Presentazione del libro Autobiografia della Nazione – Roma, 15 gennaio 2026 ore 18,00

Presentazione del libro
Autobiografia della Nazione
Sopravvalutati e furbetti nel Paese in declino 
 di Pierfranco Pellizzetti

giovedì 15 gennaio 2026 ore 18,00
presso la Fondazione MARCO BESSO ETS 
Largo di Torre Argentina, 11 Roma

Ne discutono con l’Autore
Riccardo Mastrorillo, Critica Liberale
Stefano Petrucciani, Filosofo della politica

Presiede
Stefano Fera, Consigliere nazionale e presidente della sezione genovese di Italia Nostra

Per partecipare in presenza prenotazione obbligatoria su: https://fmbe.it/310

o inquadrando il QCode

A dieci anni dalla morte, il pensiero di Zanone rimane un antidoto al veleno del finto liberalismo

di andrea bitetto

Dieci anni fa ci lasciava Valerio Zanone, liberale da una vita e per l’intera sua vita. Uomo di cultura, di profonda cultura. Valerio era, al fondo, un uomo di cultura mutuato alla politica. E la cultura, per quanto possano interessare le note biografiche di chi oggi vuol ricordare un proprio maggiore, era il terreno sul quale ci eravamo incontrati. Per poi non lasciarci fino all’ultimo momento.

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La magistratura tra efficienza sbandierata e indipendenza minata: analisi di una contraddizione

di angelo perrone

Esiste un’incoerenza di fondo, che attraversa il dibattito sulla riforma della Giustizia. È una sfasatura che emerge quando la drammaticità della cronaca impone alla politica di rassicurare l’opinione pubblica: in quegli istanti, paradossalmente, il potere esecutivo si fa scudo di quell’efficienza giudiziaria che, in sede legislativa, sembra voler invece depotenziare.

L’occasione per questa riflessione è offerta dalle recenti dichiarazioni di esponenti governativi in merito al tragico incendio avvenuto in Svizzera nella discoteca Le Constellation. Affermare con orgoglio nazionale che «in Italia i responsabili sarebbero già stati arrestati» (Guido Bertolaso, assessore Regione Lombardia, 3-4.1.26) rappresenta un elogio involontario, eppure solenne, all’attuale assetto della nostra magistratura. Continua la lettura di La magistratura tra efficienza sbandierata e indipendenza minata: analisi di una contraddizione

L’inganno della riforma “liberale”: quando la legge diventa un accessorio del potere

di angelo perrone

La riforma costituzionale punta a scardinare l’unità della giurisdizione. Recidere la cultura comune tra Pubblico Ministero e Giudice significa spezzare quel vincolo di osservanza della Legge che li rende entrambi servitori della verità e non del risultato. Quando il controllo di legalità perde la sua compattezza istituzionale, la magistratura smette di essere un contrappeso unitario all’arbitrio e il cittadino resta solo di fronte al potere. È in questo tradimento del principio di separazione dei poteri che risiede la natura profondamente illiberale della riforma.

L’etichetta “liberale” è oggi spesa con eccessiva disinvoltura per nobilitare riforme che, nei fatti, sembrano ignorare i fondamentali dello Stato di diritto. Si parla di “svolta epocale”, ma si rischia di confondere il garantismo (la tutela dell’imputato) con il libertarismo (l’intolleranza verso ogni limite legale). Un’autentica riforma liberale non può prescindere da un dato: il cuore del liberalismo è la separazione dei poteri. Se la riforma indebolisce l’autonomia di chi deve controllare chi comanda, non è un’evoluzione democratica, ma un’operazione che sposta l’asse della giustizia a favore di chi governa. Continua la lettura di L’inganno della riforma “liberale”: quando la legge diventa un accessorio del potere

