Titolo del “Fatto” del 12 ottobre: “La guerra delle piazze: i dem in bilico tra chi vuole la pace e i filo-Nato”.
TRADUZIONE: i dem in bilico tra chi vuole la pace e chi vuole la guerra.
la lepre marzolina – mercoledì 12 ottobre 2022
Titolo del “Fatto” del 12 ottobre: “La guerra delle piazze: i dem in bilico tra chi vuole la pace e i filo-Nato”.
TRADUZIONE: i dem in bilico tra chi vuole la pace e chi vuole la guerra.
la lepre marzolina – mercoledì 12 ottobre 2022
Le dirigenti del Pd, piene di invidia, osservano Giorgia Meloni salire sul più alto podio senza che abbia mai pronunciato una sola parola a favore delle donne (anzi rispecchia una visione avversa ai loro diritti). E piagnucolano. Si sentono trattate malissimo dal loro partito e pretendono posti di potere “in quanto donne”. Nel Pd purtroppo non circola un granché di cultura moderna, di nessun tipo. Ma è intollerabile assistere da anni a questo piagnisteo che non tiene in alcun conto di cose vecchie e assodate fin dalla rivoluzione francese, quando si è dato inizio a un concetto di Égalité che si fonda sull’Uguaglianza senza distinzione di ceto, di genere, di colore dei capelli, di statura ecc. L’Egalité è parità di diritti e di opportunità. Ma le burocrate del Pd, e purtroppo anche molte pseudo femministe fuori dal Pd, si dedicano solo a battaglie “corporative”, hanno ottenuto le “quote rosa” di potere “in quanto donne”, dimenticando che non conta assolutamente il posto ricoperto, e che anzi un ruolo non conquistato col merito o con l’abilità, bensì assegnato “in quanto donna”, è già di per sé subalterno, paga una diminutio fin dalla nascita. In politica conta davvero solo la “forza politica”, e quella o ce l’hai o non ce l’hai. Quanti politici omosessuali hanno successo in politica? Ma certamente non per le loro opzioni di genere. La battaglia “in quanto donna” per l’elezione del Presidente della repubblica è stata avvilente e preistorica: meglio la Casellati o il Mattarella? Alle burocrate l’ardua sentenza.
Meloni andrà a Palazzo Chigi, Serracchiani potrà cambiare (come ha fatto) quante correnti vuole ma rimarrà sempre Serracchiani, con l’unico merito d’essere una “donna”. Quando le piddine si sentiranno di essere davvero “uguali”, abbandoneranno la ricerca del “protezionismo” e raggiungeranno le posizioni che meritano. Come d’altronde in altri paesi, dove le donne che militano in politica affrontano il conflitto politico e raggiungono posizioni di assoluto rilevo non “in quanto donne”, ma in quanto persone.
Sembra che il Pd, per assoluta mancanza di cultura liberale, per rimediare allo scarso potere delle “sue” donne, voglia rimediare nominandone due qualunque a Capogruppo in Parlamento: “In quanto donne”. La forma “politicamente corretta” sarà salva, intanto poi le decisioni le prenderanno altri.
di enzo marzo
«Questa opprimente schiavitù che incombe, insieme dall’alto e dal basso, risuscita e ancora di più risusciterà nell’avvenire, tutta la forza dell’opposizione liberale. Il liberalismo, è stato giustamente detto, se rinascerà come partito, non potrà essere che un partito di opposizione. Ma anche fuori di questa ipotetica contingenza politica, c’è materia di lavoro per gl’individui, anche isolati, che hanno della libertà una coscienza viva. Si tratta di educarsi e di educare con una critica vigile e attiva, di riprendere, sotto quella luce, contatto cogli avvenimenti, di mostrare tutto il valore rivoluzionario di questa magica parola “libertà”, quando non è soltanto una parola, ma vita, articolazione di pensiero, novità di spirito nel considerare gli avvenimenti umani. Sento che il mio appello sarà raccolto; da pochi ma dai migliori. Non si tratta di formulare e pietrificare programmi; si tratta di vivere e far vivere lo spirito liberale, non con astratte proclamazioni, ma stretto, aderente alle cose, le più comuni, dell’esperienza più banale. Si tratta di spiegare che vi sono problemi, laddove non si vedrebbero che soluzioni belle e fatte, da accettare passivamente. Si tratta di purificare un poco questa volgare politica, salendo un po’ al di sopra del comune patriottismo, istituzionalismo, ministerialismo e i loro contrari; dimenticando anche i partiti, magari per tornarci con una più approfondita coscienza. Si tratta in una parola di farci un’educazione politica libera e spregiudicata».
