi. Si, avete letto bene. Un’alleanza elettorale tra democratici e forzitalioti. Prima di mettervi a urlare che sarebbe la autodistruzione di entrambi, seguiamo il ragionamento. Non sto dicendo che si farà davvero. Anche perché, se mai si arrivasse a una simile prospettiva, sarà un vero colpo di teatro. E accadrà solo dopo un lungo stillicidio di tentativi alternativi. Sto solo molto prosaicamente – numericamente se preferite – facendo notare che sarebbe la sola mossa che potrebbe dare scacco matto sia a Di Maio che a Salvini. Quanti collegi al Nord la Lega perderebbe senza l’apporto di Forza Italia? E quanti al Sud ne perderebbero i Cinquestelle se i due avversari sommassero i consensi?…” (Un patto per fermare la crisi; Il Mattino, 15/3/2018).

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L’AVENTINO PORTA JELLA

di antonio caputo

Quel che resta del “giorno giallo verde “(elezione dei presidenti dei due rami del parlamento):grande opacità di “intese”maturate nottetempo tra palazzo Grazioli ,talk show e corridoi . In conclusione Berlusconi ha piazzato al Senato una sua creatura votata anche dai 5 stelle . Chi l’avrebbe detto?

Il Pd col voto inutile a Giachetti e Fedeli ha scelto prima ancora di “opporsi ” ad un governo che non c’e’ l’irrilevanza preaventiniana . Aggettivo che non porta fortuna

LE CATASTROFICHE BATTAGLIE PERSE DI RENZI

di franco pelella

Michele Serra ha ricordato mercoledì scorso, su “La Repubblica”, le date maggiormente simboliche della crisi del Pd e della leadership di Renzi. La prima data è il 23 novembre 2014, quando alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna si dimezzò il numero dei votanti arrivando al 37 per cento. La seconda data è il primo giugno 2017, quando Antonio Campo Dall’Orto si dimise da direttore generale della Rai, impallinato dai cacicchi dei partiti (Pd compreso); quelle dimissioni costituirono la fine del sogno di autonomia del servizio pubblico e, quindi, la fine di uno dei cardini del renzismo. La terza data è il 19 giugno 2015, quando Fabrizio barca presentò il rapporto sullo stato del Pd romano. Michele Serra, però, ha dimenticato una quarta data, forse più importante delle altre. Si tratta del 15 novembre 2016, quando Vincenzo De Luca, in vista del referendum sulla riforma costituzionale, radunò presso l’Hotel Ramada di Napoli 300 sindaci campani del Pd. In quell’occasione il Governatore della Campania fece il famoso discorso della “frittura di pesce”. In pratica De Luca invitò i sindaci a portare al voto favorevole alla riforma costituzionale il maggior numero di persone possibile utilizzando qualsiasi mezzo o promessa, compresa una frittura di pesce. In quell’occasione divenne chiaro a tutta l’opinione pubblica nazionale che Renzi, in barba alla promessa di rottamazione, aveva stretto un’alleanza con il rappresentante più retrivo del vecchio notabilato meridionale.

 

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