In Venezuela, ancora una volta, fallisce l’ordine internazionale

gioventù federalista europea

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, gli Stati Uniti hanno condotto una serie di bombardamenti sul suolo venezuelano. Nel pomeriggio di oggi Donald Trump ha dichiarato che il Presidente Nicolás Maduro è stato catturato ed è ora prigioniero su una nave da guerra statunitense. L’illegittimità del regime di Maduro, il suo carattere autoritario e le violazioni dei diritti umani, non possono in alcun modo giustificare il gravissimo atto compiuto dagli Stati Uniti, ulteriore conferma della crisi dell’ordine internazionale. Continua la lettura di In Venezuela, ancora una volta, fallisce l’ordine internazionale

Giù le mani da Valerio Zanone 2

di enzo marzo

SPELLO 29 DICEMBRE 2025

Spettabile avv. Andrea Pruiti Ciarello
Ho ricevuto la sua «diffida, richiesta di rettifica e pubbliche scuse» per l’articolo da me scritto e pubblicato “Giù le mani da Valerio Zanone”, nel quale, secondo il presidente della Fondazione Einaudi di Roma, da lei chiamato Benetto [sic!] vi sono «affermazioni gravemente lesive, con indebita evocazione della Fondazione Luigi Einaudi di Roma». Secondo voi queste offrono un «messaggio univoco: che la Fondazione Luigi Einaudi di Roma sarebbe parte dell’operazione culturale ed organizzativa oggetto dell’invettiva». Purtroppo incorrete in un equivoco: non ho mai scritto che la vostra Fondazione fosse tra gli organizzatori. So ancora leggere le intestazioni sugli inviti. Indicatemi dove ho sostenuto il contrario. Lei sostiene che sull’invito è scritta la ovvia banalità che in quel convegno la responsabilità delle opinioni espresse ricadono sui relatori. Ci mancherebbe altro. La responsabilità degli organizzatori (tra cui evidentemente non c’è la vostra Fondazione) è nella scelta dei temi e dei relatori che partecipano. Quindi considero chiuso il caso perché io mi sono riferito al significato generale del convegno e non mi ha mai interessato accreditare «un ruolo organizzativo» alla vostra Fondazione. So bene che la responsabilità politica cade in testa ai tre enti organizzatori e questo è chiarissimo nel mio testo. Continua la lettura di Giù le mani da Valerio Zanone 2

Giù le mani da Valerio Zanone

di enzo marzo

Il convegno su Valerio Zanone e il liberalismo [vedi allegato] grida vendetta al cielo. Sarà celebrato Zanone dal re del trasformismo italiano: Marcello Pera, passato da Popper al clericalismo più retrivo, dal socialismo democratico al berlusconismo, per infognarsi infine nelle liste dei neofascisti.  Si farà accompagnare in questo convegno anche da liberaloidi infiltrati, spesso berlusconiani per interesse, per conformismo, per oblio dell’abc del liberalismo. Mentre Zanone – sia chiaro – stava sul fronte opposto. Sempre. Senza esitazioni. Anche chi , come noi, non è stato mai zanoniano, non può non sottolineare la slealtà di questa operazione di mistificazione antistorica che corre il rischio di risultare fortemente lesiva della figura di un liberale onesto che non ha mai ceduto alle tentazioni di un regime di destra squallido  e liberal-farlocco agli ordini di un frodatore dello stato. Sarà interessante vedere come sarà raccontato lo scippo ai danni proprio di Zanone della Fondazione Einaudi di Roma. Per poterla asservire ad Arcore. Vergogna. L’unica nostra speranza è che il convegno del Senato non si concluda con il saluto romano.

Sequestrate quella campana

di alessandro giacomini

L’eversione di Sanremo è un attacco del Vaticano alla Repubblica italiana.