Vorrei davvero averle scritte io queste frasi, sarebbero un vero bel programma per affrontare oggi da “forti” la crisi epocale della sinistra e l’avvento dell’estrema destra di ascendenza fascista o, per essere più attuali e precisi, trumpiana, orbaniana e putiniana. Ovvero di quel côté che è direttamente totalitario o fa riferimento a quella democrazia illiberale che si dimostra il peggior nemico delle politiche liberali.
Ma non sono parole mie, sono di Guido de Ruggiero,
Continua la lettura di 8 ottobre 1922: nasce il pli fascioliberale
per scaricare il pdf di NONMOLLARE clicca qui
e anche su www.ilfattoquotidiano.it – Ecco un bel programma politico che avrei voluto scrivere (e invece risale a 100 anni fa)
Sommario
allarmi son fascisti!
3. riccardo mastrorillo, stiamo attenti ai veri numeri
5. paolo bagnoli, comincia la vera seconda repubblica
8. michele marchesiello, collegi uninominali salamandre
9. angelo perrone, che fare in questa nuova stagione populista?
12. valerio pocar, per favore, non mantenete le promesse
13. raffaello morelli, occorre vigilare
notizie dallo sprofondo
15. niccolò rinaldi, un decalogo per cambiare il partito
17. attilio tempestini, i sette peccati del pd
19. alessandro pilotti, caro enrico o meglio caro segretario
in fondo
20. enzo marzo, il liberalismo e i fascioliberali
21. comitato di direzione
21. hanno collaborato
7. bêtise d’oro
7-11-14-16-18. bêtise
Un politico che ostenta la sua collezione di cimeli fascisti può fare il presidente del Senato. Invece un comico, se per 30minuti balla in un varietà tv con una maglietta della X mas, viene squalificato dalla gara di ballo.
Vetriolo 14/11/2022

La vincitrice commossa
regala agli estasiati spettatori,
con fasulle parole francescane,
la prima panzana della nuova èra.
Guai a meravigliarsi.
la lepre marzolina – martedì 27 settembre 2022
Critica liberale ti invita a partecipare ad un confronto/dibattito per valutare e commentare insieme i risultati delle elezioni politiche. Si parlerà liberamente per confrontarsi sulle prospettive future e per fare in libertà un’analisi del voto.
Ciascun partecipante, potrà intervenire per 3 minuti (tassativi) liberamente, se sarà possibile faremo anche un giro di repliche e controrepliche.
Arrivati a due minuti e mezzo sarete avvisati, di nuovo un suono vi avviserà quando avrete raggiunto i 3 minuti, successivamente, nel caso non vi avvierete alla conclusione, entro il quarto minuto verrete silenziati.
Per partecipare all’incontro sarà necessario iscriversi al seguente link:
https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZ0tf-uuqzkrEtNDgh8g58yx0DvLbxZKo-XT
Dopo l’iscrizione, riceverai un’email di conferma con le informazioni necessarie per entrare nella riunione.


presiede e coordina
Salvatore RONDELLO PRESIDENTE, CIRCOLO ‘GIUSTIZIA E LIBERTÀ’
ne parlano
Paolo BAGNOLI DIRETTORE DI RIVOLUZIONE DEMOCRATICA
Giorgio BENVENUTO PRESIDENTE, FONDAZIONE BRUNO BUOZZI
Francesco Maria FABROCILE STORICO
Enno GHIANDELLI CURATORE DEL LIBRO
Alessandro RONCAGLIA ECONOMISTA ACCADEMICO DEI LINCEI
di vincenzo ferrari
Poche riflessioni a caldo sulla catastrofe.
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