​Dal 28 dicembre 2025, ogni sera alle 20:00, la diocesi di Sanremo aggredisce lo Stato italiano, una campana risuonerà in pieno centro cittadino contro l’aborto, secondo quanto riportato dalla diocesi di Sanremo, l’istallazione della campana nasce “dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, custodendo nel cuore della chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell’aborto “

La “campana dei bimbi non nati”, voluta dal vescovo Antonio Suetta, è una sentenza di condanna che risuona nel suolo pubblico contro la Legge 194, ma non illudiamoci, questa non è l’iniziativa isolata di un vescovo di provincia è la punta di diamante di un’offensiva reazionaria che vede nella Chiesa Cattolica Italiana e nelle gerarchie del Vaticano i registi occulti di una strategia volta a demolire la laicità del nostro Paese. Continua la lettura di Sequestrate quella campana

I luoghi di culto non si chiudono. Un appello

La rivista e Centro Studi Confronti promuove l’appello di docenti universitari e ricercatori per una  politica bipartisan a tutela della libertà religiosa

APPELLO:
Pochi giorni fa, dopo un lungo contenzioso politico e giudiziario, anche il terzo e unico centro islamico di Monfalcone ancora  aperto è stato chiuso. Coloro che lo frequentano sono essenzialmente immigrati di seconda generazione, tra di loro alcuni italiani e vari cittadini europei.

Questo caso si aggiunge ai precedenti, tutti fondati su  presunte violazioni di norme urbanistiche a fronte delle quali, tuttavia, non è stata proposta alcuna risoluzione pratica e sostenibile. 

Non entriamo nel merito della vicenda ma esprimiamo la viva preoccupazione relativa al punto che provvedimenti di chiusura del luoghi di culto ledono la libertà fondamentale della libera professione della “propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata”, garantita  dall’art. 19 della Costituzione italiana.

In questi anni, con le nostre ricerche e le nostre pubblicazioni abbiamo documentato l’importanza dei luoghi di culto comunitari che, oltre che spazi di raccoglimento e spiritualità, costituiscono, nell’assoluta maggioranza dei casi analizzati,  anche preziosi spazi di aggregazione, formazione e integrazione nel territorio circostante. Continua la lettura di I luoghi di culto non si chiudono. Un appello

SEPARAZIONE FINALE: PERCHÉ DIRE NO AL REFERENDUM

di giuseppe corasaniti*

Dire NO a un referendum sulla giustizia non equivale certo a negare la necessità di riformarla.

Può invece significare esattamente il contrario: prendere sul serio la giustizia come istituzione costituzionale, come sistema equilibrato di verifiche di legittimità, sottraendola a scorciatoie decisionali che rischiano di comprometterne l’equilibrio senza nemmeno poi risolvere alcun aspetto delle dichiarate disfunzioni. Il dibattito pubblico sulla giustizia tende invece ciclicamente a polarizzarsi attorno a un’alternativa tanto rassicurante quanto ingannevole. Riformare o conservare, cambiare o difendere lo status quo. In questa rappresentazione semplificata, chi esprime perplessità su determinate riforme viene facilmente collocato dalla parte dell’inerzia, quando non addirittura della corporazione. È una narrazione fuorviante, soprattutto quando l’oggetto del contendere non è una legge ordinaria, ma l’assetto profondo di uno dei poteri dello Stato. Continua la lettura di SEPARAZIONE FINALE: PERCHÉ DIRE NO AL REFERENDUM

Il 41% di fiducia nella democrazia: se il “capo forte” diventa il regalo di Natale

di angelo perrone

I dati dell’ultimo sondaggio Demos ci consegnano un’istantanea gelida, proprio nei giorni in cui cerchiamo il calore delle feste: solo il 41% degli italiani dichiara di avere fiducia nella democrazia. È il dato più basso degli ultimi dieci anni. Ma c’è un dettaglio ancora più indicativo: cresce il desiderio del “capo forte” e aumenta la percezione di insicurezza, nonostante i reati siano statisticamente in calo.

Cosa ci dicono questi numeri tra un panettone e un regalo? Ci dicono che il “pavimento” della nostra casa comune non è solo storto, come nella mia fiaba del 19 dicembre, ma sta diventando terribilmente scivoloso. Continua la lettura di Il 41% di fiducia nella democrazia: se il “capo forte” diventa il regalo di Natale

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